Le reti del Caucaso ed il futuro del Caspio*

Le reti del Caucaso ed il futuro del Caspio*

Nel luglio 2011 è entrata in funzione, a pieno ritmo, la linea ferroviaria che parte dalle Cina e arriva a Duisburg, in Germania, passando per il Kazakistan, la Russia, la Bielorussia e la Polonia. Un progetto inteso a sviluppare un corridoio multimodale affinché sia facilitato e avvantaggiato il libero transito delle merci. Il progetto interessa considerevolmente l’Azerbaigian che si è mosso strategicamente in sostegno della visione consapevole che la creazione di tale nodo strategico incrocerà reti terrestri e reti marittime. 

Il futuro è il Mar Caspio. Rotte marittime collegano Baku in direzione nord-est con il Kazakistan e ad est con il Turkmenistan. Il trasporto via mare è notevolmente vantaggioso dal profilo economico se consideriamo i costi di quello via terra o via aerea. La visione dell’Azerbaigian è quella di collegare Georgia e Mar Nero arrivando in Europa: a nord nei porti dell’Ucraina e della Romania e a sud, sempre via mare, giungendo nel Mediterraneo, aprendo un interessantissimo scenario di connessioni europee e africane.

Oggi, il Caucaso è attraversato da importanti tensioni irrisolte: Russia e Georgia, Armenia e Azerbaigian e la problematica degli stati rivieraschi riguardo lo sfruttamento delle risorse energetiche del Caspio. Il petrolio e il gas naturale del Mar Caspio sono di vitale importanza per le economie di Azerbaigian, Kazakistan e Turkmenistan e i loro governi investono le rendite energetiche per acquisire capacità navali, in modo da proteggere i propri interessi energetici nel bacino.

Russia e Iran hanno ambizioni regionali più ambiziose che non si limitano alla semplice protezione dei giacimenti e dei confini marittimi. Le riserve del Caspio hanno attirato l’attenzione dei governi e degli operatori economici internazionali, potendo contare su un mercato potenzialmente molto vasto: secondo le stime dell’International Energy Agency fino al 2030 la domanda petrolifera mondiale dovrebbe crescere del 10% rispetto all’attualità, mentre la domanda di gas naturale dovrebbe aumentare del 50%. Le economie asiatiche in sviluppo dovrebbero aumentare ancora di più la propria domanda di importazioni petrolifere. A ciò va detto che le economie europee continueranno a rappresentare un mercato di primaria importanza, con dimensioni rilevanti e una dipendenza dalle forniture estere in continua crescita. 

I flussi energetici del Caspio saranno sempre più oggetto di richiesta. La Russia e l’Iran hanno un accesso diretto alle acque internazionali ma i due paesi vivono uno scenario politico preoccupate, soprattutto, se consideriamo le scarse rassicurazioni economiche e giuridico-economiche legate all’Iran. Al contrario, Azerbaigian, Kazakistan e Turkmenistan necessitano della cooperazione dei paesi che affacciano direttamente sulle acque internazionali. Il governo dell’Azerbaigian ha adottato una politica economica che ha incluso sia la diversificazione che il coinvolgimento. L’Azerbaigian può accedere ai mercati europei e internazionali più facilmente degli altri paesi caucasici. 

Questa combinata strategia di diversificazione economica e coinvolgimento straniero è destinata a rafforzarsi nel corso dei prossimi anni. Per il 2019 si prevedono importanti esportazioni energetiche in Turchia e in Europa, con un ruolo chiave per l’Italia, attraverso il sistema di gasdotti TANAP – TAP. Tra le repubbliche post sovietiche del Caspio, l’Azerbaigian è stata quella più efficiente nello sviluppare le proprie risorse e arginare l’influenza politica della Russia. L’Azerbaigian è l’unico paese del Caucaso completamente libero dalla presenza militare russa, dopo la chiusura nel 2013 delle stazioni radio di Gabala. Attualmente, sembrerebbe vi sia una corsa nella regione del Caspio per il controllo delle infrastrutture di trasporto che portano le risorse naturali dei paesi produttori ai mercati esteri. 

Questa competizione sta permettendo a questi paesi di emergere come protagonisti nell’arena energetica mondiale. D’importanza cruciale è il trasporto del gas naturale che vede la mobilitazione di due direttrici: la prima verso Ovest, con Europa e Stati Uniti, i quali necessitano delle risorse del Caspio per soddisfare la loro domanda energetica interna guardando alla regione come un ponte di collegamento tra Occidente e Oriente, la seconda verso Est, con la partecipazione della Cina, il cui ruolo sta mettendo in secondo piano la storica influenza della Russia nella regione. Un ruolo chiave nel Caucaso è rivestito dall’Azerbaigian. Baku, di fatto, rappresenta il punto d’intersezione fra ben quattro “triangoli diplomatici”, di uno spazio che va dal Mediterraneo all’Asia Centrale e dal Golfo Persico alla Russia. 

Tale triangolazione è rappresentata in primo luogo da Azerbaigian, Georgia e Turchia, da Azerbaigian, Russia e Turchia e da Azerbaigian, Turkmenistan e Turchia. In questa complessa rete diplomatica, diventano fondamentali le reti di trasporto e comunicazione nel territorio dell’Azerbaigian che sono oggetto di attenzione e di continua implementazione da parte della Repubblica di Azerbaigian. In Georgia, invece, l’assenza di idrocarburi rende il paese estraneo alla competizione energetica, dunque il suo ruolo è quello geografico: permettere il transito degli oleodotti e dei gasdotti provenienti da Baku, collegando i paesi del Caspio con i mercati europei. Inoltre, in una congiuntura in cui i sistemi economici cinese e indiano stanno generando un aumento della domanda di idrocarburi si analizza un ulteriore importanza strategica per le reti del Caspio.

Sbloccare i rifornimenti energetici del Caspio è diventato parte integrante della strategia statunitense (l’elezione di Trump potrebbe però innescare delle novità) e ciò è stato possibile grazie all’apertura di nuove vie di trasporto che passassero attraverso paesi alleati degli Stati Uniti e bypassando il territorio di forze ostili quali la Russia e l’Iran. Infine, non vanno dimenticate le ottime relazioni, recentemente rafforzatesi, diplomatiche e commerciali tra Azerbaigian e Israele.

Articolo Pubblicato su Eurasian Businness Dispatch

Foto in copertina : alba sul Mar Caspio

 

Domenico Letizia

Domenico Letizia. Laureato in Storia presso l’Università Federico II di Napoli, sta conseguendo un Corso di Alta Formazione presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Federico II di Napoli su “Multiculturalità e Politiche di Interazione Interculturale”. Presidente dell’Associazione “Amici dell’Azerbaigian Centro Sud Italia”, membro del Consiglio Direttivo dell’Organizzazione non Governativa “Nessuno tocchi Caino” e membro del Comitato Centrale della Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo. Ha partecipato con Nessuno tocchi Caino al VI Congresso mondiale contro la pena di morte svoltosi ad Oslo ed è stato ospite del governo dell’Azerbaigian per i lavori del Forum Internazionale Umanitario di Baku. Pubblicista e scrittore, ha partecipato come relatore a molte tavole rotonde su numerose problematiche (prospettive di sviluppo sostenibile in vari paesi, diritti umani, diritto internazionale umanitario) presso Università, Licei Superiori, Consiglio della Regione Campania e Consigli Comunali. E’ membro dell’Associazione “O3M” – Associazione Giovani moldavi in Italia.

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