Defender Europe 2020 : l’esercitazione statunitense in Europa che fa discutere

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Negli ultimi giorni ha trovato ampio risalto sui social e su alcune testate giornalistiche una teoria complottista riguardante un’esercitazione militare statunitense in Europa: l’esercitazione Defender Europe 20. Quest’esercitazione, che prevede l’arrivo di migliaia di soldati statunitensi nel Vecchio Continente, in concomitanza con la diffusione del coronavirus Covid-19, ha scatenato l’immaginazione di tutti: invasione statunitense dell’Europa; diffusione da parte di Washington del virus; alleanza franco-statunitense per colpire la Cina e l’Italia, colpevole di aver siglato lo scorso anno il  memorandum d’intesa con il gigante asiatico, e altre farlocche teorie. E’ davvero così? Cos’è davvero Defender Europe 20?


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Prima di approfondire il tema, bisogna innanzitutto affermare con certezza che l’esercitazione Defender Europe 20 non è altro che una semplice esercitazione militare multinazionale, a guida statunitense, di quelle che se ne vedono ogni anno in Europa e a cui partecipano congiuntamente numerose forze armate, soprattutto se tali esercitazioni si svolgono in ambito NATO.

Non c’è alcuna invasione statunitense dell’Europa, non c’è nessun soldato statunitense vaccinato per il Covid-19 e nessuna invasione della Russia: si tratta dei soliti war games  compiuti da tutti gli schieramenti (comprese Russia e Cina) per mostrare i muscoli all’altro e disincentivare qualsiasi iniziativa militare della controparte. Ma andiamo ad analizzare cos’è Defender Europe 20.

Il più grande dispiegamento statunitense in Europa degli ultimi 25 anni

L’esercitazione ha avuto inizio lo scorso 21 febbraio nella città di Bremerhaven, nel nord della Germania: qui è avvenuto il primo sbarco di soldati ed equipaggiamento statunitense direttamente dagli USA: 2,400 pezzi di equipaggiamento, inclusi carri, altri veicoli cingolati e oltre 1.200 tra motorizzate e rimorchi, insieme ad un team di soldati della U.S. Army’s 2nd Brigade Combat Team, 3rd Infantry Division da Savannah, Georgia[1]. Ma cos’è davvero Defender Europe 20?

Defender Europe 20 sarà il più grande dispiegamento di soldati statunitensi in Europa degli ultimi 25 anni. L’obiettivo di tale esercitazione è di testare la mobilità delle forze armate statunitensi dagli Stati Uniti all’Europa: in parole povere, si collauderà la capacità della difesa statunitense di inviare in breve tempo migliaia di uomini e mezzi in Europa (in questo caso si parla di divisioni), spostarli attraverso varie aree del Vecchio Continente sfruttando le linee di trasporto tracciate dai comandi militari e svolgere esercitazioni congiunte con le forze armate europee per testare il coordinamento tra gli uomini, i comandi etc.
L’importanza dell’esercitazione passa innanzitutto attraverso i numeri: l’esercitazione prevede il dispiegamento di 20 mila militari statunitensi, di cui 6 mila dall’Army National Guard provenienti da 15 Stati degli USA e 900 riservisti; 20 mila pezzi di equipaggiamento provenienti dagli Stati Uniti; 13 mila pezzi di equipaggiamento da 4 depositi militari statunitensi presenti in Europa; 9 mila unità di personale USA presente in Europa; 4 mila chilometri di percorso dei convogli militari. Ad essi si aggiungono circa 8 mila unità provenienti dai paesi NATO e partner coinvolti, per un totale di circa 37 mila unità.
L’Italia, come annunciato dal Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, non prenderà parte all’esercitazione quanto le forze armate italiane sono impegnate nell’emergenza coronavirus[2]. All’esercitazione Defender Europe 20 si collegano altre cinque esercitazioni: Allied Spirit XI; Dynamic Front 20; Joint Warfighting Assessment 20; Saber Strike 20; Swift Response 20 e Trojan Footprint[3].

La prima fase dell’esercitazione comprende lo spostamento via mare di militari, nonché il trasporto di mezzi ed equipaggiamenti, dagli Stati Uniti all’Europa, attraverso i porti di Belgio, Germania, Polonia e Paesi Bassi. Una volta arrivati in Europa, le forze statunitensi si ricongiungeranno con i militari già presenti in Europa, equipaggiandosi con i materiali e i mezzi trasportati, nonché quelli già presenti nei depositi militari in Europa. Successivamente, i militari si sposteranno verso la Polonia e i paesi baltici per svolgere le esercitazioni militari congiunte sopraindicate. Al termine di queste esercitazioni, l’ultima fase di Defender Europe 20 sarà il ridispiegamento delle truppe e dei mezzi statunitensi in patria.

