Cina e CEEC un modello vincente per la “Nuova via della seta”

Cina e CEEC un modello vincente per la “Nuova via della seta”

Primi risultati convincenti per Cina e CEEC (Committee of European Economic Co-operation) in virtù dell’accelerazione degli scambi economici nell’ambito del formato di cooperazione “16 + 1” per la realizzazione degli obiettivi fissati dalla “Nuova via della seta”[1], l’iniziativa strategica della Cina per il miglioramento dei collegamenti e della cooperazione tra paesi nell’Eurasia.

Diverse le aziende che iniziano ad avere i primi benefici derivanti dalla cooperazione. Ad esempio, le acciaierie serbe della Smederevo Steel Mill, acquisite nel 2016 dalla cinese Hesteel Group, hanno finalmente iniziato a realizzare profitti nell’ultimo anno dopo una perdita maturata in sette anni. Tutto ciò è avvenuto grazie al gruppo cinese che in solo otto mesi ha investito sul gruppo promettendo di renderlo uno dei più competitivi in ​​Europa.

Anche la Polonia sorride da quando il gruppo cinese Liugong, cinque anni dopo aver acquisito l’unità meccanica della polacca Huta Stalowa Wola[2] (HSW), ha trasformato l’azienda in una proficua joint venture che ha pagato tasse e quote per circa 68 milioni di dollari negli ultimi quattro anni oltre alla numerosa creazione di posti di lavoro[3].

Anche il gruppo cinese Hongbo ha investito circa 100 milioni di dollari per costruire una fabbrica di lampade a LED nel Paese.

Secondo il Ministero del commercio cinese, nel 2016, il commercio totale tra la Cina e i 16 Paesi della CEEC è aumentato del 9,5%, segnando un risultato estremamente positivo nonostante gli scambi della Cina con l’Europa e il mondo nel suo insieme sono diminuiti nello stesso periodo.

Proposta dal Presidente cinese Xi Jinping nel 2013, l’iniziativa della Nuova via della seta mira a costruire reti commerciali e infrastrutturali che collegano l’Asia con l’Europa e l’Africa, riproponendo e potenziando le antiche rotte della Via della seta.

La nuova rete di Xi Jinping comprende la cintura economica della Via della seta e la via della seta marittima del XXI secolo.

La forza della cooperazione Cina-CEEC (1 + 16)

La forza della cooperazione Cina-CEEC sta principalmente nell’enorme potenziale di mercato in un’area che ospita molte economie emergenti. Ad esempio China General Nuclear Power Corporation sta negoziando la costruzione di due nuove centrali nucleari a Cernavoda, nel sud-est della Romania. Il progetto da 7 miliardi di euro sarà il più grande tra la Cina e la CEEC

Da evidenziare c’è anche la ferrovia ad alta velocità tra Ungheria-Serbia, un progetto determinante per l’interconnettività regionale.

Zivadin Jovanovic,[4] un esperto serbo per gli affari internazionali, ha dichiarato a Xinhua, l’agenzia di stampa cinese che “La Serbia e la Cina espanderanno la cooperazione nella costruzione di infrastrutture, nella produzione, nella trasformazione alimentare e in altri settori”.

Wang Yiwei[5], esperto in Europa con Renmin University of China, ha affermato che la costruzione della Nuova via della seta potrebbe migliorare la cooperazione dei “16 + 1” lanciata a Varsavia nel 2012. “Si prospetta uno scenario vantaggioso per la Cina e l’Unione europea”, ha detto Wang. Il presidente ceco Milos Zeman ha affermato che gli sforzi per portare avanti l’iniziativa della Nuova via della seta, nel quadro dei “16 + 1” porterà maggiori opportunità anche per la Repubblica Ceca.

I vantaggi della cooperazione Cina-CEEC

La cooperazione Cina-CEEC arriva con reciprocità, infatti l’investimento cinese nella CEEC è ora di oltre 9 miliardi di dollari, mentre la CEEC ha investito solo 1,4 miliardi di dollari in Cina. Nei primi tre trimestri di quest’anno, il commercio Cina-CEEC ha superato i 49 miliardi di dollari, segnando un aumento del 14,5% su base annua mentre le importazioni cinesi dalla CEEC sono aumentate del 21,9%. L’aumento della domanda dalla Cina, si tramuta in un enorme mercato per i produttori della CEEC. Ad esempio l’azienda cinese che acquistò la Lobkowicz Brewery Group in Repubblica Ceca non solo ha contribuito a preservare le sue tradizionali abilità, ma  ha avuto l’opportunità di portare la prestigiosa birra ceca alla in Cina attraverso i treni merci cinesi-europei. Lungo la ferrovia i continenti asiatico ed europeo costituiscono quasi un quarto dei paesi della via della seta. Jan Kohout[6], consigliere del presidente ceco, ha affermato che la Nuova via della seta è uno dei punti salienti della politica estera cinese, svolgendo un ruolo determinante nello sviluppo europeo e asiatico.

Secondo Wang Yiwei “La Cina e la CEEC stanno facendo progressi, costruendo una comunità con un futuro condiviso attraverso azioni pratiche”.


[1] La Nuova via della seta è un’iniziativa strategica della Cina per il miglioramento dei collegamenti e della cooperazione tra paesi nell’Eurasia. Comprende le direttrici terrestri della “zona economica della via della seta” e la “via della seta marittima del XXI secolo” , ed è conosciuta anche come “iniziativa della zona e della via” o “una zona, una via” e col corrispondente acronimo inglese OBOR (One belt, One road).

[2] Più grande produttore polacco di macchine da costruzione e produzione di attrezzature militari.

[3] Xin Zhou, China, CEEC cooperation a model to advanceBelt and Road Initiative, Xinhua,2017.

[4] Zivadin Jovanovic , è stato Ministro degli Esteri della Repubblica Federale della Yugoslavia tra il 1998 ed il 2000. Dal 2005 è Presidente del  Belgrade Forum for a World of Equals.

[5] Professore della Scuola di Studi Internazionali, direttore dell’Institute of International Affairs e direttore del Center for EU Studies presso l’Università Renmin della Cina. È anche direttore del China-Europe Academic Network (CEAN) e ricercatore senior del Charhar Institute. Precedentemente professore all’Università di Tongji (2011-2012), diplomatico presso la Missione cinese nell’Unione europea (2008-2011) e professore del Centro di studi americani presso l’Università di Fudan (2001-2008). Ha pubblicato oltre 170 articoli accademici in Scienze sociali in Cina.

[6] Jan Kohout è un diplomatico e politico ceco . Era ministro degli affari esteri della Repubblica ceca nei governi di Jan Fischer e Jiří Rusnok .Tra il 1986 e il 1989 è stato membro del Partito comunista della Cecoslovacchia ; dal 1995 è membro del Partito socialdemocratico.

Copertina : Cammelliere su cammello battriano. Cina settentrionale (Henan) , prima metà VIII secolo. Dinastia Tang,(618-907). Terracotta. Torino , MAO – Museo Arti Orientali.

Edoardo Desiderio

Giornalista e consulente in comunicazione, ha conseguito la Laurea Magistrale in Organizzazione e Marketing per la Comunicazione d’Impresa presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Precedentemente, nel 2014 ha conseguito la Laurea triennale in Comunicazione Pubblica e d’Impresa sempre nella medesima Università.
Nel 2018 ha conseguito un Master di specializzazione in Marketing e Comunicazione Digitale presso Il Sole 24 Ore Business School e nel 2017 un Master in Europrogettazione presso l’istituto Europa Cube Innovation.

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