AfD: l’alternativa di destra nel panorama politico tedesco

AfD: l’alternativa di destra nel panorama politico tedesco

Nel 2013 fa la sua comparsa nella scena politica tedesca l’Alternative für Deutschland (AfD), una nuova formazione partitica anti-establishment che si propone fin da subito di contestare l’architettura istituzionale dell’Unione Europea e la moneta unica e successivamente, con l’aggravarsi della crisi dei rifugiati nel 2015, di opporsi fermamente alle politiche di accoglienza dei richiedenti asilo promosse dalla cancelliera Angela Merkel.


 

Sebbene la sua ascesa non sia stata paragonabile a quella di altri partiti populisti di destra nel contesto europeo, questa nuova forza politica d’ispirazione conservatrice, euroscettica e xenofoba è riuscita negli ultimi anni a crescere progressivamente a livello locale nei Länder tedeschi e ad affermarsi come quarta forza politica del Paese nelle recenti elezioni europee, mutando equilibri politici decennali e contribuendo a minare la tenuta della Große Koalition[1] CDU-SPD, che da anni governa a Berlino. 

Radicamento sul territorio e sviluppi interni

Il 6 febbraio 2013[2], solo sette mesi prima delle elezioni federali, l’AfD viene fondata ufficialmente[3]. Il nuovo partito si configura come una diretta emanazione del movimento politico “Wahlalternative 2013” (Alternativa elettorale 2013), nata nell’autunno dell’anno precedente su iniziativa di membri delusi della CDU e di economisti e giornalisti di orientamento conservatore, tra i quali spiccano il giornalista Alexander Gauland e il professore di economia Bernd Lucke.[4] Scopo di tale iniziativa è reagire contro le politiche di bailout[5] promosse dal governo CDU e l’inadeguatezza dell’attuale conformazione dell’Eurozona, senza costituirsi come partito politico ma supportando i Freie Wähler[6] (Liberi Elettori), che per la prima volta in quell’anno decidono di candidarsi a livello federale[7].

La cooperazione fra Liberi Elettori e Wahlalternative salta però a causa di visioni contrastanti in tema di organizzazione e strategie e ben presto la leadership di Wahlalternative dà vita ad un suo partito autonomo: l’AfD[8]. Inizialmente il programma del partito è estremamente breve e prevalentemente finalizzato ad una revisione dell’attuale assetto dell’Eurozona. Per tale motivo l’AfD delle origini è stato definito in letteratura come single-issue party[9], ossia un partito il cui programma si fonda su un singolo tema chiave. La base della sua membership si accresce progressivamente e l’AfD riesce a presentare una lista di partito in ogni Land alle elezioni generali del settembre del 2013[10]. Tuttavia, in questa tornata elettorale il nuovo partito riesce ad ottenere soltanto il 4,7% delle preferenze, non riuscendo così per soli 0,3 punti percentuali a superare la soglia di sbarramento e ad accedere al Bundestag[11].

Dopo le elezioni del 2013 il programma del partito si estende[12] in vista delle elezioni europee del maggio 2014. Nel manifesto del 2014 per le elezioni europee forti posizioni euroscettiche si uniscono alla critica ai partiti tradizionali e al conseguente favore per metodi di democrazia diretta, all’opposizione verso l’immigrazione irregolare, alla richiesta di un taglio dei sussidi statali alle energie rinnovabili e ad un orientamento liberale in economia, a favore della riduzione del debito e dell’imposizione fiscale. 

Inoltre, il partito non si configura come un one-person party ma assume una struttura fondata su un esecutivo nazionale guidato da tre rappresentanti di pari grado (Kornad Adam, Bernd Lucke e Frauke Petry) affiancato da un comitato consultivo formato di economisti e su una solida base di militanti[13]. All’inizio del 2014 però l’AfD è ancora una vasta piattaforma che accoglie differenti correnti ideologiche al suo interno, la cui coesistenza determina posizioni spesso contraddittorie e costituisce un notevole potenziale per divisioni e spaccature interne. In tale contesto comincia ad emergere una corrente di cristiani radicali che si schiera contro politiche di apertura verso gli omosessuali e i fedeli mussulmani[14], ponendo le basi per una frattura ideologica che si rivelerà determinante per un ricambio di leadership nel partito ed uno slittamento del programma verso posizioni di destra radicale. Nonostante le contraddizioni interne le elezioni europee del 2014 segnano un successo per l’AfD, che per la prima volta riesce a vincere sette seggi al Parlamento Europeo. Il successo a livello europeo si riverbera nel settembre dello stesso anno anche nei Länder dell’Est, in particolare in Turingia e Brandeburgo, dove il partito raggiunge rispettivamente il 10 % e il 12%[15], accedendo così ai parlamenti locali.

