World News, una settimana di notizie

World News, una settimana di notizie

Le più importanti notizie dal mondo riprese dai maggiori quotidiani, per essere sempre aggiornati. Notizie dal 29 dicembre 2019 al 4 gennaio 2020.


Africa

Libia: La battaglia per Tripoli di Khalifa Haftar, divenuta una “guerra santa” per difendere la Libia da una preannunciata invasione turca, ha avuto un sanguinoso inasprimento: un raid aereo delle forze del generale contro l’Accademia militare di Tripoli ha causato almeno una trentina di morti e quasi 20 feriti fra i miliziani-cadetti, con un bilancio di vittime che però potrebbe essere anche doppio stando a quanto rivendicato dalla propaganda dell’uomo forte della Cirenaica. “Ventotto martiri e 18 feriti fra gli studenti dell’Accademia militare di Tripoli in seguito a un raid dell’aviazione straniera che sostiene il criminale di guerra ribelle Haftar”, ha riferito la pagina Facebook dell’operazione “Vulcano di collera” delle forze filo-governative che difendono la Tripoli dove è insediato il premier Fayez al-Sarraj. La cifra di 28 morti per il raid “dell’aviazione di Haftar” è stata accreditata da una fonte ufficiale del ministero della Sanità libico. La “Divisione informazione di guerra” delle forze del generale ha però sostenuto che “l’aviazione ha preso di mira un raggruppamento di cento miliziani presso l’Accademia militare che si preparavano a partecipare ai combattimenti in corso e almeno 70 fra loro sono stati uccisi”. L’incursione viene presentata come una rappresaglia di un “bombardamento turco” compiuto all’alba contro la “brigata salafita 210”.

Umaro Sissoco Embalo è stato eletto presidente con il 53,55% dei consensi.

 

Guinea Bissau:Il candidato del partito di opposizione Madem in Guinea Bissau, l’ex primo ministro Umaro Sissoco Embalo, è stato eletto presidente con il 53,55% dei consensi, ha annunciato la commissione elettorale nazionale. Il suo avversario, a sua volta ex premier e leader del maggiore partito del paese (il PAIGC) Domingos Simoes Pereira, ha registrato il 46,45% dei voti.

Sudan:Un tribunale sudanese ha condannato a morte 27 agenti dell’intelligence per aver torturato e ucciso un manifestante anti Bashir durante le proteste che hanno condotto alla deposizione del dittatore. Lo riferiscono media locali. Gli agenti sono stati giudicati colpevoli di aver torturato a morte e infine impiccato un insegnante, Ahmed al-Kheir Awadh, in un struttura dei servizi segreti, dopo il suo arresto avvenuto a fine gennaio 2019 durante una manifestazione nello stato di Kassala, nel Sudan orientale.

Camerun:Una petroliera battente bandiera greca nel porto di Limbe, in Camerun, è stata attaccata oggi da uomini armati che hanno sequestrato otto marinai: lo ha reso noto il ministero greco della Marina mercantile, secondo quanto riportano i media internazionali. I marinai sequestrati sono cinque greci, due filippini e un ucraino e fanno parte dell’equipaggio di 28 persone della petroliera Happy Lady. Nell’attacco un marinaio greco è rimasto ferito, ha aggiunto il ministero.

Americhe

Usa:“La decisione del presidente Trump ha salvato molte vite umane”: lo ha detto il segretario di Stato americano Mike Pompeo alla Cnn spiegando come con l’uccisione di Qassami Soleimani “è stato sventato un imminente attacco”. Intanto A un mese dall’avvio delle primarie democratiche negli Usa Joe Biden è saldamente al comando, avanti di oltre 9 punti su Bernie Sanders secondo la media dei principali sondaggi calcolata del sito specializzato RealClearPolitics. Ma per l’ex vicepresidente c’è il rischio falsa partenza, con le prime due votazioni in Iowa il 3 febbraio e in New Hampshire l’11 febbraio che vedono in testa Pete Buttigieg e Bernie Sanders. C’e’ poi l’incognita Michael Bloomberg, in campo per il Super Tuesday del 3 marzo.

