La presenza Nato in Italia

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La NATO rappresenta uno dei cardini della politica estera e di sicurezza della Repubblica Italiana. Nata nel 1949 con la firma del Trattato di Washington, l’Alleanza Atlantica è riuscita a sopravvivere per oltre 70 anni, superando la Guerra Fredda e la guerra al terrorismo dei primi anni 2000, adattandosi e trasformandosi in base alle contingenze. L’Italia, uno dei paesi fondatori dell’Alleanza, è sempre stata una dei membri più attivi nelle operazioni NATO, garantendo un apporto professionale e tecnico di alto livello. Proprio per questo sin dall’inizio, anche per la sua posizione strategica in mezzo al Mediterraneo, il nostro paese ha visto un’importante presenza di basi e istituzioni legate alla NATO[1]


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In Italia hanno sede numerosi Comandi ed enti che fanno parte, in diversa misura, della NATO. In linea generale, i Comandi e gli enti presenti sul nostro paese riguardano tre ambiti specifici dell’organizzazione dell’Alleanza Atlantica: la NATO Command Sttructure (NCS), costituita dai comandi multinazionali distribuiti su tutto il territorio dell’Alleanza. In Italia è presente l’Allied Joint Force Command – Naples, creato nel 2004 dopo il cambio di denominazione del preesistente comando, l’Allied Force Southern Europe, costituito a sua volta nel 1951, sempre a Napoli. Vi è poi la NATO Force Structure (NFS), composta da un variegato numero di Forze e Comandi nazionali e multinazionali messi a disposizione dai membri per missioni e attività dell’Alleanza. Le Memorandum of Understanding (MoU) Organizations sono invece gli enti messi a disposizione dell’Alleanza, nel quale una nazione fa da paese ospitante dell’organizzazione e altri contribuiscono al suo finanziamento e mantenimento. Tra questi enti, figurano i 25 Centri di Eccellenza della NATO, che impegnano esperti di diversi settori nell’elaborazione di ricerche e lavori in vari campi d’interesse per l’Alleanza. In Italia hanno sede 3 di questi Centri[2].

 

Allied Joint Force Command Naples

 

L’Allied Joint Force Command – Naples (JFC Naples), con sede in Lago Patria, frazione del comune di Giugliano in Campania, parte della città metropolitana di Napoli, è uno dei due comandi operativi della NATO, insieme all’Allied Joint Force Command – Brunssum (JFC Brunssum), sottoposti al comando strategico dell’Allied Command Operations (ACO), con sede presso il Supreme Headquarters Allied Powers Europe (SHAPE) e guidato dal Comandante di SHAPE, il Supreme Allied Commander Europe (SACEUR). Il JFC Naples si occupa di pianificare e condurre operazioni militari all’interno della SACEUR’s Area of Responsibility (AOR)[3]e oltre, nonché di contribuire alla gestione di crisi e alle attività di deterrenza, assicurando la rapidità di Comandi e Forze designate per supportare e condurre operazioni. Inoltre, il JFC Naples contribuisce allo sviluppo, svolgimento e valutazione di esercitazioni per addestrare Forze e Comandi di paesi membri e partner. Il JFC Naples offre un importante contributo alla sicurezza dell’area euro-atlantica nell’ambito del Partnership for Peace[4] del Mediterranean Dalogue[5] e altre iniziative nel campo delle consultazioni e delle relazioni con paesi non membri. Infine, il JFC Naples collabora con l’Allied Command Transformation (ACT),[6] in particolare per fornire disposizioni efficaci per Comandi, Forze e capacità[7]. L’attuale Comandante del JFC Naples è l’Ammiraglio James G. Foggo, Comandante della United States Naval Forces Europe – Naval Forces Africa (NAVEUR-NAVAF), già Comandante della United States Sixth Fleet[8].

Originariamente, l’Allied Force Southern Europe (AFSOUTH), situato presso Bagnoli, quartiere dell’area occidentale di Napoli, era uno dei due maggiori comandi NATO nell’area mediterranea, insieme all’Allied Forces Mediterranean (AFMED), basato a Malta, che si occupava delle operazioni navali nella regione. Quest’ultimo, dopo il ritiro della Francia dalla struttura di comando militare[9] e lo smantellamento della britannica Mediterranean Fleet,[10] nel giugno del 1967 venne inglobato all’interno dell’AFSOUTH, con il trasferimento di tutte le forze al comando di Napoli. Il Comandante in capo dell’AFSOUTH prima e del JFC Naples poi, è solitamente un Ammiraglio della U.S. Navy, che ricopre inoltre il titolo di Commander-in-Chief United States Naval Forces Europe[11]. Dal 1967 in poi, l’AFSOUTH non ha subito particolari cambiamenti fino al cambio di denominazione nel 2004. Sotto l’AFSOUTH vi erano 5 Principal Subordinate Commands (PSCs), divenuti 6 dopo l’ingresso nella struttura di comando della Grecia: l’Allied Land Forces Southern Europe (LANDSOUTH) di Verona; l’Allied Land Forces South Central Europe (LANDSOUTHCENT) a Larissa, in Grecia; l’Allied Land Forces South Eastern Europe (LANDSOUTHEAST) a Izmir, in Turchia; l’Allied Air Forces Southern Europe (AIRSOUTH): a Napoli, guidato da un ufficiale dell’aeronautica statunitense, il ComAirSouth; l’Allied Naval Forces Southern Europe (NAVSOUTH) e il Naval Striking and Support Forces Southern Europe (STRIKFORSOUTH), sempre a Napoli[12]. Ad un livello inferiore, vi erano altri comandi più piccoli, come il Maritime Air Forces, Mediterranean a Sigonella, in Sicilia, responsabile del coordinamento aereo per le attività antisommergibile nel Mediterraneo[13].

