L’apertura del consolato iraniano nella regione meridionale armena di Syunik sembra essere un messaggio diretto all’Azerbaigian e al suo alleato turco.


Il 21 ottobre 2022 l’Iran ha inaugurato un consolato generale in Armenia nella città di Kapan, nella provincia meridionale di Syunik. Il Ministro degli Esteri iraniano Hossein Amirabdollahian ha presieduto alla storica inaugurazione. Si tratta, infatti, del primo Paese a stabilire una missione diplomatica nella provincia.
Amirabdollahian ha inoltre espresso la disponibilità da parte di Teheran a ospitare un consolato generale armeno nel nord-ovest di Tabriz, la più grande città dell’Iran nord-occidentale, dove vivono molti turchi di etnia iraniana e dove le rivendicazioni azerbaigiane sono molto forti.[1]

Armenia ed Iran: una alleanza che si rinnova negli anni

Gli armeni in Iran formano uno dei rami più antichi e più influenti della diaspora armena in Medio Oriente, oggi sono circa 270.000 quelli che vivono nella Repubblica Islamica.[2]  
Il confine armeno-iraniano è stato una vera ancora di salvezza per Yerevan all’inizio degli anni ’90 quando l’Azerbaigian e la Turchia hanno chiuso unilateralmente i loro confini con l’Armenia in seguito al primo conflitto nel Karabakh fra il 1992 ed il 1994, isolando di fatto il Paese.
Successivamente, la “Rivoluzione di Velluto” del 2018[3] in Armenia ha sollevato alcune preoccupazioni a Teheran sul fatto che le forze ‘pro-occidentali’ salite al potere avrebbero potuto fare della repubblica caucasica un trampolino di lancio per le attività anti-iraniane degli Stati Uniti.[4] Contrariamente ai timori della leadership di Teheran, i rapporti di cooperazione ed i legami fra i due paesi si sono ulteriormente rafforzati, tanto che oggi l’Iran è considerato uno degli alleati più fidati.
L’Armenia è membro assieme alla Russia dell’Unione Economica Euroasiatica (EAEU) ed è quindi un partner fondamentale per l’Iran isolato economicamente. A tal proposito, il Governo armeno ha istituito una zona economica franca (FEZ) a Meghri vicino al confine armeno-iraniano nel dicembre 2017 sperando di rafforzare la cooperazione economica bilaterale e l’apertura di filiali di aziende iraniane sul proprio territorio.[5]  
Inoltre, dal 2016 Armenia e Iran, insieme a Georgia, Bulgaria e Grecia, hanno avviato negoziati per istituire il corridoio di trasporto multimodale internazionale ‘Golfo Persico – Mar Nero’ che collega l’Iran con l’Europa. Infine, i due paesi hanno un accordo swap per lo scambio di energia: l’Iran riceve elettricità dall’Armenia e fornisce gas in cambio.[6]

