Yasmine Ouirhrane, Giovane Europea dell’anno 2019 per il suo impegno nel promuovere la pace, l’inclusione sociale ed il contrasto all’estremismo violento

Yasmine Ouirhrane, Giovane Europea dell’anno 2019 per il suo impegno nel promuovere la pace, l’inclusione sociale ed il contrasto all’estremismo violento

 

Yasmine Ouirhrane è una giovane italo-marocchina studentessa in relazioni internazionali a Sciences Po Bordeaux e all’Università degli Studi di Torino, attiva da anni nella promozione dei valori di emancipazione delle giovani donne e di pari opportunità per i figli di immigrati in Europa. Il suo impegno le è valso il premio ’Young European of the Year 2019’, assegnato dalla fondazione tedesca Schwarzkopf e consistente in una borsa di studio che le permetterà di svolgere uno stage presso un’istituzione europea.

Nonostante la comprovata dedizione di Yasmine nel promuovere ideali di pace, multiculturalismo e integrazione, la ragazza si è recentemente trovata coinvolta, suo malgrado, in una vicenda dai contorni paradossali: in vista delle prossime elezioni europee è stata infatti attaccata sui vari Social Media da migliaia di persone, simpatizzanti dell’estrema destra, a seguito di un post del Leader del partito di estrema destra francese che criticava l’Europa per averla scelta come Giovane Europea dell’Anno, nonostante il premio le sia stato conferito da una fondazione e non da un’istituzione europea.

Immediate le manifestazioni di solidarietà che da più parti sono giunte alla giovane studentessa per questa vicenda che non ha mancato di suscitare numerose polemiche.

Nell’intervista che segue, Yasmine racconta ai lettori di Opinio Juris non solo di questo eclatante episodio che l’ha vista coinvolta ma anche del suo percorso umano e professionale e del suo quotidiano impegno nella lotta ai pregiudizi e alle discriminazioni.

Chi è Yasmine? Raccontaci qualcosa di te

Sono nata 23 anni fa a Biella, da madre italiana e padre marocchino. Ho vissuto gran parte della mia vita in Italia e sono emigrata 7 anni fa in Francia con la mia famiglia, quando il nostro paese era in piena crisi economica. Ho frequentato un liceo internazionale, che mi ha permesso di continuare i miei studi in lingua francese e italiana e di ottenere un doppio diploma italo-francese. Successivamente, sono stata accettata in uno dei 10 prestigiosi istituti francesi di scienze politiche, Sciences Po Bordeaux, nel percorso bi-nazionale italo-francese in partenariato con l’Università di Torino. Ciò mi ha permesso di studiare e vivere in entrambi i paesi per 4 anni. Ho in seguito integrato il programma di master “Bordeaux International Relations Degree”, che mi permette di frequentare dei corsi interamente in lingua inglese e di passare un semestre in California, alla Middlebury Institute of International Studies a Monterey.

Al di là dei miei studi, mi impegno da diversi anni per la promozione del ruolo positivo dei giovani nei processi di pace. Sin dal 2011 ho lavorato come volontaria per diverse ONG in Francia che operano in quartieri popolari per l’educazione dei giovani, soprattutto figli di immigrati.

Oggi sono una giovane esperta in pace e sicurezza per l’iniziativa AU-EU Youth Cooperation Hub, lanciata dall’Unione Europea e l’Unione Africana[1]. L’iniziativa è stata recentemente premiata al Paris Peace Forum organizzato dal Presidente francese[2].

Ho inoltre vinto il premio Women Deliver Young Leader, un programma che mi permette di beneficiare di corsi sui diritti delle donne e di partecipare alla più grande conferenza al mondo sulla parità di generi, la Women Deliver Conference 2019 che si terra a Vancouver nel mese di giugno[3].

Il mio impegno al contempo a livello locale, regionale e internazionale mi ha permesso di amplificare la mia voce e difendere valori universali come la pace, l’inclusione e l’uguaglianza dei generi. 