Dal 1992 l’AFSOUTH è stato coinvolto nelle operazioni NATO nei Balcani, inizialmente con l’operazione “Maritime Monitor” per il controllo delle acque e dell’embargo alle armi per la Jugoslavia, deciso dalle risoluzioni 713[14]  e 757[15]  del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. L’operazione è stata poi modificata nel tempo, fino al 1993, quando è stata sostituita dall’operazione “Sharp Guard”, in collaborazione con l’Unione europea occidentale[16][17].  L’AFSOUTH ha inoltre diretto altre missioni come l’operazione “Deny Flight” dal quartier generale dell’AIRSOUTH, per  imporre inizialmente una no-fly zone in Bosnia e successivamente divenuta una missione di supporto aereo ravvicinato per le forze impegnate sul campo[18]. Dal dicembre 1995, il comando AFSOUTH ha inoltre diretto le missioni di peacekeeping IFOR e SFOR in Bosnia[19].

Il cambio di denominazione da Allied Force Southern Europe ad Allied Joint Force Command – Naples è avvenuto nel 2004 durante il processo di trasformazione della NATO, iniziato con il summit di Praga del 2002, il cui obiettivo era adattare le strutture militari di comando dell’Alleanza alle sfide poste dal nuovo millennio, istituendo dei Joint Force Command (JFC)[20]. La rimodulazione della struttura di comando, dal 2013, vede la divisione dei comandi per funzionalità, piuttosto che per geografia, componente caratteristica della strutturazione precedente. A livello strategico si ha il Supreme Headquarters Allied Powers Europe (SHAPE) di Mons, Belgio, mentre dal punto di vista operativo si hanno il JFC Brunssum nei Paesi Bassi, e il JFC Naples. Nel processo di conversione, NAVSOUTH divenne la Maritime Component Command (MCC), che restò a Napoli. Una Land Component Command (LCC) e  Air Component Command (ACC) vennero localizzate a Madrid, in Spagna, e a Izmir, in Turchia[21]. Dal 2013 i comandi marittimo, aereo e di terra di Napoli, Madrid e Izmir sono stati però disattivati[22], in quanto i comandi tattici in supporto ai JFC sono oggi gli Headquarters Allied Air Command (HQ AIRCOM) presso Ramstein, Germania, gli Headquarters Allied Land Command (HQ LANDCOM) di Izmir, Turchia, e gli Headquarters Allied Maritime Command (HQ MARCOM) di Northwood, Regno Unito[23].

Attualmente, la Kosovo Force (KFOR)[24] e la NATO Support to African Union[25]  sono le operazioni condotte dal JFC Naples, con quest’ultimo che coordina anche le missioni NATO di Sarajevo, Bosnia[26], Skopje, Macedonia[27], e Belgrado, Serbia[28]. Infine, il JFC Naples coordina anche la NATO Mission Iraq, missione di addestramento e consulenza per le forze di sicurezza irachene istituita al summit di Bruxelles del 2018, con lo scopo di prevenire il ritorno in auge dell’ISIS[29].
Dal JFC Naples dipendono inoltre la Multinational Division SouthEast (HQ MND-SE)[30],istituito nel 2015 in Romania come forza di pronto intervento in base al Readiness Action Plan accordato al summit in Galles del 2014[31], e le NATO Force Integration Unit di Bulgaria e Romania, il cui scopo è coordinare le attività delle Very High Readiness Joint Task Force (VJTF) presenti nel proprio paese[32]. Il JFC Naples ha infine guidato due importanti esercitazioni dell’Alleanza: la Trident Juncture 18, la più grande esercitazione della NATO degli ultimi 20 anni, che ha visto la partecipazione di circa 50.000 militari provenienti dai paesi membri e partner[33]; la Noble Jump 19, che ha visto il dispiegamento di 2.500 militari tedeschi, olandesi e norvegesi per testare la velocità e la prontezza di intervento dei VJTF[34].

All’interno del JFC Naples è presente, dal febbraio 2017, il NATO Strategic Direction South Hub (NSDS-HUB). L’Hub ha lo scopo di migliorare la comprensione dell’Alleanza riguardo le sfide concernenti il Mediterraneo e le regioni collegate, in risposta alle crescenti sfide che il fianco sud dell’Alleanza pone, proiettando le capacità stabilizzatrici dell’Alleanza in quest’area. L’Hub si avvale delle collaborazione del JFC Naples, nonché di organizzazioni come Nazioni Unite, Unione Africana e Unione europea, ONG, università, istituti di ricerca e dei governi di Stati africani e mediorientali. La ricerca promossa dall’Hub fornisce un supporto analitico alla NATO e ai suoi paesi membri delle dinamiche locali e regionali, superando la sola dimensione militare e andando a studiare elementi storici, sociali, economici e culturali delle aree interessate[35].

