Relazioni Italia-Libano: intervista all’ambasciatrice libanese Mira Daher

Relazioni Italia-Libano: intervista all’ambasciatrice libanese Mira Daher

Nell’intervista ad Opinio Juris, l’ambasciatrice libanese in Italia, Mira Daher, offre una panoramica delle relazioni tra i due paesi e sulle problematiche che sta attualmente affrontando il Libano.


 

Dal luglio 2017, Mira Daher Violides è ufficialmente ambasciatrice plenipotenziaria della Repubblica del Libano presso lo Stato italiano.

Storicamente il Libano e l’Italia sono sempre stati partner eccellenti, soprattutto nel commercio, di ogni genere di beni. L’Italia è il nostro primo partner commerciale dopo la Cina”, è così che esordisce l’ambasciatrice libanese in Italia, Mira Daher.
È vero, non ci sono molte macchie nelle relazioni contemporanee tra Italia e Libano e la cooperazione tra i due paesi è da anni uno scambio fruttuoso per entrambi i paesi.
L’Italia ricopre una posizione di rilievo per il Libano rimanendo tra i primi tre partner commerciali di quest’ultimo, e primo tra i paesi dell’Unione Europea. L’interscambio è stato favorito dell’accordo Euro-mediterraneo d’associazione tra l’Unione e il Libano, stipulato nel 2006. Tale accordo sancisce la “progressiva liberalizzazione degli scambi di beni, di servizi e di capitali”, insieme a permettere una cooperazione più avanzata e strutturata in diversi campi di reciproco interesse.[1]
Nell’ambito dell’export italiano, i prodotti principali sono quelli derivanti dalla raffinazione del petrolio, seguiti da macchinari e apparecchiature e dal settore manifatturiero.
Al contrario, i principali beni importati in Italia sono prodotti chimici, metallurgici e del settore manifatturiero.
Tuttavia, nonostante l’Italia abbia mantenuto la sua posizione per l’anno 2019, il trend del volume di import ed export con il Libano risulta progressivamente negativo: confrontato all’anno precedente, il 2019 ha visto un calo complessivo dell’export del 15% e del 12% rispetto all’import. Secondo i dati della Camera di Commercio italiana infatti, tutti i settori dei beni esportati dall’Italia in Libano hanno subito una diminuzione più o meno negativa in volume rispetto all’anno precedente.
La situazione è quasi analoga per i prodotti importati dal Libano, che registrano un trend positivo solo in pochi settori.[2]
Al riguardo, l’ambasciatrice ha sottolineato l’importanza della connessione tra i due paesi e di come abbia contribuito a svilupparla, sia nell’ambito economico che quello socioculturale.

Cartina del Libano.


