World News, una settimana di notizie.

World News, una settimana di notizie.

Le più importanti notizie dal mondo riprese dai maggiori quotidiani, per essere sempre aggiornati. Notizie dal 1 al 7 aprile 2018.

 

Africa

Costa d’Avorio: A Yamoussoukro, Jeannot Ahoussou-Kouadio è stato eletto all’unanimità come nuovo Presidente del senato ivoriano. Senza avversari, Jeannot Ahoussou-Kouadio, era il candidato sia del Rassemblement des républicains (RDR) che del Parti démocratique de Côte d’Ivoire (PDCI), malgrado le tensioni tra i due alleati.

Etiopia: Il parlamento etiope ha eletto come primo ministro Abiy Ahmed, ex ufficiale dell’esercito e ministro per la scienza e la tecnologia, una fama di riformatore e di uomo che parla chiaro, è anche il primo politico Oromo a diventare primo ministro, ha preso il posto di Hailemariam Desalegn, che sull’onda della protesta si dimise a febbraio. Abiy è visto come figura potenzialmente unificante un Paese diviso e in subbuglio, raccogliendo su di sé la speranza che si calmino le sanguinose proteste che dal 2015 travagliano il secondo Paese più popoloso dell’Africa
Gli Oromo, che costituiscono l’etnia più numerosa con il 34,4% dei circa 100 milioni di etiopici, si sentono da sempre marginalizzati sia dal punto di vista economico che sociale.

Nigeria: Almeno 15 persone sono morte e oltre 50 sono rimaste ferite in un attacco multiplo compiuto da terroristi alla periferia di Maiduguri, nel tormentato nord-est della Nigeria, soggetto alla violenza della setta islamica Boko Haram. Lo scrive l’agenzia di stampa nigeriana Nan citata da vari media, secondo cui diversi kamikaze con corpetti esplosivi si sono fatti detonare fra la gente, dopo di che sono intervenuti altri terroristi con armi da fuoco.

Mali: Al Hassan, un presunto ex membro di Ansar Eddine, accusato di crimini di guerra e crimini contro l’umanità, è stato trasferito da Bamako e l’Aia dinanzi alla Corte Penale Internazionale.

Sahara Occidentale: Mohammed VI re del Marocco, in un messaggio indirizzato al Segretario Generale delle Nazioni Unite, ha pesantemente accusato l’Algeria di finanziare, armare e sostenere diplomaticamente il Fronte Polisario. Segnale di una tensione forte a pochi giorni dalla prossima sessione del Consiglio di sicurezza in programma il prossimo 25 aprile.

Sierra Leone: La commissione elettorale della Sierra Leone ha annunciato che il candidato dell’opposizione Julius Maada Bio è il nuovo presidente del Paese. Il presidente della commissione, Mohamed N’Fah Alie Conteh, ha affermato che Bio è il vincitore del secondo turno delle elezioni presidenziali – tenuto il 31 marzo – con il 51,81% dei voti contro il 48,19% dei voti ricevuti dal candidato del partito di governo, il ministro degli Esteri uscente Samura Kamara.

Somalia: Una base di peacekeeper dell’Unione Africana, a Bulamarer a sud ovest di Mogadiscio, è stata attaccata da militanti islamici di Al Shabaab. Lo riporta la Bbc. I combattenti di Al Shabab hanno fatto esplodere due autobomba fuori dalla base e testimoni dicono di aver sentito pesanti scambi di armi da fuoco durati più di tre ore. Non è chiaro quante persone siano morte nell’attentato. Un portavoce del ministero della sicurezza interna, Abdulaziz Ali Ibrahim Xildhiban, ha affermato che più di 20 militanti islamici sono stati uccisi.

SudAfrica: Winnie Madikizela Mandela, l’ex moglie del presidente del Sudafrica e premio Nobel per la pace Nelson Mandela, è morta a 81 anni. Winnie Madikizela, che aveva sposato Mandela nel 1958, condusse una strenua lotta contro l’apartheid mentre suo marito trascorreva 27 anni in carcere, fino alla sua storica liberazione nel 1990.