 

NATO Rapid Deployable Corps – Italy

 

Il NATO Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA), o Corpo d’Armata di Reazione Rapida della NATO in Italia, con sede presso la caserma “Ugo Mara” di Solbiate Olona, provincia di Varese, è un Comando multinazionale di Corpo d’Armata di reazione rapida alle dipendenze del SACEUR, in grado di essere impiegato velocemente in scenari di crisi all’interno del territorio Alleato e oltre, in base alle disposizioni del North Atlantic Council, e capace di condurre operazioni difensive, offensive e umanitarie[36]. Il Comando multinazionale è guidato da un generale di Corpo d’Armata dell’Esercito Italiano: attualmente il Comandante è il Gen. C.A. Guglielmo Luigi Miglietta[37].  L’ Italia fornisce il 70% del personale, in particolare Ufficiali, Sottufficiali Graduati e militari di truppa, mentre il rimanente 30% è costituito da militari provenienti da altre nazioni. In tutto sono 400 i militari dell’NRDC-ITA, provenienti da 18 paesi Alleati: Albania, Bulgaria, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Turchia e Ungheria[38]. In tempo di pace, il Comando non dispone di forze permanentemente assegnate (se non la Brigata di Supporto) ma di unità “affiliate” a cui il Comandante del NRDC-ITA può emanare direttive con particolare riferimento all’addestramento. Le diverse unità affiliate italiane sono: la Divisione “Acqui”, la Brigata di cavalleria “Pozzuolo del Friuli” della Divisione “Vittorio Veneto”, le varie componenti del Comando delle Forze Operative Terrestri di Supporto (Comando Artiglieria, Comando Artiglieria Controaerei, Comando Genio, Comando Trasmissioni, Brigata Informazioni Tattiche), la Brigata Aviazione dell’Esercito, il 28° Reggimento “Pavia”, il 7° Reggimento Difesa CBRN “Cremona” e il Multinational CIMIC Group (MNCG), appartenenti all’Esercito Italiano; vi è inoltre il 13° Reggimento Carabinieri “Friuli Venezia Giulia”[39]. L’autorità del Comandante è garantita dal MoU stipulato dall’Italia con le altre nazioni che contribuiscono alla costituzione del Comando. Al momento il Comando NRDC-ITA ha due Divisioni affiliate: una italiana (la Divisione “Acqui”) ed una britannica (la 3rd UK Division)[40][41].

Dall’agosto 2005 al maggio 2006, nonché nel 2009, NRDC-ITA ha guidato la International Security Assistance Force (ISAF) in Afghanistan. Un terzo mandato è stato confermato nel periodo tra il 2013 e dicembre 2014, con Comandante il Generale di Corpo d’Armata Giorgio Battisti[42]. Dal 2015, con il processo di trasformazione dell’NRDC-ITA, volto ad assumere il ruolo di HQ di una Joint Task Force (JTF), raggiunto attraverso la certificazione NATO ottenuta a seguito di esercitazioni nazionali (Eagle Joker 14) e di livello internazionale (Trident Jaguar 15)[43], il Comando rappresenta in tutto e per tutto il processo di rinnovamento dell’Alleanza e il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla NATO con il Concetto Strategico del 2010[44]. Nell’ambito della NATO Response Force (NRF)[45], NRDC-ITA è stato certificato per 4 volte, rientrando nel periodo di attesa (HQ stand-by) nel 2004, 2007, 2011 e 2018. All’inizio del 2016 è iniziato il processo di transizione di NRDC-ITA come Land Component Command (LCC), validato dopo il superamento del Combat Readiness Evaluation Course (CREVAL) durante l’esercitazione “Brilliant Ledger 17[46], considerando il Comando pronto ad assumere il ruolo di HQ di attesa come NRF18-LCC, ruolo che ha assunto a partire dal 1 gennaio 2018 ad oggi[47].

La Brigata di Supporto al Comando del Corpo d’Armata di Reazione Rapida in Italia, composta esclusivamente da personale italiano, è l’unica Brigata di Supporto del nostro Esercito, ed è organizzata per soddisfare il funzionamento del NRDC-ITA. E’ stata costituita il 1º ottobre 2001 con la denominazione iniziale di Brigata Trasmissioni, assumendo l’attuale nome il 1º ottobre 2007[48]. La Brigata ha preso parte alla missione ISAF con propri mezzi e personale per la costituzione del Comando Missione nel 2006, 2009, 2013 e 2014[49]. Dislocata in Lombardia, si compone di un reggimento Trasmissioni e un reggimento di supporto tattico logistico, entrambi alimentati da volontari: il primo inquadra il battaglione trasmissioni “Spluga” e “Sempione” ed è organizzato per gestire le trasmissioni di un alto comando con elevata prontezza e proiettabilità[50]; il secondo è una unità atipica, il cui compito è soddisfare le particolari esigenze di sostegno logistico, di vita presso la sede principale e di sicurezza del NRDC-ITA. Il reggimento si compone di un comando di reggimento, una compagnia comando e un Battaglione[51].

 

Deployable Air Command and Control Centre

 

Il Deployable Air Command and Control Centre (DACCC) di Poggio Renatico, provincia di Ferrara, è parte della Componente Aerea della NATO che, attraverso i suoi Comandi Subordinati distribuiti sul territorio europeo Alleato, sorveglia e protegge lo spazio aereo dell’Alleanza. Il DACCC è una forza di proiezione unica nel suo genere, in grado di schierarsi in qualsiasi parte del mondo per operazioni militari (dalla fase di pianificazione sino al controllo tattico degli assetti utilizzati, assicurando inoltre il controllo dello spazio aereo H24 nell’Area di Operazioni) e missioni di pace, operando in maniera flessibile e sostenibile. 16 paesi Alleati, con un ruolo primario dell’Aeronautica Militare Italiana, contribuiscono al personale del Comando (che varia in base alle contingenze da un numero di 280 a 295 unità)[52]. Il DACCC risponde alla necessità della NATO di dotarsi delle capacità di Comando e Controllo tipiche di un Combined Air Operations Centre (CAOC), costituito tuttavia su strutture mobili e schierabili, soddisfacendo le necessità delle forze operative, anch’esse, come abbiamo visto tramite la NRF, rapidamente schierabili[53].