Dopo le elezioni tuttavia le tensioni nel partito si inaspriscono fra la corrente più liberale e tollerante verso l’Islam, supportata da Bernd Lucke, e quella più conservatrice e orientata a destra, sostenuta da Frauke Petry e vicina al movimento islamofobo PEGIDA (sigla tedesca per Patriottici Europei Contro l’Islamizzazione dell’Occidente)[16]. Divergenze di natura ideologica si accompagnano a lotte di potere fra i due co-leader. Lucke mira ad estendere la sua influenza nel partito e indice un voto per l’elezione di un nuovo leader di partito, ma nella conferenza di Essen nel 2015 viene sconfitto da Petry, alla quale va il 60% dei voti[17]. Lucke decide dunque di lasciare l’AfD e di fondare un nuovo partito chiamato dapprima Alleanza per il Progresso e il Rinnovamento e poi Riformisti Liberali-Conservativi (Liberal-Konservative Reformer, LKR), in cui confluiscono altri esponenti moderati dell’AfD e la maggioranza dei rappresentanti dell’AfD al Parlamento Europeo[18].

Con la leadership dell’imprenditrice Frauke Petry, affiancata dal co-leader Jörg Meuthen, si realizza la trasformazione del cosiddetto “partito dei professori” euroscettico e interessato a tematiche prettamente economiche e finanziarie in un partito populista di destra radicale concentrato sul tema dell’immigrazione e teso a cavalcare istanze nazionaliste e identitarie[19]. Infatti, fattore fondamentale che fa da volano a tale trasformazione è la crisi dei rifugiati che nel 2015 sconvolge la Germania, dove in quell’anno vengono accolti un milione di profughi provenienti prevalentemente dalla Siria[20]

L’AfD sfrutta abilmente il tema degli immigrati e si radicalizza nei toni, avvicinandosi ad altri partiti di estrema destra europei[21], nonché al movimento PEGIDA, con il quale condivide numerose posizioni xenofobe: la percezione che la Germania sia travolta da un Islam aggressivo e brutale, la convinzione che i crimini commessi da rifugiati e richiedenti asilo siano in aumento e che le donne siano messe in pericolo da uomini mussulmani sessualmente disinibiti. Tale vicinanza con PEGIDA inoltre prende forma anche attraverso visite reciproche di esponenti dell’Afd a manifestazioni di PEGIDA e viceversa[22]. Altro sintomo di una radicalizzazione del partito è l’emergere nello stesso anno della corrente interna ultranazionalista Der Flügel, formatasi sotto l’influenza del rappresentante AfD in Turingia Björn Höcke[23].

Fra il 2016 e il 2017 il partito aumenta considerevolmente i suoi consensi, soprattutto nei Länder della Germania dell’Est, facendo leva sul rifiuto del multiculturalismo e della Willkommenskultur (Cultura dell’Accoglienza), propugnata dal governo Merkel[24].  Il picco dei consensi è raggiunto nello Stato della Sassonia Anhalt, dove l’AfD ottiene nelle elezioni locali del 2016 il 24,3% dei voti[25].  Nell’aprile del 2017, a sei mesi di distanza dalle nuove elezioni federali, Petry tenta tuttavia di invertire il corso di questa radicalizzazione del partito e in una conferenza a Colonia propone di tornare a rivolgersi ad un elettorato conservatore ma meno radicale e di cercare un’alleanza con la CDU, trovando però scarso supporto nel suo partito[26], con il quale si scontra inoltre nel tentativo di ottenere l’espulsione di Björn Höcke[27]. Petry resta la presidente dell’AfD ma esce fortemente indebolita dal congresso di Colonia, che elegge candidati cancellieri il duo composto dal fondatore Alexander Gauland e dall’economista Alice Weidel[28].