Messico: Uno scontro fra bande rivali di detenuti, avvenuto ieri nel Centro di riadattamento e reinserimento sociale (Cerereso) maschile di Cieneguillas, nello Stato messicano di Zacatecas, ha avuto un bilancio di almeno 16 morti e cinque feriti. Lo riferisce oggi il quotidiano El Heraldo de Mexico. Attraverso le reti sociali responsabili del Ministero della Pubblica sicurezza hanno indicato che gli incidenti sono cominciati verso le 14,30 locali con l’uso anche di armi da fuoco, e sono durati circa tre ore quando la polizia penitenziaria è riuscita a riportare la situazione sotto controllo con il contributo di agenti delle polizie statale e metropolitana.   

Bolivia: Il governo della Bolivia ha annunciato oggi di aver dichiarato ‘persona non grata’ l’ambasciatrice del Messico, María Teresa Mercado, che avrà 72 ore per lasciare il Paese. Lo riferisce l’agenzia di stampa statale boliviana Abi. Il provvedimento, reso noto dalla presidente ad interim in persona, Jeanine Anez, riguarda anche due diplomatici spagnoli che, insieme all’ambasciatrice messicana, hanno “gravemente leso la sovranità e la dignità del popolo boliviano”. Intanto le elezioni presidenziali si terranno il 3 maggio, oltre sei mesi dopo il contestato voto che ha scatenato la rivolta sociale nel Paese ed ha portato alle dimissioni di Evo Morales. Lo ha reso noto il vice presidente del Tribunale elettorale supremo, Oscar Hassenteufel.

Asia & Pacifico

Australia:Incendi boschivi di dimensioni senza precedenti hanno devastato intere regioni dell’Australia provocando la morte di 24 persone e danni considerati ingenti dalle autorità. E le implacabili condizioni meteorologiche fanno temere una vera catastrofe. Centinaia di proprietà sono state distrutte e un uomo è morto nel tentativo di salvare la casa di un amico, mentre il paese ha vissuto uno dei giorni peggiori da quando sono iniziati gli incendi a settembre.

Un canguro  nella boscaglia circondata dalla foschia del fumo al mattino presto a Canberra, in Australia, 05 gennaio 2020. EPA/LUKAS COCH AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT.

Nel sud-est del Paese il cielo è ormai nero e piovono le ceneri del rogo. “Siamo in un territorio sconosciuto”, ha ammesso Gladys Berejiklian, Premier del Nuovo Galles del Sud. “Diversi villaggi rischiano di essere completamente annientati”. È stato dichiarato uno stato di emergenza nel sud-est del continente, e venerdì oltre 100mila persone di tre Stati sono state evacuate.

Cina: Nel corso del 2020, la Cina costruirà altri 2.000 chilometri di nuove linee ferroviarie ad alta velocità, estendendo ulteriormente la propria rete, già attualmente la più lunga al mondo. Lo ha reso noto la China State Railway Group Co. Ltd., il principale operatore ferroviario del Paese asiatico. Alla fine dello scorso anno, il chilometraggio delle operazioni ferroviarie ad alta velocità aveva raggiunto in Cina i 35.000 chilometri, con oltre 5.000 chilometri in più rispetto al 2018, giungendo a rappresentare quasi il 70% del totale mondiale.
Secondo la China State Railway Group Co. Ltd., lo scorso anno il Paese ha investito 802,9 miliardi di yuan (circa 115,19 miliardi di dollari) nella propria rete ferroviaria. L’azienda non ha svelato i dettagli dei piani di investimento previsti nel 2020. Quest’anno, le ferrovie del Paese dovrebbero gestire un totale di 3,85 miliardi di viaggi passeggeri, in aumento rispetto ai 3,57 miliardi rilevati nel 2019.

Corea del Nord: La Corea del Nord abbandona la moratoria sui test missilistici nucleari e intercontinentali e il suo leader Kim Jong Un, secondo l’agenzia di stampa statale nordcoreana KCNA, annuncia che “il mondo sperimenterà una nuova arma strategica” di cui il suo Paese sarà in possesso “nel prossimo futuro”. “Non c’è motivo per noi di sentirci unilateralmente legati agli impegni”, ha detto Kim ai principali membri del partito. “Gli Stati Uniti stanno sollevando richieste contrarie agli interessi fondamentali del nostro Stato e stanno adottando un atteggiamento da gangster”.

