Il 9 marzo 2022 i sudcoreani andranno alle urne per eleggere il nuovo Presidente. L’ eredità di Moon e le maggiori questioni del dibattito pubblico


Il 9 marzo 2022 i sudcoreani andranno alle urne per eleggere il nuovo Presidente. Un appuntamento di fondamentale importanza per comprendere il posizionamento di Seul all’interno del sistema internazionale per i prossimi 5 anni. I pronostici relativi alle elezioni sono molto incerti e attualmente nessun candidato è riuscito a imporsi sull’altro. I partiti minori stanno ottenendo nei sondaggi circa il 10%, ciò dimostra la forte insoddisfazione dei sudcoreani verso i candidati principali.[1] Questa condizione non si verificava da alcuni anni. Nel 2013 la speranza di avere alla guida del paese per la prima volta una donna ha favorito l’elezione della conservatrice Park Geun-hye, ma l’impeachment[2] che poi l’ha vista protagonista nel 2017 ha condotto gli elettori a un drastico cambio di voto, non difficile da prevedere, favorendo il democratico Moon Jae-in.
La costituzione coreana limita il presidente a un solo mandato; quindi, Moon spera di passare il testimone a Lee Jae-myung, avvocato per i diritti umani e candidato scelto dal Partito Democratico. Il principale concorrente di Lee sarà invece il conservatore Yoon Seok-youl, ex pubblico ministero nominato dal People Power Party, il maggiore partito di opposizione.

Politica interna

Moon Jae-in durante la campagna elettorale del 2017 si è definito un “presidente femminista”, attualmente non c’è connotazione più malvista.[3] Dopo un periodo di lenta conquista da parte delle donne dei loro diritti, la Corea del Sud sta sperimentando un cambiamento nel significato di diseguaglianza di genere. Sono gli uomini, infatti, che si sentono discriminati e con minori opportunità rispetto alle donne.[4] A queste sarebbe riservato un trattamento preferenziale perché non sono soggette alla leva obbligatoria. Gli uomini sudcoreani tra i 18 e i 28 anni devono adempiere almeno un anno e mezzo di servizio militare[5], ciò perché formalmente le due Coree sono ancora in guerra tra loro.[6] Secondo i sudcoreani il loro servizio non è abbastanza riconosciuto dalla società e li pone in una situazione di svantaggio rispetto alle donne, le quali possono entrare nel mondo del lavoro e fare carriera molto prima.[7] È utile sottolineare che la Corea del Sud ha il più alto tasso di divario salariale di genere all’interno dei paesi OCSE e il Global Gender Gap Index la posiziona nella penultima fascia per quanto riguarda la parità di genere.[8] Nonostante ciò, i giovani uomini sono arrabbiati, una rabbia che si fomenta sui social e che vede nel femminismo il peggior nemico, una rabbia che li porta ad unirsi e a rappresentare un blocco di voti molto influente. Nessuno dei due candidati, quindi, ha ben pensato di definirsi “femminista”. Yoon si è schierato con il movimento antifemminista, accusando il Ministero delle Donne e della Famiglia di trattare gli uomini sudcoreani come “potenziali criminali sessuali”. Il candidato democratico Lee ha proposto di modificare il nome dell’ufficio in “Ministero dell’Uguaglianza e della Famiglia” cercando di arginare il problema. I candidati non vogliono perdersi un consistente bacino di voti che potrebbe essere fondamentale per vincere le elezioni, anche a costo di prefigurare un futuro inquietante rispetto l’uguaglianza di genere. Le donne sudcoreane davanti ad una situazione di questo tipo sono fortemente indecise e il 42% di loro non si sente rappresentata da alcun partito.[9]
La disuguaglianza è tra le questioni più pressanti della Corea del Sud, parliamo di una nazione con sempre maggiore incertezza economica e prezzi delle case alle stelle. È dal 2018 che si assiste a questo aumento, in particolare nella zona metropolitana di Seoul. Nel 2020 i prezzi delle case sono aumentati del 20% in tutto il paese e del 25% nella capitale.[10] Una situazione che, come è facilmente intuibile, infrange qualsiasi prospettiva di possedere una casa, limitando soprattutto le generazioni più giovani.
Il problema deriva da un “banale” divario fra domanda e offerta; il numero delle famiglie è cresciuto e sempre più nuclei familiari richiedono alloggi, mentre l’offerta di immobili si contraddistingue per essere di natura anelastica e prima di modificarsi ha bisogno di tempi lunghi.
A ciò si uniscono le misure monetarie espansive attuate dal governo per fronteggiare la pandemia, le quali hanno provocato una riduzione del costo del credito. Nel 2020 i prestiti immobiliari sono aumentati del 17,5%, inasprendo la situazione.[11]
Molte strategie sono state prese dal Presidente Moon per fronteggiare gli alti prezzi delle case: fornitura di alloggi nell’area metropolitana di Seoul, costruzione di nuove città e nuovi piani di trasporto; nessuna di queste però ha risolto il problema.[12] Moon non è riuscito a risolvere la situazione nonostante le sue promesse, gli elettori se ne ricorderanno?