Le elezioni del settembre del 2017 sono il momento della svolta: con il 12,6% dei voti il partito fa il suo ingresso al Bundestag e si attesta come terza forza politica della Germania dopo CDU e SPD, superando i liberali di FDP, la Linke e i Verdi e registrando un aumento di ben 7,9 punti percentuali rispetto alle elezioni del 2013[29]. L’AfD deve questo eclatante successo soprattutto all’Est e alla Sassonia in cui raggiunge il 27% dei voti, ma anche alla Baviera e al Baden-Württemberg. Attirando soprattutto i voti di ex elettori della CDU/CSU e di ex astensionisti[30], l’AfD diviene dunque il primo partito a destra della CDU/CSU nella storia tedesca del dopoguerra ad ottenere rappresentanza nel Bundestag[31]. Il successo elettorale non ricompatta tuttavia le diverse fazioni di un partito estremamente eterogeneo e diviso, ma fa vacillare i fragili equilibri raggiunti nei mesi precedenti. Frauke Petry annuncia infatti il giorno dopo la vittoria elettorale di non voler prendere parte al gruppo parlamentare[32], dopo essere stata isolata per mesi nel suo tentativo di porre un freno all’ala ultranazionalista del partito e di rimuovere dal partito elementi estremisti e antisemiti come Björn Höcke. Successivamente abbandona l’AfD e fonda – secondo uno schema già visto – un nuovo partito, Die Blaue Partei (il Partito Blu)[33]. Ironicamente, colei che ha trasformato l’AfD in un partito populista di destra, diviene simbolo dell’anima moderata e presentabile del partito in crescente tensione con l’anima völkish, che decide prenderne le distanze e che cerca con il Blaue Partei di garantire una “ragionevole offerta politica conservatrice”[34].

Dopo la defezione di Frauke Petry, il partito si riunisce ad Hannover per individuare una nuova guida. La scelta ricade su Jörg Meuthen, volto più moderato del partito. Dopo alterne vicende anche Alexander Gauland, più vicino ad Höcke e all’ala nazionalista, viene nominato nuovo “portavoce” del partito, acquisendo una nuova carica che si va ad affiancare a quella di capogruppo parlamentare dell’AfD[35]. In tal modo la leadership viene divisa fra due figure, che rappresentano le due anime di un partito disomogeneo, caratterizzato da lotte intestine e frequenti abbandoni.

Sul finire del 2018 l’AfD riesce a insediarsi nei parlamenti di tutti i Länder tedeschi, conquistando dapprima quello della Baviera con il 10,2%[36] e poi il Landtag dell’Assia con il 13,1% dei voti[37].

Siamo di fronte dunque ad un partito che in pochi anni è riuscito a estendersi e radicarsi su tutto il territorio nazionale, il cui volto presentabile e moderato difficilmente riesce a celare un’anima sempre più estremista e in grado di generare sospetti. Nel gennaio di quest’anno è giunta infatti una decisione storica dell’agenzia di intelligence nazionale, l’Ufficio federale per la Protezione della Costituzione (Bundesamt für Verfassungsschutz o BfV), incaricato di monitorare le attività di terrorismo ed estremismo che possono mettere in pericolo l’ordine costituzionale[38]. Per la prima volta nella storia della Repubblica federale tedesca il BfV ha catalogato l’AfD, un partito presente in tutti i parlamenti regionali e nel Bundestag, come Prüffall, cioè come caso da verificare. Il partito nel suo complesso è quindi sotto sorveglianza, al fine di un suo eventuale inserimento nella lista delle formazioni politiche controllate dalle autorità federali in quanto rappresentanti un pericolo per l’ordine democratico[39].  Tuttavia, altre articolazioni del partito quali l’organizzazione giovanile Junge Alternative e Der Flügel di Höcke sono state dichiarate dalle autorità federali come Verdachtsfall, ossia casi sospetti che potrebbero rappresentare formazioni estremiste[40].

Un manifesto per la Germania

Un’analisi del Manifesto per la Germania stilato dal partito in vista delle elezioni del 2017 fornisce un quadro generale delle principali posizioni dell’AfD e riflette il processo di trasformazione subito dal partito negli ultimi anni. Il manifesto del 2017 delinea infatti un programma di partito molto più aderente alle linee programmatiche di altri partiti populisti di destra, nel cui ambito molta enfasi è posta sui temi dell’immigrazione, della sicurezza, dell’identità culturale, mentre l’Unione Europea e l’euro assumono meno rilievo rispetto al passato.

Particolare accento è posto sulla preservazione della cultura tedesca come “cultura predominante”[41] su cui si fonda lo Stato tedesco e che plasma le interazioni sociali. Forte è l’avversione al multiculturalismo, visto come una minaccia per la coesione sociale e “la sopravvivenza dello Stato nazione come unità culturale”[42]. Ne consegue un rifiuto netto dell’Islam, una religione che “non appartiene alla Germania”[43] e le cui leggi dettate dalla shari’a sono ritenute incompatibili con il sistema di valori di matrice giudaico-cristiana e con l’ordinamento costituzionale tedesco.

