Il sistema partitico cinese illumina il mondo?

Il sistema partitico cinese illumina il mondo?

Cooperazione, partecipazione e consultazione come spirito di base. Unità, democrazia e armonia come la sua natura socialista.

“Il sistema di cooperazione multipartitica e consultazione politica guidata dal Partito comunista cinese (PCC)[1], si configura come un nuovo tipo di sistema partitico che cresce dal suolo cinese” queste sono le parole del presidente cinese Xi Jinping[2] mentre partecipava ad una tavola rotonda con i consiglieri politici della China Democratic League[3] e del China Zhi Gong Party[4] alla prima sessione del 13 ° Comitato nazionale della Conferenza consultiva politica del popolo cinese (CPPCC)[5] a Pechino.

Xi Jinping, ha definito il sistema di cooperazione multipartitica e consultazione politica guidato dal Partito comunista cinese (PCC) “un grande contributo alla civiltà politica dell’umanità. Una grande invenzione politica creata congiuntamente dal PCC, dal popolo cinese, da tutti i partiti non comunisti e da quelli senza affiliazione di partito”.

La sobria connotazione del sistema partitico cinese ha permesso di combinare le teorie del partito politico marxista con la realtà cinese.

Infatti, il sistema partitico cinese, dopo decenni di progressi, è stato contrassegnato soprattutto da caratteristiche cinesi e stile distinto. Il Presidente Xi, sostiene che il sistema è nuovo perché combina le teorie del partito politico marxista con la realtà cinese, e in modo vero, estensivo e a lungo termine; rappresentando gli interessi fondamentali di tutte le persone e di tutti i gruppi etnici soddisfacendo la loro aspirazione, evitando i difetti del partito “vecchio stile” che rappresenta solo pochi eletti o l’interesse acquisito.

Il sistema partitico cinese, “si allontana da un’altra debolezza del vecchio sistema partitico, in cui il processo decisionale e la governance, sono confinati da interessi di diversi partiti, classi, regioni e gruppi che distruggono la società”. Secondo Xi Jinping “Adattando la realtà cinese alla cultura tradizionale, si sviluppa un grande contributo per la civiltà politica dell’umanità”.

La leadership del PCC, mira a creare una democrazia socialista che comprende la consultazione politica, la partecipazione alla deliberazione degli affari di stato e la supervisione democratica. La sua superiorità come forma democratica deriva dalla sua aspirazione originaria e dalla missione di cercare la felicità per il popolo cinese, dal suo vantaggio che potrebbe concentrare le risorse per realizzare grandi imprese, così come il suo modo di promuovere lo sviluppo sociale attraverso un processo decisionale democratico e scientifico.

Secondo Martin Jacques[6], ricercatore presso il Dipartimento di Politica e Studi Internazionali dell’Università di Cambridge, il PCC ha dimostrato come il sistema cinese abbia trovato il modo di mantenersi giovane, mentre i partiti politici in Occidente sono sempre più alienati dalle persone che cercano di rappresentare.

Il sistema partitico cinese rappresenta sempre gli interessi fondamentali di tutte le persone e soddisfa le aspirazioni.

La Cina, in tal senso prevede di sollevare almeno 10 milioni di persone dalla povertà nel 2018, a cui si aggiungeranno i sussidi governativi pro capite per l’assicurazione sanitaria di base per le zone rurali e non, che saranno aumentati di 40 yuan. Il Paese, inoltre lancerà a breve anche un nuovo piano triennale di ristrutturazione per affrontare gli alloggi in aree urbane degradate, iniziando con la costruzione di 5,8 milioni di unità abitative.

Queste cifre sono la prova che il PCC ha fatto e sta facendo molto per il popolo cinese e per l’ammodernamento della Cina.

Sempre più Paesi, hanno iniziato a indagare sui difetti del sistema occidentale a seguito di una continua competizione partitica, trasformata in un’autentica lotta politica. Ciò che sta dietro questi difetti, è la dura competizione tra i partiti politici che dovrebbero invece cooperare per cercare interessi comuni per il loro pubblico.

Il nuovo tipo di sistema partitico cinese, nasce su valori di cooperazione, partecipazione e consultazione come spirito di base e unità, democrazia e armonia come la sua natura essenziale, rivelando il vero valore della democrazia socialista con le caratteristiche cinesi.

Ciò che il sistema di cooperazione multipartitica e consultazione politica guidata dal PCC persegue, è cercare il massimo terreno comune tra il pubblico, attraverso il meccanismo basato sulla consultazione che possa mettere insieme idee e suggerimenti di tutti i settori della vita.

Il nuovo tipo di sistema partitico della Cina, di cui i media occidentali sono consapevoli, è stato un importante presupposto per il miglioramento delle capacità di governance e del progresso sociale del paese, nonché un grande contributo alla civiltà politica dell’umanità. Il sistema politico cinese consente al PCC di elaborare piani di sviluppo pratico a lungo termine unendo e consultando tutti gli altri partiti politici, lottando per la realizzazione di questi progetti con sforzi concertati,

Luigi Gambardella[7], fondatore e presidente della Cina UE, afferma che “Il sistema partitico cinese, fornisce al mondo un riferimento su come adempiere alle responsabilità come partito politico, nonché una soluzione per la Cina su come cercare un sistema politico migliore”.

La Cina ha costruito un meccanismo decisionale più razionale ed efficiente: la democrazia consultiva. In senso lato, la democrazia potrebbe essere classificata come elettorale o consultiva. Considerando la sua enorme popolazione, la Cina ha bisogno di un meccanismo decisionale efficiente e razionale. La consultazione politica sottolinea il ruolo del sistema e rispetta le procedure evitando la frammentazione sociale causata da disaccordi tra più partiti politici.

