Le misure del “Decreto clima” in attuazione degli obblighi comunitari.

Le misure del “Decreto clima” in attuazione degli obblighi comunitari.

Il D.L. 111/2019, c.d. “decreto clima”, fortemente voluto dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa, è stato convertito in legge e pubblicato in G.U.. Il provvedimento, recante misure urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria, che, rispetto alla sua versione originaria, è stato profondamente modificato ed ampliato nel corso dell’esame in prima lettura al Senato, è uno dei più recenti provvedimenti del Governo Conte bis ed il primo in materia di qualità dell’aria[1]


Negli ultimi anni i cambiamenti climatici, l’inquinamento e la tutela dell’ambiente hanno destato sempre maggiori preoccupazioni all’interno della comunità mondiale e sono stati sempre più frequentemente oggetto di attenzione da parte dei governi.

Il legislatore comunitario, con la direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa, ha introdotto alcuni elementi di novità in materia di cambiamenti climatici e tutela dell’aria, rispetto alla precedente normativa. Le novità riguardano una maggiore sensibilità posta nei confronti degli impatti di carattere sanitario dei cambiamenti climatici, una migliore organicità nell’esposizione dei principi base della valutazione della qualità dell’aria, una nuova apertura all’utilizzo di tecniche e metodologie di analisi e valutazione della qualità dell’aria, una maggiore chiarezza e tempestività nell’informazione del pubblico[2].

La direttiva comunitaria è stata recepita a più riprese dal legislatore nazionale, dapprima con il D.Lgs. 155/2010, poi modificato ed integrato con il D.Lgs. 250/2012 e, recentemente, con il D.L. 111/2019, cosiddetto “decreto clima”.

Il D.Lgs. 155/2010 ha definito gli obiettivi in materia di qualità dell’aria nell’ottica di evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi per la salute umana e per l’ambiente nel suo complesso; inoltre in materia di valutazione della qualità dell’aria, ha individuato criteri comuni a tutto il territorio nazionale. Le informazioni sulla qualità dell’aria costituiscono, alla luce di tale decreto, una base per contrastare l’inquinamento e mantenere la qualità dell’aria ed eventualmente migliorarla, anche attraverso una maggiore cooperazione tra gli Stati dell’Unione europea[3].

Ulteriore passo in avanti è costituito dall’approvazione da parte della Camera dei Deputati, con 305 voti favorevoli e 215 contrari, del D.L. 111/2019, c.d. “decreto clima”, fortemente voluto dal ministro Costa e recante misure urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria. Rispetto alla sua versione originaria, il decreto è stato modificato ed ampliato nel corso dell’esame in prima lettura al Senato ed è uno dei più recenti provvedimenti del Governo Conte bis ed il primo in materia di clima. Di seguito un’analisi delle principali novità introdotte.

Piano strategico nazionale sul clima, caschi verdi e Cipess

L’art. 1 del “decreto clima” disciplina il programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell’aria. Viene definito l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di conformarsi agli obiettivi individuati e viene anche istituito un tavolo permanente interministeriale per l’emergenza climatica, specificandone composizione e funzioni. Il provvedimento prevede anche che, presso il ministero dell’Ambiente, venga istituito il programma sperimentale “Caschi verdi per l’ambiente” per la realizzazione di iniziative di collaborazione internazionale per la tutela e la salvaguardia ambientale delle aree nazionali protette e delle altre aree riconosciute in ambito internazionale per il particolare pregio naturalistico. Inoltre, il Cipe cambia nome all’insegna dello sviluppo sostenibile e viene ribattezzato Cipess, Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile. La modifica, che decorrerà dal 1° gennaio 2021, è volta a rafforzare il coordinamento delle politiche pubbliche in vista del perseguimento degli obiettivi in materia di sviluppo sostenibile adottati dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Green corner in negozi e supermercati