 La difesa delle tradizioni culturali tedesche si traduce poi anche in una notevole enfasi sul ruolo della famiglia tradizionale come pietra miliare della coesione sociale e unità fondamentale entro cui crescere nuovi bambini, che deve essere sostenuta con politiche per la famiglia finalizzate all’incremento del tasso di natalità. Il supporto alla famiglia tradizionale viene presentato come la soluzione fondamentale per invertire il calo demografico in Germania in contrapposizione al ricorso all’immigrazione di massa, proveniente soprattutto da paesi islamici, vista come causa di una proliferazione di comunità parallele e come minaccia alla sicurezza pubblica[44].

L’immigrazione è infatti il cavallo di battaglia del programma del partito. L’obiettivo del partito è di cambiare un paradigma che ha visto la Germania diventare un paese d’immigrazione negli ultimi decenni e concedere liberamente asilo. A tal proposito si propone una chiara distinzione fra rifugiati politici e profughi in fuga da guerre da un lato e immigrati irregolari dall’altro, che non hanno diritto a richiedere protezione e che devono essere rimpatriati.

Inoltre, si richiede la chiusura completa dei confini dell’Unione Europea, nonché controlli più rigidi sui confini della Germania per evitare “incontrollati afflussi di immigrati”[45] e la creazione di centri di asilo situati in paesi sicuri delle regioni da cui i richiedenti asilo provengono e dai quali essi potranno essere trasferiti in Germania o nell’Unione Europea solo nel caso in cui sia stato accertato che siano titolari del diritto d’asilo[46].

Permane inoltre l’euroscetticismo delle origini, che si divide in una componente economica, che critica l’unione monetaria e i suoi effetti deleteri per i Paesi che ne sono parte, ed in una politica, ostile alle istituzioni e ai burocrati di Bruxelles e ad ulteriori cessioni di competenze e poteri decisionali all’Unione Europea.[47] Sul piano economico, l’AfD ritiene sia necessario porre fine all’esperimento dell’Euro, un progetto essenzialmente politico e ormai fallito, che non può essere più tenuto in vita se non tramite politiche di salvataggio degli Stati membri che non posseggono gli standard per essere nell’unione monetaria, divenute insostenibili per la Germania. Il partito si spinge quindi a proporre una dissoluzione congiunta dell’unione monetaria o in alternativa un’uscita della Germania da essa[48]. Sul piano politico il manifesto del 2017 assume una forte posizione sovranista riassunta dallo slogan “un’Europa di Stati nazione”[49], che ha i suoi punti cardine nel rifiuto di ulteriori tentativi di centralizzazione delle competenze e di costruzione di uno Stato federale europeo e in un nuovo trasferimento di poteri verso lo Stato nazione[50].

Vicino ai leitmotiv dei partiti populisti odierni è poi l’attacco ad una “piccola e potente élite”[51], ad un “cartello politico”[52] che opera entro i confini dei partiti politici tradizionali e che governa realmente. Nel manifesto si depreca l’“onnipotenza dei partiti politici”[53], che hanno tradito il loro ruolo di rappresentanti della volontà del popolo tedesco, e si difende la realizzazione di una democrazia diretta attraverso l’introduzione di referendum sulla base del modello svizzero e il divieto di emendare la costituzione, accedere a trattati internazionali o cedere sovranità all’Unione Europea senza la previa approvazione del popolo tedesco[54].

In linea con altri partiti di destra, viene proposto in materia di sicurezza un rafforzamento delle forze armate tedesche, ritenute un “pilastro della sovranità tedesca”, che passa anche attraverso la reintroduzione del servizio militare obbligatorio per gli uomini dai 18 ai 25 anni[55].

In ambito economico l’AfD appoggia invece un orientamento liberale, facendosi fautore della libera competizione di mercato, accompagnata da una limitata spesa pubblica, e di relazioni commerciali internazionali su base multilaterale e conformi alle regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio[56].

Tra elementi innovativi ed estremismi: uno sguardo ai maggiori esponenti dell’AfD

I maggiori esponenti dell’AfD hanno conferito al partito un volto che per alcuni aspetti si distingue da quello esibito da altri partiti populisti europei di destra, ma che allo stesso tempo mostra talvolta anche tratti di natura estremista.