Il consolato iraniano a Kapan: un avvertimento per l’Azerbaigian

L’apertura del consolato iraniano nella regione meridionale di Syunik sembra essere un messaggio diretto all’Azerbaigian e al suo alleato turco.
Morteza Abedin Varamin, nuovo console generale dell’Iran a Kapan, alla cerimonia di inaugurazione ha consigliato alla gente di Kapan di non preoccuparsi. “Siamo qui per il popolo armeno” ha affermato il diplomatico. La dichiarazione è chiaramente un messaggio velato ad Ankara e più ancora a Baku, che spingono per un corridoio extra-territoriale (corridoio di Zangezur) che attraverso la regione di Syunik colleghi l’Azerbaijan alla sua exclave Nakhchivan. Nonostante la comunità internazionale (Russia, Europa e Stati Uniti) abbia di fatto affermato l’inammissibilità legale di un simile corridoio, infatti, l’Azerbaijan ha più volte affermato che sarebbe disposto a ottenerlo con l’impiego della forza.[7]
Se la regione di Syunik passasse sotto il controllo azerbaigiano, l’Iran perderebbe un importante corridoio verso la Georgia ed il Mar Nero.
I rapporti Teheran-Ankara e Teheran-Baku, sebbene sul piano diplomatico siano definiti “fraterni”, in realtà nelle ultime decadi sono stati piuttosto tesi. In particolare, l’Iran non ha gradito come, sullo sfondo dell’ultimo conflitto del Nagorno-Karabakh, l’Azerbaigian abbia favorito l’influenza turca e israeliana nel Caucaso e più ancora, abbia impiegato militanti islamici sunniti e terroristi siriani nel conflitto.
Inoltre, le rivendicazioni territoriali di Baku non si limitano all’Artsakh e all’Armenia, ma riguardano anche l’Iran settentrionale, popolato da una corposa minoranza azera. Si stima che il numero di azeri nel Paese si aggiri intorno a 17 milioni di persone, pari a circa un quarto della popolazione dell’Iran. Dopo la caduta dell’Unione Sovietica e l’ascesa al potere del Fronte popolare dell’Azerbaigian nel giugno 1992, il neoeletto presidente Abulfaz Elchibey appoggiò l’unificazione delle popolazioni azere del suo paese e di quel territorio che definì come ‘Azerbaigian iraniano’.
Anche oggi, sono molti i rappresentanti del governo azero o afferenti che sulle piattaforme social ufficiali pubblicano foto di quello che ritengono essere il vero Azerbaijan, ovvero mappe che inglobano nei confini azerbaigiani la regione iraniana che si sviluppa attorno alla città di Tabriz.
Anche la questione ideologica è motivo di scontro. Questi due stati, infatti, annoverano la più alta percentuale di popolazione sciita a livello globale. L’Azerbaijan laico teme l’esportazione dei principi della rivoluzione iraniana nel proprio Paese. Di contro, va sottolineato come Baku rimarchi l’identità islamica quando si tratta di rinforzare le alleanze con i paesi turcofoni nell’area del Caspio e dell’Asia centrale.
Inoltre, sebbene l’Azerbaijan abbia più volte riferito di essere uno stato secolare e che la religione non riguardasse il conflitto del Nagorno-Karabakh con l’Armenia cristiana, il presidente per gli affari religiosi dell’Azerbaijan, Pashazade, ha criticato l’Iran affermando: “Fino ad ora non avevo capito, pensavo che se ci fosse successo qualcosa, i nostri fratelli (l’Iran) sarebbero venuti ad aiutarci e salvarci, ma ho perso le speranze. I nostri fratelli ci hanno venduti agli armeni”.[8]
Il riferimento del religioso, chiaramente, è non solo al passato territoriale comune, ma anche alla matrice sciita che lega le due realtà statali.
In questo contesto, la proposta di Amirabdollahian di aprire un consolato generale armeno nel nord-ovest di Tabriz, ovvero l’area popolata da turcofoni rivendicata da Baku, è un chiaro segnale nei confronti del governo di Aliyev.
Secondo il viceministro degli affari esteri della Repubblica di Armenia, Paruyr Hovhannisyan, non è chiaro ad oggi se l’Iran sarebbe disposto a intervenire militarmente in difesa dell’Armenia. Ma la situazione è veramente esplosiva, afferma il ministro, dopo che Teheran ha svolto esercitazioni militari lungo il confine tra Iran e Azerbaigian. “Mi aspetterei da loro qualsiasi reazione” ha aggiunto il diplomatico.[9]

Ad avvalorare la tesi di un intervento militare iraniano, non ci sono solo le massicce esercitazioni militari lungo il confine con l’Azerbaigian, le più grandi del loro genere, ma anche le parole riportate dall’agenzia stampa iraniana Entekhab di un vicecomandante della Guardia Rivoluzionaria che ha dichiarato che l’Iran avrebbe risposto a qualsiasi mossa che minacci il suo corridoio terrestre verso l’Europa. Secondo Ali Akbar Jamshidian, infatti, “l’Azerbaigian ha ottenuto ciò che stava cercando e il Karabakh è stato liberato, e ci siamo anche congratulati con esso, ma oggi, se ci sarà un’aggressione, ce ne occuperemo”.[10]