Il DACCC è formato da 4 unità specifiche: due unità schierabili in operazioni ed esercitazioni e due unità di supporto presso la base di Poggio Renatico. Il Deployable Air Control Centre, Recognized Air Picture Production Centre and Sensor Fusion Post (DARS) è un assetto NATO per la sorveglianza aerea, responsabile del controllo delle missioni aeree, incluso l’ingaggio di missili terra-aria, del traffico aereo, produzione e riconoscimento di foto aeree e altre funzioni di controllo tattico. Quest’unità presenta capacità di rapido dispiegamento e di perfetta integrazione nella esistente struttura di Comando e Controllo aerea della NATO. Un Deployable Air Operations Centre fornisce personale alla struttura di Comando NATO presso la Joint Force Air Component in caso di impiego presso l’Allied Air Command di Ramstein. La Training & Exercise Division è responsabile dell’addestramento e della preparazione del personale del Deployable Air Operations Centre per il loro ruolo supplementare presso il Joint Force Air Component. Una Combat Service Support Division fornisce personale e supporto amministrativo, coordinando le attività logistiche, di contatto con le forze locali, con la NATO Support and Procurement Organization[54]  e le attività di supporto alla base[55]. L’attuale Comandante del DACCC è il Generale di Divisione Aerea Claudio Gabellini.

 

Comando Italiano della Forza Marittima

 

Il Comando Italiano della Forza Marittima (COMITMARFOR), con sede a Taranto, è i Comando delle forze aeronavali e anfibie offerto dall’Italia alla NATO. Una delle caratteristiche del COMITMARFOR è la capacità di intervenire con estrema rapidità nella risoluzione di crisi che si possono sviluppare in quello che viene definito il Mediterraneo “allargato”, in particolare negli scenari in cui è richiesto un intervento dal mare. La NATO ha certificato il COMITMARFOR come Comando con capacità Marittima di Reazione Rapida, in grado di assolvere con tempestività i compiti di peacekeeing e peace enforcement, aiuti umanitari e difesa collettiva. Istituito nel 2002, il Comandante del COMITMARFOR è imbarcato su Nave Etna, unità della Marina Militare Italiana, dotata dei più avanzati sistemi di comunicazione e di supporto al comando. Il COMITMARFOR ha uno staff multinazionale offerto da diversi paesi NATO, composto da 80 uomini e donne tra Ufficiali e Sottufficiali. Numero che sale a 110 in caso di attività in scenari di crisi. Il COMITMARFOR ha assolto con successo l’incarico di Comandante della Componente Marittima a Reazione Rapida della NRF, dal luglio 2005 al luglio 2006[56]. Con la conclusione della esercitazione Trident Juncture 18, il Comando italiano ha completato la certificazione per la NRF 19[57].

 

Alliance Ground Surveillance

 

Il sistema NATO Alliance Ground Surveillance (AGS), la cui principale base operativa è presso la base aerea di Sigonella, in Sicilia, è un programma che prevede di fornire alla NATO una completa e integrata capacità operativa, basata su tecnologia radar, di controllo e ricognizione aerea del terreno, fornendo in tempo reale dati sul campo all’Alleanza e ai paesi membri. Operativo dal 2017, il programma AGS viene sviluppato grazie al contributo significativo di 15 paesi Alleati: Italia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Germania, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia e Stati Uniti. Il programma prevede l’acquisizione di 5 velivoli da ricognizione a pilotaggio remoto RQ-4D, basato sul modello del US Air Force Block 40 Global Hawk e la realizzazione presso la base di Sigonella delle apparecchiature per il controllo[58].

Il sistema AGS è in grado di assicurare la protezione delle truppe sul campo, della popolazione civile, il controllo aereo delle frontiere e la sicurezza marittima, il contrasto al terrorismo, nonché contribuire alla gestione delle crisi in situazioni di emergenza e degli aiuti umanitari. Il sistema AGS si basa su 3 elementi: la componente aerea, che include i cinque velivoli Global Hawk e la loro stazione di controllo (AVMC2); la componente terrestre, distribuita tra diverse stazioni terrestri in grado di fornire la connettività necessaria attraverso i data-link, l’elaborazione dei dati e le interfacce per l’interoperabilità con i sistemi Command, Control, Intelligence, Surveillance and Reconnaissance (C2ISR); infine, la componente di supporto, con le strutture dedicate presso la base di Sigonella[59].

 

2nd NATO Signal Battalion

 

Il 2nd NATO Signal Battalion (2NSB), dipendente dal Comando NATO Communications and Informations System (CIS) di Mons, Belgio, ha il compito di assicurare la proiettabilità degli apparati di telecomunicazioni a sostegno delle missioni della NATO.

Il personale del 2NSB è stato spesso impegnato a garantire l’esecuzione e il mantenimento delle comunicazioni e delle reti in diversi Teatri Operativi, come Afghanistan, Iraq, Kosovo, e non solo. L’unità, dal 2012 stabilita presso la base aerea di Grazzanise, in provincia di Caserta, è composta da un Command Group, una Compagnia di Manutenzione e Supporto e da sei Deployable CIS Modules (DCM) (2 statunitensi, 2 italiane, 1 romena e 1 bulgara) per un totale di 470 unità da 9 nazioni[60].