Elemento distintivo del volto dell’AfD è una membership composta prevalentemente da economisti, professori universitari ed esperti. Mentre leader di altri partiti di destra come il Front National francese enfatizzano le proprie umili origini per ingraziarsi il cittadino comune, l’AfD si è legittimata facendo riferimento all’expertise dei propri membri, esperti di economia da contrapporre a politici senza più contatto con la volontà popolare[57]. Bernd Lucke, uno dei fondatori di Wahlalternative 2013 e dell’AfD successivamente, è professore di economia presso l’Università di Amburgo. Allo stesso modo l’attuale capogruppo dell’AfD al Bundestag Alice Weidel ha alle spalle una laurea in business administration, un dottorato in economia e una carriera presso la Goldman Sachs e l’Allianz Global Investors[58]. Economista è anche Jörg Meuthen. Percorso diverso è invece quello di Alexander Gauland, con studi in legge e scienza politica a Marburgo, una carriera politica nelle frange conservatrici della CDU e una da pubblicista e editore del Märkische Allgemeine[59].

Elemento inedito nel panorama dei partiti populisti di destra è inoltre la dichiarata omosessualità di uno dei suoi leader, Alice Weidel, figura che si discosta fortemente dallo stereotipo di leader di un partito di destra populista: vive infatti con una compagna originaria dello Sri Lanka, Sarah Bossard, e cresce con lei due figli adottivi. Sebbene il suo orientamento sessuale e la sua vita privata sembrino stridere con un programma politico fondato sull’immagine della famiglia tradizionale, Weidel ha sostenuto con fermezza che la sua omosessualità non è in contraddizione con la sua fede politica. È celebre la sua affermazione “Sono di destra anche per la mia omosessualità, non nonostante”, pronunciata durante la conferenza stampa del 2017 in cui fece outing[60] e giustificata sostenendo che l’AfD è l’unico partito in Germania che si batte per l’ordine, da cui traggono vantaggio tutti i cittadini a prescindere dal proprio orientamento sessuale, poiché “senza sicurezza interna, non c’è libertà”[61].

Il riferimento di Weidel è ad un’esigenza di sicurezza accresciutasi con l’afflusso di immigrati islamici e l’aumento di aggressioni a carico di cittadini tedeschi -spesso donne, omosessuali o transessuali- commesse sulla base di dettami della religione islamica. La singolarità della figura di Alice Weidel convive -non senza contraddizioni- con posizioni estremiste. Nel 2017 infatti fu resa nota dal quotidiano tedesco Die Welt un’e-mail scritta da Weidel nel 2013[62], dalla quale trapelavano sentimenti xenofobi e un linguaggio violento. In essa Weidel si scagliava contro i politici del governo Merkel, paragonati a “dei maiali”, che avrebbero fatto invadere la Germania “da popoli di culture straniere come arabi e zingari”[63].

Alexander Gauland simboleggia il cuore conservatore e liberale in economia del partito. Convinto fautore di un intervento minimo dello Stato in economia, è noto per i suoi scritti in cui riafferma la rilevanza dei concetti di patria (“Heimat”) o di cultura tedesca dominante (“deutsche Leitkultur”)[64], poi confluiti nelle linee programmatiche dei manifesti dell’AfD. Il forte sentimento nazionalista che permea i suoi scritti si accompagna ad un rifiuto dell’Islam, considerata un’entità religiosa e culturale che non appartiene alla Germania, e di conseguenza ad un tentativo di limitare l’immigrazione proveniente da paesi di fede islamica. È del 2016 la proposta di istituire un divieto di ingresso per i musulmani sul modello del travel ban di Donald Trump[65].  Le sue affermazioni xenofobe contro il calciatore Boateng e la ministra turca all’integrazione Oezoguz[66] , nonché la sua descrizione dell’era nazista come “chicken shit”, cioè come una breve buia parentesi nella grandiosa storia tedesca, hanno sollevato aspre condanne e critiche anche da parte della cancelliera Merkel[67]. Gauland ha inoltre difeso in alcuni casi Björn Höcke[68], portavoce dell’AfD in Turingia e volto estremista del partito. A lui fa capo Der Flügel, l’ala ultranazionalista del partito, dichiarata caso sospetto dalle autorità federali[69]. Höcke è stato inoltre spesso accusato di antisemitismo e definito come un “peso per il partito”[70] dalla ex leader Petry a causa di alcune sue controverse dichiarazioni.

In particolare, notevole scandalo suscitò un discorso tenuto a Dresda nel 2017 ad un evento degli Junge Alternative, nel corso del quale Höcke sostenne che quello tedesco è “l’unico popolo del mondo che si è piantato un monumento alla vergogna nel cuore della sua capitale”[71], facendo riferimento al Memoriale sull’Olocausto di Berlino.  La sua affermazione va inserita nel contesto di una più ampia critica della politica della memoria in Germania, che richiederebbe secondo il politico della Turingia “un’inversione di 180 gradi”[72]. Coerentemente con le sue posizioni ultranazionaliste, Höcke ha inoltre dato supporto al movimento islamofobo PEGIDA, che egli considera “la testa di ponte dell’AfD a Dresda”[73].

