World News, una settimana di notizie.

World News, una settimana di notizie.

Le più importanti notizie dal mondo riprese dai maggiori quotidiani, per essere sempre aggiornati. Notizie dal 30 aprile al 6 maggio 2018.

 Africa

Il presidente dello Zimbabwe, Emmerson Mnangagwa, ha lanciato la campagna del suo partito, Zanu-PF, per le elezioni generali di luglio.

Zimbabwe: Il presidente dello Zimbabwe, Emmerson Mnangagwa, ha lanciato la campagna del suo partito, Zanu-PF, per le elezioni generali di luglio, la prima dalla caduta di Robert Mugabe, promettendo alle sue truppe una vittoria pulita. “Oggi stiamo lanciando la nostra campagna (…) per conquistare i cuori e gli animi dell’elettorato, non fine a sé stesso, ma perché sappiamo che lo Zimbabwe è in buone mani con Zanu-PF”, ha detto in un discorso.

Ex vicepresidente di Mugabe, Mnangagwa gli è succeduto lo scorso novembre in un colpo di Stato con l’esercito e il partito al potere. “Invito tutti i nostri candidati a sollecitare le voci della gente con umiltà”, ha detto Mnangagwa ai rappresentanti del suo partito. “Non puoi costringere le persone a votare per te, ma convincerli che il nostro partito rivoluzionario ha un passato, un presente e un futuro.

La vittoria del partito rivoluzionario è certa. Mnangagwa ha ereditato un paese bloccato in una grave crisi economica e finanziaria.  “Siamo consapevoli dell’immenso compito che affrontiamo e delle aspettative del nostro partito e di tutte le nostre persone, sia qui che all’estero”, ha aggiunto. Di fronte all’opposizione indebolita dalla recente morte del suo storico leader Morgan Tsvangirai, Emmerson Mnangagwa e il suo partito, che controlla il paese dopo la sua indipendenza nel 1980, sono ampiamente favoriti dalle elezioni.

Tunisia: Si chiama Souad Abderrahim ed è una farmacista con la passione per la politica la candidata 54enne del partito islamico Ennhadha che concorre per la poltrona di sindaco di Tunisi sfidando 10 candidati tutti uomini. Souad pur essendo di Ennhadha non indossa il velo e ha dichiarato di interpretare la sua candidatura come una “sfida” invitando i cittadini a non fare discriminazioni in base al genere.

Repubblica Centroafricana: Riesplode la violenza etnico-religiosa nella Repubblica centrafricana, dove è stato compiuto un attacco con granate a una chiesa cattolica nella capitale Bangui, con una quindicina di morti, fra cui un prete.  La chiesa di Notre Dame, nella capitale centrafricana, era già stata attaccata nel maggio del 2014. L’edificio di culto si trova molto vicino al quartiere PK5, l’enclave musulmana spesso al centro di scontri. Nelle violenze esplose dopo, sono stati attaccati anche una moschea e alcune strutture mediche, secondo l’Onu, fonti ospedaliere e l’ong Medici senza frontiere (Msf).

Nigeria: Almeno 24 fedeli sono rimasti uccisi nell’attacco con esplosivo in una moschea a Mubi nel nord della Nigeria. Questo è il secondo attacco in sei mesi in una moschea di Mubi, nel precedente morirono 50 persone. Primo sospettato è il gruppo islamico Boko Haram.

Gabon: Il Gabon ha appena vissuto una settimana politica “pazzesca”: in quattro giorni l’Assemblea nazionale si è sciolta, si è formato un nuovo governo, senza grandi sconvolgimenti e con l’obiettivo di organizzare più legislazioni posticipate. Due giorni dopo le sue dimissioni, un nuovo governo composto da 41 membri, guidato dal primo ministro in carica e rieletto, Emmanuel Issoze Ngondet, è stato presentato venerdì sera dal segretario generale della presidenza, Jean-Yves Teale. Il compito principale della nuova squadra, che sarà guidata solo del presidente Ali Bongo, sarà quello di tenere elezioni legislative, annunciate due volte e rinviate dal 2016.

Somalia: Un’infermiera del Comitato internazionale della Croce Rossa in Somalia è stata rapita a Mogadiscio. Lo rende noto la stessa Cicr, aggiungendo che si tratta di un’infermiera. La polizia locale, citata dai diversi media, riferisce inoltre che si tratta di una cittadina tedesca.

