Lo scorso 3 febbraio lo Stato francese è stato condannato per non aver agito contro il riscaldamento globale e per essere venuto meno agli impegni presi nel 2015 con gli Accordi di Parigi.


 

A seguito di una sentenza storica del Tribunale Amministrativo di Parigi, l’inazione climatica dello Stato è divenuta illegale e, di conseguenza, comporta la sua responsabilità[1]; a tal proposito, la sentenza ha stabilito che le vittime dirette dei cambiamenti climatici in Francia potranno richiedere una riparazione direttamente allo Stato tramite un procedimento giudiziario.

La campagna “L’Affaire du Siècle”

Sono numerosi gli esempi di Climate Litigation che in tutto il mondo vedono protagonisti ONG, attivisti, giuristi e cittadini pronti a ricorrere alla giustizia per chiedere che vengano garantiti i propri diritti fondamentali, messi sempre più in discussione a causa dei cambiamenti climatici. Nel caso francese, a nome dell’interesse generale sono quattro le organizzazioni per la protezione dell’ambiente e della solidarietà internazionale che hanno dato inizio alla campagna “L’affaire du Siècle”: Notre Affaire à Tous, la Fondazione Nicolas Hulot pour la Nature et l’Homme (FNH), Greenpeace France e Oxam France. Tali associazioni hanno assunto la responsabilità giuridica e finanziaria del ricorso giudiziario e si sono avvalse di un team legale dotato di un elevatissimo expertise in ambito climatico.[2] Alla campagna hanno preso parte anche numerose organizzazioni che si occupano di tutela ambientale – fra cui la Féderation Nationale d’Agriculture Biologique, France Nature Environnement e Anper-Tos – e più di 2 milioni di cittadini che in meno di tre settimane hanno dato vita alla mobilitazione on line più massiva della storia della Francia.[3]

Il fondamento legale de “L’Affaire du Siècle” è da ritrovarsi nei numerosi testi giuridici – fra cui la Convenzione sulla Diversità Biologica, la Dichiarazione di Rio sull’Ambiente e lo Sviluppo e gli Accordi di Parigi[4] – che impongono allo Stato di agire contro i cambiamenti climatici sia attraverso strategie di mitigation che sotto forma di adaptation, al fine di ridurre la vulnerabilità della popolazione e dell’ambiente tramite la prevenzione. Di fondamentale importanza, la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) ha un ruolo centrale nella causa: benché tale convenzione non faccia specifico riferimento al diritto ad un ambiente sano, la giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo si è indirizzata verso un’interpretazione evolutiva degli art. 2 (diritto alla vita) ed 8 (rispetto della vita privata e familiare) CEDU (cfr. Di Caprio and others v. Italy, Fadayeva v. Russia, Guerra v. Italy), dimostrando come una politica climatica inefficace possa considerarsi una violazione delle positive obligations di uno Stato nel garantire ai propri cittadini il pieno godimento dei diritti umani fondamentali.

La causa in tribunale

L’azione giuridica contro lo Stato francese ha inizio il 17 dicembre 2018 con l’invio da parte delle quattro ONG di una domanda di risarcimento, in cui a seguito della dimostrazione dell’inazione climatica dello stato si richiedeva un risarcimento per i danni causati da tale condotta.[5] Il 15 febbraio 2019 lo Stato francese rigetta la domanda e per tale motivo i ricorrenti presentano ricorso in piena controversia dinanzi al Tribunale Amministrativo di Parigi. È a partire dal 20 maggio 2019 che le associazioni de “L’Affaire du Siècle” presentano tutta la documentazione raccolta, e per il periodo di due anni che precede l’udienza qualunque associazione o cittadino può intervenire nella procedura in qualità di testimone o per fornire un expertise aggiuntivo.[6]

Il 3 febbraio 2021 il Tribunale Amministrativo di Parigi rilascia una sentenza senza precedenti, riconoscendo la responsabilità dello Stato francese per la gestione della crisi climatica e il mancato rispetto degli obiettivi prefissati per la riduzione delle emissioni di CO2. La giurisdizione amministrativa ha quindi ordinato il versamento del risarcimento richiesto da Oxam France, Greenpeace, Notre Affaire à Tous ed FNH, che ammonta simbolicamente ad un euro. Di fatto, non è una somma di denaro ciò che viene richiesto dalle associazioni ricorrenti, bensì la responsabilità dello Stato e il suo conseguente obbligo di adottare tutte le misure necessarie a prevenire l’aggravamento della crisi climatica.

L’Affaire du Siècle dopo la sentenza

Il procedimento giudiziario non è tuttavia terminato: in primavera è prevista una seconda udienza in cui il Tribunale si pronuncerà sulla necessità che la Francia prenda misure supplementari più ambiziose al fine di ridurre le proprie emissioni di gas serra e rispettare i propri impegni nella lotta ai cambiamenti climatici. Per questo motivo, la mobilitazione di attivisti, giuristi ed esponenti delle ONG coinvolte non si ferma, bensì si prepara a dimostrare che le azioni portate avanti fino ad ora si sono rivelate insufficienti, e che solo la giustizia può obbligare lo Stato ad agire in maniera concreta ed efficace contro la deregolamentazione climatica.[7] A tal proposito, le quattro organizzazioni hanno sviluppato una politica pubblica fondata su una serie di imperativi climatici che permetterebbero di porre parziale rimedio alle carenze dell’azione statale: instaurare un sistema fiscale equo ed al servizio della lotta alla crisi climatica; creare un servizio pubblico locale per il rinnovamento energetico delle abitazioni; favorire il trasporto pubblico e le energie rinnovabili e stabilire il diritto ad un’alimentazione sana e sostenibile per tutti.[8]

Il caso Francese rappresenta un secondo esempio di successo di una climate litigation in Europa: dopo la vittoria del caso Urgenda in Olanda, sono numerose le cause intentate contro l’inazione climatica degli Stati. In Italia, numerosi esperti legali, associazioni e cittadini si sono mobilitati per citare in giudizio lo Stato al fine di costringerlo ad attuare una politica climatica efficace. Dopo numerosi rinvii, la causa Giudizio Universale verrà intentata in primavera.[9]


Note

[1] https://laffairedusiecle.net/victoire-historique-letat-condamne-pour-inaction-climatique/

[2] https://giudiziouniversale.eu/2021/02/03/il-contenzioso-climatico-de-laffaire-du-siecle-la-responsabilita-climatica-dello-stato-francese-stabilita-per-la-prima-volta-dinanzi-al-giudice/?fbclid=IwAR3eIU8B5FA05KlrLYXg9w3pePIv2IJUCKSsVNJOINt7hZcc76QyrB8PCyY

[3] https://laffairedusiecle.net/qui-sommes-nous/

[4] https://youtu.be/WTLIYbsnEP8

[5] https://cdn.greenpeace.fr/site/uploads/2018/12/2018-12-17-Demande-pr%C3%A9alable.pdf

[6] https://laffairedusiecle.net/laffaire/affaire-du-siecle-au-tribunal/

[7] https://laffairedusiecle.net/victoire-historique-letat-condamne-pour-inaction-climatique/

[8] https://laffairedusiecle.net/laffaire/affaire-du-siecle-au-tribunal/

[9] https://giudiziouniversale.eu/2019/05/27/la-nostra-causa/


Foto copertina: Immagine web