Occhi al nord

Per Seul le relazioni con Pyongyang non sono politica estera. Lo dimostra il fatto che la Costituzione della Repubblica di Corea riconosce come cittadini sudcoreani anche gli abitanti della Corea del Nord[13] o l’esistenza del Ministero dell’Unificazione, che si occupa delle relazioni tra le due Coree e di come riunirle.
La presidenza Moon ha cercato di intensificare le relazioni inter-coreane dando un nuovo slancio alla “sunshine policy”.[14] Uno dei momenti chiave è senza dubbio l’Accordo militare globale inter-coreano del 2018, il quale aveva come obiettivo la riduzione dei rischi di escalation lungo la linea di demarcazione che divide le due Coree, per creare una zona di pace.[15]
Gli sforzi di Moon rischiano però di risultare inutili; infatti, la Corea del Nord dall’inizio del 2022 ha effettuato ben 8 test missilistici, inabissatisi nelle acque coreane e giapponesi.[16] Il comportamento nordcoreano non solo destabilizza la campagna elettorale, ma anche la linea più aperta dei democratici verso il vicino. Lee sostiene l’approccio del suo predecessore, proponendo un avvicinamento “pragmatico” alla Corea del Nord basato sulla cooperazione economica inter-coreana: favorire una collaborazione in cambio di una rinuncia al programma nucleare. Ciò includerebbe anche l’uso delle clausole di “snapback[17], ovvero il reinserimento di sanzioni alla Corea del Nord in caso questa non rispettasse gli accordi di denuclearizzazione. [18] I recenti test missilistici hanno reso più intransigente la posizione dei conservatori. Dopo il settimo lancio nordcoreano, Yoon ha scritto sul suo profilo Facebook: “più THAAD” (Terminal High-Altitude Area Defense).[19] Una risposta forte, ma allo stesso tempo poco strutturata; il THAAD è un sistema di difesa missilistico statunitense[20] schierato da Park Geun-hye nel 2016.[21] Yoon crede di poter contrastare le minacce nordcoreane e favorire la denuclearizzazione attraverso la deterrenza estesa degli USA, opponendosi all’approccio portato avanti da Moon durante il suo mandato.[22]

Fuori dalla penisola

Per quanto riguarda la politica estera i due candidati si sono concentrati molto sulle relazioni da mantenere con Cina e USA, fino allo scoppio della guerra in Ucraina. Moon durante la sua presidenza ha dovuto imparare a destreggiarsi tra Pechino e Washington, sviluppando l’approccio dell’“ambiguità strategica”,[23] ovvero rimanere ambivalente, cercando di non schierarsi.
Lee ha affermato di ereditare la politica estera di Moon, ritenendo importante per Seul mantenere buoni rapporti sia con gli USA, in quanto alleati tradizionali, che con la Cina in quanto principale partner commerciale e uno dei pochi paesi a intrattenere rapporti con la Corea del Nord. [24] Al contrario Yoon preferisce un rafforzamento dell’alleanza con Washington senza nascondere la sua indole anticinese, ma rimanendo ben consapevole della rilevanza economica di Pechino.[25]
Poi è scoppiata la guerra tra Russia e Ucraina, divenendo oggetto della campagna elettorale; sulla posizione della Corea del Sud ne ho discusso qui.
I candidati si sono esposti e hanno commentato la situazione ucraina, secondo Yoon il conflitto potrebbe rendere più aggressiva la Corea del Nord e ha “rimproverato” Kyiv di essere poco armata per affrontare Mosca.[26] Mentre Lee, ospite durante un programma tv, ha detto: “Un politico alle prime armi che ha solo sei mesi di esperienza politica è diventato il leader del paese e ha causato attriti provocando la Russia con una frettolosa promessa di ammissione dell’Ucraina alla Nato. Questo è un esempio di fallimento diplomatico”.[27]
I due candidati si sono trovati d’accordo sulla questione Ucraina con posizioni definibili con il classico “forse se la sono un po’ cercata”. La campagna elettorale è combattuta. La maggioranza degli elettori propende per una nuova forza al potere, ma Yoon non è riuscito a convincerli, così come Lee non ha fatto breccia nei cuori dei sudcoreani riconfermando nei sondaggi il Partito Democratico per un secondo mandato.[28]


