Albania e Macedonia del nord : gli Stati membri dell’UE pronti ad aprire (davvero) i negoziati.

Albania e Macedonia del nord : gli Stati membri dell’UE pronti ad aprire (davvero) i negoziati.

Sono sempre di più le voci a favore dell’inclusione europea delle due candidate balcaniche, ritenute ancora una volta meritevoli da parte della Commissione UE. Dopo la delusione “francese” dello scorso ottobre, Albania e Macedonia del Nord ora attendono con fiducia il prossimo vertice di maggio in Croazia. I presupposti sono più che positivi questa volta, compresa la nuova posizione del presidente francese Emmanuel Macron, le cui richieste sulla modifica delle regole per l’allargamento sono state accolte.


Aspettando Zagabria

La cocente delusione subita lo scorso ottobre da Albania e Macedonia del Nord potrebbe diventare solo un brutto ricordo tra appena un mese. È infatti previsto a Zagabria, tra il 6 e il 7 maggio, un nuovo vertice UE sull’apertura dei negoziati per l’adesione all’Unione europea delle due candidate balcaniche. Questa volta però, le premesse per una fumata bianca sono più che presenti. L’ostacolo principale era rappresentato dalle posizioni di alcuni Stati membri che nel precedente vertice avevano posto il loro veto all’apertura dei negoziati. Mentre Paesi Bassi e Danimarca si opposero al solo potenziale ingresso dell’Albania, la Francia diede risposta negativa anche alla Macedonia del Nord[1]. Ne seguì un forte clima di sfiducia che investì tutti i Balcani occidentali[2], riportando al centro dell’attenzione il loro impervio percorso verso l’UE[3].

Negli ultimi mesi molte cose sono cambiate. Tra queste, la più importante è sicuramente il mutamento di rotta del presidente francese Emmanuel Macron, tra i più critici oppositori dell’allargamento europeo ai Balcani occidentali. Il veto che infranse i sogni europei di Tirana e Skopje fu giustificato nel passato vertice di Bruxelles secondo due logiche interconnesse[4]. Il Presidente francese non solo era fortemente perplesso dalla potenziale inclusione di nuovi paesi in un’Unione già alle prese con molte difficoltà interne ed esterne, ma lo era anche riguardo alle regole di questa procedura. Quest’ultima è stata rivista dalla Commissione europea[5] venendo incontro alle richieste francesi. Sul primo punto contestato, Macron a metà febbraio (in occasione della Conferenza di Monaco sulla sicurezza) aveva aperto uno spiraglio importante[6]. Se anche la valutazione prevista per primi giorni di marzo a cura della Commissione avesse dato parere favorevole all’apertura dei negoziati, la Francia non avrebbe ostacolato il futuro avvio della procedura. Il dossier della Commissione è stato pubblicato il 2 marzo e, come i precedenti[7], raccomanda fortemente l’inizio dei negoziati per l’adesione, riconoscendo gli sforzi[8] dei due paesi candidati[9]. Ora che l’ostacolo più grande dovrebbe essere stato rimosso[10], in quanto è probabile che Paesi Bassi e Danimarca seguano l’esempio francese, nulla all’orizzonte sembra impedire l’inizio del lungo percorso che potrebbe portare in futuro Albania e Macedonia del Nord tra gli Stati membri.             

Un nuovo clima di fiducia

Negli ultimi mesi le voci a favore di Albania e Macedonia del Nord si sono moltiplicate, aggiungendosi a quelle che già in passato lo erano. Riguardo quest’ultimo punto, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il premier italiano Giuseppe Conte furono tra coloro che si schierarono, sia a parole[11] che a voti, per l’apertura dei negoziati nel teso vertice di ottobre. Entrambi poi, criticarono il veto francese etichettandolo come un enorme sbaglio[12]; persino la Commissione prese le distanze da quello che in un comunicato ufficiale ha definito con disappunto un “errore strategico”[13]. Anche a distanza di mesi Germania[14], Italia e Commissione europea continuano a sostenere l’allargamento ad Est dell’Unione.    