India: Un incendio scoppiato a Delhi, nel quartiere industriale di Peera Ghari ha causato il ferimento di almeno quattordici persone, in gran parte vigili del fuoco. Uno di loro è seriamente ustionato. Almeno centocinquanta pompieri sono arrivati sul posto, un laboratorio di quattro piani, dove venivano prodotte batterie, poco dopo l’allarme, e hanno impiegato sette ore per domare le fiamme, alte anche 10 metri. Durante il tentativo di arginare il fuoco, uno scoppio nel retro dello stabilimento lo ha fatto crollare, intrappolando tra le macerie molte persone e liberando una nube tossica. L’incendio è il terzo scoppiato nella capitale indiana nel giro di un solo mese: le autorità segnalano la cattiva pianificazione degli edifici e delle zone industriali e la totale inosservanza delle regole di sicurezza.

Indonesia: E’ aumentato ad almeno 53 il bilancio delle vittime delle alluvioni che hanno colpito la regione di Giacarta, mentre decine di migliaia di residenti evacuati dalle loro case non vi hanno ancora fatto ritorno. Nel complesso, oltre 170.000 persone hanno trovato riparo in rifugi: le piogge torrenziali cominciate l’ultimo dell’anno hanno provocato inondazioni improvvise e frane sia nella regione, sia in quella confinante di Lebak all’estremità meridionale dell’isola di Java. Oggi l’agenzia per la gestione dei disastri ha reso noto che il bilancio dei morti è salito a 53, mentre una persona è ritenuta ancora dispersa. “Abbiamo scoperto altri cadaveri ha detto il portavoce dell’agenzia, Agus Wibowo, aggiungendo che le autorità visiteranno oggi le zone maggiormente colpite.

Cambogia: Almeno 36 persone sono morte nel crollo di un albergo in costruzione nel sud della Cambogia, secondo un nuovo bilancio delle autorità diffuso dopo la sospensione delle ricerche, dopo che per giorni si è scavato tra le macerie in cerca di sopravvissuti. Il primo ministro cambogiano Hun Sen ha detto che 23 persone sono state estratte vive dalle macerie del cantiere di sette piani a Kep, nel sud del Paese, promettendo alle famiglie delle vittime e dei feriti un indennizzo in denaro. Nel crollo è morto anche il responsabile del sito, mentre il proprietario dell’edificio è stato arrestato.
Il bilancio iniziale era di 7 morti e numerosi dispersi, tra cui 30 operai rimasti intrappolati. Gli ultimi corpi sono stati recuperati questa mattina.

Hong Kong: La Cina ha deciso di sostituire il suo inviato speciale ad Hong Kong. Si tratta del primo ‘rimpasto’ di un certo peso da quando nell’ex colonia britannica sono scoppiate le proteste pro-democrazia, sette mesi fa. “Wang Zhimin è stato licenziato dal suo posto” di capo dell’ufficio per i rapporti con la Cina “e sarà sostituito da Luo Huining”, ha annunciato la tv di stati Cctv senza fornire altri dettagli.

Thailandia: E’ entrata in vigore la messa al bando dei sacchetti di plastica monouso presso decine di grandi catene di vendita al dettaglio, la più massiccia di una serie di iniziative introdotto negli ultimi anni per far fronte all’emergenza plastica in uno dei Paesi dal più alto consumo pro-capite al mondo. Parte della campagna “Dite no ogni giorno ai sacchetti di plastica”, il ministero per l’Ambiente ha lanciato un piano ventennale per ridurne l’utilizzo, dopo che negli ultimi due anni diversi casi di cetacei trovati morti sulle spiagge thailandesi con chili di plastica nello stomaco hanno finalmente portato il tema all’attenzione della popolazione. La Thailandia, secondo le stime, getta in un anno 1,17 milioni di tonnellate di sacchetti di plastica, ma l’emergenza riguarda anche lo spreco di bicchieri e cannucce di plastica (1,72 milioni di tonnellate) e polistirolo (700mila tonnellate).

Nuova Zelanda: Circa 1.000 persone sono accorse in aiuto in Nuova Zelanda per cercare di trarre in salvo un branco di balene spiaggiate sulla penisola di Coromandel, nell’Isola del Nord del Paese.
I volontari hanno risposto ad una richiesta di assistenza specialistica lanciata da un gruppo di ambientalisti del Progetto Jonah per la salvaguardia degli animali marini. Tre delle 10 balene pilota a pinne corte sono già morte e per le altre sette si dovrà aspettare l’alta marea di metà pomeriggio di sabato (ora locale) per cercare di rimetterle in mare.

