La morte di Abu-Bakr al-Baghdadi: quale futuro per Isis?

La morte di Abu-Bakr al-Baghdadi: quale futuro per Isis?

Abu Bakr al-Baghdadi, ex leader dell’autoproclamato Stato Islamico, uno dei terroristi più ricercati al mondo, è morto la notte tra il 26 e il 27 ottobre 2019 all’età di 48 anni. Nonostante l’immensa caccia all’uomo perpetrata dalle agenzie di intelligence mondiali, il leader è stato in grado resistere, guidando l’organizzazione dal 2010.


 

Leadership e strategia dello Stato Islamico: Visibilità vs Segretezza

Nel 2014, quando IS (o Daesh) aveva raggiunto il suo picco geografico e mediatico, era chiaro che una delle strategie utilizzate consisteva nel mostrare al mondo una potente leadership. Insieme al suo leader Abu Bakr al-Baghdadi, i membri più noti erano Abu Muhammad al Adnani, portavoce di Baghdadi e secondo in comando insieme ai leader di Iraq e Siria, rispettivamente Abu Muslim al Turkmani e Abu Ali al Anbari. Nel giugno 2019 Abu Bakr al-Baghdadi era l’unico sopravvissuto alle sconfitte militari che avevano colpito anche la catena di comando IS, uccidendo molti dei suoi uomini fidati. Dopo il crollo di Daesh come soggetto territoriale, il flusso di informazioni sulla sua leadership diminuì drasticamente. Lo Stato Islamico optò dunque          per un ritorno ad un regime di segretezza quasi assoluta – come prima del 2013 – in cui i nomi dei comandanti erano per lo più nascosti e gli elogi alle loro azioni avvenivano di rado[1].

È importante notare che le organizzazioni terroristiche salafite jihadiste come Daesh operano in segreto per preservarsi. D’altro canto, hanno bisogno di visibilità per mantenere il rapporto con i loro seguaci, tanto quanto per raggiungere i loro obiettivi politici e strategici. In questo dilemma tra segretezza e visibilità al-Baghdadi ha sempre preferito la segretezza. Sin dall’inizio, l’immagine del “Khilafa” non era concepita come fondamentale come invece accadeva per al-Qa’ida con Osama Bin Laden (deceduto nel 2011). Tuttavia, nel 2019, mentre la sconfitta militare di IS stava per compiersi il leader apparve due volte. La prima, il 29 aprile attraverso un video di 18 minuti e la seconda il 16 settembre con una registrazione di circa 30 minuti. Considerando che prima di queste occasioni Baghdadi apparve solo nel famoso video che mostra il sermone alla Grande Moschea di Al-Nuri (distrutta nel 2017) a Mosul, in Iraq, quando venne annunciata la fondazione del califfato il 4 luglio 2014[2], questa nuova esposizione deve essere vista come un evento straordinario.

La morte di Abu-Bakr al-Baghdadi a Idlib

Questa premessa è utile per comprendere uno degli eventi più sconvolgenti che hanno colpito IS: la morte del suo leader. Secondo la ricostruzione, Abu Bakr al-Baghdadi si è fatto esplodere in un tunnel sotterraneo mentre stava fuggendo dalla missione degli Stati Uniti designata per sua cattura nella notte tra il 26 e il 27 ottobre. Nell’esplosione il leader portò anche i suoi figli che morirono. La sua morte è avvenuta nel governatorato di Idlib, il che rende la vicenda molto rilevante. Infatti si pensava che Baghdadi fosse in Iraq o tutt’al più, al confine tra Siria e Iraq, mentre in realtà si trovava nel villaggio di Barisha nel nord-ovest della Siria, a pochi chilometri dal confine turco. Ciò è piuttosto sorprendente poiché Idlib è controllata da una coalizione di ribelli, in particolare da forze militari di Qaidiste, come riportato dalla giornalista di Foreign Policy Turkstov, alla fine di settembre di quest’anno.

Tra queste coalizioni la più rilevante è la cosiddetta Tahrir al-Sham (HTS), acerrima nemica di Daesh, come ha dimostrato nei mesi precedenti giustiziando alcuni dei suoi membri. Alcuni esperti hanno ipotizzato che il “Khalifa” fosse lì per forgiare di persona una nuova pace con i Qaidisti[3]. Col senno di poi, è possibile guardare alla recente esposizione mediatica di Baghdadi come una decisione consapevole e presumibilmente volta a sollevare l’organizzazione assumendo al contempo maggiori rischi. Resta dubbia la possibilità che questa maggiore esposizione mediatica abbia determinato una condizione di insicurezza per il leader e la sua conseguente cattura[4].