Elezioni europee del 2019 e prospettive future

Per le elezioni europee del 2019 l’AfD ha deciso di abbandonare il gruppo politico EFDD (Europa della libertà e della democrazia diretta) nel Parlamento Europeo, di cui era parte insieme agli eurodeputati del Movimento Cinque Stelle nella scorsa legislatura, e di unirsi alla nuova alleanza dei partiti sovranisti europei promossa dal vicepremier Matteo Salvini. Il portavoce federale Jörg Meuthen ha pertanto preso parte alla manifestazione voluta da Salvini nella piazza del Duomo di Milano lo scorso maggio insieme ad altri leader sovranisti europei, tra i quali Marine Le Pen e Geert Wilders[74].

Il dirompente successo che i partiti sovranisti si attendevano tuttavia in Germania non c’è stato.  L’AfD si è fermato infatti al 10,9%[75]. È cresciuto rispetto alle precedenti elezioni europee, ma si tratta di una crescita contenuta. Sono soltanto undici i seggi al Parlamento europeo di cui l’AfD è riuscito ad appropriarsi in questa nuova tornata elettorale. Un numero così esiguo di europarlamentari probabilmente limiterà l’influenza dell’AfD all’interno del nuovo gruppo nazionalista di estrema destra ID (Identità e Democrazia)[76], nel quale gli eurodeputati italiani e francesi sono predominanti[77] rispettivamente con 28 e 22 seggi[78].

Inoltre, rispetto alle elezioni federali del 2017 invece si è registrato un lieve calo dei consensi. L’AfD ha subito il boom dei Verdi, che lo hanno declassato a quarto partito del Paese. A causa di questa inferiore influenza nell’arena politica interna, il politologo Claus Leggewie ritiene che l’AfD sfrutterà la propria presenza fra i maggiori partiti populisti europei nel Parlamento europeo per poterla tradurre in “guadagni politici in Germania”[79] e apparire “più importante di quanto non sia”[80].

Il risultato delle elezioni europee sembra dunque segnare un’interruzione o quantomeno un rallentamento nella costante crescita dell’AfD, cui si è assistito negli ultimi anni. Le elezioni però hanno anche consentito al partito di attestarsi come quarta forza politica del Paese, una forza d’opposizione di rilievo con cui i futuri governi tedeschi saranno chiamati a dialogare e con cui soprattutto la CDU dovrà confrontarsi; una forza che però al momento non sembra poter esercitare un’influenza rilevante nello scenario politico europeo.


Note

 

 

 

[1] Il termine tedesco (letteralmente “grande coalizione”) indica nello specifico il governo di larghe intese composto dai cristiano-liberali di Angela Merkel (CDU) e dai socialdemocratici (SPD), che è divenuto la regola nella prassi politica tedesca dal 2005 ad oggi.

[2] Lewandowsky M., Alternative für Deutschland (AfD): A New Actor in the German Party System, Friedrich Ebert Stiftung, marzo 2014

[3] Berning C.C., Alternative für Deutschland (AfD) – Germany’s New Radical Right-wing Populist Party, in: ifo DICE Report 15 (4), 16-19, ifo Institut, 2017

[4] Lewandowsky M., Alternative für Deutschland (AfD): A New Actor in the German Party System, Friedrich Ebert Stiftung, marzo 2014

[5] Il riferimento è alle politiche di salvataggio, attuate a partire dal 2010-11, a favore di Grecia, Irlanda e Portogallo. Tali manovre prevedono che altri Stati europei e istituzioni come il FMI prestino fondi agli Stati incapaci di reperire capitale sul mercato privato, allo scopo di evitarne il default. http://www.treccani.it/enciclopedia/bailout_%28Dizionario-di-Economia-e-Finanza%29/

[6] I Freie Wähler sono associazioni di cittadini che si candidano alle elezioni (generalmente a livello comunale) senza registrarsi come partito politico.