Europa

Spagna: La Spagna ha (quasi) un governo: lo guiderà Pedro Sanchez e sarà formato dall’alleanza fra i suoi socialisti e la sinistra antisistema di Podemos di Pablo Iglesias, più i nazionalisti baschi del Pnv. La fumata bianca, attesa dopo mesi di impasse e quattro elezioni anticipate in quattro anni, è stata permessa dalla sinistra indipendentista catalana dell’Erc, il cui Consiglio nazionale in serata ha approvato a stragrande maggioranza il voto di astensione dei suoi 13 deputati. 

Il Primo Ministro spagnolo, Pedro Sanchez e il leader del Partito spagnolo Podemos Pablo Iglesias (non nella foto) offrono osservazioni dopo una riunione per firmare un accordo politico preliminare alla Camera bassa spagnola a Madrid, Spagna, il 30 dicembre 2019. Il Partito socialista spagnolo e il Partito Podemos hanno raggiunto un accordo per formare un governo di coalizione che è ancora in attesa del sostegno del partito catalano indipendentista Esquerra Repulicana (ERC) per astenersi dal voto e quindi investire Sanchez. EPA / JuanJo Martin.

E che consentirà a Sanchez di avere la maggioranza al voto di fiducia (che in Spagna si chiama “investitura”), calendarizzato il 7 gennaio. Ma avrà un prezzo politico: il riconoscimento del “conflitto catalano” come “politico”, e non più solo come crimine istituzionale. Conflitto che andrà quindi risolto con un “tavolo negoziale bilaterale”, che non preveda “veti” su alcuna proposta, come è scritto nero su bianco nell’accordo Erc-Psoe, di cui il quotidiano El Pais ha anticipato il testo. Quindi, si presume, neanche un’eventuale riproposta del “referendum sull’autodeterminazione” della Catalogna, dopo quello unilateralmente convocato dalla Generalitat di Barcellona e finito con una sequela di arresti e condanne, tra cui quella del leader dell’Erc, Oriol Junqueras. I repubblicani catalani hanno chiesto che il tavolo abbia come condizioni che il negoziato sia fra ‘governi’, non abbia preclusioni o argomenti tabù e abbia invece un calendario di lavori. Concessioni non da poco strappate ai socialisti di Sanchez, che nella campagna per le elezioni politiche di novembre avevano ostentato intransigenza nei confronti dell’indipendentismo catalano.

Francia: Attacco con il coltello al grido di ‘Allah Akbar’ vicino Parigi. Un uomo ha aggredito diverse persone, uccidendone una e ferendone altre due prima di essere colpito a morte dalla polizia. Secondo alcuni testimoni l’aggressore indossava una djellaba, abito tradizionale del nord Africa. In base a quanto ricostruito dalla stampa locale, l’aggressore, ha attaccato dei passanti con un coltello poco dopo le 14 nel parco degli Hautes Bruyères. E’ riuscito a colpire tre persone. Poi, all’arrivo della polizia, ha cercato di fuggire verso un vicino centro commerciale, ma è stato colpito dagli agenti della brigata anticriminalità del vicino comune di Hay-les-Roses. Il centro commerciale era stato intanto isolato per consentire di controllare che non vi fossero complici dell’aggressore.

Svizzera: In bus, in metropolitana, in tram, in treno, nella sosta caffè durante il tragitto ogni giorno da casa all’ufficio: si risponde al telefono, si inviano e si ricevono e-mail e messaggi via social con indicazioni, solleciti e chiarimenti sugli impegni della giornata. Anche quello è lavoro e adesso – dal primo gennaio – in Svizzera per i dipendenti pubblici federali che lo richiederanno verrà incluso nel calcolo della giornata lavorative e quindi pagato. Ne danno conto i media locali. Il cambiamento di regole è stato autorizzato da Berna dopo sollecitazioni durante lo scorso anno da parte di quattro sindacati: “Una maggiore flessibilità nella forma del lavoro è un’esigenza dei nostri giorni”, ha detto Anand Jagtap dell’Ufficio federale del personale, specificando però che per ottenerne il riconoscimento sarà comunque necessaria l’autorizzazione di superiori, con i casi che verranno esaminati di volta in volta sulla base delle loro caratteristiche.

