“L’ Islam Italiano” una nuova analisi approfondita per religione, identità e islamofobia. Una recensione.

“L’ Islam Italiano” una nuova analisi approfondita per religione, identità e islamofobia. Una recensione.

Il nuovo studio in italiano (L’Islam Italiano, un’indagine tra religione, identità, e islamofobia) pubblicato da Meltemi editore, Italia (2019) per Fabrizio Ciocca, ricercatore italiano in sociologia politica e fenomeno migratorio, con particolare attenzione sulla comunità musulmana in Italia, è un’importante aggiunta al campo di studio delle comunità musulmane in Europa dall’interno, attraverso una metodologia empirica alla ricerca di un’analisi chiara e ragionevole della situazione realistica dei musulmani in Italia. In cui Ciocca sta studiando i fattori chiave della scena al fine di evidenziare nuove prospettive per affrontare le questioni problematiche della comunità musulmana in Italia riguardo al dibattito pubblico.


Il nuovo studio in italiano (L’Islam Italiano, un’indagine tra religione, identità, e islamofobia) pubblicato da Meltemi editore, Italia (2019) per Fabrizio Ciocca, ricercatore italiano in sociologia politica e fenomeno migratorio, con particolare attenzione sulla comunità musulmana in Italia, è un’importante aggiunta al campo di studio delle comunità musulmane in Europa dall’interno, attraverso una metodologia empirica alla ricerca di un’analisi chiara e ragionevole della situazione realistica dei musulmani in Italia

Ciocca ha pubblicato recentemente nel 2018 altri studi nello stesso campo sui musulmani in Italia: “La presenza musulmana in Italia: criticità e potenzialità” Tawasul Europa, “Musulmani in Italia. Impatti urbani e sociali delle comunità islamiche a Roma “Meltemi” e “Le sfide dell’Islam” Confronti.

Mentre questo studio interagisce con i suoi precedenti, è dedicato a presentare e analizzare la sua indagine condotta sulla base di 15 domande elaborate per coprire le relazioni dei musulmani con la loro religione, la società italiana e l’Islamofobia, utilizzando la piattaforma di Facebook per contattare oltre 300 Musulmani anonimi in Italia.

Ciò che dà a questo studio un’importanza speciale oltre ad essere una recente aggiunta aggiornata al campo riguardante l’Italia in particolare è il suo contatto interno con la comunità, attraverso un buon accesso ai canali sociali in modo privato e pubblico, spiegando gli obiettivi del sondaggio a essere familiare e accettabile per gli individui, in cui Ciocca intende dare alla comunità stessa la voce per esprimere le proprie preoccupazioni e opinioni. In altre parole, possiamo notare che ha sovrapposto le barriere con la comunità studiata, che di solito è considerata una sfida per i ricercatori durante la metodologia empirica, quando devono condurre un sondaggio o interviste. Ciocca ha combinato tra i due; dato che ha intervistato un certo numero di persone attive nella comunità musulmana sulle loro opinioni sui risultati dell’indagine condotta. Anche se alcune opinioni degli intervistati non concordano con la chiara analisi dell’indagine (P. 103 – 106) Ciocca ha dimostrato l’intera scena per dare al lettore il diritto di leggere tutto ciò che la sua ricerca empirica ha portato, che può essere un punto di forza per la credibilità e la neutralità della sua ricerca.

Fabrizio Ciocca ricercatore italiano in sociologia politica e fenomeno migratorio, con particolare attenzione sulla comunità musulmana in Italia.

Ciocca ha costruito il suo studio in una sequenza semplice e logica di cinque capitoli preceduta da un’introduzione e seguita da una conclusione.

Nel primo capitolo (P. 29) ha spiegato gli aspetti sociodemografici della comunità musulmana in Italia sulla base di recenti statistiche e studi analitici, per concludere con un numero stimato di due milioni e mezzo di musulmani in Italia, tra cui centomila convertiti nativi italiani. Ciocca ha prestato attenzione a criticare e spiegare le difficoltà incontrate dalla metodologia adottata nello stimare il numero di musulmani in Europa in generale sulla base della percentuale di musulmani nel paese di origine, per cui la sua limitazione solo agli immigrati, oltre alla mancanza di statistiche riguardanti le affiliazione religiosa di persone in Europa in generale.

Mentre nel secondo capitolo (P. 41) ha spiegato bene la sua metodologia nel procedere al sondaggio, dall’inizio elaborando i tre principali fattori chiave da investigare, fino al suo accesso alle persone attraverso le piattaforme di Facebook e Google drive. Ha presentato la descrizione delle persone partecipanti alla sua indagine, in base alle domande del sondaggio stesso riguardanti la loro cittadinanza, la loro età e il loro livello di istruzione. Nonostante il numero limitato di persone partecipanti al sondaggio secondo gli standard statistici, concordo con Ciocca sul fatto che sia ancora considerato un punto di partenza per future ricerche correlate. E aggiungerei per considerare la sua metodologia come un modello raccomandato che potrebbe essere ampliato per raggiungere risultati precisi.