[7] Lachmann G., Enttäuschte CDU-Politiker gründen Wahlalternative, Die Welt, 4 ottobre 2012 https://www.welt.de/politik/deutschland/article109606449/Enttaeuschte-CDU-Politiker-gruenden-Wahlalternative.html

[8] Lewandowsky M., Alternative für Deutschland (AfD): A New Actor in the German Party System, Friedrich Ebert Stiftung, marzo 2014

[9] Berning C.C., Alternative für Deutschland (AfD) – Germany’s New Radical Right-wing Populist Party, in: ifo DICE Report 15 (4), 16-19, ifo Institut, 2017

[10] Lewandowsky M., Alternative für Deutschland (AfD): A New Actor in the German Party System, Friedrich Ebert Stiftung, marzo 2014, p.4

[11] Berning C.C., Alternative für Deutschland (AfD) – Germany’s New Radical Right-wing Populist Party, in: ifo DICE Report 15 (4), 16-19, ifo Institut, 2017

[12] Ibid.

[13] Lewandowsky M., Alternative für Deutschland (AfD): A New Actor in the German Party System, Friedrich Ebert Stiftung, marzo 2014, p.5

[14] Lewandowsky M., Alternative für Deutschland (AfD): A New Actor in the German Party System, Friedrich Ebert Stiftung, marzo 2014, p.5

[15] https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-09-14/germania-regionali-e-boom-partito-anti-euro-afd-191322.shtml?uuid=AB7OLhtB

[16] https://www.dw.com/en/germanys-euroskeptic-afd-elects-conservative-leader-petry/a-18561912

[17] Ibid.

[18] Berning C.C., Alternative für Deutschland (AfD) – Germany’s New Radical Right-wing Populist Party, in: ifo DICE Report 15 (4), 16-19, ifo Institut, 2017

[19] Steinmann L., AFD, Il nuovo nome del nazionalismo tedesco, in Limes Rivista di Geopolitica Italiana, 3 gennaio 2019

[20]https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-01-06/germania-oltre-1-milione-profughi-arrivati-2015-40percento-siria–161949.shtml?uuid=ACNqa64B

[21] Berning Report 15 (4), 16C.C., Alternative für Deutschland (AfD) – Germany’s New Radical Right-wing Populist Party, in: ifo DICE -19, ifo Institut, 2017

[22] Grabow K., PEGIDA and the Alternative für Deutschland: two sides of the same coin?, in European View, 29 novembre 2016

[23] Bulli G., AfD, ritratto di un partito sempre più a destra, Treccani Atlante, 19 febbraio 2019

[24] Bulli G., AfD, ritratto di un partito sempre più a destra, Treccani Atlante, 19 febbraio 2019

[25] https://www.dw.com/en/afds-unlikely-duo-alexander-gauland-and-alice-weidel/a-38563247

[26] Berning Report 15 (4), 16C.C., Alternative für Deutschland (AfD) – Germany’s New Radical Right-wing Populist Party, in: ifo DICE -19, ifo Institut, 2017

[27]https://www.repubblica.it/esteri/2017/09/25/news/petry_afd_spaccatura_germania_no_gruppo_parlamentare-176440716/?ref=drac-3

[28] http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2017/04/23/afd-duo-gauland-weidel-per-cancelleria_92e9cd7e-be99-4066-bb09-3afb1cae4f8d.html

[29] http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Germania-elezioni-bundestag-2017-cdu-angela-merkel-vince-crolla-spd-estrema-destra-AFD-terzo-partito-919c9787-fbc0-4a46-8bb4-1f6d7e02dd34.html?refresh_ce

[30] Berning Report 15 (4), 16C.C., Alternative für Deutschland (AfD) – Germany’s New Radical Right-wing Populist Party, in: ifo DICE -19, ifo Institut, 2017

[31] Bulli G., AfD, ritratto di un partito sempre più a destra, Treccani Atlante, 19 febbraio 2019

[32] https://www.lastampa.it/2017/09/25/esteri/afd-si-spacca-frauke-petry-non-entrer-in-parlamento-U4DdKZV1VVdytc9hhDtFwJ/pagina.html

[33] https://www.dw.com/en/ex-afd-chief-frauke-petry-unveils-new-conservative-blue-party/a-40938707

[34] https://www.dw.com/en/ex-afd-chief-frauke-petry-unveils-new-conservative-blue-party/a-40938707

[35] https://www.repubblica.it/esteri/2017/12/02/news/germania_congresso_afd-182815560/

[36] https://www.repubblica.it/esteri/2018/10/14/news/elezioni_statali_baviera_risultati-208949708/

[37]https://www.repubblica.it/esteri/2018/10/28/news/germania_exit_poll_del_voto_in_assia_crolla_la_cdu_volano_i_verdi-210241918/

[38] https://www.ilsole24ore.com/art/germania-l-ultradestra-afd-mirino-servizi-minaccia-democrazia-AEHciGFH

[39] Bulli G., AfD, ritratto di un partito sempre più a destra, Treccani Atlante, 19 febbraio 2019

[40] Bulli G., AfD, ritratto di un partito sempre più a destra, Treccani Atlante, 19 febbraio 2019

[41] Manifesto for Germany. The Political Programme of the Alternative for Germany, 12 aprile 2017, p.46

[42] Ibid.