Tra il 3 e il 5 marzo i ministri degli Esteri di Polonia, Lituania e Lettonia, insieme al sottosegretario estone per gli affari europei, hanno visitato sia Skopje che Tirana[15], incontrando le autorità locali. Il comunicato stampa congiunto pubblicato alla fine del viaggio diplomatico esprime “sostegno deciso e inequivocabile alle aspirazioni europee degli stati dei Balcani occidentali e la prospettiva ferma e fondata sul merito della loro piena adesione all’Unione europea[16]. Pochi giorni dopo, l’11 marzo, Skopje ha anche ospitato[17] la riunione dei ministri degli Esteri del Processo di Berlino relativo ai Balcani occidentali. In tale occasione si aggiunta anche la voce favorevole della Bulgaria, membro dell’UE dal 2007. La ministra degli Esteri bulgara Ekaterina Zaharieva si è detta fiduciosa sulla collaborazione attiva tra un paese membro e uno candidato come la Macedonia del Nord, in un’ottica più grande che comprende lo sviluppo dell’intera regione balcanica occidentale[18]. I due paesi sono attualmente alla presidenza congiunta del Processo di Berlino, un meccanismo intergovernativo di cooperazione mirato allo sviluppo infrastrutturale ed economico dell’Europa sudorientale, lanciato nel 2014 da Angela Merkel[19]. Per quanto riguarda il versante albanese, il 12 marzo il ministro degli Esteri locale Gent Cakaj, dossier positivo della Commissione europea alla mano, in un’intervista ha ribadito i risultati raggiunti da Tirana sulle questioni motivo di controversia con Bruxelles, come la lotta al crimine organizzato e la riforma giudiziaria[20]. Pertanto, ha aggiunto, si aspetta un voto favorevole al vertice di maggio.

Le istituzioni europee da tempo hanno, almeno sulla carta, assunto un atteggiamento di totale apertura per un futuro europeo dei Balcani occidentali. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a gennaio dichiarò che quella sull’Albania e sulla Macedonia del Nord era una promessa da mantenere[21], anche alla luce dei criteri richiesti da Bruxelles e ritenuti soddisfatti[22]. Circa un mese e mezzo dopo, il commissario europeo per l’allargamento e la politica di vicinato Olivér Várhelyi si è dichiarato sulla stessa lunghezza d’onda, raccomandando l’avvio dei negoziati[23] alla luce dei progressi raggiunti da entrambi i paesi[24]. Infine, anche gli Stati Uniti auspicano l’accesso nell’Unione di Albania e Macedonia del Nord, secondo quanto affermato dall’inviato speciale per i Balcani occidentali Matthew Palmer, a margine del Forum economico di Delfi, ad Atene[25].

L’impronta croata dei negoziati

Dal 1° gennaio 2020 la Croazia è alla presidenza di turno del Consiglio dell’UE[26]. Un dettaglio non da poco alla luce del vertice sull’allargamento che si terrà proprio a Zagabria[27]. Inoltre le autorità croate si sono apertamente schierate a favore di Albania e Macedonia, sostenendone con energia la causa europea[28]. Il ministro degli Esteri croato Gordan Grlić-Radman ha dichiarato che quella dell’inclusione in oggetto è una priorità dell’attuale mandato della Presidenza semestrale del Consiglio. Parole che avranno sicuramente un peso a maggio -quando si applicheranno anche le nuove misure del processo di adesione[29]-, e che sono arrivate nell’ambito di una visita lampo effettuata dal Ministro croato il 2 marzo (mentre la Commissione pubblicava la sua relazione).

Grlić-Radman in una sola giornata visitò prima Tirana e poi Skopje, tenendo colloqui con le più alte autorità locali. In entrambe le occasioni è stata ribadita la volontà croata di promuovere l’apertura dei negoziati, confermando un trend esternato già il 24 febbraio. In quell’occasione il capo della diplomazia di Zagabria dichiarò, a margine di una conferenza sulle prospettive europee dei Balcani occidentali tenutasi a Salonicco, che era tempo per Bruxelles di mantenere le promesse[30]. Tanto nel vertice in Grecia che in quelli di Tirana e Skopje del 2 marzo, Grlić-Radman ha posto la tappa croata di maggio come il primo passo verso la tanto sospirata apertura dei negoziati.
In conclusione, nulla sembra più frapporsi tra la coppia Albania-Macedonia del Nord e, quantomeno, il principio di quello che sarà un percorso lungo, ma almeno cominciato, verso l’UE. L’unico ostacolo potrebbe essere rappresentato dalle nuove regole richieste da Macron[31], che concedono agli Stati membri il potere di bloccare la procura di allargamento qualora ravvisassero gravi carenze sui requisiti richiesti. In tal caso, solo le due candidate bocciate a ottobre 2019 saranno le artefici del proprio destino. Dal vertice di Zagabria in poi, dovranno sopportare numerosi sforzi e sacrifici per diversi anni, ma i progressi fatti finora lasciano ben sperare. 


Note

[1] https://it.insideover.com/politica/la-vendetta-di-macron-europa-albania-macedonia.html

[2]https://www.euronews.com/2020/01/03/north-macedonia-pm-zoran-zaev-resigns-over-stalled-eu-talks

[3] Si consiglia la lettura dell’apposita sezione (Allargamento dell’UE) sul sito del Consiglio europeo al link  https://www.consilium.europa.eu/it/policies/enlargement/

[4] https://www.ft.com/content/eda39e1e-f3eb-11e9-b018-3ef8794b17c6

[5] https://www.eunews.it/2020/02/12/revisione-processo-adesione-unione-europea-allargamento/126175

[6] https://www.albanianews.it/notizie/europe/macron-negoziati-albania-macedonia

[7] Anche nell’aprile 2018 la Commissione raccomandò l’avvio dei negoziati.