Austria: I Verdi austriaci hanno approvato a larga maggioranza il programma di coalizione per il futuro Governo Oevp-Verdi. All’assemblea dei Verdi a Salisburgo si sono detti a favore il 98,13 percento dei delegati, anche se durante il dibattito non sono mancate critiche all’accordo con i popolari. Il nuovo Governo guidato da Sebastian Kurz può quindi prendere il via, dato che la Oevp aveva già consultato la propria base.

Gran Bretagna: Il veganesimo etico è in tutto e per tutto paragonabile a una religione o a un credo filosofico, e i suoi seguaci pertanto non possono essere sottoposti a discriminazione sulla sua base, in base all’Equality Act del 2010: è quanto ha stabilito un tribunale del lavoro britannico, che ha sentenziato su un caso che farà giurisprudenza. Il caso, molto atteso dai media come da diverse associazioni, è stato sollevato su ricorso di Jordi Casamitjana, un impiegato della League Against Cruel Sports, organizzazione benefica a difesa degli animali e contro sport come la caccia alla volpe, alla lepre e al cervo, che lo ha licenziato per aver avanzato obiezioni sul fatto che il fondo pensioni dell’associazione stava investendo in società coinvolte in test sugli animali. Un licenziamento, a suo avviso, dettato dal suo credo filosofico nel ‘veganesimo etico’.

Belgio: “La giustizia belga riconosce la nostra immunità e decide di sospendere il mandato di arresto ed estradizione!”. Lo scrive su Twitter l’ex presidente catalano Carles Puigdemont, a cui è stato riconosciuto lo status di eurodeputato sette mesi dopo la sua elezione al parlamento europeo, insieme al suo ex ministro Toni Comin. I due erano fuggiti in Belgio all’indomani del tentativo di secessione nell’autunno del 2017, ma lo scorso 20 dicembre sono entrati al Parlamento europeo e hanno ricevuto l’accredito. Adesso potranno sedere in aula a Strasburgo. “Ora stiamo ancora aspettando il rilascio di Junqueras”, ha proseguito Puigdemont precisando che l’indipendentista catalano, condannato a 13 anni per sedizione, “ha la nostra stessa immunità”. “La Spagna deve agire come ha fatto il Belgio e rispettare la legge”, ha concluso Puigdemont. Il 30 dicembre l’Avvocatura dello Stato ha chiesto alla Corte Suprema di autorizzare Junqueras ad uscire temporaneamente dal carcere per svolgere le funzioni di eurodeputato.

Medio Oriente

Iran/Usa: Diventa sempre più aspro lo scontro tra Usa e Iran dopo l’uccisione del generale Soleimani e l’attacco sferrato a una base Usa a Baghdad. “Se le forze americane vogliono rimanere in vita, dovrebbero evacuare le loro basi militari nella regione e andarsene”, ha detto il vice capo delle guardie rivoluzionarie, il generale Mohammadreza Naghdi. E il suo capo, Hossei Salami ha

Il Corpo delle guardie rivoluzionarie iraniane (IRGC) tenente generale e comandante della forza Quds Qasem Soleimani (C) durante un incontro con il leader supremo iraniano Ayatollah Ali Khamenei (non nella foto) a Teheran, Iran , 18 settembre 2018 (ristampato il 3 gennaio 2020). Il comandante Soleimani e della milizia irachena Abu Mahdi al-Muhandis sono stati uccisi il 3 gennaio 2020 a seguito di un attacco aereo americano all’aeroporto internazionale di Baghdad. L’attacco arriva tra le crescenti tensioni tra Teheran e Washington.EPA/IRANIAN SUPREME LEADER’S OFFICE 

