Cashless Society

Cashless Society

L’importanza di una valuta digitale di riserva mondiale e gli effetti frenanti della guerra al contante rispetto all’evoluzione naturale dei mezzi di pagamento.


 

Introduzione

La progressiva dematerializzazione del commercio e dei mezzi di pagamento prosegue, da quasi un millennio, la sua corsa inarrestabile: all’atto del deposito in banca di monete d’ oro, argento e rame veniva infatti rilasciata una nota di credito, fino all’emissione della prima banconota di carta in Europa, da parte della Svezia nel 1661, e in Italia, nel 1746, da parte delle Regie Finanze di Torino[1].

Lo svincolo da ogni sottostante, principalmente l’oro, è stato segnato ulteriormente dalla fine degli accordi di Bretton Woods (1971) e dal conseguente passaggio dal Gold Exchange Standard alla “moneta FIAT”, il cui valore deriva dall’accettazione e dalla capacità del governo di riconoscerla legalmente[2].

Se la prima carta di credito, emessa negli Stati Uniti nel 1950, appariva come uno strumento rivoluzionario e d’avanguardia, a partire dagli anni ’80 abbiamo assistito ad una sempre maggiore dematerializzazione dei mezzi di pagamento con l’ausilio della tecnologia, che oggi permette l’acquisto a distanza, il trasferimento on line del denaro direttamente dal proprio smartphone e la firma digitale dei contratti, con notevole risparmio di tempo e riduzione degli spostamenti fisici[3].

 

La Cashless Society

Il mercato globale, intrinsecamente, porta con se l’esigenza di una società più smart, orientata a scambi più veloci e più sicuri, grazie soprattutto all’evoluzione dei sistemi informatici ed a sempre più consistenti passi in avanti in tema di crittografia e tecnologia blockchain.

La cashless society appare, dunque, non tanto come una utopica società futuristica, in cui gli scambi operano in assoluta trasparenza e tracciabilità, quanto più come una attuale e naturale evoluzione del commercio, che elimina il peso della carta e del contatto fisico e si trasferisce perlopiù on line.

Il problema, posto da più fronti, resta la volatilità delle monete FIAT e la conseguente e costante erosione del potere d’acquisto dei piccoli risparmiatori, causata proprio dallo svincolo della moneta rispetto ai beni “rifugio”, in primis l’oro, e dal progressivo indebolimento del petroldollaro come parametro monetario internazionale.

Se, da un lato, c’è chi auspica un ritorno al Gold Exchange Standard[4], dall’altro la Banca D’Inghilterra ha messo in luce l’esigenza di creare una “supervaluta digitale” sostitutiva del dollaro, con l’ausilio della tecnologia blockchain, che costituisca un nuovo parametro di valore[5].

Essendo il mercato on line un processo “in itinere”, è oggi particolarmente marcata la distanza fra l’economia “fisica” e quella “digitale”, con una classe media particolarmente colpita dagli effetti della globalizzazione e della digitalizzazione, che agisce di conseguenza: il debito delle famiglie, in paesi economicamente “virtuosi” come l’UK, supera l’86% del PIL.

Se in Italia il debito privato risulta essere fra i più bassi d’Europa, occorre anche specificare che l’utilizzo compulsivo del contante e un’evasione fiscale che supera i 100 miliardi l’anno portano alla lunga all’insostenibilità del debito pubblico e al progressivo aumento di tasse e imposte che gravano sulla collettività, incidendo negativamente sui numerosi, quanto vani, tentativi di risollevare un’economia attraverso l’emersione del sommerso[6].

 

Criticità dei limiti imposti all’utilizzo e al prelievo del contante

Le misure adottate dai Governi che si sono succeduti negli ultimi 20 anni, al fine di agevolare il passaggio ai mezzi di pagamento digitali, consistono principalmente, al fine di garantirne la tracciabilità, nel porre limiti stringenti al pagamento in contanti, che a partire da luglio arrivano in Italia a un massimo di 2000 euro per transazione, e che scenderà ulteriormente a 1000 euro a partire da gennaio 2021.

In ultimo, le linee guida per la ripresa, sembrano prevedere un acconto Irpef del 5% sui prelievi in contanti, superati determinati limiti di importo.