[43] Ibid., p.48

[44] Ibid., p.41

[45] Ibid., p.59

[46] Ibid., p.59

[47] Lewandowsky M., Alternative für Deutschland (AfD): A New Actor in the German Party System, Friedrich Ebert Stiftung, marzo 2014, p.2

[48] Ibid., p.19

[49] Ibid., p.16

[50] Ibid., p.16

[51] Ibid., p.7

[52] Ibid., p.7

[53] Ibid., p.10

[54] Ibid., p.8

[55] Ibid., p.30-31

[56] Ibid., p.66

[57] Lewandowsky M., Alternative für Deutschland (AfD): A New Actor in the German Party System, Friedrich Ebert Stiftung, marzo 2014, p.5

[58] https://www.open.online/2019/04/08/chi-e-alice-weidel/

[59] https://www.dw.com/en/the-afds-alexander-gauland-from-conservative-to-nationalist/a-40117652

[60] https://www.open.online/2019/04/08/chi-e-alice-weidel/

[61] https://www.open.online/2019/04/08/chi-e-alice-weidel/

[62] https://www.welt.de/politik/article168489086/Alice-Weidel-will-Veroeffentlichung-rassistischer-E-Mail-stoppen.html

[63] https://www.open.online/2019/04/08/chi-e-alice-weidel/

[64] https://www.dw.com/en/the-afds-alexander-gauland-from-conservative-to-nationalist/a-40117652

[65] https://www.dw.com/en/the-afds-alexander-gauland-from-conservative-to-nationalist/a-40117652

[66]https://www.repubblica.it/esteri/2017/09/24/news/l_afd_terzo_partito_in_germania_tra_nostalgici_e_xenofobi_ecco_chi_sono_i_suoi_membri-176418381/

[67] https://www.dw.com/en/the-afds-alexander-gauland-from-conservative-to-nationalist/a-40117652

[68]https://www.repubblica.it/esteri/2017/09/24/news/l_afd_terzo_partito_in_germania_tra_nostalgici_e_xenofobi_ecco_chi_sono_i_suoi_membri-176418381/

[69] Bulli G., AfD, ritratto di un partito sempre più a destra, Treccani Atlante, 19 febbraio 2019

[70] https://jungefreiheit.de/politik/deutschland/2017/petry-hoecke-ist-eine-belastung-fuer-die-partei/

[71] https://jungefreiheit.de/politik/deutschland/2017/petry-hoecke-ist-eine-belastung-fuer-die-partei/

[72]https://www.dw.com/en/germanys-right-wing-afd-seeks-to-expel-state-leader-over-holocaust-remarks/a-37525199

[73] Grabow K., PEGIDA and the Alternative für Deutschland: two sides of the same coin?, in European View, 29 novembre 2016

[74] https://www.dw.com/en/nationalist-and-far-right-parties-rally-in-milan-ahead-of-eu-vote/a-48783950

[75] https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2019-05-27/elezioni-europee-2019-germania-regge-merkel-boom-verdi-crollo-spd-afd-cresce-ma-non-sfonda-085036.shtml?uuid=ACCc6BJ

[76] Il nuovo gruppo ID va a sostituire il precedente gruppo politico ENF (Europa delle Nazioni e della Libertà).

[77] https://www.dw.com/en/how-will-the-far-right-afd-party-shape-the-european-parliament/a-49228613

[78] https://www.dw.com/en/far-right-parties-form-new-group-in-european-parliament/a-49189262

[79] https://www.dw.com/en/how-will-the-far-right-afd-party-shape-the-european-parliament/a-49228613

[80] https://www.dw.com/en/how-will-the-far-right-afd-party-shape-the-european-parliament/a-49228613


Foto copertina: The Local


Libri consigliati:


Scarica PDF

Federica De Turris

Frequento il terzo anno del corso di laurea in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II.
Affascinata da sempre dalla storia e dalla lingua tedesca, ho deciso di trascorrere un semestre di studio Erasmus a Francoforte, dove ho studiato presso la Facoltà di Scienze Sociali e di Legge della Goethe Universität Frankfurt.
Nutro una profonda passione per la storia delle relazioni internazionali e le lingue straniere. Credo fermamente nei valori dell'Unione Europea e nel dialogo interculturale.

Vedi tutti gli articoli
Vai alla barra degli strumenti