 

Multinational CIMIC Group

 

Già citato in precedenza, il Multinational CIMIC Group (MNCG)[61] è un reparto multinazionale interforze a guida italiana, stanziato nella Casmera “Mario Fiore” di Motta di Livenza, nei pressi di Treviso, sottoposto gerarchicamente al Comando Genio e affiliato allo SHAPE quale NATO Affirmed Force. L’unità specializzata può essere velocemente schierata in teatro estero per condurre operazioni nel fondamentale campo della cooperazione civile-militare a supporto dei contingenti della NATO. L’unità è alimentata dal personale delle quattro Forze Armate italiane e da personale straniero proveniente da Grecia, Ungheria, Slovenia, Portogallo e Romania.  Il MNCG è organizzato su un Comando Multinazionale, una Compagnia Comando e Supporto Logistico, un Comando Nazionale e un Battaglione CIMIC, quest’ultimo articolato su 4 Compagnie organicamente concepite in modo tale da assicurare tutte le attività connesse alle funzioni CIMIC: il collegamento tra civili e militari, il sostegno al settore civile e agli attori non militari, oltre che ovviamente il supporto alla forza in campo[62].

Il compito del MNCG è quello di sostenere una forza operativa nel delicato settore della cooperazione tra entità civili e le forze militari. Inoltre, la NATO può sfruttare le capacità del MNCG sia dal punto di vista operativo, sia dal punto di vista tattico. In ambito NATO, gli specialisti dell’unità sono stati impiegati in Afghanistan e Kosovo. L’unità promuove infine la cooperazione civile-militare svolgendo corsi interforze e internazionali in collaborazione con il Civil-Military Cooperation Centre of Excellence[63]  e la NATO School[64]  di Oberammergau, Germania[65].

 

NATO Defense College

 

Il NATO Defense College (NDC) è una scuola militare internazionale della NATO, situato presso la città militare della Cecchignola di Roma. Lo scopo del NDC è di contribuire alla coesione dell’Alleanza e alla sua efficacia, attraverso lo sviluppo del suo ruolo di centro di eccellenza per la formazione e ricerca su temi relativi alla sicurezza euro-atlantica[66]. Nato da un idea del Generale Eisenhower, il primo corso si tenne nel 1951, a Parigi. Inizialmente, infatti, il NDC era situato in Francia, ma dopo il ritiro del paese transalpino dalla struttura militare dell’Alleanza nel 1966, il College venne spostato a Roma[67].

Il NDC presenta uno staff di circa 130 tra militari e civili appartenenti a 21 paesi, responsabile della pianificazione, gestione ed esecuzione delle attività didattiche. Il catalogo dei corsi è molto ampio: si distinguono i Senior Courses destinati alla formazione delle più alte cariche sia in ambito NATO che nei quadri dei paesi membri e partner, con particolare attenzione ai temi di sicurezza globale, gestione delle crisi, rapporti tra organizzazioni internazionali e relazioni transatlantiche. L’istituto offre inoltre un’ampia gamma di corsi adattati a specifiche esigenze, per rispondere alle necessità dei diversi partenariati dell’Alleanza, come l’Integrated Partner Orientation Course e il NATO Regional Cooperation Course. Il NATO Defense College è inoltre una delle sedi dell’annuale Conference of Commandants, una tre giorni dove i vari comandanti delle istituzioni accademiche e di ricerca della NATO, del PfP, del Mediterranean Dialogue e dell’Istanbul Cooperation Initiative[68]  si incontrano per dialogare e confrontare idee, visioni e sfide sulla formazione[69].

 

Centre for Maritime Research and Experimentation

 

Il Centro per la ricerca e la sperimentazione marittima, o Centre for Maritime Research and Experimentation (CMRE) di stanza a La Spezia, è un organo esecutivo del NATO Science and Technology Organization (STO), l’agenzia della NATO che si occupa della ricerca nel campo scientifico e tecnologico[70]. Attivo dal 1959, era precedentemente noto come NATO Undersea Research Center (NURC) e ancora prima come SACLANT ASW Research Centre (SACLANTCEN). Il CMRE è una piattaforma di ricerca innovativa e condivisa che studia tematiche legate all’oceanografia, la modellistica e la simulazione, nonché l’acustica e altre discipline. All’interno del Centro lavorano scienziati, ricercatori e personale dei paesi membri della NATO.

Le sue attività di ricerca si avvalgono di due navi gestite dalla Marina Militare Italiana: la NATO Research Vessel (NRV) Alliance e la Coastal Research Vessel (CRV) Leonardo. L’Alliance è una nave di 93 metri, entrata in servizio nel 1988, con equipaggio italiano (44 marinai) capace di ospitare 25 scienziati. Il doppio scafo e il sistema di propulsione rendono l’Alliance una delle navi da ricerca più silenziose al mondo, in grado di operare anche tra i ghiacci[71]. Una delle principali caratteristiche dell’Alliance è il suo laboratorio a bordo, che permette agli scienziati di avere uno spazio di circa 150 metri quadrati di lavoro[72]. La Leonardo, più piccola della Alliance, è entrata in servizio nel 2002. La nave è stata progettata per condurre esperimenti e ricerche in acque più basse.  Anch’essa dotata di sistemi che la rendono particolarmente silenziosa, ha un’elevata manovrabilità che la rendono perfetta per operazioni litoranee e vicino alla costa. Composta da un equipaggio di 9 marinai italiani, la Leonardo può ospitare 9 scienziati in attività diurne e 3 scienziati a bordo durante le attività notturne[73].

Le attività di ricerca del Centro hanno portato un grosso contributo nella lotta antisommergibile e in altre aree delle scienze marine. Queste attività sono state integrate con ulteriori studi di ricerca operativa e test in esercitazioni della NATO[74].

