Mozambico: i dissidenti di Renamo chiedono la sospensione delle elezioni generali di ottobre

Mozambico: i dissidenti di Renamo chiedono la sospensione delle elezioni generali di ottobre

La parte oltranzista del principale partito di opposizione, non riconosce il suo leader Ossufo Momade, e rifiuta di consegnare le armi. Obiettivo: negoziare direttamente con il governo e rinviare le elezioni generali previste per il prossimo 15 ottobre, altrimenti sarà guerra.


 

Il primo agosto scorso, Filipe Nyusi, presidente mozambicano per il FRELIMO[1], e Ossufo Momade, leader della RENAMO[2], hanno firmato per la terza volta gli accordi di pace nell’ex colonia portoghese. L’intesa è stata siglata nel Parco Nazionale di Gorongosa nella provincia di Sofala, nel centro del Paese, storico quartier generale RENAMO. È la conclusione delle trattative iniziate nel 2018 tra Nyusi e il neo leader Momade.

Accordi di Roma, 1992

Quest’ultimo accordo mette fine a 25 anni di conflitto[3] che è continuato dopo il termine della guerra civile durata 17 anni con la firma degli accordi di Roma del 1992. In quell’occasione, dopo una opera di mediazione durata 27 mesi con 11 sessioni di lavoro, fu determinante il sostegno attivo dell’Onu, della diplomazia italiana, in particolare del Sottosegretario agli Affari Esteri Mario Raffaelli, dall’Ambasciatore d’Italia Manfredo Incisa di Camerana e dalla Comunità di Sant’Egidio. L’impegno italiano fu determinante tanto che l’allora Segretario Generale dell’Onu Boutros Boutros-Ghali parlò di una pace grazie ad una “formula italiana”.

Nell’ottobre del 1992 il presidente mozambicano e segretario del Frelimo Joaquim Chissano e Alfonso Dhlakama, leader della Resistência Nacional Moçambicana (Renamo) firmarono l‘accordo generale di pace che mise fine a diciassette anni di guerra civile, un conflitto che aveva provocato centinaia di migliaia di vittime e oltre tre milioni di profughi, persone in cerca di rifugio sia all’interno dell’ex colonia portoghese che nei Paesi africani confinanti.

I termini dell’Accordo generale di pace stabilirono la deposizione e la consegna delle armi alle forze dell’Onu da parte della guerriglia, la successiva integrazione degli ex combattenti nell’esercito regolare mozambicano, la pacificazione delle zone rurali del Paese, la bonifica delle aree minate e una transizione dal confronto armato alla coesistenza fondata su regole costituzionali e democratiche[4].

Nell’ottobre 1994 si tennero le elezioni multipartitiche previste dagli Accordi di Roma come passaggio centrale del processo di democratizzazione concordato fra le parti. La consultazione, in atmosfera serena grazie anche al dispiegamento dei caschi blu dell’Onu il cui maggiore contingente è costituito da alpini italiani, si svolge correttamente e vide la vittoria del Frelimo con il 44,3% dei voti. La Renamo ottiene un inatteso 37,7% di consensi.[5] 

Dopoguerra

Il dopoguerra si caratterizzò per la dialettica politica aspra e per la conflittualità.

Divenne sempre più fondato il pericolo di una frattura della fragile unità del Mozambico. Dopo essersi affermato alle elezioni del 1999 Joaquim Aberto Chissano (secondo presidente della repubblica, in carica dal 1985 al 2005) rinunciò a una terza candidatura. Lo stesso fece il suo successore Armando Emilio Guebuza, vincitore alle elezioni del 2005 e del 2009, che nel 2015 si ritirò al termine del suo secondo mandato, lasciando la carica al nuovo presidente, Felipe Jacinto Nyuzi. L’accordo di pace del 1992 è ufficialmente saltato nell’ottobre del 2013, quando la base Renamo di Sathundjira, vicino Gorongosa, venne attaccata dall’esercito con l’obiettivo di colpire il leader Afonso Dhlakama[6].  