Occorre sottolineare, al netto delle polemiche relative alle commissioni sui POS e sulle operazioni in home banking, alcune evidenti criticità relative a questo tipo di approccio:

 

  1. Quanto al “limite” imposto sul pagamento in contanti, a tutela della tracciabilità, si può constatare come esso sia facilmente eludibile dai “furbetti” attraverso pagamenti frazionati;
  2. Quanto all’imposta sui prelievi, è facilmente comprensibile che essa non colpisce certo l’evasore fiscale, che di norma evita il transito di somme sui conti correnti, ma al contrario è un’ulteriore erosione di risparmio per il dipendente, il pensionato o l’autonomo, che incassano sul conto corrente, ovvero in modo tracciabile, e prelevano per effettuare pagamenti, subendo una doppia imposizione fiscale.

 

Insomma, imporre limiti relativamente ai mezzi di pagamento pare creare più danni che benefici, indebolendo la classe media e agevolando il mercato nero invece di porre dei corretti deterrenti.
I dati sono, infatti, incontrovertibili: a fronte di una progressiva riduzione del limite al pagamento in contanti abbiamo assistito, in Italia, a un costante aumento dell’evasione fiscale, con minori entrate per l’erario e un debito pubblico che si prevede arrivare, per il 2020, al 158% del PIL[7].

 

Una nuova moneta di riserva mondiale o nuove monete digitali di stato

 

In un simile contesto è giusto invece porre l’accento su un reale problema di carattere monetario, che tocca in modo diverso tutti i paesi del mondo, ovvero l’importanza della moneta-riserva, messa in luce recentemente dalla Banca D’Inghilterra. Il processo che porta all’economia del futuro non può infatti prescindere dalla sostituzione del dollaro come riserva con una nuova moneta, del tutto digitale.

L’addio alla moneta fisica, inoltre, implicherà probabilmente anche l’emissione di monete digitali “di Stato” o “cash digitale pubblico”[8]. Un prossimo addio al cash non appare, perciò, in discussione, con buona pace degli affezionati.

La velocità dei pagamenti on line, accostata a una naturale diminuzione delle commissioni che deriverà dalla concorrenza nel libero mercato, farà la vera differenza, dando lo slancio necessario a tutti i paesi coinvolti nella competizione globale, in quanto i limiti imposti sinora non fanno che ritardare il definitivo salto verso l’economia digitale, che tornerà a coinvolgere una classe media ad oggi impossibilitata al risparmio e costretta in una spirale di debito che non fa che allontanare la soluzione dei problemi.


Note

[1] cfr. http://www.cartamonetaitaliana.com/lista-articoli/76-le-prime-banconote-in-europa.html#:~:text=La%20prima%20banconota%20europea%20viene,5%20sino%20a%201.000%20Daler.}.

[2] cfr. Executive Intelligence Review: Per una nuova Bretton Woods – EIRNA 2002

[3] cfr. Michele Iaselli: Lezioni di Informatica Giuridica – KEY 2019

[4] cfr. https://www.ilsole24ore.com/art/banche-ritorno-gold-standard-l-oro-bilanci-diventa-moneta-ABCGxiXB

[5] cfr. https://www.ilsole24ore.com/art/super-valuta-digitale-scogli-governance-e-controllo-ACnerTg

[6] cfr. https://www.dagospia.com/rubrica-4/business/siamo-popolo-formichine-evasori-fiscali-debito-privato-190650.htm

[7] cfr. https://www.corriere.it/economia/aziende/20_maggio_06/stime-ue-debito-pubblico-dell-italia-1589percento-doppio-quello-olanda-germania-60ea13e6-8f6c-11ea-bb7f-d3d655d2211a.shtml

[8] https://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/tlc/2020/04/20/cina-testa-in-4-citta-app-su-moneta-digitale-di-stato_3200f82b-2f51-43b2-9e1c-2328586fa0c8.html


Foto copertina:


Scarica Pdf

EmilianoBezzi

Emiliano Bezzi si laurea in Giurisprudenza nel settembre 2007, presso la Luiss Guido Carli, con tesi su "Gli ammortizzatori sociali nella riforma del mercato del lavoro".
Nel settembre del 2011 si iscrive all'albo dei Consulenti Finanziari (OCF) e dal 2015 inizia l'attività di consulente tecnico legale (CTP) in ambito bancario finanziario, ad oggi in corso.
Cultore della Materia 2019/2020 presso la facoltà di Informatica Giuridica dell'Università Guglielmo Marconi.
Autore dell'app di calcolo e gestionale finanziario "Melomerito", disponibile da dicembre 2019 su Google Play per dispositivi Android.

Vedi tutti gli articoli
Vai alla barra degli strumenti