SudAfrica/2: Per la prima volta, l’ex-presidente sudafricano Jacob Zuma comparirà in tribunale per rispondere di una serie accuse, dalla corruzione, legate a una vendita di armi da 2.5 miliardi di dollari degli anni Novanta, alla truffa, riciclaggio e associazione per delinquere. Il processo si celebra davanti all’Alta corte di Durban ma è previsto che Zuma rimanga solo pochi minuti sul banco degli imputati a causa di un ordinario rinvio procedurale.
All’esterno del tribunale sono attesi “migliaia” di sostenitori di Zuma che considerano l’ex-presidente una vittima di attacchi politico-giudiziari perché fautore di radicali riforme economiche.

Tunisia: In un futuro non lontano la donna tunisina potrà beneficiare dell’uguaglianza nel diritto ereditario”. E’ uno dei passi salienti del discorso del presidente della Repubblica tunisina, Beji Caid Essebsi, in occasione della commemorazione ufficiale del 18mo anniversario della morte del presidente della Repubblica, Habib Bourguiba, soprannominato “il padre della patria”. Il 13 agosto 2017, in occasione della Festa della Donna tunisina, il presidente tunisino aveva spianato la via verso una parità assoluta uomo-donna creando una “Commissione delle libertà individuali e dell’uguaglianza di genere”.

America Nord, Centro e Sud

Brasile: L’ex presidente brasiliano Lula si è consegnato alla polizia. Lula Da Silva dopo aver affermato detto che la sconfitta subita al Supremo Tribunale Federale (Stf) -che ha rifiutato di concedergli un habeas corpus che avrebbe garantito la sua libertà, almeno per il momento- fa parte della stessa strategia golpista che ha portato all’impeachment di Dilma Rousseff due anni fa. “Non avrebbero fatto un golpe per poi lasciarmi essere candidato”, ha detto Lula ai suoi collaboratori. Il Partito dei Lavoratori (Pt) di Lula ha diffuso una nota ufficiale nella quale sostiene che la decisione contraria all’ex presidente da parte del Tsf segna “una giornata tragica per la democrazia e per il Brasile”, perché “la nostra Costituzione è stata violata” dall’Alta corte, che si è “inginocchiata” davanti a presunte pressioni “orchestrate in modo scandaloso da Globo”, il principale gruppo di comunicazione del Paese. Lula è stato condannato a 12 anni di carcere per corruzione.

Canada: E’ di almeno 14 il numero delle vittime dell’incidente stradale in Canada tra un camion e un pullman che trasportava i giocatori della squadra di hockey giovanile degli Humboldt Broncos: lo scrive Sky News in un tweet senza citare fonti.

Costa Rica: Carlos Alvarado, del partito di governo, è il nuovo presidente eletto del Costarica, che – con oltre il 90% dei voti scrutinati – ha vinto il secondo turno delle elezioni presidenziali dello stato centroamericano: una competizione nella quale temi di tipo ‘etico’, come le nozze omosessuali, hanno avuto un ruolo di peso. Secondo i risultati, Carlos Alvarado, scrittore ed ex ministro del lavoro, del Partito d’azione dei cittadini e a favore dei matrimoni gay, ha ottenuto il 60,6% contro il 39,4% del rivale Fabricio Alvarado, che al primo turno aveva ottenuto una forte spinta, esprimendo l’opposizione sul tema delle nozze.

Guatemala: L’ex dittatore guatemalteco, Efrain Rios Montt – riconosciuto colpevole del massacro di oltre 1700 indigeni – è morto per un infarto a 91 anni. Lo ha reso noto il suo legale Jaime Hernandez. Al potere dal 1982 al 1983 dopo un colpo di stato, nel 2013 fu condannato a 50 anni per genocidio e crimini contro l’umanità per il massacro di 1.741 indigeni Ixil Maya da parte delle forze di sicurezza sotto il suo comando.

Usa: Donald Trump durante un colloquio telefonico con Vladimir Putin ha invitato il leader del Cremlino a Washington, proponendo un summit Usa-Russia alla Casa Bianca. Lo riportano alcuni media americani e la notizia e’ confermata da uno dei portavoce del presidente russo, Yury Ushakov, citato dall’Interfax.

Asia

Afghanistan: Il portavoce dei talebani afghani, Zabihullah Mujahid, ha sostenuto che il raid dell’aviazione militare afghana realizzato il 2 aprile sulla madrassa ‘Darulolum Hasmimia’ della provincia settentrionale di Kunduz ha causato “la morte o il ferimento di circa 150 persone.