 

Security Assistance Force Centre of Excellence

 

Il NATO Security Assistance Force Centre of Excellence (NATO SFA COE), situato a Cesano di Roma, è un organismo militare multinazionale che vede Italia, Albania e Slovenia come nazioni sponsor. Il Centro rappresenta un punto di riferimento per il campo della Security Assistance Force (SFA) a livello nazionale, internazionale e NATO[75]. La Security Assistance Force è quel campo di attività che riguarda l’assistenza, a 360 gradi, delle forze di sicurezza locali in contesti di crisi dove operano le missioni di stabilizzazione della NATO. Lo SFA è un sistema che opera a livello strategico, operativo e tattico, che rappresenta in pieno il concetto di “Projecting Stability” della NATO[76], in grado di ridurre lo sforzo Alleato, fornendo alle forze locali capacità di intervento e di controllo sul sistema di sicurezza.

Il Centro internazionale, a guida italiana, è stato inaugurato nel 2019 dopo la conclusione del processo di accreditamento del Centro in ambito NATO e la conseguente evoluzione del Centro nazionale in NATO SFA COE[77]. Il Centro rappresenta il punto di riferimento in materia per l’ACT[78].

 

Stability Policing Centre of Excellence

 

Il NATO Stability Policing Centre of Excellence (NSP COE), attivo dal 2015 con sede nella caserma “Generale Chinotto” di Vicenza, è il centro dedicato allo sviluppo del processo di trasformazione della NATO nel settore strategico delle “Stability Policing”, ovvero l’insieme di attività che impegnano le Forze di Polizia nel garantire lo stato di diritto, la protezione dei diritti dei cittadini e dei diritti umani nelle operazioni di pace, e il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica[79]. L’esperienza acquisita in operazioni multinazionali dall’Arma dei Carabinieri, ha permesso a quest’ultima di proporre al Comando ACT, attraverso lo Stato Maggiore della Difesa italiano, la creazione di questo Centro di Eccellenza. Il progetto iniziale è stato presentato nel 2011 e alla fine del 2014, attraverso la firma di due MoU, è stato costituito il Centro. Partecipano al NSP COE, oltre all’Italia, anche Repubblica Ceca, Francia, Grecia, Polonia, Spagna, Romania, Paesi Bassi e Turchia. I Carabinieri sono la principale forza di polizia che guida il Centro[80].

 

Modelling & Simulation Centre of Excellence

 

Il NATO Modelling & Simulation Centre of Excellence[81] è il Centro di Eccellenza dove professionalità di alto profilo si occupano di modellazione e simulazione per la NATO e i paesi membri. Il Centro, con sede a Roma, utilizzando strumenti di modellazione e simulazione, è in grado di creare nuovi concetti, simulare scenari, anche cyber, e sperimentare tecnologie in ambito difesa e dual use. Il Centro è a guida italiana e vede la partecipazione di Stati Uniti, Germania e Repubblica Ceca come paesi sponsor e del Canada come contributing partner[82].

 

NATO Communications and Information Systems School

 

Menzione particolare per la NATO Communications and Information Systems School (NCISS) rimasta in Italia, a Latina, sin dalla sua fondazione nel 1959, per poi essere trasferita alla città di Oeiras, Portogallo, lo scorso anno[83].  La NCISS è l’unico centro di addestramento formale della NATO per quanto concerne i sistemi di comunicazione e i sistemi informatici di entrambi i Comandi strategici della NATO (ACT e ACO). E’ infatti un centro avanzato nell’addestramento sulla gestione, il funzionamento e la manutenzione dei sistemi di comunicazioni e i sistemi informatici in uso nella NATO. I tecnici e gli ingegneri qualificati del NCISS hanno preso parte alle operazioni dell’Alleanza per garantire il funzionamento dei sistemi[84].


Note

[1] Ringrazio Flavio Beninati, Coordinatore regionale di Youth Atlantic Treaty Association in Campania (YATA Campania), per il supporto tecnico offerto nell’approfondire le dinamiche riguardanti Comandi e Forze della NATO e delle Forze Armate italiane.

[2] A. Minuto Rizzo, M. Bressan, Italia NATO 1949 – 2019, Informazioni della Difesa, 2019, p. 101.

[3] La SACEUR’s Area of Responsiblity è definita come: il territorio degli Alleati in Europa, l’Oceano Atlantico dal Polo Nord al Tropico del Cancro, sino alla costa est del Nord America.

[4] Il Partnership for Peace (PfP) è un programma di cooperazione bilaterale tra la NATO e i paesi partner dell’area euro-atlantica. Lo scopo è costruire una relazione individuale con la NATO, scegliendo le priorità individuali sul quale cooperare. Al momento sono 20 i paesi che partecipano al PfP.

[5] Il Mediterranean Dialogue (MD) è un programma di cooperazione nato nel 1994 che coinvolge 7 paesi non membri della regione mediterranea: Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Mauritania, Marocco e Tunisia. Il programma prevede progetti bilaterali di cooperazione su tematiche riguardanti la sicurezza e la difesa.

[6] L’Allied Command Transformation (ACT) è un comando strategico che si occupa di sviluppare dottrine e strategie in riferimento a minacce future, sviluppo di capacità tecniche e tecnologiche, istruzione, addestramento e valutazione, con lo scopo di migliorare le capacità e la prontezza della NATO.

[7] JFC Naples, Mission, da https://jfcnaples.nato.int/page631257.aspx.

[8] JFC Naples, Commander Admiral James G. Foggo III, da https://jfcnaples.nato.int/page6512625.aspx.

[9] T. D. Young, Command In Nato After The Cold War: Alliance, National, And Multinational Considerations, DIANE Publishing, 1999, p. 96.

[10] Hansard, Royal Navy (Command System), UK Parliament, 1967, da https://api.parliament.uk/historic-hansard/written-answers/1967/jun/05/royal-navy-command-system.

[11] JFC Naples, Brief Overview (History), da https://jfcnaples.nato.int/page6322744/brief-overview.aspx.

