Quale futuro per l’ Albania?

Quale futuro per l’ Albania?

L’annullamento delle elezioni amministrative deciso dal presidente Meta ha suscitato una reazione a catena la cui ultima tappa è la richiesta di sfiducia del governo contro lo stesso Capo dello Stato. Il rinvio dell’inizio dei negoziati per l’adesione all’UE chiude un delicatissimo periodo per Tirana, stremata da una crisi istituzionale che sembra non trovare immediata soluzione.


 

Rinviato l’appuntamento con l’Europa

Lo slittamento a ottobre dei negoziati per l’adesione all’Unione europea rappresenta un punto critico nel percorso d’inclusione riguardante l’Albania, segnato già dall’opposizione del presidente francese Emmanuel Macron lo scorso anno. Nel 2018 infatti Francia e Olanda si opposero all’allargamento[1] -che comprende anche la Macedonia del Nord-, approvato dalla Commissione Ue e auspicato dall’Alto rappresentante per la politica estera Federica Mogherini, secondo cui tale politica è un investimento per il futuro dell’UE[2]. Lo status di paese candidato all’adesione fu concesso all’Albania nel 2014, e da allora Bruxelles ne ha incoraggiato le riforme necessarie per l’avvio delle trattative.

Successivamente altri paesi, tra cui Germania e Danimarca, si sono aggiunti a coloro che guardano scetticamente all’ingresso di nuovi membri nell’Unione, consapevoli dell’attuale difficoltà di gestire una realtà con sempre più voci differenti. Altra ragione di perplessità è la presenza nei due paesi candidati di movimenti nazionalisti, che renderebbero più arduo l’obiettivo principale dell’allargamento a est dell’UE, cioè la stabilizzazione della regione balcanica[3]

L’Italia è tra i 13 paesi che hanno firmato una dichiarazione a favore dell’inclusione, spinta anche dagli interessi commerciali e diplomatici che legano Roma e Tirana.[4] La Commissione Ue ha riconosciuto gli sforzi compiuti dal governo albanese in tema di lotta alla corruzione e alla criminalità, posti come condizione per l’inizio delle trattative.

La profonda riforma della giustizia avviata dall’attuale premier socialista Edi Rama (al governo dal 2013) prevede la modifica di ben 45 articoli della Costituzione, con lo scopo di eliminare ogni possibile meccanismo di collusione criminale del settore giudiziario.[5] La crisi istituzionale albanese sta rallentando questo percorso e probabilmente, nonostante la politica di apertura di Bruxelles, in autunno potrebbero esserci ancora opinioni contrarie in merito all’inclusione.  

La discussa decisione del Presidente Meta e le sue conseguenze

Lo scorso 8 giugno, con un decreto firmato in diretta televisiva, Ilir Meta ha annullato le elezioni amministrative previste per il 30, e le reazioni non sono mancate. Il parlamento considerò subito nullo l’atto, poi bocciato dal Collegio elettorale il 24 giugno perché giudicato emesso in violazione della Costituzione[6]. Il capogruppo del partito socialista (PSSH) Taulant Balla lamenta un superamento delle competenze spettanti al Presidente, che così agendo negherebbe “il diritto del popolo sovrano ad essere tale[7].

Firmata da 55 deputati della maggioranza, la richiesta è stata ufficialmente avanzata il 17 giugno, aggravando la crisi istituzionale. In realtà l’iter previsto per la procedura di rimozione difficilmente vedrà progressi. La richiesta già depositata dovrebbe essere sottoposta dopo alcune fasi intermedie all’approvazione dei due terzi del parlamento. La maggioranza può contare su 78 seggi rispetto agli almeno 94 deputati necessari per il quorum.[8] Se in questi casi non è astrattamente impossibile raggiungere i numeri desiderati, un ostacolo apparentemente insormontabile è la convalida finale della Corte costituzionale. Travolta da scandali di corruzione e legami criminali, la Corte al momento manca del numero minimo di membri per funzionare. Dei suoi nove componenti, ben otto sono stati rimossi nell’ambito della rivalutazione dei magistrati. 

Il Capo dello Stato in una dichiarazione ha giustificato la propria decisione denunciando la mancanza di volontà delle maggiori forze politiche di voler mettere fine alla crisi che da mesi affligge il paese. La mancata registrazione alle elezioni delle forze all’opposizione e il boicottaggio annunciato dal leader del Partia Demokratike e Shqipërisë, PD , Lulzim Basha non consentivano a detta del Presidente un sereno e libero svolgimento delle consultazioni[9].

