L’esercito del Partito Comunista Cinese

L’esercito del Partito Comunista Cinese

Lo sviluppo della relazione tra l’Esercito Popolare di Liberazione ed il PCC.

L’Esercito Popolare di Liberazione (EPL) è un elemento unico nel panorama internazionale delle Forze Armate. Anche se negli ultimi decenni il PCC sta trasformando l’EPL in un esercito professionale formato da professionisti del settore, al contrario dei Paesi occidentali non nasce tale. L’EPL infatti è un vero e proprio organo armato del Partito che risponde ad esso.

L’Esercito Popolare di Liberazione è una organizzazione militare unificata, che comprende le forse aree, terrestri e navali della Cina. L’EPL è suddiviso in cinque rami di servizio principali: forza aerea; forze terrestri; forza navale; la riserva; ed il “Secondo Comando dell’Artiglieria”, responsabile delle armi nucleari e missilistiche. Attualmente sono circa 3 milioni i cittadini cinesi che svolgono servizio presso le Forze militari dell’EPL. Ufficialmente l’EPL riferisce alla Commissione Militare Centrale (CMC), formata da 11 membri selezionati dalla Commissione Permanente del Partito. Anche se ufficialmente la CMC si riunisce al Ministero della Difesa e fa capo ad essa, di fatto risulta essere un organo superiore e più influente del dicastero specifico.

Si intuisce quindi che in realtà l’Esercito Popolare di Liberazione (EPL) serve il Partito Comunista Cinese e proprio per questo motivo i militari fanno giuramento di servire il PCC, non lo Stato in quanto tale, anche se svolgono contemporaneamente il ruolo di Forza Armata per conto della Repubblica Popolare Cinese e del Partito. Anche se non tutti i membri dell’EPL sono iscritto al Partito, gli Ufficiali e chi desidera fare carriera all’interno devono appartenere al PCC.

Tutte le unità militari sono coordinate e controllate da organizzazioni del Partito. Comitati di Partito controllano i comandi di livello superiore, mentre i rami del Partito sorvegliano quelli più bassi. Queste organizzazioni esercitano politiche organizzative e l’autorità operativa all’interno delle unità dell’EPL.

All’interno dell’Esercito Popolare di Liberazione vi è la figura del “lavoratore politico” (political worker) che solitamente coincide con le personalità più influenti all’interno dell’EPL quali comandanti, tecnici e specialisti, che svolgono la funzione di coltivare, attraverso l’indottrinamento, la propaganda, la formazione, il controllo delle promozioni ed altri vantaggi, la lealtà al Partito. Tuttavia, vale la pena di evidenziare che questi “lavoratori politici” non sono inseriti nell’EPL dall’esterno dal PCC, sono invece professionisti addestrati tra le file delle Forze Armate (Blasko 2006).

Il fatto che la leadership militare e partitica in gran parte coincida solleva una questione critica sulla lealtà dei militari prima di tutto al Partito e solo in seconda battuta all’EPL. La risposta è tradizionalmente riposta nell’identità dell’EPL come Forza Armata politicizzata incentrata sugli obiettivi politici del Partito. Il sistema di leadership del PCC che soffoca l’EPL è stato originariamente progettato per sostenere un Partito comunista impegnato in un programma di rivoluzione politica. Il programma di la rivoluzione politica, dopo tutto, ha fornito la giustificazione più convincente per la leadership politica dei militari.

Da Mao Zedong alle ultime riforme.

Nell’era di Mao Zedong, l’impegno del PCC agli ideali rivoluzionari e l’ideologia maoista ha formato una Forza Armata altamente politicizzata che assomigliava fortemente al modello classico delle milizie comuniste. La leadership di questa era è stata caratterizzata da un interscambio di elite politiche e militari, con molti leader militari che hanno vissuto la rivoluzione politica e con molti leader politici con una vasta esperienza militare (Joffe 1987).

Deng Xiaoping invece ha portato il PCC lontano dagli eccessi del Maoismo e verso riforme volte ad una maggiore apertura del Paese, mettendo le basi per una trasformazione dell’EPL in una Forza Armata più moderna e più simile ad un esercito professionale rispetto alle milizie comuniste. Comunque riflettendo il basso livello di istituzionalizzazione e competenza tecnica del Partito ed i suoi funzionari, le istituzioni complessivamente intese dell’EPL e gli standard di competenza professionale sono rimasti bassi rispetto ad altri Paesi industrializzati.

Con la morte di Deng, Jian Zemin ha rafforzando sia il PCC che l’EPL attraverso un miglioramento delle competenze tecniche e della specializzazione di entrambi gli apparati, grazie ad una rapida crescita del mercato che spingeva sempre più velocemente verso una modernizzazione di ambe due. Jiang ha guidato il Partito portandolo a compiere ulteriori aperture del mercato ed al miglioramento delle competenze di governo da parte delle autorità sia locali che centrali.

Attualmente, grazie alle sopracitate riforme, l’EPL ha uno sguardo rivolto alle proprie responsabilità in funzione difensiva e strategica in politica estera, senza essere costantemente utilizzato per questioni interne come nel passato. Anche se l’Esercito rimane fortemente politicizzato, il PCC a vari livelli ha spinto per una maggiore istituzionalizzazione ed autorità politica autonoma della propria Forza Armata limitando l’influenza del Partito stesso.

Ciò dimostra come le tendenze di trasformazione del Partito abbiano influenzato lo sviluppo dell’Esercito Popolare di Liberazione. La prima tendenza vede l’interesse del PCC rispetto a politiche rivoluzionare in declino comportando sempre meno richieste da parte del Partito all’Esercito di supportare le proprie attività rivoluzionare in politica interna.

La seconda tendenza vede la corrispondenza tra uno sviluppo delle competenze di governo del PCC con una sempre maggiore professionalizzazione dell’Esercito. Ovviamente questa coincidenza di tendenze non deve sorprendere vista la subordinazione dell’EPL al Partito che vede il primo come il proprio braccio armato.

Copertina:L’ingresso della città proibita a Pechino, il 28 settembre 2017. (Nicolas Asfouri, Afp)

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Alexander Virgili

Alexander Virgili

Laureato in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali presso l’Università di Napoli “Federico II”, ha conseguito il Master in Istituzioni e Politiche Spaziali realizzato in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana presso la SIOI. Tra i ruoli ricoperti è Segretario di MSOI Napoli, associazione giovanile delle Nazioni Unite in Italia. È il membro più giovane della Commissione Questioni Internazionali, presieduta dall'Ambasciatore Bosco, della Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo e Consulente della CSI Strategic Studies. Da anni è attivo nel settore della difesa e protezione civile, sia con ruoli direttivi nel Nucleo Operativo di Napoli del Corpo Italiano di San Lazzaro, ramo nazionale della ONG Lazarus Union, che come personale volontario in ausilio alle FF.AA. presso il Corpo Militare della Croce Rossa Italiana.

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