Il terzo capitolo (P.51) è il capitolo principale dello studio, in cui Ciocca ha presentato i risultati del sondaggio, con le sue analisi approfondite sui tre temi indagati: il rapporto con la religione, con la società italiana e con l’islamofobia.

Non ha mancato di beneficiare degli esperti del campo a livello nazionale, come Stefano Allievi e Renata Pepicelli, per sostenere diversi punti di vista raggiunti. Oltre a presentare numeri comparati riguardanti lo stesso problema al fine di aiutare il lettore a comprendere la visione dei risultati dai suoi diversi aspetti. A partire dalla relazione con la religione, il concetto di identità è fortemente connesso nel comprendere il significato di essere musulmano in Italia, per esplorare altre dimensioni di questa relazione con la religione. È un dato di fatto che la questione dell’identità è una questione rilevante in tutti gli studi sui musulmani in Europa. Che può riferirsi ad individui più che alla religione, ad esempio come un musulmano italiano, britannico o francese, che riflette la situazione realistica delle persone appartenenti a una specifica nazionalità e allo stesso tempo una determinata religione. Pertanto, in questo contesto dirò che la questione dell’identità è legata al termine dei musulmani italiani più che al Islam Italiano.

Mentre studia la relazione con la società, Ciocca ha messo in luce questa relazione attraverso le sue due direzioni, dando importanza agli ostacoli che i musulmani in Italia stanno affrontando nel normalizzare la loro relazione non solo dall’aspetto sociale per gli individui, ma anche da prospettive legali e istituzionali a Musulmani come intera comunità.

Nella terza questione indagata, l’Islamofobia, le ragioni e le motivazioni di questa fobia hanno ricevuto un’attenzione specifica e si sono confrontate con la vita quotidiana dei musulmani che affrontano sfide in questo senso, in particolare le donne con hijab, dove la minaccia sta raggiungendo il 70% nel loro caso.

Il quarto capitolo (P.99) è stato dedicato a presentare le interviste con diversi attivisti musulmani in Italia in diversi aspetti della vita, come un tentativo di Ciocca di leggere i risultati dell’indagine attraverso gli occhi dei musulmani stessi. Questo può anche essere un’aggiunta alla metodologia nello studio delle questioni correlate, specialmente quando ha dato al lettore il diritto di confrontare diversi punti di vista dei musulmani riguardo alla stessa domanda. Tuttavia, la credibilità e la neutralità dello studio dal punto di vista della ricerca scientifica si basa sull’indagine, poiché si occupa di numeri e non di nomi.

Nell’ultimo capitolo (P. 113) Ciocca ha presentato e valutato tre esperienze importanti e diverse nel trattare i musulmani in Europa: l’esperienza francese, britannica e tedesca. Ha confrontato le tre esperienze, in particolare per quanto riguarda i metodi e la politica scelti e seguiti dagli Stati per governare le minoranze musulmane, in cui il lettore può comprendere la particolarità di ciascuna esperienza relativa al sistema dello stato stesso e la sua visione alla natura della presenza di minoranza musulmana nei suoi territori.

Lo studio si completa con una prefazione di Antonio Cucinello, un arabista e islamologo, per riflettere sul valore di questo studio, in particolare per quanto riguarda l’Italia, e per i musulmani in Europa in generale con un’ampia diffusione di stereotipi e pregiudizi nei confronti di una comunità che è ormai diventato parte delle stesse comunità nazionali europee.

In conclusione, questo studio è denso e ben articolato in una semplice presentazione sequenziale di fronte a un lettore in cerca di conoscenza in questioni problematiche e complesse nel campo. Sebbene sia sostanzialmente costruito per presentare e analizzare un sondaggio, in realtà va oltre la comprensione delle circostanze correlate socialmente, legalmente e statisticamente. Il suo approccio è semplice, centrale e neutrale. E ha messo in luce nuove prospettive aggiornate per affrontare le preoccupazioni sensibili in Italia.


Foto Copertina: Ragazze musulmane a Parma. Gazzetta di Parma


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Amal Yousef Omar Alqawasmi

Dottoranda in Diritto e Società Plurale all'università degli studi di
Milano – Bicocca, e collaboratrice esterna per la docenza di lingua araba all'università degli studi di Milano, e IULM.
Precedente ha conseguito il suo primo dottorato in Giurisprudenza Islamica e Relativi Fondamenti dall'Università Giordana in Amman.

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