Cina: Annunciata l’operatività dal 2 aprile dei dazi su 128 beni importati dagli Stati Uniti, tra cui carne di maiale e frutta, per totali 3 miliardi di dollari, in risposta alla “mossa protezionistica” decisa dal presidente Donald Trump su acciaio e alluminio: lo riporta una nota del ministero del Commercio, in cui si sollecita Washington “a revocare le misure protettive che violano le regole del Wto” e a “riportare i rapporti bilaterali sui relativi prodotti alla normalità”.

Corea del Nord: Il ministro degli Esteri nordcoreano Ri Yong-ho è a Pechino, prima tappa di una missione più ampia in Russia, Azerbaijan e altre ex repubbliche sovietiche: Ri, nella capitale cinese, incontrerà la controparte Wang Yi, ha reso noto il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang.

Corea del Sud: L’ex presidente della Repubblica sudcoreana Park Geun-hye è stata riconosciuta colpevole di abuso di potere e coercizione dalla Corte centrale distrettuale di Seul dove è alle battute finali il primo grado del processo avviato dopo lo scandalo di corruzione costatole prima l’impeachment a marzo 2017 e subito dopo anche l’arresto. Park, 66 anni, prima donna alla carica istituzionale più alta del Paese, doveva rispondere di 18 capi d’accusa, tra cui corruzione, coercizione, abuso di potere e diffusione di segreti di Stato.

Filippine: Il presidente filippino Rodrigo Duterte ha deciso di chiudere l’isola di Boracay, meta di quasi 2 milioni di visitatori ogni anno, dopo aver verificato che ristoranti e alberghi dell’isola hanno riversato liquami direttamente in mare. “Non tollererò che Boracay sia trattata come un pozzo nero”, ha tuonato il leader che ha annunciato la chiusura per il 26 aprile. Le 500 attività commerciali dell’isola hanno manifestato la loro preoccupazione e il governo filippino ha assicurato loro un sostegno finanziario. L’anno scorso le imprese di Boracay hanno incassato dal turismo 1,07 miliardi di dollari.

Giappone: Il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha annunciato una visita negli Stati Uniti, dal 17 al 20 aprile, per discutere della Corea del Nord con il presidente Donald Trump, in vista dei previsti vertici con Pyongyang e Seul.

India: Uno sciopero nazionale il 2 aprile in India dei ‘dalit’ (‘intoccabili’ senza casta) contro una sentenza della Corte Suprema che a loro avviso ha ridotto la protezione della legge per i maltrattamenti subiti ad opera di esponenti delle caste alte, è divenuto violento in vari Stati, con un bilancio provvisorio di molti danni, quattro morti e diversi feriti.

India/2: Appena poche ore dalla sua pubblicazione, e di fronte alle numerose proteste e critiche ricevute, il primo ministro indiano Narendra Modi ha ordinato l’annullamento del regolamento annunciato dal ministero dell’Informazione e delle Telecomunicazioni che prevedeva sanzioni per i giornalisti responsabili di aver diffuso ‘fake news’. Lo riferisce l’agenzia di stampa Ians.

Malesia: Il primo ministro malese Najib Razah ha annunciato lo scioglimento delle Camere, una decisione attesa che spiana la strada verso le prossime elezioni legislative, previste nella prima metà di maggio. La decisione è stata comunicata dallo stesso premier in un discorso alla nazione. Najib (64 anni), in carica dal 2009, è il favorito nella sfida elettorale contro la coalizione di opposizione guidata dall’ex premier Mahathir Mohamad (92 anni), “uomo forte” per due decenni tra gli anni Ottanta e Novanta a capo della coalizione governativa di cui Najib è espressione oggi, e che detiene il potere fin dall’indipendenza raggiunta nel 1957. Nelle elezioni del 2013, il Fronte Nazionale di Najib ha ottenuto una maggioranza in Parlamento nonostante un numero di voti totali inferiore a quello dell’opposizione. Una delimitazione dei collegi elettorali favorevole al governo, e che favorirà l’esecutivo ancora di più nelle imminenti elezioni.

