I Fratelli Musulmani: dalla nascita nel 1928 alla repressione di Al-Sisi.

I Fratelli Musulmani: dalla nascita nel 1928 alla repressione di Al-Sisi.

Chi sono i Fratelli Musulmani ? quali sono i principi ispiratori? si può parlare di scontro ideologico tra i sostenitori di al-Banna e quelli di Qutb? Chi saranno i “Fratelli” del futuro?


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Le origini.

Fratellanza Musulmana (al-Ikhwān al-muslimūn) è un movimento fondato, nel 1928 ,da un insegnante di scuola elementare Hasan al-Banna (1906-49) , noto anche come “Guida Suprema” (al muršid al-‘amm). Dapprima limitata alla zona di Suez[1] come confraternita di orientamento sufi[2], si sviluppò durante gli anni trenta, fino ad organizzarsi in una struttura verticale, gerarchizzata ma flessibile.

Hasan al-Banna

La Fratellanza riuscì ben presto a ritagliarsi un ruolo importante nella politica egiziana , scavalcando l’immobilismo delle classi dirigenti[3], e con un messaggio di relativa semplicità seppe parlare alla masse , riuscendo a conquistarsi il favore della popolazione grazie anche ad opere di vero e proprio welfare[4]. Il messaggio era chiaro e semplice: la religione come regolatore della vita spirituale e terrena dei fedeli, un Islam politico che sarà da ispirazione per la nascita di movimenti politici di lì in poi. Come spiegato da al-Banna, al quinto Congresso tenuto al Cairo nel gennaio 1939, la Fratellanza si fondava sul principio[5] del “ritorno alle fonti” ( da’wa salafiyya), cioè un ritorno dell’Islam alla fonte pure del Libro di Dio e della tradizione del suo Profeta, che propone il rispetto rigoroso della sunna[6] , ed in particolare i dogmi di fede e agli atti di culto. Una riforma spirituale e dei costumi avrebbe dovuto trasformare la società dapprima in Egitto e poi in tutto il mondo musulmano, fino alla nascita di uno Stato Islamico. Un messaggio di promozione di una islamizzazione dal basso della società e di una politicizzazione della religione[7], aspirando alla ricostituzione di un Califfato. Nello Stato ipotizzato, non ci sarebbe stato posto per partiti politici,  ma non per rifiuto dei principi democratici tout court , ma perché  in questa fase avrebbero rappresentato un elemento di divisione e di discordia. Non ci sarebbe stato spazio nemmeno un potere legislativo;  il “capo” politico avrebbe dovuto limitarsi ad attuare le prescrizioni divine, e solo il rispetto delle leggi gli avrebbe garantito l’obbedienza del popolo. Il successo del movimento fondato da al-Banna portò ad una diffusione delle idee della Fratellanza. Nacquero, già dagli anni quaranta, organizzazioni sorelle in Siria[8]   ( 1945) , in Palestina e Giordania nel (1946) e nell’Iraq nel (1947).

Durante ed immediatamente dopo la seconda guerra mondiale , iniziò a svilupparsi un’ ala militare denominata “Apparato”, che godeva di una sostanziale autonomia d’azione e che, probabilmente , sfuggiva al controllo di al-Banna. Questa fazione, reduce dalla Palestina dove aveva combattuto volontariamente tra le fila dell’Eal[9] , vide nella loro  sconfitta contro Israele un tradimento della religione, accusando i governi arabi, ed in particolare, quello egiziano di non aver aiutato i fratelli palestinesi. Si resero artefici di diversi attentanti , il più grave avvenne  il 28 dicembre del 1948 , quando assassinarono il Primo ministro egiziano Fahmi Al-Nuqrāšī Paša , la cui “colpa” era stata quella di aver approvato un decreto di scioglimento dei Fratelli Musulmani . Il 12 febbraio 1949 , forse come ritorsione, il leader Al Banna fu ucciso davanti la sede dell’Associazione dei giovani musulmani.  Nel 1951 , il ruolo di nuova Guida Suprema fu assunto da Hasan al-Hudaybī, e la Fratellanza fu autorizzata a riprendere le proprie attività, tanto da svolgere un importante ruolo nella lotta antibritannica nella zona del Canale di Suez, e negli eventi che portarono alla rivolta degli Ufficiali Liberi[10] del luglio 1952. In quegli anni ritorna al Cairo Sayyid Qutb, autore di importanti scritti destinati ad influenzare il pensiero della “Fratellanza”,  in particolare “La giustizia sociale dell’Islam” (Al-‘Adala al-I ‘timā’iyya fī l-Islām) , scritto durante un periodo di studi negli Stati Uniti[11] dove ebbe modo di riflettere sulla “depravazione della società americana” , e di riflesso sul decadimento che aveva contagiato anche l’Egitto, a suo parere,  solo il rispetto del Corano, della preminenza della legge divina su quella dell’uomo, avrebbe riportato la società fuori dallo stato di degrado morale ed intellettuale. Non a caso diverse moschee , associazioni e centri studi avrebbero portato poi il nome di Al-Nūr[12] ( la luce) . Inizialmente i rapporti tra Qutb e il “colonnello” Ğamal ‘Abd Al- Nāser  (Nasser)  erano buoni[13], tuttavia il 26 ottobre 1954 in seguito all’ennesimo  fallito attentato contro quest ultimo[14] ad Alessandria durante un comizio celebrativo dell’accordo con gli inglesi. Nasser , decretò la messa al bando dell’Organizzazione[15] , arrestando molti seguaci e condannandone a morte 7.