Viene previsto un contributo a fondo perduto, in via sperimentale, in favore degli esercenti commerciali per incentivare la vendita di detergenti o prodotti alimentari, sfusi o alla spina, e per l’apertura di nuovi negozi che prevedono esclusivamente la vendita di prodotti sfusi. Il contributo economico sarà pari alla spesa sostenuta e documentata per un importo massimo di 5.000 euro ciascuno, corrisposto secondo l’ordine di presentazione delle domande ammissibili, nel limite complessivo di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021, sino a esaurimento delle risorse ed a condizione che il contenitore offerto dall’esercente sia riutilizzabile e rispetti la normativa vigente in materia di materiali a contatto con alimenti. Ai clienti sarà consentito utilizzare contenitori propri purché riutilizzabili, puliti e idonei per uso alimentare, tuttavia l’esercente potrà rifiutare l’uso di contenitori ove non li ritenga igienicamente non idonei.

Riforestazione delle città metropolitane e sicurezza del suolo

Viene previsto il finanziamento di un programma sperimentale per la riforestazione delle città metropolitane pari a 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021. In primis saranno prese in considerazione le aree che hanno subìto notevoli danni da eventi climatici eccezionali. L’articolo 4 inserisce nel testo unico in materia forestale (D.Lgs. 34/2018), la definizione di “bosco vetusto” e la previsione delle linee guida per l’identificazione delle aree definibili come boschi vetusti. Nello stato di previsione del ministero delle Politiche agricole viene istituito un Fondo per incentivare interventi di messa in sicurezza, manutenzione del suolo e rimboschimento attuati dalle imprese agricole e forestali, con l’obiettivo di favorire la tutela ambientale e paesaggistica e di contrastare il dissesto idrogeologico nelle aree interne e marginali del Paese.

“Programma sperimentale mangiaplastica”

Sono previsti incentivi per i Comuni che installano eco-compattatori per la riduzione dei rifiuti in plastica, attraverso l’istituzione di uno specifico Fondo denominato “Programma sperimentale mangiaplastica”, nello stato di previsione del ministero dell’Ambiente.

Programma #iosonoAmbiente

Finalizzato ad avviare campagne di informazione, formazione e sensibilizzazione sulle questioni ambientali nelle scuole di ogni ordine e grado, viene istituito un fondo denominato “Programma #iosonoAmbiente”, con una dotazione di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022 e finanzierà progetti, iniziative, programmi e campagne, comprese attività di volontariato degli studenti.

Capitale verde d’Italia

L’articolo 4-quater prevede, al fine dell’adesione al programma europeo “Capitale europea verde”, l’istituzione del “Programma Italia Verde”, in base al quale viene assegnato annualmente il titolo di “Capitale verde d’Italia” a una città italiana capoluogo di provincia, a seguito di una procedure di selezione che sarà stabilita con un decreto del ministro dell’Ambiente.

Pubblicità dati ambientali

L’articolo 6 detta disposizioni sulla pubblicità dei dati ambientali. Devono essere pubblicati anche i dati ambientali risultanti da rilevazioni effettuate dai concessionari di servizi pubblici e dai fornitori che svolgono servizi di pubblica utilità. I dati e le informazioni sono acquisiti con modalità telematica dall’Ispra, che provvede ad acquisire e sistematizzare, in formato aperto e accessibile, ogni ulteriore dato ambientale e a renderlo pubblico attraverso una sezione dedicata e fruibile dal sito internet istituzionale denominata “Informambiente”, anche nell’ambito della sezione “Amministrazione trasparente”, sulla base di una specifica convenzione tra l’Ispra ed il ministero dell’Ambiente.

Discariche abusive e acque reflue

Viene disciplinata la figura e le attività dei Commissari unici per la realizzazione degli interventi in materia di discariche abusive e di acque reflue attuativi di procedure di infrazione europea. L’articolo 5 disciplina anche il compenso economico del Commissario unico e del personale della struttura di supporto, la procedura di nomina del Commissario unico e la composizione della struttura di supporto.