Pakistan: Al termine di una visita di quattro giorni al natìo Pakistan, la prima dopo l’attentato dei talebani che nel 2012 quasi la uccise, la premio Nobel per la Pace Malala Yousafzai ha lasciato Islamabad in aereo, diretta in Gran Bretagna. Durante la sua permanenza la ventenne attivista per l’emancipazione delle bambine pachistane ha visitato la casa di Mingora, nella Valle dello Swat, dove abitava e dove un militante del Tehrek-e-Taliban Pakistan (TTP) le sparò alla testa su un minibus mentre lei tornava da scuola per punirla per la sua attività di blogger

Europa

Austria: La questione del doppio passaporto per i sudtirolesi di lingua tedesca e ladina “è un tema sensibile per il quale cerchiamo il consenso con l’Italia. Non va comunque dimenticato che l’Italia da tempo concede la doppia cittadinanza, il tema perciò non dovrebbe suscitare stupore”. Lo ribadisce il cancelliere austriaco Sebastian Kurz in un’intervista al quotidiano Dolomiten. Kurz ricorda anche che l’accordo di coalizione del suo governo prevede il doppio passaporto, non solo per i sudtirolesi, ma anche per i discendenti delle vittime del nazionalsocialismo e per gli austriaci all’estero colpiti dalla Brexit. Il cancelliere rivendica anche le sue posizioni sulla migrazione. “Va fermata la migrazione illegale verso l’Europa e dobbiamo prestare aiuti in loco”.

Francia: In contemporanea con il primo grande giorno di sciopero dei treni, diverse migliaia di manifestanti sono scesi in strada a Parigi per protestare contro la riforma ferroviaria voluta dal presidente Emmanuel Macron. Al corteo, tra la Gare de l’Est e la Gare Saint-Lazare, si è aggiunta anche una folla di studenti che ha tenuto a solidarizzare con i ferrovieri in lotta contro i piani di Macron. Secondo diversi media, attimi di tensione hanno segnato la protesta, con danneggiamento e scontri tra gendarmi e individui incappucciati che partecipavano alla marcia.

Germania: La morsa del terrore è tornata in Germania. Un furgone è entrato nella zona pedonale ed è piombato sui tavolini di bar all’aperto, nella parte vecchia di Muenster, cittadina universitaria nel nordovest del paese. Causando la morte di due persone e il ferimento di almeno altre 20, sei delle quali in pericolo di vita. A compiere il folle gesto di Muenster è stato un tedesco, spiegano le autorità precisando comunque che ‘ogni pista resta aperta’ mentre i media parlano di un 48enne, molto probabilmente psicolabile. Un ‘folle’ che subito dopo il suo attacco si è tolto la vita all’interno del veicolo, poco distante dal luogo in cui ha compiuto il tragico gesto.

Grecia: La Commissione europea ha annunciato oggi un nuovo finanziamento di 180 milioni di euro per progetti di aiuto in Grecia, per potenziare il programma ‘Sostegno d’emergenza all’integrazione e alla sistemazione abitativa’ (Estia) che aiuta i rifugiati nelle strutture urbane e fuori dai campi fornendo loro regolare assistenza in denaro. Il finanziamento arriva mentre il commissario per gli aiuti umanitari e gestione delle crisi, Christos Stylianides, incontrava ad Atene il premier greco, Alexis Tsipras.

Serbia: Mauro Donato, il fotoreporter arrestato in Serbia il 16 marzo per una presunta aggressione e rapina ai danni di alcuni profughi, è stato scarcerato.

Slovacchia: Decine di migliaia di persone sono scese in piazza in diverse città della Slovacchia per protestare contro il governo e chiedere un’inchiesta indipendente sull’omicidio del giornalista Jan Kuciak, che stava investigando su possibili casi di corruzione a livello di governo, e della fidanzata Martina Kusnirova. I dimostranti chiedono in particolare la sostituzione del capo della polizia Tibor Gaspar. L’ondata di proteste seguite alla morte del reporter aveva costretto alle dimissioni il premier Robert Fico e la sua coalizione di governo e il presidente Andrej Kiska aveva nominato al suo posto il vice Peter Pellegrini.