Dal suo insediamento a Roma nel 2017, ha “lavorato molto viaggiando personalmente in numerose città italiane promuovendo il Libano e la sua cultura in molte occasioni, attraverso seminari, iniziative e attività che potessero favorire la conoscenza reciproca”.
L’ambasciatrice ha sottolineato il suo impegno in settori come la moda “Ho contribuito alla promozione di sfilate di moda con designer libanesi a Roma” patrocinando, ad esempio, la terza edizione della sfilata “International Couture” ad AltaRoma[3] fashion week; Il cinema: “I film libanesi sono stati proiettati anche nelle sale italiane”, come ad esempio il film Ismaii-Listen del regista franco-libanese Philippe Aractingi premiato proprio dall’ambasciatrice in occasione del Francofilm Festival organizzato dall’Institut français  “Centre Saint-Louis” e che riunisce artisti provenienti da tutti i Paesi membri dell’ Organizzazione Internazionale della Francofonia[4].
Per il futuro S.E. Mira Daher punta alla promozione dell’artigianato e del turismo, rammaricandosi che “Sfortunatamente pochi italiani scelgono il Libano come destinazione di viaggio! Nonostante diversi tipi di turismo che offre il paese: religioso, culturale, gastronomico, medico, per sport invernali e ovviamente le spiagge …e posso continuare all’infinito!”
La cooperazione tra i due paesi conta infatti anche di numerose iniziative umanitarie, culturali e scientifiche. Il coinvolgimento dell’Italia in Libano è trasversale, dalla contribuzione finanziaria per progetti di sviluppo alla presenza nel campo culturale e del restauro.
Di rilievo sono la contribuzione nello sviluppo infrastrutturale, la partecipazione in progetti di sviluppo locale e per la valorizzazione del patrimonio culturale.[5]
Oltre all’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AIRCS), sono numerose le ONG italiane che operano nel settore umanitari e della solidarietà, impegnate in maggioranza nella gestione della crisi dei rifugiati siriani.
Inoltre, dal 2006, è a guida italiana la seconda fase della missione di interposizione UNIFIL, che pattuglia il confine tra Libano e Israele per evitare escalation militari.[6]
L’ambasciatrice sottolinea che “La pace è ciò che il Libano e l’Italia cercano sempre di mantenere” e coglie l’occasione per ringraziare “la partecipazione italiana nella missione in Libano, enfatizzando il loro ruolo nel mantenere la pace non solo in Libano ma nell’intera regione”.
Al momento però, tutte le attenzioni sono concentrate sulla gestione della pandemia, sul rimpatrio dei connazionali e sui vari fattori di crisi che affliggono il Libano contemporaneo: “nel tentativo di controllare i danni dovuti alla diffusione del coronavirus, il governo ha disposto misure rivelatisi efficienti e i cittadini hanno dimostrato un grande senso di responsabilità”.
Le misure preventive adottate in Libano hanno sicuramente prevenuto un contagio massiccio e i dati parlano di circa 700 contagiati meno di cinquanta morti, evitando così la pressione eccessiva sul sistema sanitario del paese.
Tuttavia, grava ancora una crisi economica senza precedenti e un forte malcontento popolare è esploso già da ottobre 2019, con delle proteste antigovernative riaccesesi proprio durante la gestione della pandemia.[7]


Note

[1] L 143/2, Accordo Euromediterraneo UE-Libano, Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, 30.5.2006

[2] Dati ICE/ISTAT https://www.ice.it/it/statistiche/tavolepaesi.aspx?idPaese=604

[3] https://www.affaritaliani.it/mode-talenti/la-moda-del-mediterraneo-sfila-con-il-patrocinio-dell-ambasciata-del-libano-614951.html

[4] https://www.paeseroma.it/2018/04/05/ismaii-listendel-delicato-film-del-regista-franco-libanese-aractingi-premiato-al-francofilm-festival-di-roma/

[5] https://www.aicsbeirut.org/portal/it-IT/home/35/

[6] http://www.difesa.it/OperazioniMilitari/op_intern_corso/UNIFIL/Pagine/default.aspx

[7] https://www.aljazeera.com/news/2020/04/dead-dozens-injured-lebanon-riots-banks-smashed-200428070207291.html


Foto copertina: Il Presidente Sergio Mattarella con S.E.la Signora Mira Daher, nuovo Ambasciatore della Repubblica Libanese, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali. Quirinale


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Roberto Renino

Classe 94, Roberto ha coltivato sin dall’adolescenza interesse per il Mediterraneo meridionale e orientale, dal primo soggiorno in Turchia grazie ad una borsa di studio Intercultura nel 2010. Tale interesse è stato approfondito attraverso la carriera accademica conseguendo la laurea triennale nel 2016 presso l’Università degli Studi di Napoli l’Orientale in Lingue e Culture Orientali e Africane (studiando turco e arabo) e la laurea magistrale nel 2020 presso l’Università degli Studi di Torino in Scienze Internazionali – Middle East and North Africa Politics. Grazie ad una borsa di studio Erasmus+ ed una per ricerca tesi all’estero ha inoltre avuto la possibilità di soggiornare a lungo in Libano, conducendo ricerca sulla gestione dei rifugiati siriani e palestinesi e sugli effetti dello spill-over del conflitto siriano in Libano. Contemporaneamente ha coltivato la sua passione per il giornalismo pubblicando reportage e analisi per diverse agenzie e testate italiane.

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