[8] La relazione evidenzia in particolare i progressi dei due paesi nelle riforme giudiziarie e sulla lotta alla corruzione.

[9] https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_20_347

[10] https://www.euronews.com/2020/02/15/macron-hints-at-progress-on-eu-enlargement-for-albania-and-north-macedonia

[11] https://it.reuters.com/article/topNews/idITKBN1WX1SE

[12] https://www.eunews.it/2019/10/18/la-rabbia-conte-allargamento-errore-storico-albania-macedonia-del-nord/122115

[13] https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20191021IPR64717/adesione-albania-e-macedonia-del-nord-errore-la-mancata-apertura-dei-negoziati

[14] La Cancelliera ha ribadito la sua posizione favorevole anche in vista del vertice di maggio. Cfr: https://www.albanianews.it/notizie/europe/merkel-negoziati-albania-macedonia

[15] https://exit.al/en/2020/03/05/baltics-poland-support-eu-accession-talks-with-albania-n-macedonia/

[16] http://www.mfa.lt/default/en/news/joint-statement-of-poland-estonia-latvia-and-lithuania

[17] Ulteriore evento che ha interessato la capitale macedone è stato il think tank dei Balcani occidentali, svoltosi dall’8 al 10 marzo. Cfr: https://europeanwesternbalkans.com/2020/03/06/western-balkans-think-tank-forum-in-skopje-from-8-to-10-march/

[18] https://www.agenzianova.com/a/0/2847068/2020-03-11/balcani-ministri-esteri-bulgaria-e-nord-macedonia-insieme-per-maggiore-fiducia-nella-regione

[19] https://berlinprocess.info/about/

[20] Nell’intervista Cakaj esprime anche alcuni timori riguardo settori in cui l’Albania non ha ancora raggiunto i progressi richiesti. Cfr: https://europeanwesternbalkans.com/2020/03/12/ewb-interview-cakaj-albania-has-shown-sufficient-progress-to-open-accession-talks/

[21] https://www.euronews.com/2020/01/10/croatian-eu-presidency-could-open-path-towards-enlargement

[22] https://www.politico.eu/article/ursula-von-der-leyen-eu-north-macedonia-albania/

[23] https://www.apiceuropa.com/la-commissione-riferisce-sui-progressi-compiuti-dallalbania-e-dalla-macedonia-del-nord/

[24] https://www.rferl.org/a/eu-accession-talks-with-albania-north-macedonia-could-open-in-weeks-/30458508.html

[25] https://www.agenzianova.com/a/0/2841461/2020-03-08/balcani-inviato-usa-palmer-albania-e-macedonia-del-nord-meritano-accesso-a-ue

[26] https://www.notiziegeopolitiche.net/macedonia-del-nord-e-albania-la-croazia-per-ladesione-allue/

[27] https://www.balcanicaucaso.org/aree/Balcani/UE-e-Balcani-a-confronto-200043

[28] https://europeanwesternbalkans.com/2020/03/03/croatian-mfa-eu-western-balkans-summit-a-turning-point-in-relations-with-north-macedonia/

[29] https://www.eunews.it/2020/02/05/commissione-ue-processo-adesione-semplificando-piu-attenzione-allo-diritto/125929

[30] https://www.total-croatia-news.com/politics/41706-croatia

[31] https://it.euronews.com/2020/02/05/nuove-regole-per-aderire-alla-ue-presentata-riforma-del-processo-di-allargamento


Foto copertina:Alexandros Michailidis/Shutterstock

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Mario Rafaniello

Mario Rafaniello

Laureato in Giurisprudenza presso l’Università “Federico II” di Napoli e studente in Relazioni e Organizzazioni Internazionali presso la Facoltà di Scienze Politiche “Jean Monnet” dell’Università “Luigi Vanvitelli” di Caserta. Ha svolto uno stage presso l’Associazione Europea di Studi Internazionali di Roma nel gruppo addetto alle newsletter. Durante questa esperienza ha partecipato alle esperienze internazionali di Bruxelles e San Pietroburgo. Successivamente ha preso parte al WMUN in Cina e a uno scambio studentesco presso l’Università “MGIMO” di Mosca. Attualmente è membro della Task force “Hate Speech” di Amnesty e collabora come redattore per MSOIthePost e Mondo Internazionale. Altri contributi sono stati pubblicati da Geopolitica.Info. Come principale interesse si occupa dello spazio post sovietico.

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