Il terrorismo in Africa

Il terrorismo in Africa

Al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM), Al Shabaab, Boko Haram, Ansar al-Sunna ma anche la milizia Kamwina Nsapu, l’FDA angolane, il gruppo Fulani: l’Africa ospita alcuni dei gruppi terroristi più pericolosi al mondo capaci, ogni anno, di organizzare attentati che provocano migliaia di vittime. Il libro “Il terrorismo in Africa” a cura di Alessandro Orsini ed edito da Luiss University Press, analizza l’evoluzione del terrorismo nei paesi africani maggiormente coinvolti dal fenomeno.



Al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM), Al Shabaab, Boko Haram, Ansar al-Sunna ma anche la milizia Kamwina Nsapu, l’FDA angolane, il gruppo Fulani: l’Africa ospita alcuni dei gruppi terroristi più pericolosi al mondo capaci, ogni anno, di organizzare attentati che provocano migliaia di vittime. Gruppi terroristici di matrice religiosa ma anche gruppi legati al narco traffico, alle guerre civili ed etniche.

Il libro è frutto delle attività di ricerca dell’Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale della Luiss, i cui analisti sono anche gli autori dei saggi che lo compongono.

Ogni saggio/capitolo prende in considerazione i paesi di una particolare regione dell’Africa. Dopo una panoramica generale dell’area esaminata, viene analizzato lo stato del terrorismo in ciascun paese, quindi la lista delle organizzazioni che operano, gli ultimi attentati subiti; le strategie governative per contrastare le attività terroristiche a partire dalla legislazione nazionale fino alla attività di cooperazione internazionale. Le analisi vengono realizzate partendo dai report e dai dati del Country Report on Terrorism del Dipertimento di Stato americano, il Global Terrorism Index dell’Institute for Economic and Peace, il Worldwide Threat Assessment dell’Intelligence americana.

Sofia Cecinini[1], coordinatrice dell’Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale e assistente alla cattedra di Sociologia generale e alla cattedra di Sociology of terrorism nel Dipartimento di Scienze politiche della LUISS, si è occupata del terrorismo in Nord Africa e cioè Egitto, Libia, Tunisia, Marocco e Algeria, con particolare attenzione alla minaccia portata dal ritorno in patria dei foreign fighter.

Piera Laurenza[2], interprete di conferenza e traduttrice, si è dedicata al terrorismo in Africa Occidentale: Burkina Faso, Mali, Mauritania, Costa d’Avorio e Ghana. In particolare si fa riferimento alla situazione del Mali dove il terrorismo di matrice islamica (JNIM) si unisce a quello di matrice etnica dei Fulani e dei Dogon.

Chiara Gentili[3], ha offerto una panoramica del terrorismo nel Corno d’Africa: Somalia, Kenya, Gibuti, Etiopia, Tanzania ed Eritrea. Con particolare attenzione al ruolo svolto dal gruppo al- Shabaab.

Maria Grazia Rutigliano[4], ha scritto sulla situazione nella regione del lago Ciad: Nigeria, Niger, Ciad, Repubblica Centrafricana e Camerun. Di particolare interesse l’analisi del rapporto Boko Haram e i bambini kamikaze.

Jasmine Ceremigna[5], si è concentrata sul terrorismo nell’Africa centrale e meridionale: Rep.Democratica del Congo, Sud Sudan, Uganda, Angola e Mozambico. In particolare si analizza il Sudan per anni centro di promozione del terrorismo internazionale.

Il libro si conclude con il saggio a cura di Alessandro Orsini, Direttore dell’Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale della LUISS, dove è professore associato di sociologia del terrorismo nel Dipartimento di Scienze politiche, sui contributi accademici più importanti nello studio di processi di radicalizzazione e il debito che questi hanno contratto verso la sociologia.


 Note

[1] https://sicurezzainternazionale.luiss.it/autore/sofia-cecinini/

[2] https://sicurezzainternazionale.luiss.it/autore/piera-laurenza/

[3]https://sicurezzainternazionale.luiss.it/autore/chiara-gentili/

[4] https://sicurezzainternazionale.luiss.it/autore/maria-grazia-rutigliano/

[5]https://sicurezzainternazionale.luiss.it/autore/jasmine-ceremigna/


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