Il sistema di consultazione politica sostiene concetti come “il mondo intero è una comunità”, “inclusività” e “ricerca di un terreno comune accantonando le differenze” rappresentando un importante contributo alla civiltà politica umana. Il sistema di cooperazione e consultazione politica multipartitica guidato dal PCC è un’innovazione unica, creata dalla Cina che sta beneficiando dei risultati nel progresso della politica umana, ampliando la visione dell’umanità.

Gli ultimi successi della Cina nella politica dei partiti sono un autentico monumento nello sviluppo della politica mondiale perché offre una “soluzione cinese” all’umanità in grado di creare, una vita politica e sociale democraticamente collaborativa.


Fonti:

[1] Il Partito Comunista Cinese (PCC) è un partito politico cinese, ed è una delle istituzioni che più hanno determinato la storia e la politica della Cina nel XX secolo.

[2] Xi Jinping, politico cinese, Segretario Generale del Partito Comunista Cinese dal 15 novembre 2012 e Presidente della Repubblica popolare cinese dal 14 marzo 2013. La sua nomina a segretario avvenne al termine del XVIII Congresso del partito comunista del 2012. In tale occasione venne anche eletto capo della Commissione militare centrale del Partito Comunista Cinese (PCC). Cfr. Xi Jinping, Presidente a vita.

[3] La China Democratic League (中国民主同盟, abbreviated to 民盟 or Minmeng) è uno degli otto partiti politici legalmente riconosciuti nella Repubblica popolare cinese. Il partito fu fondato nel 1941 e prese il nome attuale nel 1944. Alla sua formazione, fu una coalizione di tre partiti pro-democrazia e tre gruppi di pressione. I suoi due obiettivi principali erano sostenere lo sforzo bellico cinese durante la seconda guerra sino-giapponese e fornire una “terza via” ai nazionalisti e ai comunisti.

[4] Il China Zhi Gong Party (Chinese: 中国致公党) o China Party for Public Interest è uno degli otto partiti politici legalmente riconosciuti nella Repubblica popolare cinese che seguono la direzione del Partito comunista cinese (PCC) e sono rappresentati nella Conferenza consultiva politica del popolo cinese. Il China Zhi Gong Party proviene dall’organizzazione Hung Society “Hung Society Zhigong Hall” o “Chee Kong Tong”, con sede a San Francisco, USA. Questa organizzazione fu uno dei principali sostenitori di Sun Yat-sen nei suoi sforzi rivoluzionari per rovesciare la dinastia Qing.

[5] La conferenza politica consultiva del popolo cinese (中國人民政治協商會議T, 中国人民政治协商会议S) è un’istituzione della Repubblica Popolare Cinese. Si tratta dell’organizzazione incaricata di rappresentare i vari partiti politici della Repubblica Popolare, sotto la direzione del Partito Comunista Cinese. Pur non avendo la stessa autorità legislativa dell’Assemblea popolare nazionale, la conferenza è la massima istituzione cinese con funzioni consultive. L’organizzazione è composta da delegati provenienti da una vasta gamma di organizzazioni e partiti politici da Cina, Hong Kong, Macao e Taiwan.

[6] Martin Jacques, ricercatore presso il Dipartimento di Politica e Studi Internazionali dell’Università di Cambridge, Autore del best-seller globale When China Rules the World: the End of the Western World and the Birth of a New Global Order. Il libro ha venduto 350.000 copie ed è stato tradotto in quindici le lingue. La seconda edizione – notevolmente ampliata, rivista e aggiornata – è stata pubblicata nel 2012. Martin Jacques è inoltre Senior Fellow presso il Dipartimento di Politica e Studi Internazionali dell’Università di Cambridge e Visiting Professor all’Università Tsinghua di Pechino. È stato inoltre Senior Visiting Research Fellow di IDEAS, un centro per la diplomazia e la grande strategia della London School of Economics. www.martinjacques.com/biography/

[7] Luigi Gambardella è un esperto nel settore delle telecomunicazioni e dell’industria digitale. Ha fondato ed è presidente di “China EU”, un’associazione digitale internazionale guidata dalle imprese a Bruxelles. Dal 1996 al 1999 ha ricoperto il ruolo di responsabile dei rapporti con le Istituzioni e le Autorità di settore di Olivetti. Passato poi in Telecom Italia, ha curato i rapporti con l’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, per poi dirigere la sede di Bruxelles del Gruppo, con la responsabilità dei rapporti con le istituzioni internazionali ed europee. E’ stato vicepresidente di Telecom Italia per le relazioni con le Istituzioni e le Organizzazioni Internazionali e, dal 2011 al 2014, chairman dell’executive board dell’Associazione europea degli operatori di telecomunicazioni (Etno). Organizza regolarmente i summit di Livello C che riuniscono i principali capitani dell’industria digitale europea, i commissari europei, i rappresentanti di governo dei Paesi membri e i presidenti delle autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni. E’ stato anche vice presidente del Comitato per Informazione, Informatica e Comunicazione (Iccp) del Biac, l’associazione che rappresenta l’industria presso l’Ocse.

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Edoardo Desiderio

Giornalista e consulente in comunicazione, ha conseguito la Laurea Magistrale in Organizzazione e Marketing per la Comunicazione d’Impresa presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Precedentemente, nel 2014 ha conseguito la Laurea triennale in Comunicazione Pubblica e d’Impresa sempre nella medesima Università.
Nel 2018 ha conseguito un Master di specializzazione in Marketing e Comunicazione Digitale presso Il Sole 24 Ore Business School e nel 2017 un Master in Europrogettazione presso l’istituto Europa Cube Innovation.

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