Terrorismo in Malesia: Kumpulan Mujahidin Malaysia

Terrorismo in Malesia: Kumpulan Mujahidin Malaysia

Nel 1995 nasce in Malesia il Kumpulan Mujahidin Malaysia (KMM) , un gruppo fondato da Zainon Ismail , veterano reduce del conflitto in Afghanistan contro l’Unione Sovietica. Obiettivo del gruppo : sostituire il governo malese con uno Stato pan-islamico che comprendesse la Malaysia, l’Indonesia e le Filippine meridionali, liberati da governi secolari e dall’influenza occidentale, in particolare, americana.

Il Jihadismo-salafita è attivo in Malesia già dagli anni sessanta, infatti, e fino agli anni ’90, operarono nella regione, muovendosi in aperto contrasto con il governo in nome dell’indipendenza e dell’Islam come religione di Stato. .Furono anni di scontri, e il tentativo di repressione, anche violenta, da parte della polizia,  fu inefficace ad impedire che l’instabilità sociale si riflettesse sul piano politico, provocando una frattura tra Partito islamico Pan-malese[1] (PAS), accusato di sostegno alla militanza islamica, e l’Esecutivo del Primo Ministro Mahathir, leader dello United Malays National Organization (UMNO), al governo dal 1981 fino all’ottobre 2003, anno delle sue dimissioni.

Gli scontri politici e la continua pressione esercitata dalle autorità sul PAS, contribuirono a creare le condizioni adatte alla nascita e alla proliferazione di cellule islamiste, tra cui il gruppo, Kumpulan Mujahidin Malaysia (KMM)[2]

Il movimento fu fondato nell’ottobre del 1995 da Zainon Ismail soprannominato “Cikgu”, veterano reduce del conflitto in Afghanistan contro l’Unione Sovietica[3]. L’obiettivo di Zainon Islamil e del KMM era quello di rovesciare il dominio autoritario di Mahathir[4], e sostituire il governo malese con uno Stato pan-islamico che comprendesse la Malaysia, l’Indonesia e le Filippine meridionali, liberati da governi secolari e dall’influenza occidentale, in particolare, americana[5].

Zainon seppe trasmettere il suo pensiero attraverso la pubblicazione tre libri: “Perisai Memali” (1989) ,“Dagangnya Diterima Allah” (1990) e “Jihad Anak Melayu di Afghanistan” (1997). Questo libri furono vietati dalle istituzioni malesi al fine di contenere la diffusione dell’ideologia islamica radicale.

Nei suoi testi, “Cikgu” raccontava esperienze vissute, personali o di altri mujaheddin in Medan jihad – il Campo di battaglia della Guerra Santa, a cui i malesi avrebbero potuto ispirarsi.  Dopo il rientro in Malesia, molti mujaheddin cominciarono ad istituire madrasse[6], che fornivano una formazione religiosa per i giovani musulmani della regione, diffondendo l’idea di uno Stato pan-islamico nel sud-est asiatico.

Nel percorso di conoscenza ed esplorazione degli insegnamenti religiosi, il gruppo insegnava la necessità di praticare e predicare l’Islam in un modo conosciuto come Islam Kaffah. Raggiungere la pace attraverso la fede e la venerazione di Allah nel senso più ampio della parola, accettando la guida coranica non solo verso il bene spirituale dell’aldilà, ma anche per quanto riguarda gli aspetti spirituali, fisici e sociali della vita, trasferendo ai credenti concetti come:  Hiijrah (migrazione in nome di Dio), I’dad (preparazione per la battaglia in nome di Dio) e il Jihad[7].

Il gruppo, nonostante la mobilitazione delle istituzioni politiche a ostacolare la crescita e lo sviluppo dell’organizzazione , stabilì profondi legami con altre organizzazioni estremiste della regione per diffondere il proprio messaggio e le proprie attività.

Andamento annuale del PIL in Malesia. Fonte : Banca Mondiale di sviluppo.

