Il ritratto biografico e politico di Giorgia Meloni.


Con ogni probabilità, l’Italia vedrà, per la prima volta nella sua storia, una donna guidare l’Esecutivo: Giorgia Meloni, infatti, nel corso del mese, dovrebbe ricevere dal Presidente della Repubblica l’incarico di formare il nuovo Governo che guiderà la Nazione in un momento tanto complesso della sua esistenza.

Il ritratto

Giorgia Meloni nasce a Roma nel 1977. Sorella minore di Arianna, cresce con sua madre-che lei descrive come “donna volitiva, colta, che dietro la corazza per affrontare la vita nasconde un’anima fragile”[1] -e con i nonni: “Devo tutto a mia madre” è, infatti, l’incipit della sua autobiografia[2].
Il padre lascia la famiglia quando Meloni aveva circa due anni, per trasferirsi a La Gomera, una delle isole più piccole delle Canarie; vicenda che, come lei stessa racconta, la segnerà profondamente e le cucirà addosso quello “sguardo sfrontato e ingrugnito”[3], che confessa di avere avuto sin dai tempi dell’asilo. Lo vedevano per qualche settimana tutte le estati, lei e la sorella, fintanto che, all’età di undici anni, scelse di non vederlo più: “è stata una mia scelta, ma c’è da dire che lui non sembra essersene fatto un cruccio più di tanto”[4], commenterà.

Altro momento cruciale della sua esistenza, Giorgia Meloni lo fa coincidere con l’incidente provocato insieme alla sorella da bambine: avevano “costruito una specie di capanna”[5] nella loro stanza, per illuminare la quale vi collocarono al centro una candela, che lasciarono accesa, dimenticandosene per qualche ora: “in poco tempo l’incendio si è preso tutto l’appartamento”[6]. È in quel momento che si trasferisce con la famiglia alla Garbatella, quartiere cui resterà legata per sempre.

La militanza

La sezione del Fronte della Gioventù si trovava esattamente dietro l’angolo di casa e, a quindici anni e mezzo, una Giorgia adolescente andò a bussare a quel portone blindato di via Guendalina Borghese numero 8. Giorgia Meloni racconterà che è stato l’attentato di via D’Amelio a Paolo Borsellino ad ispirarle la volontà di non sentirsi più impotente e di non restare più a guardare.
“Capii che, in quell’ambiente, ciascuno era responsabile degli altri, tutti si occupavano di tutti. Tutti erano la famiglia di tutti”, scrive.
Nel 2004 la Meloni compie un altro importante salto: viene eletta presidente di Azione Giovani, battendo per un pugno di voti Carlo Fidanza, attuale capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo.
Appena due anni più tardi, Gianfranco Fini la vorrà vicepresidente della Camera, dopo aver voluto fortemente la sua candidatura nelle liste di Alleanza Nazionale.
Alle elezioni politiche del 2008, Alleanza Nazionale confluirà nel Popolo delle libertà, a sostegno della candidatura di Silvio Berlusconi a Presidente del Consiglio: il PdL riscuote il 38% dei voti e Giorgia Meloni viene rieletta a Montecitorio. È la Legislatura nella quale viene indicata come Ministro della Gioventù, ruolo che ricoprirà fino alle dimissioni di Berlusconi, nel 2011.
Seguirà il governo tecnico di Mario Monti: “Dissi a Berlusconi, con chiarezza, che il Popolo della libertà non avrebbe dovuto assolutamente dare appoggio al governo Monti (…) agli emissari delle consorterie europee che avevano manovrato contro la nostra democrazia”[7], racconterà. L’appoggio al neonato governo tecnico, però, il PdL lo assicurò e, ad inizio dicembre 2012, Berlusconi annullò inaspettatamente le primarie per il nuovo segretario del partito, alle quali Giorgia Meloni era candidata, sfidando Angelino Alfano.
La convinzione di uscire dal PdL per fondare un nuovo partito politico si impose definitivamente e dopo qualche mese, insieme a Guido Crosetto ed Ignazio La Russa presenteranno il nome del nuovo soggetto politico: Fratelli d’Italia.
Il resto è (già) storia.


Note

[1] G. Meloni, “Io sono Giorgia. Le mie radici, le mie idee”, Rizzoli, 2021, p.13
[2] G. Meloni, “Io sono Giorgia. Le mie radici, le mie idee”, Rizzoli, 2021, p.13
[3] G. Meloni, “Io sono Giorgia. Le mie radici, le mie idee”, Rizzoli, 2021, p.22
[4] G. Meloni, “Io sono Giorgia. Le mie radici, le mie idee”, Rizzoli, 2021, p.29
[5] G. Meloni, “Io sono Giorgia. Le mie radici, le mie idee”, Rizzoli, 2021, p. 18
[6] G. Meloni, “Io sono Giorgia. Le mie radici, le mie idee”, Rizzoli, 2021, p. 19
[7] G. Meloni, “Io sono Giorgia. Le mie radici, le mie idee”, Rizzoli, 2021, p. 168


Foto copertina: Giorgia Meloni