[12] NATO Handbook, 50th Anniversary Edition, NATO Office of Information and Press, November 1999, p.252.

[13] Globalsecurity.org, Submarine Group EIGHT, da https://www.globalsecurity.org/military/agency/navy/subgru8.htm.

[14] Consiglio di Sicurezza, Risoluzione n. 713 (1991) , U.N. Doc. S/RES/713 del 25 settembre 1991, da https://undocs.org/S/RES/713(1991).

[15] Consiglio di Sicurezza, Risoluzione n. 757 (1992) , U.N. Doc. S/RES/757 del 30 maggio 1992, da https://undocs.org/S/RES/757(1992).

[16] M. Berdal, From Operation “Maritime Monitor” to “Allied Force”: Reflections on Relations Between NATO and the United Nations in the 1990s, in: G. Schmidt (eds) A History of NATO — The First Fifty Years, Palgrave Macmillan, London, 2001.

[17] C. Bellamy, Naval blockade lifts in Adriatic, Independent, 1996, da https://www.independent.co.uk/news/world/naval-blockade-lifts-in-adriatic-1337903.html.

[18] Globalsecurity.org, Operation Deny Flight, da https://www.globalsecurity.org/military/ops/deny_flight.htm.

[19] JFC Naples, Brief Overview (History), cit.

[20] NATO, Prague Summit Declaration, 2002, par. 4, b, da https://www.nato.int/cps/en/natohq/official_texts_19552.htm.

[21] JFC Naples, Deactivation of AFSOUTH, da https://jfcnaples.nato.int/page6322744/25-deactivation-of-afsouth.aspx.

[22] Atlantic Council, NATO deactivates Allied Maritime Command Naples, 2013, da https://www.atlanticcouncil.org/blogs/natosource/nato-deactivates-allied-maritime-command-naples/.

[23] SHAPE, Military Command Structure, da https://shape.nato.int/military_command_structure.

[24] JFC Naples, Kosovo Force, da https://jfcnaples.nato.int/kfor.

[25] JFC Naples, NATO support to African Union, da https://jfcnaples.nato.int/page6915240.aspx.

[26] JFC Naples, Headquarters Sarajevo, da https://jfcnaples.nato.int/hqsarajevo.

[27] JFC Naples, Liaison Office Skopje, da https://jfcnaples.nato.int/hqskopje.

[28] JFC Naples, NATO Military Liaison Office Belgrade, da https://jfcnaples.nato.int/mlo_belgrade.

[29] NATO, Brussels Summit Declaration, 2018, par. 54, da https://www.nato.int/cps/en/natohq/official_texts_156624.htm.

[30] Sito della Multinational Division SouthEast: http://www.en.mndse.ro/.

[31] NATO, Readiness Action Plan, da https://www.nato.int/cps/en/natohq/topics_119353.htm.

[32] SHAPE, NATO Force Integration Units (NFIU), da https://shape.nato.int/operations/nato-force-integration-units

[33] NATO, Trident Juncture 18, da https://www.nato.int/cps/en/natohq/news_158620.htm.

[34] JFC Naples, Noble Jump 19, da https://jfcnaples.nato.int/exercises/noble-jump.

[35] Per un approfondimento sul fianco sud dell’Alleanza e il ruolo dell’Hub, è possibile consultare il mio articolo per Opinio Juris – Law & Politics Review del marzo 2019, “Il fianco sud della NATO: rischi, opportunità e prospettive dell’alleanza atlantica nel mediterraneo allargato”, da https://www.opiniojuris.it/il-fianco-sud-della-nato/.

[36] NRDC-ITA, What is NRDC-ITA, da http://www.nrdc-ita.nato.int/23/what-is-nrdc-ita.

[37] Esercito Italiano, NATO Rapid Deployable Corps – Italy, NRDC – ITA – I Comandanti, da http://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/NRDC-ITA/Pagine/NRDC-ITA-I-Comandanti.aspx.

[38] Esercito Italiano, NATO Rapid Deployable Corps – Italy, da http://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/NRDC-ITA.

[39] NRDC-ITA, Affiliated Units, da http://www.nrdc-ita.nato.int/564/affiliated-units.

[40] UK Army, 3rd (United Kingdom) Division, da https://www.army.mod.uk/who-we-are/formations-divisions-brigades/3rd-united-kingdom-division/.

[41] Esercito Italiano, NATO Rapid Deployable Corps – Italy, NRDC – ITA – Il Compito, da http://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/NRDC-ITA/Pagine/NRDC-ITA-Il-Compito.aspx.

[42] NRDC-ITA, Our partecipation in ISAF, da http://www.nrdc-ita.nato.int/67/nrdc-mission-afghanistan.

[43] Esercito Italiano, NATO Rapid Deployable Corps – Italy, NRDC – ITA – La Storia, da http://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/NRDC-ITA/Pagine/NRDC-ITA-La-storia.aspx.

[44] A. Minuto Rizzo, M. Bressan, cit., p. 105.

[45] La NATO Response Force è la forza di risposta rapida della NATO, composta da unità di terra, marittime, aeree e speciali multinazionali impiegabili in qualsiasi parte del mondo ed in una vasta gamma di operazioni: guerra convenzionale, risposta alle crisi e di difesa collettiva ex art.5 del trattato NATO.

[46] NRDC-ITA, Brilliant Ledger 2017, da http://www.nrdc-ita.nato.int/436/Brilliant-Ledger-2017.

[47] Esercito Italiano, NRDC – ITA – La Storia, cit.