Rifiuti Campania

Viene posticipato di tre anni il termine (che sarebbe scaduto il 31 dicembre 2019) per lo svolgimento dell’attività della Unità tecnica amministrativa che opera presso la presidenza del Consiglio dei ministri per i rifiuti in Campania. Obiettivo dell’articolo 5-bis è consentire il completamento delle attività amministrative, contabili e legali conseguenti alle pregresse gestioni commissariali e di amministrazione straordinaria nella gestione dei rifiuti nella regione Campania.

Sospensione di imposte

L’articolo 8 prevede il differimento dal 15 ottobre 2019 (data di entrata in vigore del decreto clima) al 15 gennaio 2020 del termine per il pagamento dei tributi non versati per effetto delle sospensioni disposte, nel tempo, in seguito agli eventi sismici a far data dal 24 agosto 2016 e del termine per l’effettuazione degli adempimenti e dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, sospesi in seguito agli eventi sismici.

“Buono mobilità”

Sarà istituito presso il Ministero dell’ambiente un fondo per il finanziamento del cosiddetto “buono mobilità”, si tratta di un incentivo pari a 1.500 euro per le autovetture e a 500 euro per i motocicli, rottamati entro il 31 dicembre 2021, purché si tratti di autovetture omologate fino alla classe Euro 3 o motocicli omologati fino alla classe euro 2 ed euro 3 a due tempi. Il buono potrà essere utilizzato per l’acquisto, anche a favore di persone conviventi, di abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale, o per l’utilizzo dei servizi di mobilità condivisa a uso individuale, nonché di biciclette anche a pedalata assistita, entro i successivi tre anni[4].  A beneficiare del “buono mobilità” saranno esclusivamente i residenti nelle aree sottoposte a procedure di infrazione Ue per il superamento delle soglie di inquinamento (Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Sicilia, Toscana, Veneto).

Zona economica ambientale

Al fine di potenziare il contributo delle aree naturalistiche a livello nazionale per il contenimento delle emissioni climalteranti ed assicurare il rispetto dei limiti previsti dalla direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria, e favorire, in tali aree, investimenti orientati al contrasto ai cambiamenti climatici, all’efficientamento energetico, all’economia circolare, alla protezione della biodiversità e alla coesione sociale e territoriale e di supporto alla cittadinanza attiva di coloro che vi risiedono, viene istituito nel territorio di ciascun parco nazionale la Zona economica ambientale (Zea). In queste zone sono previste forme di sostegno a imprese nuove o esistenti impegnate in programmi o investimenti compatibili con l’ambiente e che rispettano determinati requisiti.

L’approvazione del “decreto clima” ha inaugurato, secondo il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, il Green New Deal italiano, rifacendosi alle parole usate da Ursula von der Leyenper per definire i recenti obiettivi posti dalla nuova Commissione Europea, ovvero ridurre a zero le emissioni inquinanti nette prodotte dall’UE entro il 2050.


Note

[1] cfr. ilsole24ore.com, L’abc del decreto clima, dai green corner agli incentivi “mangiaplastica” https://www.ilsole24ore.com/art/l-abc-decreto-clima-green-corner-incentivi-mangiaplastica-ACdUPW4;

[2] cfr. eur-lex.europa.eu, Direttiva 2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008 , relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=CELEX%3A32008L0050

[3] cfr. isprambiente.gov.it, VII rapporto sulla qualità dell’aria dell’ambiente urbano – Focus sulla qualità dell’aria, http://www.isprambiente.gov.it/files/aree-urbane/presentazione-focus.pdf

[4] cfr. gazzetta.it, Decreto clima: arriva il bonus rottamazione e gli scuolabus green, https://www.gazzetta.it/motori/la-mia-auto/09-12-2019/dl-clima-bonus-rottamazione-legge-bilancio-3501753812436.shtml


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