Nonostante il decreto di Meta, poi bocciato, il governo aveva comunque assicurato che le elezioni si sarebbero svolte regolarmente[10]. A tal proposito si sono verificati episodi di boicottaggio nei comuni amministrati dal PD, come Scutari e Tropoja, dove materiale elettorale è stato disperso a seguito di irruzioni o è stato bloccato l’accesso agli uffici da parte di militanti del partito di Basha.[11]  

Questa situazione senza precedenti ha richiesto l’intervento della Commissione centrale elettorale che, tramite la portavoce Drilona Hoxhaj, ha reso nota la possibilità di portare a giudizio quei sindaci che ostacoleranno il regolare svolgimento delle elezioni [12].

Basha ha più volte incitato alla mobilitazione contro l’attuale governo, prima accusandolo di brogli all’indomani della sconfitta subita alle elezioni del 2017 e ora di collusione con la criminalità organizzata. L’OSCE ha ritenuto lo svolgimento delle elezioni libero e corretto[13], nonostante il leader del PD non ne abbia riconosciuto il risultato denunciando irregolarità da parte dei socialisti[14]. Le consultazioni riconfermarono il PSSH (Partia e Punes e Shqiperise) di Rama col 48%, contro il solo 28% del PD. Nonostante il consenso vantato da Rama in una recente intervista[15], migliaia di cittadini hanno manifestato contro il governo per le strade di Tirana. I manifestanti chiedendo le dimissioni del Premier, il quale ritiene tali proteste incitate dall’opposizione al solo scopo di allontanare l’Albania dall’ingresso nell’Unione.  [16]

Quali scenari attendono il popolo albanese?

La fotografia della gioventù albanese descritta da alcuni interessanti sondaggi è quella di una società ormai disillusa dalla politica, che sogna una vita fuori dalla propria terra natale. Secondo l’indagine del Centro Cittadino oltre il 70% dei giovani vorrebbe emigrare nell’Europa occidentale, mentre oltre l’80% degli intervistati non crede che il boicottaggio parlamentare sia una soluzione utile a risolvere la crisi attuale. Un altro sondaggio redatto da Gallup conferma che 4 giovani albanesi su 5 lascerebbero il paese per cercare fortuna altrove.[17] Non aiuta certo la crisi occupazionale, conseguenza di quella economica e resa ancora più dura dall’instabilità istituzionale. “Le crisi politiche hanno un prezzo che alla fine l’economia nazionale dovrà pagare. Le conseguenze di quello che sta succedendo ora avranno un effetto a lungo termine”, afferma il segretario generale dell’unione dei produttori albanesi Arben Shkodra, analizzando le prospettive future[18].

Una Corte costituzionale inattiva, un clima di scontro perenne tra le forze politiche e l’incertezza circa la chiamata alle urne[19] rischiano di annullare gli sforzi compiuti finora dal governo di Tirana per convincere anche quegli Stati membri finora contrari all’inclusione. L’Albania ha un peso crescente nella regione, e l’integrazione dei Balcani occidentali è una priorità dell’Unione[20]. La politica della “porta aperta” promossa fin dal vertice di Salonicco del 2003 tende soprattutto ad una stabilizzazione che possa convergere con gli interessi dei Paesi membri[21]. La delusione per questo nuovo rinvio non farà che rendere ancora più “calda” l’estate albanese, già resa tale dai problemi interni. I prossimi mesi saranno decisivi nel futuro dell’Albania.  


Note

[1] “Will Albania and North Macedonia join the EU?”, The Week UK, 18 giugno 2019. Disponibile: https://www.theweek.co.uk/101805/will-albania-and-north-macedonia-join-the-eu

[2] “Bruxelles dà il via libera all’ingresso di Albania e Macedonia nell’Ue”, Europa Today, 18 aprile 2018. Disponibile: https://europa.today.it/attualita/bruxelles-ok-ingresso-albania-macedonia-ue.html

[3] Beda Romano, “Strada in salita per l’adesione all’Ue di Albania e Macedonia del Nord”, Ilsole24ore, 17 giugno 2019. Disponibile: https://www.ilsole24ore.com/art/si-complica-strada-l-adesione-albania-e-macedonia-nord-all-ue-ACpqCpR?refresh_ce=1

[4]Un’analisi di questi interessi è contenuta in Diplomazia Economica Italiana, “L’Albania si avvicina all’Italia, direzione UE”, Farnesina, newsletter online, 12 luglio 2018. Documento consultabile su https://www.esteri.it/mae/resource/pubblicazioni/2018/07/newsletter_n5_luglio_2018.pdf

[5] Tsai Mali, “Albania, si riforma la giustizia”, Balcanicaucaso.org, 28 luglio 2016. Disponibile: https://www.balcanicaucaso.org/aree/Albania/Albania-si-riforma-la-giustizia-173149

