Il Movimento 5 Stelle è una delle più interessanti incognite che si pongono in questo esecutivo: combattuto tra cambiamento e conservazione degli ideali che l’hanno reso il partito preferito dagli italiani nel 2018 alle urne. Come si evolverà il tutto?


 

L’ultimo mese ha visto in Italia un cambio di equilibri politici in un momento storicamente difficile: il Governo Conte è finito ed è da poco iniziato il Governo Draghi. Si parla di “alti profili” e di cambiamenti politici radicali, oltre che di un esecutivo che dovrà fronteggiare la pandemia da COVID19. Alcuni dei cambiamenti più significativi potrebbero sentirsi nei 5 stelle. Abbiamo deciso di parlare del nuovo governo e del futuro del Movimento 5 Stelle con Danilo Della Valle, analista politico ed esperto di geopolitica.

Come si evolverà il Movimento 5 Stelle con l’arrivo di Draghi?

A mio avviso il governo Draghi così formulato può cambiare radicalmente lo scenario politico italiano. Sebbene tutti media si siano concentrati solo sul trambusto interno al M5s, causato soprattutto dalle espulsioni e dai voti contrari, molti sono stati i mal di pancia anche nella Lega che però ha una formazione più organizzata ed abituata a digerire bocconi amari. Credo che da questa situazione oltre al vantaggio acquisito da Meloni e da Fdi, che comunque gravitano nell’orbita del centro-destra che in parte appoggia Draghi, porterà ad una perdita di partecipazione popolare alla vita politica (dovuta anche al post pandemia) e ad una bella fetta di popolazione che sarà senza rappresentanza credibile da votare, a meno che non nasca altro che riesca ad intercettarne il malcontento.

Il M5s per ora ha perso diversi portavoce validi, sia al Senato che alla Camera, persone che non sono riusciti a votare sì per un senso di responsabilità verso l’elettorato e verso le battaglie fatte in passato. Oggi il M5s è a un bivio; da forza collocatasi nell’alveo dell’“antisistema” si trova al governo con tutti i suoi nemici e con l’ex Presidente della Bce al comando e questo fa sì che una scelta in chiave futura va fatta. Costruire un Movimento organico al bipolarismo e con una chiara matrice socio-economica “liberale/liberista” o azzerare tutto e ricominciare?

L’alternativa sarebbe imitare la Lega con il partito di “lotta e di governo” ma non so se questo sia nell’indole del M5s. Certo sarebbe da vedere anche il nuovo corso dei fuoriusciti, se sarà in antitesi al M5s o in cooperazione, una specie di costola populista, di lotta, ancorata ai vecchi valori.

Cosa succederà ora con il Governo Draghi?

Credo che il governo Draghi rappresenti la “potenza” della Ue, ma anche della nuova amministrazione Usa. Sono riusciti a far capovolgere il pensiero a tutte le forze politiche. Il Pd è con la Lega, la Lega è diventata “europeista”, Renzi ingoia il M5s e viceversa, Forza Italia idem…

Credo che il M5s già da un anno ha cambiato visione verso l’Europa anche se ha continuato ad avere un atteggiamento molto critico nei confronti di alcuni trattati, in primis Maastricht. Ora però il punto è un altro: che tipo di politica estera intraprenderà il governo Draghi? Sia il Conte 1 che il Conte 2 hanno avuto un approccio multilaterale in politica estera, dal discorso alle camere di Draghi invece mi sembra che si vada verso una “restaurazione”. E così credo anche i rapporti verso la Ue e verso gli Usa saranno molto più “morbidi”.

Quale sarà il ruolo di Conte nei Cinque Stelle?

Credo che Conte abbia fatto un gran lavoro, da tempo l’Italia non aveva un Presidente così ben voluto e con una credibilità internazionale importante. Conte è stata una scelta del M5s, che lo aveva già individuato nel 2018 come possibile ministro. E credo sia giusto che il M5s provi a farlo diventare interno al progetto. Non so sinceramente se Conte però aspiri ad esser organico a un Movimento/ Partito o punti a diventare “leader” di una nuova coalizione progressista.

Di Battista[1] parla di un contro-movimento: è un’ipotesi plausibile?

E’ notizia recente che Di Battista si sia cancellato dal Movimento 5 stelle oltre ad averne preso le distanze dalla scelta di aver aderito al governo Draghi. Ha dichiarato di avere altri progetti, e quindi credo che per ora non abbia in mente niente del genere. Tuttavia credo che al momento sia l’unico nella scena politica italiana che possa catalizzare in una forza politica nuova quell’energia che hanno migliaia di persone che non si trovano rappresentate nella scena politica attuale, quelle dei diritti sociali mancati, dell’antimperialismo, del sovranismo populista progressista e ambientalista… che non è detto debba esser in antitesi con il M5s, anzi.  Lui ha carisma, è bravo a comunicare e soprattutto è rimasto integro e pulito, essendo fuori dal palazzo e non avendo ruoli di governo. A mio avviso una forza del genere con una leadership come quella di Di Battista partirebbe con una base del 7-10%.


Note

[1] Per un approfondimento a riguardo: https://www.ilsole24ore.com/art/di-battista-lascia-m5s-o-e-soltanto-altro-arrivederci-ADaOgUJB