Sayyid Qutb

La diffusione delle idee Qutb. Tra gli arrestati c’era anche lo stesso Qutb, che ritenne inaccettabile l’idea che un leader musulmano umiliasse i suoi correligionari con il carcere. Proprio in carcere sviluppa il concetto nell’Islam di hākimiyya ( esercizio del potere), che vede come legittimo anzi doveroso per ogni musulmano il rovesciamento del “tiranno” in caso di inottemperanza delle leggi divine . Sempre in carcere , Qutb , scrisse le sue due opere più importanti: “All’ombra del Corano” ( Fīżilāl al-Qur’ān) e “Pietre miliari” (ma’ālim fi l-tarīq) nelle quali egli espose la sua visione di un Islam politico , riflettendo sul disastro del materialismo occidentale e sull’autoritarismo del nazionalismo laico arabo. Molte delle formazioni jihadiste, che nel corso degli anni si sono sviluppate e diffuse si sono ispirate al pensiero di Qutb,ed in particolare rispetto al concetto di Jihad[16] contro le stesse dirigenze musulmane, definite eretiche (takfir), in quanto asservite alle potenze straniere e non rispettose della Šarī’ā. Nel dicembre del 1964, Qutb fu liberato grazie all’intercessione dell’allora presidente iracheno, ʻAbd al-Salam ʻArif, tuttavia si trattò solamente di una brevissima parentesi: il 30 agosto 1965, Qutb, accusato di apostasia[17] e di un presunto complotto contro Nasser, fu nuovamente arrestato e condannato a morte. Condanna poi eseguita il 19 agosto 1966. Alla morte di Qutb , seguì una spaccatura ideologica all’interno della Fratellanza,  tra i seguaci dello stesso , e chi sosteneva la natura non violenta della confraternita , posizione incarnata dall’ex Guida Suprema Hasan al-Hudaybi , autore nel 1971 del volume “Predicatori, non giudici” ( Du’āb, lā qudāh), nel quale sosteneva la diffusione del messaggio di Allah senza però incitare al rovesciamento del regime tramite la violenza. 

La Fratellanza Musulmana tra Sadat e Mubarak. Quando Nasser morì nel 1970 gli succedette Sadat, che ne rovesciò completamente la politica. Questi decise di aprire agli attivisti religiosi per contrastare i nasseriani e la sinistra. Progressivamente, i Fratelli musulmani s’inserirono in molti contesti , ebbero successo sia tra gli studenti che tra i sindacati professionali tentando una islamizzazione mirata della società egiziana. In ogni caso, la Fratellanza non fu coinvolta nell’attentato che il 6 ottobre 1981 portò all’assassinio di Sadat. A colpire fu al-Jihad un gruppo armato che s’ispirava non solo alle idee di Qutb, ma anche e soprattutto al teologo medievale Ibn Taymiyya[18]. Con il nuovo presidente, Hosni Mubarak, è possibile distinguere nettamente in due fasi la politica verso i Fratelli. La prima fase, racchiusa negli anni Ottanta, fu di tacita alleanza contro i partiti laici dell’opposizione[19] . Nella seconda fase la dirigenza dell’organizzazione assunse un atteggiamento acquiescente nei confronti dei Rais, dichiarandosi come bastione contro la diffusione dell’islamismo estremista.