 

Americhe

USA.  Il Washington Post scrive di un’invocazione da parte di Robert Mueller, procuratore speciale del Russiagate, di un mandato di interrogatorio per il Presidente Donald Trump, riferendo inoltre di un incontro all’inizio del mese scorso tra gli avvocati di Trump e Mueller. Le conseguenze sarebbero piuttosto importanti, in quanto ci troveremmo di fronte ad uno storico scontro con la Corte Suprema degli Stati Uniti e l’incredibile fuga di notizie che sconvolgerebbe decisamente lo stesso Presidente degli Stati Uniti.

Sebbene a marzo i legali di Trump avevano negato l’obbligo del loro cliente di parlare con gli investigatori federali sul Russiagate, Mueller aveva insistito affermando che in tal caso avrebbe emesso un mandato di interrogatorio per far apparire il Presidente davanti al Grand Jury. Tra l’altro il numero preciso di domande, ben 49, che l’avvocato Jay Sekulow avrebbe compilato, pubblicate dal New York Times, è già stato messo in circolazione, e riguardavano i rapporti di Trump con la famiglia e i suoi tweet, senza dimenticare il licenziamento di Comey, direttore dell’FBI, e Michael Flynn, primo consigliere per la sicurezza nazionale, l’incontro del 2016 nella Trump Tower tra i collaboratori di Trump e gli emissari di Mosca che avevano promesso notizie diffamanti sull’avversaria democratica alle elezioni, nonché le discussioni con Michael Cohen, e Jared Kushner. Un’inchiesta a 360°gradi, che riguarda tutti gli ambienti nei quali il Presidente è coinvolto.

L’ex dittatore boliviano Luis Garcia Meza.

Bolivia: L’ex dittatore boliviano Luis Garcia Meza è morto a 89 anni, dopo aver subito 3 infarti nell’ospedale Cossmil di La Paz, struttura dove ha passato gran parte dei suoi anni di detenzione a causa delle sue condizioni di salute. Lo riporta il sito locale La Razon. Il ministro dell’Interno Carlos Romero ha affermato che l’ex dittatore era in debito con il popolo boliviano, perché a suo avviso non ha rivelato informazioni importanti sulle persone uccise e scomparse durante la sua dittatura (17 luglio 1980 – 4 agosto 1981), tra le quali il leader socialista Marcelo Quiroga Santa Cruz.

“Era una persona che aveva ancora debiti nei confronti del popolo boliviano, perché non ha chiarito molti fatti che invece dovevano essere chiariti, come ad esempio la posizione dei resti del corpo di Marcelo Quiroga Santa Cruz”, ha detto il ministro boliviano ai giornalisti. Romero ha sottolineato che García Meza sarà ricordato per i crimini contro l’umanità che ha commesso durante la dittatura.

Colombia/Uruguay: Pepe Mujica e le FARC si sono incontrati per esaminare i progressi nell’attuazione della pace politica. Il presidente uruguaiano ha ascoltato le preoccupazioni che i leader del partito delle rose hanno in relazione all’attuazione di quanto concordato all’Avana. I membri del Consiglio politico nazionale (CPN) della Forza rivoluzionaria popolare alternativa (FARC) e del presidente uruguaiano José “Pepe” Mujica si sono incontrati a Cartagena per analizzare il processo di attuazione dell’accordo di pace firmato 2016 tra il governo della Colombia e il più antico gruppo di guerriglia in America Latina, le FARC. L’ex gruppo armato, ora convertito in un partito politico, ha detto che Mujica ha espresso la sua preoccupazione per le “difficoltà che sorgono nello sviluppo del rispetto dell’accordo di pace”. Secondo la comunità, ha fatto riferimento alla cattura e alla possibile estradizione di “Jesús Santrich”, uno dei leader delle FARC, per presunti legami con il traffico di droga.

Rodrigo Londoño, ‘Timochenko’ e Pepe Mujica.

Mujica è a capo della verifica e del meccanismo di accompagnamento internazionale per l’attuazione dell’accordo con il presidente spagnolo, Felipe González.