La morte di Baghdadi costituisce senza dubbio un duro colpo per il Daesh. Ad ogni modo, è molto improbabile che determinerà il suo declino tantomeno la sua fine. Tuttavia, ad uscire vittoriosa da questa operazione è la presidenza di Trump e, più in generale, le presidenze statunitensi nelle loro imprese contro la “Guerra al terrore”. Tra le vittorie eclatanti annoverano la morte di Abu Musab Zarqawi durante la presidenza Bush nel 2006 e in particolare quella di Osama bin Laden nel 2011 con Obama. In ogni caso, tutti questi successi militari non hanno dimostrato alcuna disintegrazione delle rispettive organizzazioni terroristiche

La questione della successione: un nuovo califfo

Secondo Abdel Bari Atwan: “L’assassinio di Bin Laden è stato fatale per al-Qai’da, ma la morte di Baghdadi potrebbe dare nuova vita a Isis”. Di fatto, al contrario di al-Qai’da, Daesh non si regge sul suo leader, ma si basa principalmente sulle ideologie: una forma estrema di wahhabismo, la cui natura intransigente aumenta il suo fascino per giovani islamisti alienati, sviluppando nodi regionali in almeno 18 paesi in Medio Oriente”[5]. Tuttavia, le conseguenze di questo episodio dipendono fortemente da come sarà gestito il ruolo del nuovo “Califfo”. La nomina ufficiale è stata resa nota attraverso una registrazione audio di quasi 8 minuti in base alla quale il nuovo leader Abu Hamza al-Qurashi, è ufficialmente proclamato a seguito della morte del suo predecessore. La scelta è stata presa dal consiglio della shura rispettando la (presunta) volontà di Abu-Bakr al-Baghdadi[6].

Questo nuovo annuncio rappresenta da un lato un potenziale stimolo per rafforzare la motivazione dei militanti, ma dall’altro lato non riesce a trasmettere carismaticamente il messaggio. L’uso di una registrazione audio, invece che di un video, in cui il nuovo leader non parla, rende il messaggio vago e limita la sua forza.

Il nuovo nome di battaglia del leader Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurashi ha però alcuni punti interessanti. La discendenza hashemita della tribù araba Quraish, a cui apparteneva il profeta Maometto, spicca nell’immediato. La legittimità del califfo, anche durante gli imperi, era legata alla discendenza dal Profeta e alla appartenenza alla sua tribù. La parola stessa “khalifa” significa successore del Profeta. Come Baghdadi prima, anche Abu Hamza al-Qurashi, sembra avere l’intenzione di mettere in luce questa credenziale religiosa fornendo al califfato un leader legittimo per continuare con il suo progetto. Tuttavia, contrariamente ad Abu Bakr al-Baghdadi, nel nome non vi è alcun riferimento all’origine geografica del leader (Baghdadi significa “di’ Baghdad”) né il nome appartiene ai Califfi Ortodossi o Rashidun (Abu Bakr, il primo successore del profeta Maometto che regnò dal 632-634).

Per concludere, la perdita del leader e la successione di un nuovo “califfo”, Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurashi, sono senza dubbio notizie di grande interesse nel panorama jihadista, ma i loro effetti concreti sono ancora difficili da prevedere e potrebbero non essere necessariamente disastrosi per il destino dell’autoproclamato Stato Islamico[7].


 

Riferimenti Bibliografici:

Atwan, A. B. (2019, Novembre 10). The assassination of Bin Laden was fatal for al-Qaeda, but Baghdadi’s death could breathe new life into Isis. The Independent. Link: https://www.independent.co.uk/voices/badhdadi-death-isis-middle-east-syria-terrorism-trump-a9197226.html

Baker, P. Schmitt, E. Cooper, H. (2019, Ottobre 27). ISIS Leader al-Baghdadi is dead, Trump says. The New York Times. Link: https://www.nytimes.com/2019/10/27/us/politics/isis-leader-al-baghdadi-dead.html

Callimachi, R. Schmitt, E. (2019, Octobre 31).  ISIS Names New Leader and Confirms al-Baghdadi’s Death. The New York Times. Retrieved from: https://www.nytimes.com/2019/10/31/world/middleeast/isis-al-baghdadi-dead.html

Caffarella, J. Wallace, B. Zhou, J. ISIS’S second comeback: assessing the next ISIS insurgency. (2019). Report of the Institute for the Study of War: Executive Summary. Link: http://www.understandingwar.org/sites/default/files/ISW%20Report%20-%20ISIS%27s%20Second%20Comeback%20-%20June%202019.pdf

Coles, I. Malisin, J. Strobe W. P. (2019, Ottobre 27). Death of Baghdadi Unlikely to End the Insurgency He Led. The Wall Street Journal. Link: https://www.wsj.com/articles/death-of-baghdadi-unlikely-to-end-the-insurgency-he-led-11572211479

Gardner, F. (2019, Ottobre 29). Baghdadi death: What now for IS? The BBC. Link: https://www.bbc.com/news/world-middle-east-50208793

Hellyer, H. A. (2019). What Did—and Did Not—Happen With the Death of Abu Bakr al-Baghdadi. Carnegie Endowment for International Peace. Retrieved from Carnegie Endowment Website: https://carnegieendowment.org/2019/10/31/what-did-and-did-not-happen-with-death-of-abu-bakr-al-baghdadi-pub-80252