Bandiera dei Fratelli Musulmani

Ascesa e declino della Fratellanza musulmana. Nelle primissime fasi  delle rivolte che portarono nel gennaio del 2011, alla caduta di Mubarak, la Fratellanza Musulmana  si era mantenuta in disparte, ma poi aveva preteso d’incidere direttamente nella transizione post-mubarakiana, rivendicando la guida dei moti di piazza e della nazione intera, cercando cioè, in qualche modo, di “islamizzare” il processo rivoluzionario. Nel 2011 nacque il Partito Libertà e Giustizia (Ḥizb al-ḥurriyya wa l-ʿadāla )che partecipò, con successo, alle elezioni generali. Ciò rappresentò una novità perché, per decenni, il movimento aveva rifiutato di trasformarsi in partito, temendo lacerazioni interne. Nella gestione pratica del potere, dopo aver vinto le elezioni parlamentari e aver portato Muhammad Morsi alla Presidenza della repubblica nel 2012, le parole d’ordine della Fratellanza e dello stesso neo Presidente risultarono eccessivamente semplificative.

L’Islam non poteva rappresentare “la soluzione” per dissipare i malumori presenti all’interno della comunità egiziana, ne tantomeno accelerare il processo di islamizzazione della società attraverso l’approvazione di una costituzione  non condivisa con le forze di opposizione e le minoranze religiose (segnatamente i cristiani copti). Ciò ha sollevò una forte opposizione che mobilitò la piazza contro coloro che, legittimamente, avevano vinto le elezioni. La mobilitazione della piazza contro la Fratellanza Musulmana e Morsi rappresentò il pretesto per l’intervento repressivo e censorio dell’esercito. Il 3 luglio 2013 Morsi fu esautorato, mentre la Fratellanza Musulmana fu dichiarata fuorilegge ed il partito Libertà e Giustizia sciolto. Ne seguì una contrapposizione che ha portato oltreché a durissimi scontri in piazza, all’arresto dei leader e di migliaia di sostenitori degli Ikhwan, fino alla chiusura delle fondazioni attive nel sociale che facevano capo al movimento. Dal punto di vista democratico, l’intervento militare e la successiva ascesa di al-Sisi hanno rappresentato senza dubbio un’involuzione ed un ritorno ai tempi dell’autoritarismo di Mubarak. Nei primi mesi del 2014 circa 1200 sostenitori e dirigenti del movimento, fra cui Muhammad Badī , guida generale dei Fratelli, furono condannati a morte.

Attualmente i Fratelli Musulmani , duramente repressi da al-Sisi, non rappresentano più un alternativa, tuttavia è difficile immaginare una dispersione ed un’ estinzione dei principi che li hanno ispirati per quasi 80 anni seguono. Chi ne raccoglierà l’eredità? Nei “Fratelli” del domani  sarà maggioritaria la linea pacifica ipotizzata da al-Banna o quella reazionaria e a tratti violenta di Qutb?  


Note

[1] Fondata a Ismā’īliyya , città fu fondata nel 1863 dal francese Ferdinando de Lesseps, per ospitare la sede della Compagnia del Canale di Suez e fungere da campo base durante i lavori di costruzione del canale.

[2] Il sufismo è considerata la corrente mistica dell’Islam.

[3] Rappresentate da esponenti del partito Wafd e dal partito dei Liberali Costituzionali.

[4] La sua azione era diretta ad una penetrazione capillare della società egiziana, accanto all’istruzione religiosa tradizionale, la Fratellanza promuoveva l’istruzione degli analfabeti , l’assistenza sanitaria , la creazione di scuole tecniche ,circoli ricreativi.

[5] I principi o approcci ipotizzati da al-Banna sono nell’ordine : “ritorno alle fonti” ; “la via della tradizione”; “una realtà sufi”; “un’entità politica”; “un gruppo sportivo”; “una lega scientifica e culturale”; “un impresa economica” ; “una dottrina sociale”.

[6] Dopo il Corano, la Sunna costituisce la seconda fonte della Legge islamica e col testo sacro costituisce la Sharīʿa.

[7] Al-Banna sosteneva che il Corano doveva rappresentare la costituzione dello Stato Islamico.