La logistica è quindi la questione di principale importanza che l’esercitazione affronta: la logistica è infatti uno degli aspetti più importanti della materia bellica, e gli Stati Uniti lo sanno bene. Le capacità di Washington di far arrivare uomini, mezzi e rifornimenti ovunque oltre il proprio territorio continentale, ha permesso agli Stati Uniti di affrontare e vincere due guerre mondiali.

Coordinamento e deterrenza per la NATO

Qual è l’obiettivo di Defender Europe 20? Una spiegazione arriva dal Generale Tod. D. Wolters, Comandante Supremo delle Forze Alleate in Europa (SACEUR). La deterrenza che tale esercitazione comporta nasce già dalla pianificazione della stessa, insegnando alle forze armate coinvolte come muoversi in un’operazione, come quella simulata nell’esercitazione, di dimensioni enormi.
L’obiettivo è infatti dimostrare l’abilità degli Stati Uniti di spostare una forza delle dimensioni di una divisione in Europa in breve tempo, e delle forze alleate di appoggiare e favorire la velocità del dispiegamento[4]. Secondo il Generale Christopher Cavoli, Comandante delle forze armate statunitensi in Europa, l’esercitazione permette di rinforzare la NATO e consolidare la difesa collettiva dell’Alleanza[5].

Non è un’invasione della Russia o dell’Europa

La NATO è infatti l’organizzazione politico-militare costituita in seno all’Alleanza Atlantica, il quale nasce principalmente come patto difensivo, e che vede la partecipazione di numerosi Stati europei, compresa l’Italia. Tali esercitazioni, infatti, hanno una natura difensiva che sì, invia un messaggio di deterrenza verso possibili avversari, ma soprattutto servono a compattare e unire il blocco euro-atlantico, in particolare dopo i recenti scossoni che l’Alleanza ha subito da più parti. Anche Russia e Cina organizzano continuamente esercitazioni sul proprio territorio, con numeri talvolta immensamente superiori a quelli di Defender Europe 20[6].

Non si tratta ovviamente di un’invasione dell’Europa degli Stati Uniti. Nonostante qualche disguido recente, Stati Uniti e paesi europei sono alleati, attraverso la NATO, da più di 70 anni, la più duratura alleanza della storia. Inoltre, in Europa sono già presenti migliaia di militari statunitensi: si contano oltre 63 mila unità, di cui 12.486 in Italia[7].

 

Quali messaggi lancia Defender Europe 20

Innanzitutto, Defender Europe 20 ci mostra come gli Stati Uniti non stiano abbandonando l’Europa, anzi. Nonostante si sia parlato spesso della virata verso l’Indo-Pacifico, la realtà mostra come durante l’Amministrazione Trump siano aumentate le truppe presenti in Europa, nonché i fondi al Comando statunitense in Europa (EUCOM). Un’esercitazione come Defender Europe 20 nasce infatti da questa volontà politica e, come affermato dallo stesso Wolters, solo pochi anni fa risultava improponibile[8]. Inoltre, checché se ne dica sulla fine della NATO come noi la conosciamo, come apostrofato da Macron con la sua celebre “morte cerebrale” dell’Alleanza[9], i paesi europei vogliono e hanno necessità che gli Stati Uniti siano presenti in Europa. Lo stesso Macron ha dovuto rapidamente ritrattare la sua dichiarazione[10] dopo le proteste di altri leader europei, come Angela Merkel[11].

Un altro messaggio è rivolto alla Russia: se infatti l’obiettivo principale dell’esercitazione, oltre che a livello operativo, è compattare maggiormente gli alleati, l’altro è quello di generare deterrenza nei confronti degli avversari degli Stati Uniti, in particolare in Europa. Pur se indirettamente, il messaggio è diretto a Mosca. Il motivo è piuttosto chiaro e banale: appena l’Ucraina ha cominciato a sottrarsi dalla sfera d’influenza russa, cercando un avvicinamento con l’Europa occidentale, la Russia ha generato la guerra nel paese, requisendo la Crimea e sostenendo delle milizie filo-russe nelle regioni orientali del Donbass e Lugansk.