Cosa ha significato per te vincere il premio ’Young European of the Year 2019’?

Questo premio è stata una vittoria simbolica per me, non personale ma collettiva, per tutte le persone che come me credono nella pace e vogliono costruire una società più giusta e tollerante. L’odio che ho ricevuto da migliaia di persone che non mi ritengono europea mi ha resa triste ma allo stesso tempo mi ha permesso di difendere i valori in cui ho sempre creduto: la dignità, l’inclusione e la libertà.

Quale è il percorso che ti ha portata a questo risultato e quali nuove opportunità ti si sono presentate dopo la vittoria?

Nel 2016 ho partecipato allo Zero Hackathon a Roma, organizzato dalla SIOI UNA Italy e ho vinto un premio che mi ha permesso di studiare in questa istituzione e seguire il master in Sicurezza Economica, Geopolitica e Intelligence. Ho potuto scrivere una tesi sul Ruolo delle Giovani Donne nei Processi di Pace e pubblicare un articolo per la Rivista Italiana di Intelligence GNOSIS[4]

Il 2017 e’ stato un anno importante per la mia formazione personale e professionale, ho potuto lavorare con la SIOI al segretariato della One Arctic Conference e fare un discorso alla Farnesina[5]. Nello stesso anno, sono diventata rappresentante italiana della Convenzione Europea dei Giovani, che mi ha permesso di recarmi al Parlamento Europeo a Strasburgo e dibattere sui temi più cruciali per il futuro dell’Europa con 150 giovani provenienti da 38 paesi[6]. Ho inoltre potuto partecipare alla March for Europe, una manifestazione pacifica per celebrare l’anniversario dell’Unione Europea. Durante la manifestazione, sono stata fotografata da diversi giornalisti e la mia foto pro-europea e’ stata diffusa in diversi giornali in tutta Europa; MSN news mi ha anche ritratta tra i 100 selfies politici dell’anno 2017[7].

Lo scorso anno ho lavorato come coordinatrice di progetti allo Yo!Fest, il più grande festival politico d’Europa tenutosi durante la European Youth Event 2018 al Parlamento Europeo. Ho contribuito a sviluppare il programma dell’evento, focalizzandomi nelle attività legate ai giovani, la pace e la sicurezza. Abbiamo potuto discutere con centinaia di giovani da tutta l’Europa sulle questioni legate al futuro dei giovani, la mobilità, le migrazioni, la prevenzione dell’estremismo violento e la promozione dell’inclusione sociale. Ho voluto invitare all’evento giovani di diversa provenienza sociale, soprattutto giovani donne; siamo riusciti infatti a sponsorizzare una delegazione di 30 giovani dalla Francia e dall’Italia, per la maggior parte giovani donne di seconda e terza generazione nate e cresciute in Europa e che non avrebbero avuto i mezzi di partecipare all’evento senza un aiuto finanziario[8].

Ho avuto la possibilità di prendere la parola a diversi eventi, tra cui l’evento Women Who Lead alle Nazioni Unite a New York[9] la Africa Youth Conference alle Nazioni Unite di Nairobi con UN Women[10] e al Louvre di Parigi durante il Women’s Forum[11].

Quanto alla mia vittoria, ho ricevuto molte critiche, il che ha oscurato molto il mio impegno per la pace: ho passato l’ultimo mese a contrastare i discorsi di odio attraverso il mio messaggio di pace che ho potuto trasmettere durante la mia premiazione ufficiale tenutasi a Bruxelles[12].

Il caso appena citato è certamente eclatante, ma ci sono stati altri episodi, anche nella tua quotidianità, in cui hai dovuto lottare contro pregiudizi e falsità?