Altri leader della comunità delle rose hanno partecipato a questo incontro, come il pastore Alape, Jairo Cala, Pablo Catatumbo e Rodrigo Granda, mentre sabato si terrà un altro incontro con Mujica e González e una delegazione governativa. ( Per approfondire “ La Colombia tra passato ed incognite future http://www.opiniojuris.it/la-colombia-passato-incognite-future/ )

Brasile. Crollo di un palazzo di 26 piani a San Paolo, in Brasile, avvenuto a causa di un incendio. Già sede della Polizia Federale, l’edificio era abbandonato, ma i suoi spazi erano già occupati da diverse famiglie.

Asia 

Corea del Nord: La Corea del Nord ha uniformato il fuso orario con quello del Sud portando lo scarto dal meridiano di Greenwich da 8 ore e mezza a 9, riferisce la Kcna. Il cambio segue il summit del 27 aprile di Panmunjom tra i leader Moon Jae-in e Kim Jong-un e il decreto del Presidium della Suprema assemblea del popolo sulla “revisione del fuso orario”, dal 5 maggio. Il Nord decise il cambio contro il “perfido imperialismo del Giappone” ad agosto 2015, dato che le 8 ore e mezza erano in vigore fino al 1910, anno di invasione delle truppe nipponiche.

Liu Xia, vedova di Liu Xiaobo.

Cina: Liu Xia, vedova di Liu Xiaobo, ha detto di essere pronta a morire in segno di protesta contro gli arresti domiciliari ai quali è costretta dalle autorità cinesi, pur in assenza di contestazioni di reato, dal 2010, anno in cui fu assegnato il premio Nobel per la Pace a suo marito.
Liu Xiaobo, fortemente critico verso Pechino, è deceduto lo scorso anno mentre scontava una condanna a 11 anni di carcere per eversione”. La sua morte, dovuta a un cancro al fegato, ha fatto aumentare i timori sulla salute della moglie, poetessa, che si ritiene soffra di depressione dove aver speso anni sotto la stretta sorveglianza della polizia cinese con contatti verso l’esterno ridottissimi.
Liao Yiwu, sul sito ChinaChange, ha scritto di aver parlato con lei nei giorni scorsi. Esasperata per la situazione, ha detto che “è più facile morire che vivere. Usare la morte come sfida non potrebbe essere più semplice per me”.

Birmania: Grido d’allarme delle Nazioni Unite per migliaia di civili di etnia Kachin (nell’omonimo stato settentrionale della Birmania, vicino al confine con la Cina) contro i quali le forze armate della Birmania hanno usato artiglieria pesante e condotto raid aerei nel corso degli scontri con i guerriglieri dell’esercito di indipendenza Kachin che rappresenta la minoranza dell’etnia di religione cristiana. Mentre il mondo si concentra sulla difficile situazione dei musulmani Rohingya in Birmania, Yanghee Lee inviato speciale Onu sui diritti umani in Birmania denuncia che la situazione nello stato di Kachin “è del tutto inaccettabile e deve cessare immediatamente”. “I civili non devono mai essere sottoposti a violenza durante il conflitto. Tutte le parti devono prendere ogni misura necessaria per garantire la loro sicurezza e protezione”. La guerra nel Kachin si è riaccesa nel 2011 dopo 17 anni di tregua, provocando oltre 100mila sfollati.

Europa

Russia: Manifestazioni di protesta contro il presidente Vladimir Putinin corso in queste ore in molte città della Russia. Alcune di queste proteste non erano autorizzate, tanto che hanno portato a scontri e interventi da parte delle autorità di polizia. Secondo la ong Ovd-Info le persone fermate sono almeno 1.607 in 23 città. Tra i primi a rimetterci, l’attivista politico e blogger Alexiei Navalni, organizzatore della manifestazione fermato a Mosca dalla polizia, mentre sfilava in viale Tverskaia.

Sempre a Mosca, un gruppo di nazionalisti pro-Cremlino del movimento Nod (Movimento di liberazione popolare) si è schierato in piazza Pushkin, a Mosca, in mezzo ai manifestanti anti Putin. I due gruppi si sono sfidati a colpi di slogan. «Putin. Patria. Libertà», urlano i nazionalisti. «Russia senza Putin», scandiscono in coro i dissidenti, molto piu numerosi. Le proteste sono state organizzate in vista dell’insediamento al Cremlino di Putin per il suo quarto mandato presidenziale, ufficialmente previsto lunedì, a meno di due mesi dal trionfo elettorale del leader russo alle presidenziali.