Spagna: L’ex presidente catalano Carles Puigdemont ha lasciato la prigione tedesca secondo Tv3, che cita fonti dell’amministrazione penitenziaria dello Schleswig-Holstein. Intanto la giustizia belga ha lasciato in libertà senza cauzione fino alla conclusione della procedura i 3 ex-ministri catalani Meritxell Serret, Toni Comin e Lluis Puig di cui la Spagna chiede l’estradizione, sempre secondo Tv3. Dopo l’udienza nel tribunale di Bruxelles Comin si è rallegrato della decisione della giustizia tedesca di rimettere in libertà Carles Puigdemont respingendo l’accusa di ribellione, e ha chiesto che vengano liberati immediatamente ora anche i 9 leader detenuti con la stessa imputazione in Spagna.

Medio Oriente

Arabia Saudita: Il primo cinema in Arabia Saudita aprirà al pubblico a Riad il 18 aprile. Lo riporta Al Arabiya. Secondo quanto dichiarato dal ministero dell’Informazione saudita, 350 cinema con 2.500 schermi verranno aperti nel regno entro il 2030. La diffusione delle sale cinematografiche sarà rapida con l’apertura di 40 cinema in 15 città già nei prossimi cinque anni.

Kuwait: Un tribunale kuwaitiano ha condannato a morte una coppia, lui libanese e lei siriana, per l’omicidio di una cameriera filippina. Il caso ha innescato una crisi diplomatica tra Kuwait e Filippine, tanto da indurre Manila a vietare ai connazionali di recarsi per lavoro in Kuwait.

Gaza: Sedici morti e 1490 feriti, 46 dei quali in condizioni gravi. Questi i dati aggiornati al 30 marzo forniti dal portavoce del ministero della sanita’ Ashraf al-Qidra delle vittime palestinesi negli incidenti al confine fra Gaza ed Israele. Il portavoce ha accusato Israele di essersi macchiato di un crimine di guerra che, ha concluso, necessita un intervento internazionale. Tra i morti degli ultimi scontri c’è anche il giornalista palestinese Yasser Murtaja colpito nel sud della Striscia.

Yemen: Almeno 14 persone sono state uccise in un raid della Coalizione araba a guida saudita avvenuto nello Yemen, secondo fonti locali. Vi sono notizie contrastanti sul numero dei ribelli Houthi e dei civili che sarebbero stati uccisi. Secondo una fonte sanitaria dei ribelli citata dall’agenzia Ap, nel raid sarebbero state uccise 8 donne e 5 bambine.

Iraq: Sei donne turche sono state condannate a morte in Iraq perché riconosciute colpevoli di avere collaborato ad attacchi compiuti dall’Isis contro civili e forze di sicurezza irachene. Lo ha reso noto una fonte giudiziaria di Baghdad, aggiungendo che una settima imputata è stata condannata all’ergastolo.

Israele: Dopo la sospensione dell’intesa con l’Unhcr, il premier Benyamin Netanyahu ha annunciato “la decisione di annullare” l’accordo stesso che riguarda i migranti africani in Israele. “Ho ascoltato con attenzione i molti commenti, ho riesaminato i vantaggi e le mancanze e – ha spiegato dopo essersi incontrato con il ministro degli interni Arie Deri – di annullare l’accordo”.

Pakistan: L’Isis ha rivendicato l’uccisione a colpi d’arma da fuoco a Quetta, capoluogo della provincia pachistana di Baluchistan, di quattro civili di religione cattolica. I quattro, ha reso noto la polizia, viaggiavano su un risciò a motore quando sono stati intercettati da un commando armato a bordo di una motocicletta che ha sparato loro a bruciapelo uccidendoli sul colpo.

Siria: Sono 27, di cui 5 bambini, le persone uccise da raid aerei governativi siriani a Duma, l’ultimo bastione dei ribelli nella Ghuta orientale. Lo riferisce l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus). La televisione di Stato ha riferito che l’esercito ha lanciato un’offensiva di terra verso Duma, dopo che gli insorti di Jaish al Islam hanno rimesso in discussione un accordo raggiunto in precedenza per evacuare la città.

Siria/2: Russia, Turchia e Iran hanno concordato di “accelerare gli sforzi” per assicurare una tregua sul terreno in Siria e proteggere i civili nelle zone di de-escalation. Così un documento congiunto diffuso al termine del summit ad Ankara tra Putin, Erdogan e Rohani, leader dei Paesi del processo di Astana.

Fonti : Ansa ; Jeune Afrique ; TV3 ; Nan ; AP ; IANS ; Dolomiten.

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