Le leggi fascistissime, o leggi eccezionali del fascismo, sono una serie di norme giuridiche, emanate tra il 1925 e il 1926, che iniziarono la trasformazione dell’ordinamento giuridico del Regno d’Italia nel regime fascista.


Il compimento, ancorché parziale, di tale processo sarebbe avvenuto, però, soltanto nel 1939 quando, pur senza mutare direttamente gli articoli interessati dello Statuto del Regno, la Camera dei deputati sarà sostituita dalla Camera dei fasci e delle corporazioni, la cui composizione e la portata reale dei poteri ne escluderanno i caratteri di effettiva titolarità della rappresentanza nazionale e di co-titolarità, condivisa con il re e con il Senato, del potere legislativo.

In sintesi, queste leggi stabilivano che:

  1. il Partito Nazionale Fascista era l’unico partito ammesso, con Regio Decreto n. 1848 del 6 novembre 1926 che prevedeva lo scioglimento di tutti i partiti, associazioni e organizzazioni che esplicano azione contraria al regime;
  2. il capo del governo doveva rispondere del proprio operato solo al re d’Italia e non più al parlamento, la cui funzione era così ridotta a semplice luogo di riflessione e ratifica degli atti adottati dal potere esecutivo;
  3. il Gran Consiglio del fascismo, presieduto da Mussolini e composto da vari notabili del regime, era l’organo supremo del partito fascista e quindi dello Stato, con Legge n. 2693/1928;
  4. tutte le associazioni di cittadini dovevano essere sottoposte al controllo della polizia, con Legge n. 2029/1925;
  5. gli unici sindacati riconosciuti erano quelli fascisti; erano proibiti, inoltre, scioperi e serrate;
  6. le autorità di nomina governativa sostituivano le amministrazioni comunali e provinciali elettive, che venivano quindi abolite, Legge n. 237/1926;
  7. tutta la stampa doveva essere sottoposta a controllo, ed eventualmente censurata se aveva contenuti anti-nazionalistici e/o di critica verso il governo.

Istituivano, inoltre:

  1. il confino di polizia per gli antifascisti, con Regio Decreto n. 1848/1926 Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza;
  2. il Tribunale speciale per la difesa dello Stato (1926-1943) con competenza sui reati contro la sicurezza dello Stato (per i quali era prevista anche la pena di morte) e un collegio giudicante (formato da membri della Milizia e da militari), con Legge n. 2008/1926;
  3. l’OVRA, la polizia segreta, il cui primo nucleo è istituito con Regio Decreto n. 1904;
  4. l’obbligo di tutti gli insegnanti di iscriversi al Partito Nazionale Fascista;
  5. il MinCulPop (Ministero della Cultura Popolare);
  6. un unico libro di scuola fascista.