Regno Unito: Il ministro dell’interno Amber Rudd, da giorni nell’occhio del ciclone, rassegna le proprie dimissioni a causa dello scandalo Windrush, che riguarda migliaia di immigrati caraibici arrivati dagli anni 70, dal nome dell’imbarcazione arrivata sulle coste inglesi. Già Theresa May, quando era alla guida dello stesso ministero di Amber Rudd, aveva ammesso che era a conoscenza di quote di immigrati illegali da espellere. Ma Rudd si è dimessa dall’incarico in quanto le informazioni che ha dato alla Camera dei Comuni non erano corrette.

Il caso Windrush, dal nome dell’imbarcazione arrivata a Londra per ricostruire il paese dopo la Seconda guerra mondiale, è una vicenda piuttosto complessa. Questi immigrati erano riusciti ad ottenere il diritto di restare a tempo indefinito nel Regno Unito, chiedendo anche la nazionalità britannica, ma quelli che non l’avevano chiesta si sono ritrovati ad essere considerati immigrati a rischio espulsione, nel caso in cui non dimostravano ogni anno la loro presenza nel Regno Unito. Amber Rudd è stata costretta a dimettersi poiché in aula aveva affermato di non essere a conoscenza delle quote di espulsioni annuali degli immigrati., tra l’altro scusandosi pubblicamente e soprattutto dopo che la stessa Theresa May lo ha fatto davanti ai leader dei 12 paesi delle Antille, per un vertice del Commonwealth.

Armenia: Il leader dell’opposizione armena Nikol Pashinyan è stato ufficialmente nominato candidato per la nomina a primo ministro. Lo ha detto il servizio stampa del parlamento, l’Assemblea nazionale. “Pashinyan è stato nuovamente nominato alla carica di primo ministro da oltre un terzo del numero totale dei deputati”, si legge nel comunicato ripreso da Interfax. Il parlamento armeno terrà un secondo voto per eleggere il primo ministro l’8 maggio.

Unione Europea. Grande e significativa svolta nel bilancio dell’Unione Europea: la proposta del nuovo bilancio ammonta a ben 1279 miliardi di euro, con contributi addizionali limitati ma necessari a finanziare nuove priorità, per uno spostamento della cifra del PIL dell’Unione all’1,11%, firmata Claude Juncker. Questo è l’ammontare del primo bilancio post Brexit dell’Unione Europea, che prevede anche tagli importanti, in particolare alla Politica Agricola Comune, ed un raddoppio nelle politiche per i migranti, giovani ed Erasmus, sicurezza digitale e ricerca, per un ammontare pari di 109 miliardi di euro. Verranno poi introdotti due nuovi fondi per l’eurozona, in particolare il Fondo di Stabilizzazione degli investimenti, destinato ai paesi colpiti dalla crisi per mantenere costante il livello degli investimenti pubblici garantiti dai prestiti UE, per un ammontare pari a 30 miliardi; mentre un altro fondo, di 25 miliardi di euro, sarà destinato a quei paesi per realizzare le riforme e la convergenza per quelli che adotteranno la moneta unica.

Spagna. L’ETA, una delle più feroci e sanguinose organizzazioni terroristiche mondiali, che ha seminato per anni panico in Spagna per l’indipendenza dei paesi baschi, non esiste più. La conferma arriva da uno storico documento nel quale i terroristi baschi affermano la fine del ciclo storico della lotta armata, portandosi dietro la bellezza di ben 853 morti e 6839 feriti dovuti alle loro azioni, dal 1959, anno di nascita. Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha escluso che nonostante la dissoluzione dell’Eta i membri del gruppo armato possano ottenere “impunità per i loro crimini”. Il premier spagnolo ha definito inoltre “rumore” e “propaganda” l’annuncio ufficiale dello smantellamento definitivo del gruppo armato basco Eta affermando che “la sola verità” è che l’organizzazione separatista “è stata sconfitta dall’azione dello stato di diritto e dalla forza della democrazia spagnola”.