Gli ultimi sviluppi

L’accordo di pace firmato il 1 agosto dal presidente mozambicano Filipe Nyusi e dal leader di Renamo Ossufo Momade pone fine a un lungo processo negoziale avviato da Alfonso Dhlakama, morto Maggio 2018.

“Vogliamo assicurare alla nostra gente e al mondo che non siamo più in uno stato d’animo per usare la violenza per risolvere le nostre differenze”, ha detto il leader di Renamo Ossufo Momade. “Questo accordo apre una nuova era nella storia del nostro paese in cui nessun Mozambico dovrebbe usare le armi per risolvere i conflitti”, ha dichiarato il presidente Filipe Nyusi, prima di rendere omaggio a Alfonso Dhlakama, storico leader del paese[7].

Ma alcuni dei suoi combattenti hanno rifiutato i termini di questo trattato e si sono rifiutati di arrendersi. Il leader di questa fazione, Mariano Nhongo definisce il suo gruppo armato “giunta militare RENAMO”.  Chissinga, a giugno, in un video con miliziani armati di kalashnikov, ha accusato Momade di essere una spia e ha minacciato di ucciderlo se non si dimette dal partito. Pochi giorni prima della firma degli accordi, il 25 luglio, lo ha accusato di isolare gli ufficiali vicini al defunto Afonso Dhlakama ed ha rivendicato gli attacchi verificatesi nelle regioni centrali del paese.

Per il 15 ottobre, data delle elezioni, al momento sono tre i protagonisti in campo: due uomini e, per la prima volta, una donna. L’attuale presidente, Filipe Nyusi, vuole il secondo mandato; Ossufo Momade presenta il RENAMO con la faccia nuova; e Alice Mabota, della nuova Coalizione Alleanza Democratica composta da sei partiti che attualmente sono all’opposizione. Mabota ha fondato la Lega per i diritti umani del Mozambico e ne è stata la prima presidente per più di due decenni.[8]

Se l’ala intransigente dei miliziani RENAMO si rifiuterà di rinunciare alle armi, il Mozambico, oltre agli attacchi dei jihadisti di Cabo Delgado[9], nell’estremo nord del Paese dovrà fronteggiare un’altra linea di fuoco.


Note

[1] Il Fronte di Liberazione del Mozambico (in portoghese Frente de Libertaçao de Moçambique, spesso abbreviato in FRELIMO) è un partito politico mozambicano di matrice socialista.

[2]Resistenza Nazionale Mozambicana (in portoghese: Resistência Nacional Moçambicana – RENAMO) è un partito politico del Mozambico di orientamento conservatore fondato nel 1975. Ha combattuto contro il FRELIMO nella lunga guerra civile che ha interessato il paese tra il 1975 e il 1992.

[3] La guerra civile in Mozambico, ha rappresentato lo schema classico della guerra fredda. Da un lato il Frelimo che aveva portato il paese all’indipendenza, ed era appoggiato da Urss, Cina, Cuba, e dall’altro il Renamo, appoggiato da Stati Uniti, SudAfrica Israele.

[4]https://www.insidertrend.it/2019/08/20/conflitti/africa-mozambico-laccordo-di-pace-di-maputo/

[5] http://www.limesonline.com/cartaceo/mozambico-una-pace-allitaliana

[6]https://www.atlasweb.it/2013/10/22/mozambico-alta-tensione-tra-renamo-e-frelimo-in-gioco-il-futuro-del-paese-579.html

[7]https://www.jeuneafrique.com/811811/politique/mozambique-un-accord-de-paix-historique-signe-entre-le-gouvernement-et-le-renamo/

[8]https://www.africa-express.info/2019/08/06/mozambico-tra-frelimo-e-renamo-pace-per-la-terza-volta-ma-qualcuno-non-ci-sta/

[9]https://www.agenzianova.com/a/5cf14c03c44f50.29134387/2467905/2019-05-31/mozambico-attacco-jihadista-in-provincia-di-cabo-delgado-15-morti


Foto Copertina: L’accordo è stato sottoscritto dal Frente de Libertação de Moçambique (Frelimo), attualmente al Governo, e dal gruppo di opposizione Resistência Nacional Moçambicana (Renamo) (keystone).


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