[6] “Albania: bocciata decisione annullamento data amministrative”, Ansamed.info, 24 giugno 2019. Disponibile: http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/rubriche/politica/2019/06/24/albania-bocciata-decisione-annullamento-data-amministrative_c11657a0-e181-4b20-bed8-f224f8deb145.html

[7] “Taulant Balla: pronta la sfiducia per Meta, abbiamo depositato la richiesta con 55 firme”, Albanianews, 17 giugno 2019. Disponibile: https://www.albanianews.it/notizie/albania/taulant-balla-pronta-sfiducia-meta

[8] “Albania: governo avvia procedure per rimozione capo dello Stato Meta da incarico”, Agenzianova, 17 giugno 2019. Disponibile: https://www.agenzianova.com/a/5d07cc8c983440.87012624/2491024/2019-06-17/albania-governo-avvia-procedure-per-rimozione-capo-dello-stato-meta-da-incarico/linked

[9] Posizione ribadita in un’intervista ad Al-Jazeera, disponibile in https://www.aljazeera.com/programmes/talktojazeera/2019/06/ilir-meta-decision-cancel-albania-polls-contested-190616135049451.html

[10] “Albania’s electoral authority greenlights local polls”, France24, 24 giugno 2019. Disponibile: https://www.france24.com/en/20190624-albanias-electoral-authority-greenlights-local-polls

[11] “Albania, a Tropoja presi d’assalto gli uffici elettorali. Tensione a Scutari”, Albanianews,18 giugno 2019. Disponibile: https://www.albanianews.it/notizie/albania/tropoja-assalto-uffici-elettorali-tensione-scutari

“CEC Warns against Acts that Hinder Election”, Albanian daily news,19 giugno 2019. Disponibile: https://www.albaniandailynews.com/index.php?idm=32645&mod=2

[13] Impressioni confermate nel rapporto OSCE del 25 giugno 2017, consultabile su https://www.osce.org/odihr/elections/albania/346661?download=true

[14] Matteo Zola, “Albania ancora proteste, perché?”, East journal,10 giugno 2019. Disponibile: https://www.albaniandailynews.com/index.php?idm=32645&mod=2

[15] Video dell’intervista disponibile su http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Albania-Intervista-al-premier-Rama-insostenibile-la-posizione-delle-opposizioni-81628fcd-2f9b-4f0f-a013-1474cbd059a8.html

[16] Debora Gandini, “Albania vicino al collasso istituzionale. Migliaia in piazza contro Rama”, Euronews, 22 giugno 2019. Disponibile: https://it.euronews.com/2019/06/22/albania-vicino-al-collasso-istituzionale-migliaia-in-piazza-contro-rama

[17] Sondaggi riportati da Albanianews. Disponibile: https://www.albanianews.it/sondaggio/giovani-albanesi-politica-albanese

[18] https://www.albanianews.it/notizie/economia/crisi-politica-albania

[19] Tsai Mali, “Albania: il caos politico si fa costituzionale”, Affarinternazionali.it,13 giugno 2019. Disponibile: https://www.affarinternazionali.it/2019/06/albania-crisi-politica-costituzionale/

[20] Jasmin Mujanovic, “EU Policy of ‘Containing’ Balkans is Dangerous Illusion”, BalkanInsight, 25 giugno 2019. Disponibile: https://balkaninsight.com/2019/06/25/eu-policy-of-containing-balkans-is-dangerous-illusion/

[21] Posizione riportata in apertura del dossier “Balcani occidentali e Unione europea”, Servizio affari internazionali del Senato, 5 giugno 2008. Consultabile su https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00736704.pdf


Foto copertina: Folla in piazza a Tirana, in Albania (LaPresse)


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Mario Rafaniello

Mario Rafaniello

Laureato in Giurisprudenza presso l’Università “Federico II” di Napoli e studente in Relazioni e Organizzazioni Internazionali presso la Facoltà di Scienze Politiche “Jean Monnet” dell’Università “Luigi Vanvitelli” di Caserta. Ha svolto uno stage presso l’Associazione Europea di Studi Internazionali di Roma nel gruppo addetto alle newsletter. Durante questa esperienza ha partecipato alle esperienze internazionali di Bruxelles e San Pietroburgo. Successivamente ha preso parte al WMUN in Cina e a uno scambio studentesco presso l’Università “MGIMO” di Mosca. Attualmente è membro della Task force “Hate Speech” di Amnesty e collabora come redattore per MSOIthePost e Mondo Internazionale. Altri contributi sono stati pubblicati da Geopolitica.Info. Come principale interesse si occupa dello spazio post sovietico.

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