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Note

[1] {Council Foreign relations, “South Korea’s Presidential Election: What to Know”, marzo 2022}.
[2] Impeachment in riferimento al caso “Choi-gate”.
[3] {Nikkei Asia, “South Korean presidential hopefuls push anti-feminist agenda”, novembre 2021}.
[4] {The New York Times, “The New Political Cry in South Korea: ‘Out With Man Haters’”, gennaio 2022}.
[5] {Giulia Pompili, “Sotto lo stesso cielo”, Mondadori, giugno 2021.}
[6] La Guerra di Corea è infatti terminata con un armistizio il 27 luglio 1953 e non sono stati firmati trattati di pace.
[7] {“South Korean presidential hopefuls push anti-feminist agenda”, op. cit.}
[8] {Joni Seager, “L’atlante delle donne”, 2020 add editore.}

[9] {“South Korean presidential hopefuls push anti-feminist agenda”, op. cit.}
[10] {The Korea Times, “What ails Korea’s housing market?”, ottobre 2021}.

[11] Ibidem.
[12] {Reuters, “Ahead of election, South Korea’s long-frenzied housing market shows signs of cooling”, gennaio 2022}.
[13]{European University Institute, “REPORT ON CITIZENSHIP LAW: THE REPUBLIC OF KOREA”, marzo 2019}.
[14] Politica che mira ad ottenere una distensione dei rapporti tra le due Coree; il primo a portare avanti tale strategia fu Kim Dae Jung nel 1998.
[15] {BRUSSELS SCHOOL OF GOVERNANCE CENTRE FOR SECURITY, DIPLOMACY AND STRATEGY, “South Korea’s Foreign Policy after the March 2022 Election: Between Washington, Beijing, Tokyo, and Pyongyang”, dicembre 2021}.
[16] {VOA, “North Korea Fires up 8th Weapons Test of the Year”, febbraio 2022}.
[17] Il termine “snapback” in inglese significa un cambio di direzione improvviso.
[18] {The Korea Times, “Presidential candidates show sharp contrast in foreign policy direction”, dicembre 2021}.
[19] {Hankyoreh, “Yoon’s call for additional THAAD to protect Seoul stirs controversy over practicality”, febbraio 2022}.
[20] Un sistema di difesa missilistico con l’obiettivo di intercettare i missili nordcoreani diretti verso la Corea del Sud.
[21] {The Diplomat, “Anti-China Sentiment and South Korea’s Presidential Race”, settembre 2021}.
[22] {“Presidential candidates show sharp contrast in foreign policy direction”, op. cit.}
[23] {“Anti-China Sentiment and South Korea’s Presidential Race”, op. cit}.
[24] {“South Korea’s Foreign Policy after the March 2022 Election: Between Washington, Beijing, Tokyo, and Pyongyang”, op. cit.}
[25] Ibidem.
[26] {Giulia Pompili, “Ucraina, la Cina è arrabbiata ma che fa?”, Katane}.

[27] Cfr. Ibidem
[28]  The Economist, “Both main candidates for the South Korean presidency are reviled”, gennaio 2022}.


Foto copertina: Una donna passa davanti ai manifesti dei candidati per le imminenti elezioni presidenziali del 9 marzo a Seoul, in Corea del Sud, il 7 marzo 2022 | REUTERS