L’assenza dalla vita pubblica del leader nordcoreano Kim Jong-Un e la sua presunta morte

L’assenza dalla vita pubblica del leader nordcoreano Kim Jong-Un e la sua presunta morte

Nonostante le numerose e diversificate speculazioni, nulla è confermato circa lo stato di salute del leader nordcoreano.
Una ricostruzione di quanto si è detto fino ad ora, una scansione dei possibili successori e un’analisi di scenari geopolitici in cui Cina e USA cercheranno di esercitare la propria influenza.


Nel momento in cui si scrive, (26 aprile 2020, ore 18.00) Kim Jong-Un è come il gatto di Schrödinger: non si sa se sia vivo o morto. La differenza è che invece di una scatola, lo spazio in questione è la Corea del Nord.

Il rimbalzare della notizia “non-notizia”, in quanto al momento non ci sono conferme, ha avuto inizio il 21 aprile, quando il Diary Nk[1], un giornale online sudcoreano che fa propaganda anti regime, ha diffuso la notizia che il leader nordcoreano in data 12 aprile si fosse sottoposto ad un intervento di chirurgia cardiovascolare al Hyangsan Hospital, nei pressi del Monte Myohyang, nella Provincia del Pyongan Settentrionale, un’area ad uso esclusivo della famiglia Kim. Tra le cause del malessere sono state riportate obesità, fumo ed eccessivo carico di lavoro, ma anche problemi di pressione e diabete. Sia il padre che il nonno di Kim Jong-Un sono morti per insufficienza cardiaca, rispettivamente nel 2011 e nel 1994.[2]

Con tale antefatto, le domande sulle reali condizioni di salute di Kim Jong-Un sono state sollevate dagli osservatori del Paese dopo la presunta assenza del dittatore alla cerimonia in onore del 108esimo anniversario della nascita di suo nonno, Kim Il-Sung, tenutasi presso il Palazzo del Sole di Kumsusan il 15 aprile. I media statali nordcoreani, tra cui la Korean Central News Agency (KCNA) e il Rodong Sinmun, hanno riferito che membri del partito comunista e funzionari governativi hanno porto i propri omaggi al “presidente eterno” venuto a mancare nel 1994, ma non hanno fatto riferimenti alla presenza del nipote, né sono state pubblicate fotografie che lo ritraessero alla cerimonia. Sarebbe la prima assenza di Kim Jong-Un a tale evento da quando nel 2012 ha preso il potere.

Il Consigliere per la sicurezza nazionale statunitense Robert O’ Brien ha riferito a Fox News che gli USA ed i servizi di intelligence stanno monitorando la situazione, sebbene il compito non sia privo di difficoltà. Come ricorda infatti la CNN[3], la Corea del Nord controlla strettamente qualsiasi informazione riguardo il proprio leader, una sorta divinità all’interno del Paese.

Assenze anche prolungate di Kim Jong-un dalla vita pubblica non sono rare, e portano spesso a speculazioni sul suo stato di salute. Ciò è anche dovuto all’impossibilità per i giornali di tutto il mondo di verificare e confermare notizie su quello che accade nel Paese.[4]

Nel 2014, per esempio, Kim Jong-Un sparì per sei settimane, ricomparendo poi con un bastone: aveva subito un intervento chirurgico per la rimozione di una cisti alla caviglia. Nel 2008, Kim Jong-Il, il padre di Kim Jong-Un, era scomparso dalla vita pubblica e solo dopo un mese i giornali e i servizi di intelligence del resto del mondo riuscirono a confermare che aveva avuto un ictus e una successiva lunga fase di ripresa. Anche in quel caso, la stampa nordcoreana, controllata dal regime, e l’apparato politico e militare del Paese non avevano fatto trapelare notizie di alcun tipo sullo stato di salute del leader.