[48] Esercito Italiano, NATO Rapid Deployable Corps – Italy, Brigata di Supporto al NRDC – ITA, La Storia, da http://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/NRDC-ITA/Brigata-di-Supporto-NRDC-ITA/Pagine/La-Storia.aspx.

[49] Esercito Italiano, NATO Rapid Deployable Corps – Italy, Brigata di Supporto al NRDC – ITA, Le Missioni, da http://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/NRDC-ITA/Brigata-di-Supporto-NRDC-ITA/Pagine/Le-Missioni.aspx.

[50] Esercito Italiano, NATO Rapid Deployable Corps – Italy, Brigata di Supporto al NRDC – ITA, 1° Reggimento Trasmissioni, da http://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/NRDC-ITA/Brigata-di-Supporto-NRDC-ITA/1-Reggimento-Trasmissioni.

[51]             Esercito Italiano, NATO Rapid Deployable Corps – Italy, Brigata di Supporto al NRDC – ITA, Reggimento Supporto Tattico e Logistico – NRDC-ITA, da http://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/NRDC-ITA/Brigata-di-Supporto-NRDC-ITA/Reggimento-Supporto-Tattico-e-Logistico

[52] Allied Air Command,  Deployable Air Command and Control Centre, da https://ac.nato.int/about/daccc.

[53] A. Minuto Rizzo, M. Bressan, cit., p. 106.

[54] La NATO Support and Procurement Organisation (NSPO) è un ente sussidiario della NATO che si occupa di fornire supporto logistico ai membri NATO e agli altri organi dell’Alleanza.

[55] Allied Air Command, cit.

[56] Allied Air Command,  Deployable Air Command and Control Centre, Leadership, da https://ac.nato.int/about/daccc/leadership.

[57] A. Minuto Rizzo, M. Bressan, cit., p. 107.

[58] NATO, Alliance Ground Surveillance (AGS), da https://www.nato.int/cps/en/natolive/topics_48892.htm

[59] A. Minuto Rizzo, M. Bressan, cit., p. 108.

[60] Ministero della Difesa, Il 2° NATO Signal Battalion compie 10 anni, da http://www.difesa.it/SMD_/Eventi/Pagine/2NATOSignalBattalionCompie10anni.aspx.

[61] Sito del Multinational CIMIC Group: https://www.cimicgroup.org/.

[62] Esercito Italiano, Multinational CIMIC Group, da http://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/comfoter-supporto/comando-genio/multinational-cimic-group.

[63] Sito del Civil-Military Cooperation Centre of Excellence (CIMIC-COE): https://www.cimic-coe.org/.

[64] Sito della NATO School: https://www.natoschool.nato.int/.

[65] A. Minuto Rizzo, M. Bressan, cit., p. 111.

[66] NATO Defense College, NATO Defense College Mission, da http://www.ndc.nato.int/about/organization.php?icode=23.

[67] NATO Defense College, The History, da http://www.ndc.nato.int/about/organization.php?icode=7.

[68] L’Istanbul Cooperation Initiative (ICI) è un programma di cooperazione lanciato dall’Alleanza nel 2004, il cui obiettivo è contribuire alla sicurezza regionale del Medio Oriente, offrendo ai paesi dell’area programmi di cooperazione bilaterale con la NATO. Sono parte dell’ICI Bahrain, Qatar, Kuwait e gli Emirati Arabi Uniti.

[69] A. Minuto Rizzo, M. Bressan, cit., p. 110.

[70] Sito della NATO Science and Technology Organization: https://www.sto.nato.int/Pages/default.aspx.

[71] A. Minuto Rizzo, M. Bressan, cit., p. 112.

[72] Centre for Maritime Research and Experimentation, NRV Alliance, da https://www.cmre.nato.int/index.php/research/research-vessels/nrv-alliance.

[73] Centre for Maritime Research and Experimentation, CRV Leonardo, da https://www.cmre.nato.int/research/research-vessels/crv-leonardo.

[74] A. Minuto Rizzo, M. Bressan, cit., p. 112.

[75] NATO Security Assistance Force Centre of Excellence, What is SFA COE, da https://www.nsfacoe.org/what-is-sfa-coe/.

[76] R. Diaz-Plaja, Projecting Stability: an agenda for action, NATO Review, 2018, da https://www.nato.int/docu/review/articles/2018/03/13/projecting-stability-an-agenda-for-action/index.html.

[77] Esercito Italiano, Security Force Assistance (SFA), Il Centro, da http://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/comando-per-la-formazione-specializzazione-e-dottrina-dell-esercito/Scuola-di-Fanteria/Pagine/Descrizione-Centro-SFA.aspx.

[78] A. Minuto Rizzo, M. Bressan, cit., p. 114.

[79] A. Minuto Rizzo, M. Bressan, cit., p. 115.

[80] NATO Stability Policing Centre of Excellence, About the NATO Stability Policing Centre of Excellence, da https://www.nspcoe.org/about-us/what-is-coe#.

[81] Sito del Modelling & Simulation Centre of Excellence: https://www.mscoe.org/.

[82] A. Minuto Rizzo, M. Bressan, cit., p. 113

[83] M. Forlivesi, Chiude la scuola Nato a Borgo Piave e trasloca in Portogallo, Il Messaggero, 2019, da https://www.ilmessaggero.it/latina/scuola_nato_borgo_piave_latina_portogallo-4532513.html.

[84] A. Minuto Rizzo, M. Bressan, cit., p. 116.


Foto copertina: Base Nato di Sigonella. IlSicilia


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Francesco Generoso

Studente di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale". Responsabile della Sezione Esteri del blog "The American Post", nutre un grande interesse per la politica internazionale, la diplomazia e la difesa, in particolare quelle statunitensi.

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