Bitcoin: quale futuro?

Bitcoin: quale futuro?

Negli ultimi anni si è parlato spesso dei Bitcoin, la criptovaluta creata da Satoshi Nakamoto nel 2009 e generata dalla potenza di calcolo dei computer. Nei giorni scorsi, la Cina ha definito i bitcoin “una minaccia seria per l’ordine economico”; il CEO della JP Morgan ha parlato di “frode”. Ma cosa sono realmente i bitcoin e quale sarà il futuro?

Maria Salerno ha intervistato il dott. Gian Luca Comandini, uno dei massimi esperti in finanza criptovalutaria[1]

D: Dott. Comandini ci spiega cosa sono realmente i bitcoin e perché si sono diffusi rapidamente?

R: Il bitcoin è un protocollo crittografico che permette l’allocazione e il trasferimento di proprietà. Ad oggi tale protocollo viene utilizzato principalmente come valuta di scambio nelle transazioni commerciali mettendo in risalto, tra le altre, la sua funzione monetaria innovativa. Il motivo per cui si sta diffondendo tanto rapidamente va riscontrato proprio nell’aspetto monetario, particolarmente interessante perché il bitcoin viene emesso in modo decentralizzato e quindi non è direttamente paragonabile alle restanti monete emesse centralmente.

Inoltre è il miglior metodo di pagamento mai inventato dall’uomo in quanto risolve anche altre problematiche riscontrate nelle valute tradizionali, ad esempio abbatte i costi e le commissioni, ma soprattutto abbatte i limiti di spazio e tempo, infatti un bitcoin può essere trasferito ovunque nel mondo in pochi secondi.

 

D: Molto spesso i bitcoin sono associati al darknet e agli hacker?

R: Esatto, purtroppo troppo spesso accade ciò. Eppure l’euro e le altre valute tradizionali in contanti sono molto più anonime del bitcoin e vengono utilizzate per infiniti traffici illeciti, basta pensare che la mafia in Italia ha un fatturato di circa 200 miliardi l’anno. Ma nessuno ha mai attaccato o criticato l’euro solo perché è utilizzato da delinquenti. Eppure con il bitcoin sta accadendo questo, invece di capire che se viene utilizzato nel deepweb è proprio perché è un sistema di pagamento più veloce e comodo. Si pensa solo a incriminarlo, come se la finalità di utilizzo di una moneta dipendesse dalla moneta stessa e non dal comportamento etico o meno di chi la utilizza.

 

D: Nei giorni scorsi, il CEO della JP Morgan ha definito i bitcoin una “frode”

R: Il fatto curioso non è tanto che JP Morgan Chase & Co. abbia definito bitcoin una frode, ma che la stessa JP Morgan ha sfruttato il crollo temporaneo del bitcoin dovuto alle sue stesse dichiarazioni acquistando milioni e milioni di dollari di bitcoin e guadagnando decine di milioni di dollari.

Un comportamento alquanto  scorretto, è ovvio quindi che la mossa di JP Morgan non è stata altro che uno stratagemma per comprare bitcoin a basso prezzo. Inoltre, JP Morgan ha tutta via un team di oltre 60 esperti di blockchain e bitcoin che lo studiano continuamente.

 

D: Quale futuro secondo lei per i Bitcoin?

R: Non ho la palla di vetro, ma non faccio fatica ad immaginare un futuro in cui le nostre automobili si guideranno da sole, il nostro frigorifero ci farà la spesa e la lavastoviglie chiamerà da sola l’idraulico per aggiustarsi. Ecco, in questo futuro non vedo come l’euro od il dollaro, che sono “money for people”, possano dialogare con l’IoT. Ed è proprio in quel periodo storico che avremo bisogno di una moneta veloce, informatizzata, comoda, e non potrà non essere il bitcoin. Inoltre, non riesco proprio a immaginarlo mio nipote con un portafoglio o con pezzi di carta o monetine ingombranti in giro a far la spesa, spero dunque che l’Umanità non perda questa occasione di evolversi e di uscire, almeno un minimo, da logiche e sistemi centralizzati governati da banche e istituzioni in cui ormai non abbiamo più fiducia alcuna.


[1] Il Dott. Gian Luca Comandini è opinionista e consulente per la RAI in diverse trasmissioni televisive (TG1, Mi Manda Rai Tre, ecc) e scrive spesso per diversi giornali e riviste (tra le quali anche Il Sole 24 OrePanorama). E’, altresì, un attivo divulgatore di tutto ciò che riguardi l’innovazione e l’evoluzione digitale, svolge ogni anno numerose conferenze in Università, Associazioni, Enti ed altre location varie. E’ stato e, in alcuni casi, è ancora consulente personale di diversi onorevoli, ministri, partiti politici, società quotate in borsa, multinazionali, brand affermati, noti imprenditori e personaggi dello spettacolo. Tiene, ormai da anni, il corso di “Web e Social Media Marketing” presso l’Università Sapienza di Roma, nella facoltà di Scienze della Comunicazione.

 

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