Lo sviluppo finanziario della Malesia, ed il suo declino dalla metà degli anni ’90, contribuirono a consolidare il KMM. La Malesia, infatti, è stato uno dei Paesi asiatici in più rapida crescita[8]; sebbene, la maggioranza della ricchezza appartenesse alla popolazione cinese. Nel 1995, quando le economie dell’Asia cominciarono a crollare, l’opposizione guidata dal PAS capitalizzò la distribuzione sproporzionata della ricchezza. Un’operazione che favorì l’avvicinamento di molti giovani musulmani al Partito, con un evidente aumento dell’iscrizione agli studenti delle madrasse[9].

La crisi economica non influì dunque sulle attività del KMM, anche grazie all’alleanza del gruppo con “Jemaah Islamiyah”- (JI), movimento islamista militante attivo in diversi paesi del Sud-Est asiatico con l’obiettivo di creare uno Stato pan-islamico in gran parte della regione. Il gruppo trova le sue radici nel “Darul Islam”, un violento movimento radicale che nasce per combattere il governo coloniale olandese alla fine degli anni ’40, continuando a resistere alla Repubblica indonesiana post-coloniale[10].

Secondo alcuni esperti, JI si sarebbe formato dall’iniziativa di alcuni estremisti indonesiani esiliati in Malaysia alla fine degli anni ’80. Se nei suoi primi anni di attività, la JI aveva però rinunciato alla violenza, i legami con figure di al-Qaeda in Afghanistan hanno avvicinato il gruppo all’uso delle armi , ed oggi l’emergere dello Stato islamico ha rivitalizzato il movimento, che ha ripreso le attività jihadiste nel sud-est asiatico, compreso il KMM[11].

In termini regionali, soprattutto per la dimensione della sua popolazione, la Malesia è stata una significativa fonte di combattenti stranieri in Iraq e in Siria, che avrebbero anche aderito a DAESH.

Nel giugno del 2016, un ex membro del gruppo KMM, Mohd Rafi Udin, ha annunciato che una serie di attacchi dallo Stato islamico (ISIS) avverrebbero entro sei mesi colpito anche il sud-est asiatico, invitando i musulmani radicalizzati in loco, i lupi solitari o i foreign fighters in rientro dalla Siria e dall’Iraq a uccidere i non musulmani e a utilizzare tutti i mezzi, inclusi i fondi, per sostenere lo Stato Islamico.[12]

Gli insorti transnazionali sono considerati i più pericolosi, e presentano diverse minacce. Infatti, i militanti del gruppo potrebbero prolungare e complicare un conflitto in corso; trasformare una zona di conflitto straniera in un campo di allenamento o un rifugio sicuro o utilizzare e attuare a casa le competenze che acquisite all’estero[13].

Mohd Rafi Udin ha accusato la Malesia di contravvenire agli insegnamenti di Allah, una violazione che giustificherebbe la dichiarazione di guerra alle istituzioni politiche malsane e alla sua sicurezza nazionale, perché se i malesi costituiscono un numero relativamente piccolo di combattenti in Iraq e in Siria, costituiscono però un grave problema per la Malesia, e per altre aree popolose dell’Asia sudorientale in cui lo Stato Islamico ha già troppi seguaci[14].


[1] Il Partito Islamico Panmalese (Parti Islam Se-Malesiain), noto comunemente come PAS, è un partito politico islamista malese, attualmente guidato da Datuk Seri Abdul Hadi Awang. Il PAS si propone di trasformare la Malesia in un paese che si fonda sulla legge islamica originale, il Corano e la Sunna, in opposizione all’altro partito di ispirazione islamica Barisan Nasional’s Islam Hadhari, che giudica su posizioni troppo morbide.

[2] Cfr. Abuza, Z. (2003). Militant Islam in Southeast Asia: Crucible of Terror. Boulder: Lynne Rienner, p. 48-76;

[3]Furono migliaia i mujahedin che partirono dall’Asia sud-orientale per raggiungere l’Afghanistan, base logistica e di addestramento della nuova guerriglia e d’insegnamento dei principi del Wahabismo.