Hennigan, W. J. Karlvick (2019, Novembre 31). What the Death of Abu Bakr al-Baghdadi Says About the War That Killed Him. Time. Link: https://time.com/5714753/al-baghdadi-death-iraq-war-analysis/

Hincks, J. ( 2019, November 1). A New ISIS Recording Names al-Baghdadi’s Successor. Here’s What to Know About the New Leader. Time.  Link: https://time.com/5716061/isis-leader-baghdadi-hashimi-al-quarashi/

Marone F. (2019). La morte di al-Baghdadi e il futuro del “califfato”. ISPI. Retrieved from ISPI Website: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/la-morte-di-al-baghdadi-e-il-futuro-del-califfato-24262

Marone F. (2019). L’ISIS tra segretezza e visibilità, il nuovo audio di al-Baghdadi. ISPI. Dal sito web di ISPI: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/lisis-tra-segretezza-e-visibilita-il-nuovo-audio-di-al-baghdadi-23941

Marone F. (2019). La testa dell’idra: il nuovo leader dell’ISIS. ISPI. Dal sito web di ISPI: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/la-testa-dellidra-il-nuovo-leader-dellisis-24297 

Ranieri, D. (2019). The Islamic State’s Leadership Today [Commentary]. ISPI. Dal sito web di ISPI: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/islamic-states-leadership-today-23400

Tsurkov, E. (2019, September 2019). Idlib Faces a Fearsome Future: Islamist Rule or Mass Murder. The Foreign Policy. Link: https://foreignpolicy.com/2019/09/19/idlib-faces-a-fearsome-future-islamist-rule-or-mass-murder-syria-civil-war-hayat-tahrir-al-sham/


Note

[1] Ranieri, D. (2019). The Islamic State’s Leadership Today [Commentary]. ISPI.  Dal sito web di ISPI: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/islamic-states-leadership-today-23400

[2] Marone F. (2019). L’ISIS tra segretezza e visibilità, il nuovo audio di al-Baghdadi. ISPI. Dal sito web di ISPI: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/lisis-tra-segretezza-e-visibilita-il-nuovo-audio-di-al-baghdadi-23941

[3] Baker, P. Schmitt, E. Cooper, H. (2019, October 27). ISIS Leader al-Baghdadi is dead, Trump says. The New York Times. Retrieved from: https://www.nytimes.com/2019/10/27/us/politics/isis-leader-al-baghdadi-dead.html

[4]Marone F. (2019). La testa dell’idra: il nuovo leader dell’ISIS. ISPI. Dal sito web di ISPI: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/la-testa-dellidra-il-nuovo-leader-dellisis-24297 

[5] Atwan, A. B. (2019, November 10). The assassination of Bin Laden was fatal for al-Qaeda, but Baghdadi’s death could breathe new life into Isis. The Independent. Link: https://www.independent.co.uk/voices/badhdadi-death-isis-middle-east-syria-terrorism-trump-a9197226.html

[6]  Marone F. (2019). La testa dell’idra: il nuovo leader dell’ISIS. ISPI. Dal sito web di ISPI: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/la-testa-dellidra-il-nuovo-leader-dellisis-24297

[7]  Ibidem.


Foto Copertina: Abu Bakr al-Baghdadi ripreso nel video pubblicato sul web il 29 aprile 2019. Islamic State Group/Al Furqan Media Network/Reuters TV via REUTERS


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Giulia Macario

Nata in Italia, attualmente studia Ricerca Avanzata in Criminologia Internazionale (IMARC) presso l’Erasmus University e la Kent University. Precedentemente ha vissuto un anno in Giordania, ad Amman, dove ha lavorato come ricercatrice e tirocinante presso “Arab Institute for Security Studies” (ACSIS) e dove ha studiato la lingua araba presso Qasid Institute. Nel 2018 ha iniziato il Master in Middle Eastern Studies (MIMES) offerto dall’ Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali (ASERI - Università Cattolica del Sacro Cuore) a Milano. La sua tesi “WMD, al-Qa'ida and the Hashemite Kingdom of Jordan: response to Violent Extremism” analizza la Giordania come caso studio nella difesa attuata contro l’estremismo violento, sia dal punto di vista strategico militare che dal punto di vista della contro-narrativa, prevenzione e riabilitazione. Nel 2017 ha ottenuto due diplomi presso l'Istituto per gli di Studi di Politica Internazionale (ISPI) in "Geopolitica e Sicurezza Globale" e "Crisi ed Emergenza Umanitaria". Precedentemente ha conseguito la laurea in Studi Internazionali all' Università di Trento con una tesi intitolata "I media nella galassia jihadista: Analisi e comparazione dei magazines di al-Qa ‘ida e delle Stato Islamico". Giulia è interessata particolarmente ai movimenti salafiti-jihadisti, all'islam politico con una particolare attenzione alla prevenzione e alla lotta contro l'estremismo violento e il terrorismo

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