promesso “una vendetta contro gli americani che metterà fine alla presenza degli Usa nella regione”, sottolineando che sono stati “individuati 35 obiettivi”. “Se l’Iran ci attacca – la risposta di Trump – gli Usa colpiranno 52 siti iraniani già identificati”.L’esercito iraniano ha risposto all’ultima sfida di Donald Trump esprimendo dubbi sul fatto che gli Stati Uniti abbiano il “coraggio” di colpire 52 siti in Iran, come minacciato dal presidente americano. Lo ha detto il generale Abdolrahim Moussavi, comandante dell’esercito iraniano, citato dall’agenzia iraniana ufficiale Irna. “Dicono questo genere di cose per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale dal loro atto odioso e ingiustificabile”, aggiunge la fonte riferendosi all’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani avvenuta venerdì scorso in Iraq.”Colpire siti culturali sarebbe un crimine di guerra” così il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif su Twitter dopo la minaccia Usa contro 52 obiettivi “importanti per la cultura iraniana”. “Dopo le gravi violazioni della legge internazionale con i vigliacchi omicidi di venerdì scorso – aggiunge Zarif -, Trump minaccia di commettere nuove violazioni della ‘jus cogens'”, la norma del diritto internazionale a tutela di valori considerati fondamentali per un Paese. “Non importa se dia calci o urli – conclude -, la fine della presenza maligna degli Usa in Medio Oriente è iniziata”. L’Alto rappresentante Ue Josep “Borrell ha parlato nel fine settimana con il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif sui recenti sviluppi in Iraq, della necessità di ridurre le tensioni nella regione e dell’importanza di preservare l’accordo sul nucleare”. Borrell ha “espresso profonda preoccupazione per l’aumento dei violenti scontri in Iraq, tra cui l’uccisione di Soleimani”, ha “esortato l’Iran a esercitare moderazione” e a “considerare attentamente qualsiasi reazione per evitare un’ulteriore escalation”.

Palestina: Il presidente palestinese Abu Mazen ha dato inizio la scorsa notte alle celebrazioni del 55.mo anniversario della Fondazione di al-Fatah accendendo una fiaccola nella Muqata, il palazzo presidenziale di Ramallah (Cisgiordania). Alla cerimonia erano presenti i membri del Comitato esecutivo dell’Olp, del Comitato centrale di al-Fatah e del suo Consiglio rivoluzionario. Abu Mazen, riferisce la agenzia di stampa Wafa, ha affermato che “la rivoluzione avviata nel 1965 continua anche oggi ed è destinata a proseguire fino alla vittoria”. In questi decenni, ha aggiunto, i palestinesi hanno saputo superare “le cospirazioni ordite a loro danno”. Nei vari interventi è stata poi ribadita la opposizione al cosiddetto ‘Accordo del secolo’ elaborato dalla amministrazione Trump ed in particolare alla separazione politica fra la striscia di Gaza e la Cisgiordania. Ieri nel centro di Ramallah sono sfilati membri di al-Fatah.

Israele: Di fronte alla costa israeliana, alcuni chilometri a nord di Cesarea, è entrata oggi in funzione la grande piattaforma marina del giacimento di gas naturale Leviathan, il secondo in ordine di grandezza in questa zona del Mediterraneo. Le operazioni di rodaggio, che comprendevano una breve emissione di esalazioni, sono iniziate nella prima mattinata e alla loro conclusione il gas sarà immesso nella rete di distribuzione nazionale israeliana. Alla metà di gennaio inizieranno le esportazioni all’Egitto e poi anche verso la Giordania. Per il mese prossimo, inoltre, è prevista la firma di un accordo fra Israele, Cipro e Grecia relativo al gasdotto sottomarino EastMed, che secondo i progetti dovrebbe giungere fino in Italia. “Ora stiamo diventando una potenza energetica” ha commentato nei giorni scorsi il ministro dell’energia Yuval Steinitz.

Afghanistan: Capodanno di sangue in Afghanistan, dove nel primo giorno del 2020 i talebani hanno attaccato le forze di sicurezza nelle regioni settentrionali di Balkh e Takhar, Kunduz e Helmand meridionale, uccidendo oltre 40 agenti. Ajmal Faiz, capo della polizia della provincia di Balkh, ha dichiarato che i talebani hanno attaccato un posto di sicurezza dell’autostrada nell’area di Alam Khail. “Sei membri del personale di sicurezza autostradale e due poliziotti locali sono stati uccisi in un attacco talebano, altre tre sono rimaste ferite”, ha aggiunto il capo della polizia. Un ufficiale e sei soldati dell’esercito nazionale afghano – hanno confermato fonti militari – sono stati uccisi in un attacco nel distretto di Darqad nella provincia di Takhar. Nel distretto di Dasht-e-Archi 12 agenti di sicurezza (24 secondo i talebani) sarebbero stati uccisi in un’imboscata. Altri 12 in un’esplosione nel distretto di Girishk nella provincia di Hekmand, in un’escalation di attacchi nelle ultime due settimane.


Fonte:Ansa.it

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