Per via del mio nome e della mia mia apparenza fisica ho sempre vissuto discriminazioni di diversi tipi. In Italia, le persone mi chiedono spesso da dove vengo, si sorprendono che io parli bene l’italiano oppure mi parlano in inglese perché pensano che io sia una turista. A volte ricevo commenti di disprezzo o sguardi diffidenti. La discriminazione è un fenomeno che ho sempre vissuto sin da piccola ed è ciò che mi ha motivata a lavorare per l’inclusione sociale e la pace. Ma non mi era mai successo di essere insultata e criticata da migliaia di persone; questo episodio mi ha permesso di dimostrare a molta gente quanto lavoro c’è ancora da fare.

Qualche tua considerazione in vista delle prossime elezioni europee? In che direzione credi si stia muovendo l’Europa?

Siamo in un periodo di crisi: finanziaria, politica e sociale. I cittadini non hanno più fiducia nelle istituzioni ed i partiti populisti si nutrono delle paure della gente per raccogliere voti. L’Europa non è riuscita a dare una risposta forte a queste crisi, specialmente riguardo alla crisi economica e a quella migratoria e in tale contesto c’è una forte diffidenza e una rivendicazione di sovranità. Finché l’Unione non sarà effettiva e i paesi continueranno a divergere, sarà difficile trovare soluzioni durevoli.

Puoi anticiparci qualcosa sui tuoi prossimi progetti? E più in generale, quali sono le tue speranze e i tuoi obiettivi per il futuro?

Nel futuro desidero creare la mia impresa sociale e lavorare per l’emancipazione dei giovani, in particolare le giovani donne, in Europa. Tra dieci anni ambisco ad una carriera internazionale, perché viaggiare e conoscere nuove persone mi appassiona. Continuerò a promuovere l’emancipazione delle donne e la pace, due cause che mi stanno a cuore.


Note

[1] http://aueuyouthhub.org/)

[2] https://africandailyvoice.com/en/2018/11/13/paris-forum-au-eu-launch-10-million-fund-young-people-insufficient-according-youssou-ndour/

[3] https://womendeliver.org/press/women-deliver-2019-global-conference-held-vancouver-british-colombia-canada/

[4] http://gnosis.aisi.gov.it/gnosis/Rivista53.nsf/servnavig/14.

[5] https://www.romunsioi.org/one-arctic/ .

[6] https://www.youthconvention.eu

[7]https://www.msn.com/en-us/news/photos/political-selfies-of-2017/ss-BBGgJIC#image=20

[8]https://www.yofest.eu/stories/behind-the-scenes-are-second-generation-migrants-integrated-in-europe/

[9] https://womendeliver.org/womenwholead/),

[10] http://africa.unwomen.org/en/news-and-events/stories/2018/10/africa-youth-conference-press-release

[11] http://www.womens-forum.com

[12]https://www.youtube.com/watch?v=bEbNXQyiYvg&feature=share&fbclid=IwAR2AHQiud6iYYYwQnCGiT5xgN1yPMsBb43Xxy1bTkUvWDFissqTyu7_iHVM


Copertina: Yasmine Ouirhrane “No hate”


http://www.opiniojuris.it/wp-content/uploads/2019/05/YASMINE-OUIRHRANE-GIOVANE-EUROPEA-DELLANNO-2019-PER-IL-SUO-IMPEGNO-NEL-PROMUOVERE-LA-PACE-LINCLUSIONE-SOCIALE-ED-IL-CONTRASTO-ALLESTREMISMO-VIOLENTO-Mariarita-Cuoersito.docx.pdf

Mariarita Cupersito

Mariarita Cupersito

Avvocato e giornalista, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e il Diploma di Specializzazione per le Professione Legali presso l'Università degli Studi di Salerno. Collabora con uno studio legale Codacons ed è volontaria della Croce Rossa Italiana. Si è occupata di violenza di genere collaborando con Centro Anti-violenza della rete Differenza Donna, nonché di disabilità in ambito universitario collaborando con l'Ufficio Diritto allo Studio dell'Università di Salerno. Ha preso parte a vari progetti di Amnesty International in materia di promozione e tutela dei Diritti Umani

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