 

Medio Oriente

Libano: Aperte le urne in Libano per le prime elezioni parlamentari da nove anni a questa parte. Le elezioni si svolgono tra strette misure di sicurezza con agenti di polizia e militari a presidiare ogni seggio e le zone più sensibili. A confrontarsi la coalizione filoccidentale del primo ministro Saad Hariri e quella filoiraniano degli Hezbollah. Gli aventi diritto al voto sono 3.7 milioni e i primi risultati sono attesi subito dopo la chiusura dei seggi, alle 7 di stasera ora locale. I candidati sono 586, tra cui 86 donne.

Il Ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif durante una conferenza con il ministro degli esteri Sigmar Gabriel a Berlino lo scorso 27 giugno.

Iran: Il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha affermato in un intervento video che l’Iran non “rinegozierà o integrerà” l’accordo nucleare internazionale sottoscritto nel 2015. Zarif ha risposto così, ribadendo la posizione iraniana degli ultimi giorni, alle minacce degli americani dForeign Minister of Iran Mohammad Javad Zarif during a joint press statement with German Foreign Minister Sigmar Gabriel (not seen) at the Foreign Ministry in Berlin, Germany, 27 June 2017. i ritirarsi dall’accordo nucleare. La decisione di Donald Trump è attesa entro il 12 maggio.
 Il ministro iraniano ha sottolineato che il programma missilistico di Teheran non può essere oggetto di negoziato internazionale, come chiedono invece alcuni occidentali, ad integrazione dell’intesa nucleare, perché è una questione interna che riguarda la sicurezza dell’Iran.

Maḥmūd ʿAbbās, conosciuto anche come Abū Māzen è il Presidente dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, dell’Autorità Nazionale Palestinese e dello Stato di Palestina.

Palestina: Abu Mazen (83 anni) è stato confermato Presidente dello stato di Palestina e capo del Comitato esecutivo dell’Olp. Lo ha deciso, secondo i media locali, il Consiglio nazionale palestinese che non ha indicato per ora alcun vice di Abu Mazen. Cambiati anche alcuni componenti del Comitato esecutivo dell’Olp composto di 15 persone. Il Consiglio ha ribadito il rifiuto di ogni soluzione che non preveda la nascita dello stato entro i confini del ’67 con Gerusalemme est capitale e il ritorno dei profughi.
Secondo quanto precisa l’agenzia ufficiale Wafa, il Consiglio nazionale palestinese (Cnp) “ha condannato e respinto la decisione illegale del presidente Trump di riconoscere Gerusalemme quale capitale di Israele e di spostarvi da Tel Aviv la propria ambasciata”. Ha anche ribadito la richiesta che gli Stati arabi tronchino le relazioni diplomatiche con quei Paesi che pure riconoscano Gerusalemme capitale di Israele e vi trasferiscano la ambasciata. Circa il processo di pace, il Cnp ha stabilito che agli occhi dei palestinesi gli Usa hanno perso la facoltà di fungere da mediatori e ha confermato che per rilanciare negoziati di pace sarà piuttosto necessario indire una Conferenza internazionale con gli auspici dei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza, sulla base delle risoluzioni dell’Onu. Intanto il presidente palestinese Abu Mazen si è scusato per le sue affermazioni sugli ebrei pronunciate durante il Consiglio nazionale palestinese. “Se qualcuno è rimasto offeso – ha detto Abu Mazen, citato dai media – mi scuso. Non era mia intenzione offendere alcuno. Ho profondo rispetto per la fede ebraica e per altre fedi monoteistiche. Ribadisco la nostra ben nota condanna della Shoah come uno dei crimini più odiosi della storia ed esprimiamo solidarietà alle vittime”. Il presidente palestinese ha anche detto di “condannare l’antisemitismo in tutte le sue forme”. Poi ha aggiunto: “confermo il nostro impegno alla Soluzione dei 2 stati che vivano in pace e in sicurezza l’uno accanto all’altro”.

Oceania

Australia: Rinvio a giudizio per il cardinale australiano George Pell, prefetto della Segreteria per l’economia vaticana in congedo, accusato di abusi sessuali. Il 76enne porporato, uno degli uomini più influenti del Vaticano, si è dichiarato innocente. Gli abusi a danni di minori sembrerebbero accaduti tra gli anni Settanta e ottanta a Ballarat, paese di nascita del porporato, e negli anni Novanta, a Melbourne.

Fonti

Wafa , El Pais, Washington Post  , ChinaChange Ansa ;El espectador ; The Guardian ; La Repubblica ; Jeune Afrique ; Il sole24ore .

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