[4] È stato Primo Ministro della Malesia per 22 anni di fila dal 1981 al 2003, diventando così il Primo Ministro più longevo della storia della Malesia.

[5] Cfr. Ismail, Z. (1990). Dagangnya Diterima Allah. Kuala Lumpur: Penerbitan Pemuda, p. 1-2;

[6] madrasa è un termine che in arabo significa “scuola”, ma con il tempo, il termine è passato a designare l’istituzione di studi superiori, che completava l’apprendimento garantito dal maktab e dalla moschea. Oggi, il termine madrasa può essere infatti utilizzato genericamente per qualsiasi scuola o istituzione formativa, sia essa specificamente islamica, laica o di altre religioni.

[7] Cfr. https://core.ac.uk/download/pdf/41339479.pdf;

[8] Negli ultimi trent’anni la Malesia ha conosciuto un fortissimo sviluppo economico, trasformandosi da paese in via di sviluppo ad uno dei paesi più ricchi del sud-est asiatico, non più dipendente soltanto dalla produzione ed esportazione di materie prime. Con la Nuova politica economica (NPE), la Malesia è divenuta leader mondiale nella produzione di componenti elettronici e primo paese del Sud-Est asiatico per l’assemblaggio e l’esportazione di autoveicoli. Il paese è uno dei più sviluppati del pianeta con il PIL al 29º posto tra quelli mondiali, mentre è al 59º posto per PIL pro capite.

[9] Cfr. Gunaratna, R. (2007a). Ideology in Terrorism and Counter Terrorism: Lesson from Combating al- Qaeda and Jemaah Islamiyyah in Southeast Asia. Singapore: Taman Bacaan Pemuda Pemudi Melayu Singapore, p. 77.

[10] Darul Islam (che significa Dār al-Islām) è un gruppo islamico in Indonesia, che mira alla creazione di uno Stato islamico dell’Indonesia. È stato avviato nel 1942 da un gruppo di miliziani, coordinati da un carismatico uomo politico radicale, Sekarmadji Maridjan Kartosuwirjo. Il gruppo riconosce solo la Sharia come una valida fonte di diritto. Il movimento ha prodotto schegge e propaggini che vanno dalla Jemaah Islamiyah ai gruppi religiosi non violenti.

[11] Cfr. https://www.cfr.org/backgrounder/jemaah-islamiyah-aka-jemaah-islamiah

[12] Cfr. http://www.freemalaysiatoday.com/category/nation/2016/06/23/high-alert-as-local-is-fighter-warns-of-slaughter-in-msia/

[13] Cfr. http://www.mitpressjournals.org/doi/pdf/10.1162/ISEC_a_00023

[14] Cfr. http://www.lse.ac.uk/SEAC/events/Events/151207-ISIS-in-SEA.aspxhttp://soufangroup.com/wpcontent/uploads/2015/12/TSG_ForeignFightersUpdate3.pdf.

 

Federica Fanuli

Federica Fanuli

Federica Fanuli si laurea con lode in scienze politiche e relazioni internazionali presso l'università del Salento, dove consegue anche la laurea specialistica in scienze politiche, studi europei e relazioni internazionali . Junior consultant per agriconsulting spa, Federica collabora con il centro studi internazionali di Roma e successivamente frequenta il corso di analisi di politica estera di equilibri, muovendo i primi passi nel settore come editorial board member di rassegna stampa militare e poi, come editorial board manager di mediterranean affairs. Editor-at-large di indrastra global, editorial board member di cosmopolismedia.it, analista desk sud e sud-est asiatico dell'institute for global studies (igs) e guest contributor del middle east institute di Washington, Federica attualmente frequenta il master in giornalismo internazionale presso l'igs e il master di II livello in intelligence e sicurezza della link campus university, presso cui lavora come responsabile gestionale master dell'ufficio postgraduate, e collabora con l'osservatorio sulla sicurezza e difesa cbrne.

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