Tuttavia, la rivista giapponese Shunkan Gendai e l’organo di stampa sudcoreano Monthly Chosun hanno entrambi riportato che Kim Jong-Un sarebbe in grave “stato vegetativo”, con difficili probabilità di ripresa dal coma. La vicepresidente di un’emittente televisiva di Hong Kong, Shijian Xingzou, ha scritto sul social network cinese Weibo di avere informazioni da una “fonte certa” sul fatto che Kim sarebbe morto.[5] L’allarmismo non ha incontrato però il favore delle dichiarazioni del governo sudcoreano, che richiama invece alla cautela affermando che “nessuna attività inusuale è stata rilevata in Corea del Nord”.[6]

Nel frattempo, Kim è risultato assente anche alla celebrazione, tenutasi il 25 aprile, per l’anniversario della creazione del Korean People’s Revolutionary Army (KPRA), nato 88 anni fa durante la guerrilla di opposizione al brutale dominio coloniale giapponese.[7]

Nello stesso giorno, Reuters[8] ha riportato in esclusiva che una delegazione di medici guidata da un membro anziano del Dipartimento di collegamento internazionale del Partito Comunista Cinese ha lasciato Pechino per la Corea del Nord giovedì 23 aprile. Il dipartimento è il principale ente cinese che si occupa del vicino regime. Dalla Cina arrivano anche le dichiarazioni di Francesco Sisci, sinologo, giornalista e professore all’Università di Pechino, secondo cui il leader nordcoreano sarebbe morto.[9]

Ma a rilanciare la possibilità che sia ancora vivo è una foto satellitare che mostra quello che è probabilmente il treno personale di Kim parcheggiato nella stazione vicino a un resort sul mare, nella città di Wonsan.
Il treno lungo circa 250 metri, sebbene parzialmente coperto dal tetto della stazione ferroviaria riservata alla famiglia Kim, non era presente il 15 aprile ma le immagini lo rilevano sia il 21 che il 23 aprile. [10]  Tuttavia, in passato la Corea del Nord ha spesso provato a ingannare le osservazioni satellitari con finte attività militari che destassero confusione in merito a quello che stava realmente accadendo nel Paese. [11]

Reuters – per esempio – non ha trovato conferme dirette sul fatto che Kim sia a Wonsan, ma il quotidiano sudcoreano Dong-a Ilb[12] ha invece scritto che potrebbe essersi spostato a Wonsan per non esporsi al rischio dell’epidemia di COVID-19 e ha citato fonti dell’intelligence statunitense secondo cui Kim sarebbe stato visto camminare nel suo complesso residenziale a Wonsan.

Ad ogni modo, come per il gatto di Schrödinger, finché la scatola è chiusa il soggetto è sia vivo che morto, e questo rende quindi lecito ipotizzare cosa potrebbe succedere in caso di morte di Kim Jong-Un e chi potrebbero essere i possibili successori.

Dal matrimonio tra Kim Jong-Un e Ri Sol-Ju sarebbero nati tre figli, rispettivamente nel 2010, nel 2013 e 2017, tutti troppo piccoli per potergli succedere.[13]

Nel 2017 il fratellastro Kim Jong Nam (figlio di Kim Jong-Il e Sung Hae-Rim) è stato assassinato all’aeroporto di Kuala Lampur con gas nervino, per opera di due donne i cui mandanti (e moventi) restano oggetto d’indagine. Quanto al figlio di Kim Jong Nam, Kim Han-Sol, che è in età da leadership e in fuga dal suo Paese natale dall’età di sei anni, è estremamente critico nei confronti del regime e di lui non si hanno notizie dal 2017.[14]

Kim Jong-Chul è invece fratello di madre e padre per Kim Jong-Un, ma è completamente fuori da tutta la catena di comando di Pyongyang sin dal 2011, quando tutti pensavano che sarebbe diventato lui leader alla morte del padre, in quanto figlio di mezzo, dopo che il maggiore Kim Jong Nam era stato dichiarato fuori dai giochi a causa dell’imbarazzo creato con l’arresto all’aeroporto di Tokyo per possesso di passaporto dominicano falso. Ma Kim Jong-Chul fu giudicato troppo effemminato e con un carattere non abbastanza forte, a differenza di suo fratello minore Kim Jong-Un.[15]