[8] Grazie in particolare a Sa’īd Hawwā

[9] L’Esercito Arabo di Liberazione è stato una formazione militare di volontari dei Paesi arabi. Questo esercito, creato dalla Lega Araba, ha partecipato alle due fasi della guerra arabo-israeliana del 1948. L’esercito doveva essere composto da 10.000 soldati ma, nel marzo 1948, il numero di volontari che aveva raggiunto la formazione militare, aveva raggiunto la cifra di 5.000-6.000 unità al massimo e non aumentò neppure successivamente. L’esercito era composto da siriani, libanesi, iracheni, giordani, arabi palestinesi e da militanti dei Fratelli Musulmani egiziani. Vi erano anche alcuni jugoslavi, tedeschi, turchi e disertori britannici.

[10]Rivoluzione egiziana del 1952 nota anche come la Rivoluzione del 23 luglio, è iniziata con un colpo di stato messo in atto in quella notte da un gruppo di militari dell’esercito egiziano detti “Liberi Ufficiali”. La rivoluzione fu inizialmente volta a disfarsi del sovrano, Re Fārūq I, ma il movimento rivoluzionario militare deciderà l’anno seguente di abolire la monarchia costituzionale e di trasformare l’Egitto in una repubblica

[11]Borsa di studio presso la Colorado State of College of Education a Greeley.

[12] Non da ultimo il partito egiziano di ispirazione salafita, Al Nur, nato nel 2011.

[13] Nasser gli affidò la stesura della costituzione del nuovo partito ufficiale, il Raggruppamento per la liberazione.

[14] Un membro della Fratellanza Mahmud Abd Al-Latif, cercò di assassinare Nasser sparando 8 colpi di pistola. Nasser sfiorato dalle pallottole continuò indifferente il suo discorso. 

[15] In una dichiarazione resa nota il 17 novembre 1954 , all’università di al-Azhar, Nasser accusò la Fratellanza di aver superato i limiti tra il bene e il male fissati da Dio nella Rivelazione .

[16] Tale passaggio è stato abbracciato anche da al-qa’ida in una parte consistente della propria ideologia, il concetto di “ribellione contro il governante” uguale a sconfitta dell’Occidente era ed è molto diffuso, privilegiando una Jihad interna ( Al- Zawāhirī) rispetto ad una globale ( Bin Laden).

[17] Qutb accusava i governi arabi , in particolare quello egiziano di Jahilliyya ,cioè di ignoranza della guida divina , la parola ha una forte valenza nell’Islam in quanto indica i secoli dell’oscurità preislamica.

[18] Ibn Taymiyya Taqī al-Dīn Abū al-ʿAbbās Aḥmad,  (Harran, 22 gennaio 1263 – Damasco, 26 settembre 1328) è stato un giurista e teologo arabo ḥanbalita, credeva quindi nel ritorno all’Islam delle origini e alle sue fonti originarie (Corano e Sunna).É considerato un convinto sostenitore del jihād e della necessità di applicare le norme della shari’a, tanto da diventare una figura di riferimento del cosiddetto Fondamentalismo islamico.

[19] Alle elezioni del 1984, ad esempio, i Fratelli parteciparono come indipendenti nelle file di partiti autorizzati, come il Partito del lavoro, e conquistarono 36 seggi.


Bibliografia di riferimento

 

  • Bernard Lewis “ La costruzione del Medio Oriente” . Editori Laterza – Titolo dell’edizione originale The shaping of the modern Middle East – Oxford University Press.Inc.1994
  • Massimo Campanini . “ Storia del Medio Oriente”. Il Mulino. Bologna 2006
  • Massimo Campanini . “Islam e Politica”. Il Mulino. Bologna 2015
  • Eugene Rogan. “Gli arabi”. Bompiani 2009. Titolo originale dell’opera “The Arabs”.
  • Osservatorio di Politica Internazionale.” Le correnti Islamiche in Egitto”. Numero 119- Aprile 2016. Ispi

Foto Copertina : Quelsi.it

Foto presenti :

Qutb – Khaledau

al-Banna : Terrasanta

Bandiera : Quelsi.it

Domenico Nocerino

Domenico Nocerino

Conseguita la laurea specialistica in Relazioni Internazionali e Studi Diplomatici presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” nel marzo 2013, con discussione della tesi conclusiva del percorso accademico in Geopolitica Economica, è vice coordinatore nazionale del MSOI (Movimento Studentesco per l'Organizzazione Internazionale) ed è responsabile della sezione Opinio della presente rivista, della quale è altresì cofondatore.

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