 

Smettiamola di credere alle teorie, informiamoci 

Le teorie strampalate non sono altro che fake news. Pare inoltre che a dare il là alla campagna di disinformazione sia stata un’azione orchestrata proprio dalla Russia, con l’ausilio di vari individui in Europa, per screditare l’esercitazione[12]. Per quanto riguarda il coronavirus, ovviamente i soldati statunitensi non ne sono immuni: l’11 marzo, l’EUCOM ha annunciato una riduzione del personale statunitense inviato per l’esercitazione Defender Europe 20, visto l’aumento dei contagi in Europa, nonché una modifica all’itinerario dell’esercitazione[13]. Alcune attività delle forze armate statunitensi in Europa, slegate dall’esercitazione Defender Europe 20, sono state sospese, come l’esercitazione Cold Response in collaborazione con le forze armate norvegesi[14]. C’è quindi la consapevolezza che la diffusione del coronavirus possa bloccare anche le esercitazioni.


Note

[1] Supreme Headquarter Allied Europe, United States Army Vehicles arrive in Europe for Defender-Europe 20, https://shape.nato.int/news-archive/2020/united-states-army-vehicles-arrive-in-europe-for-the-defendereurope-20-exercise

[2] Ministero della Difesa, Guerini: Le nostre Forze Armate, in campo per l’emergenza sanitaria, non parteciperanno all’esercitazione “Defender 2020”, http://www.difesa.it/Il_Ministro/Comunicati/Pagine/Guerini-Le-nostre-Forze-Armate,-in-campo-per-l’emergenza-sanitaria,-non-parteciperanno-all’esercitazione-Defender-2020.aspx

[3]     https://www.eur.army.mil/Portals/19/documents/DEFENDEREurope/DEFENDEREuropeTrifold200130.pdf

[4] SHAPE, Exercise Defender-Europe 20 underway, https://shape.nato.int/news-archive/2020/exercise-defendereurope-20-underway

[5] SHAPE, United States Army vehicles arrive in Europe for Defender-Europe 20, https://shape.nato.int/news-archive/2020/united-states-army-vehicles-arrive-in-europe-for-the-defendereurope-20-exercise

[6] E. Rossi, La Russia si prepara alla più grande esercitazione della storia, Vostok-18, Formiche, https://formiche.net/2018/08/la-russia-si-prepara-alla-piu-grande-esercitazione-della-storia-vostok-18/

[7] Defense Manpower Data Center, Number of Military and DoD Appropriated Fund (APF) Civilian Personnel Permanently Assigned By Duty Location and Service/Component (as of December 31, 2019), https://www.dmdc.osd.mil/appj/dwp/rest/download?fileName=DMDC_Website_Location_Report_1912.xlsx&groupName=milRegionCountry

[8] U.S. Senate, Committee on Armed Services, https://www.armed-services.senate.gov/imo/media/doc/20-05_02-25-2020.pdf

[9]     R. Sorrentino, «Nato in stato di morte cerebrale»: le ambizioni di Macron per Francia e Ue, Il Sole 24 Ore, https://www.ilsole24ore.com/art/nato-stato-morte-cerebrale-ambizioni-macron-francia-e-ue-ACDUwQx

[10] Euronews, Parigi: Macron chiarisce con Stoltenberg circa la “NATO in morte cerebrale”, https://it.euronews.com/2019/11/28/parigi-macron-chiarisce-con-stoltenberg-circa-la-nato-in-morte-cerebrale

[11] Euronews, Nato, Pompeo risponde a Macron: “Servono cambiamenti o diventerà obsoleta”, https://it.euronews.com/2019/11/08/nato-pompeo-risponde-a-macron-servono-cambiamenti-o-diventera-obsoleta

[12] G. Carrer, S. Pioppi, La disinformazione russa sulla missione Defender? Ecco come ha funzionato, Formiche, https://formiche.net/2020/03/defender-europe-nato-coronavirus-disinformazione/

[13] EUCOM, Exercise Defender-Europe 20 Update, https://www.eucom.mil/news-room/pressrelease/41087/exercise-defender-europe-20-update

[14] Norwegian Armed Forces, The Norwegian Armed Forces end exercise Cold Response, https://forsvaret.no/en/newsroom/cold-response-status


Foto copertina: SputnikNews


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Francesco Generoso

Studente di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale". Responsabile della Sezione Esteri del blog "The American Post", nutre un grande interesse per la politica internazionale, la diplomazia e la difesa, in particolare quelle statunitensi.

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