Conclusioni

I rapporti secolari fra Armenia e Iran sono oggi divenuti una collaborazione strategica nel campo dell’energia, del commercio e forse, della difesa.
Sebbene le voci secondo cui l’Iran starebbe fornendo droni alla Repubblica caucasica non trovino conferme ufficiali, le recenti operazioni militari iraniane lungo il confine con l’Azerbaigian, le dichiarazioni diplomatiche e di esponenti della Guardia Rivoluzionaria sull’inammissibilità di un cambio nei confini irano-armeni attuali, nonché la storica apertura di un consolato della Repubblica Islamica dell’Iran nella regione armena di Syunik, suggeriscono che Teheran potrebbe intervenire militarmente nel caso in cui l’Azerbaigian tentasse di ottenere con l’impiego della forza il corridoio di Zangezur su territorio sovrano armeno.
Recentemente, infatti, il ministro degli esteri iraniano Amirabdollahian ha dichiarato che “l’Iran considera la sicurezza dell’Armenia come la sicurezza dello stesso Iran e della regione”.[11]
L’apertura del consolato a Kapan e la proposta di ospitare una rappresentanza armena nella regione iraniana rivendicata dall’Azerbaigian, assumono un forte significato politico. L’Iran non è disposto a rinunciare ad un corridoio preziosissimo che lo collega con i mercati russi e con il Mar Nero e a perdere terreno in favore del diffondersi dell’influenza nella regione dell’elemento turco e del suo alleato israeliano.
Dal punto di vista armeno, come ribadito dal viceministro degli esteri del Paese, l’Iran ha levato la voce più alta in seguito agli ultimi attacchi azerbaigiani al territorio sovrano dell’Armenia. Né dal blocco occidentale, né dalla Russia, sono arrivate condanne altrettanto forti. L’apertura del consolato, nelle parole dello stesso viceministro, considerate assieme alle recenti esercitazioni militari iraniane, sono un segnale che l’Iran allo stato attuale è l’alleato più fidato di Yerevan.
A tal proposito, la visita improvvisa del primo ministro armeno Nikol Pashinyan in Iran subito dopo l’incontro trilaterale a Soci con il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo azerbaigiano, Ilham Aliyev, potrebbe essere una ulteriore conferma del fatto che Yerevan si stia coordinando con Teheran per assicurare ulteriormente i suoi confini nazionali.[12] In termini di difesa militare, infatti, a Yerevan restano solo due opzioni, l’Iran e la Russia, dopo la mancata disponibilità di Europa e Stati Uniti di una assistenza sul campo e le recenti dichiarazioni fatte in sede CSTO sia dal Kazakistan che dalla Bielorussia. Mentre Lukashenko, infatti, afferma “Aliyev è assolutamente il nostro uomo” e parlando del Karabakh afferma che al presidente azerbaigiano non è stata lasciata nessuna altra scelta se non l’impiego della forza, il presidente kazako Qasym-Jomart Toqaev ha affermato che la CSTO non interverrà in Armenia per via della sua alleanza con l’Azerbaigian.[13]


Note

[1] Mena FN (2022) Iran opens embassy in Kapan, Armenia. Link: https://menafn.com/1105066469/Iran-opens-embassy-in-Kapan-Armenia.
[2] Encyclopaedia Iranica (2022) Armenians of Modern Iran. Link: https://iranicaonline.org/articles/armenians-of-modern-iran.
[3] La rivoluzione di Velluto avvenuta in Armenia del 2018 sono state una serie di eventi organizzati nel mese di aprile del 2018. Le manifestazioni hanno avuto luogo principalmente nella capitale del paese, Erevan, e vi hanno preso parte decine di migliaia di persone.
[4] Anna Ohanyan (2022) Armenia’s Democratic Dreams, Foreign Policy. Link: https://foreignpolicy.com/2018/11/07/armenias-democratic-dreams/
[5] Ministry of Economy of the Republic of Armenia (2018) “Meghri” Free Economic Zone officially launched its activity. Link: https://www.mineconomy.am/en/news/815.
[6] Nikos Papatolios (2022) Persian Gulf-Black Sea corridor: why does Iran need a new gateway, Railfreight. Link: https://www.railfreight.com/corridors/2022/02/09/persian-gulf-black-sea-corridor-why-does-iran-need-a-new-gateway/?gdpr=accept.
[7]Asbarez (2021) Aliyev Threatens to Take Zangezur by Force ‘Whether Armenia Wants it or Not’. Link: https://asbarez.com/aliyev-threatens-to-take-zangezur-by-force-whether-armenia-wants-it-or-not/
[8] Gizli Servis (2022) Twitter Account. Link: https://twitter.com/gizliservis06/status/1586766903510503425
[9] Silvia Boltuc (2022) Armenia’s foreign policy: an interview with Paruyir Hovhannisyan, Geopolitical Report Vol.24, SpecialEurasia.
[10] Entekhab News (2022) Twitter Account. https://twitter.com/Entekhab_News/status/1583462301511786497?s=20&t=uH_Y63KuoKiuOGrf8kvB-g
[11] Armenpress (2022) Iran considers security of Armenia and region to be its own security – Foreign Minister Hossein Amir-Abdollahian. Link: https://armenpress.am/eng/news/1095416.html.
[12] News.am (2022) Pashinyan to visit Tehran on November 1. Link: https://news.am/eng/news/727807.html.
[13] Radar.am (2022) What road map? Sit down with Aliyev and decide. Link: https://radar.am/en/news/politics-2533914111/.


Foto copertina: L’apertura del consolato iraniano nella regione meridionale armena di Syunik