Restano dunque la sorellastra Kim Sul-Song e la sorella Kim Yo-Jong. Quest’ultima si dice sia particolarmente vicina a suo fratello dagli anni di scuola condivisi in Svizzera alla fine del secolo scorso. Negli ultimi anni è stata responsabile di gran parte della produzione di immagini di Kim Jong-Un, in qualità di vicedirettrice del dipartimento di propaganda del partito. Ha anche un ruolo centrale nell’ufficio esecutivo personale di suo fratello insieme alla sorellastra (figlia di Kim Jong-Il e Kim Young-sook). La promozione di Kim Yo-Jong al Politburo del partito lo scorso anno e la sua selezione come inviata ai Giochi olimpici invernali in Corea del Sud, sono la prova della sua crescente importanza nei livelli massimi della leadership di Pyongyang.[16]
Kim è inoltre sposata con Choe Song, che a sua volta è il figlio di Choe Ryong Hae, uno dei funzionari più potenti della gerarchia nordcoreana.[17] Kim Yo-Jong sembrerebbe dunque essere la favorita.
Ma soprattutto, la domanda è: quanto Cina e USA riusciranno ad esercitare la propria influenza in questa delicata situazione che potrebbe prevedere un ricambio di leadership? Trump sembrava aver instaurato un rapporto “fiduciario” con Kim, sebbene poco fosse stato concluso sul piano della denuclearizzazione. Sia Daily Mail[18] che Asia Times[19] parlano di un possibile interventismo americano, sia di tipo economico che militare in collaborazione con la Corea del Sud, a favore dell’istaurazione di una democrazia e di un maggior controllo da parte di Washington della parte settentrionale della penisola coreana, strategicamente prossima alla Cina.
Nel frattempo, il già citato Francesco Sisci, intervistato da Sky TG24, apre ad un altro scenario: “credo di capire che la Cina non vorrebbe un’altra successione in ‘famiglia’, la giovane Kim è una ragazza, potrebbe diventare il pupazzo di qualcuno di più oscuro per Pechino. La Cina vorrebbe invece che la Corea del Nord si avvii verso una specie di riforma e verso un cambio nella gestione del potere. Il problema è che non sappiamo quanta capacità di incidere abbia la Cina, ne aveva ai tempi della successione di Kim Jong-un, oggi è possibile che ne abbia molta di meno.”[20]
La Cina al momento è il principale alleato della Corea del Nord e la via di salvezza economica di un Paese duramente colpito dalle sanzioni delle Nazioni Unite. Pechino ha inoltre un vivo interesse per la stabilità della dello Stato con cui condivide un lungo confine.[21]


Note

[1] https://www.dailynk.com/english/source-kim-jong-un-recently-received-heart-surgery/                                                               

[2] http://www.koreaherald.com/view.php?ud=20200426000101

[3] https://edition.cnn.com/2020/04/20/politics/kim-jong-un-north-korea/index.html

[4] https://www.ilpost.it/2020/04/26/kim-jong-un-morto-notizie-vere-false/

[5] https://asiatimes.com/2020/04/kim-jong-uns-sister-in-spotlight-as-rumors-persist/

[6] http://www.koreaherald.com/view.php?ud=20200426000101

[7] http://www.koreaherald.com/view.php?ud=20200425000025

[8] https://www.reuters.com/article/us-northkorea-politics-exclusive/exclusive-china-sent-team-including-medical-experts-to-advise-on-north-koreas-kim-sources-say-idUSKCN2263DW

[9] https://tg24.sky.it/mondo/2020/04/24/kim-jong-un-corea-nord.html

[10] https://www.38north.org/2020/04/wonsancompound042520/

[11] https://www.nytimes.com/video/world/asia/100000007099211/kim-jong-un-surveillance-intelligence.html?action=click&gtype=vhs&version=vhs-heading&module=vhs&region=title-area&cview=true&t=1

[12] http://www.donga.com/en/article/all/20200425/2047198/1/Kim-Jong-Un-seen-to-be-walking-around-in-Wonsan-says-U-S-official

[13] https://www.bbc.com/news/world-asia-41081356

[14] https://www.ilfoglio.it/esteri/2017/03/08/news/kim-jong-nam-video-figlio-kim-han-sol-124341/

[15] https://www.ilpost.it/2015/05/24/kim-jong-chul-fratello-kim-jong-un/

[16] https://www.bbc.com/news/world-asia-41081356

[17] http://www.nkleadershipwatch.org/leadership-biographies/choe-ryong-hae/

[18] https://www.dailymail.co.uk/news/article-8245793/Kim-Jong-Uns-death-force-South-Korea-military-action.html

[19] https://asiatimes.com/2020/04/when-kim-jong-un-dies-us-should-intervene-in-nk/

[20] https://tg24.sky.it/mondo/2020/04/24/kim-jong-un-corea-nord.html

[21] https://www.scmp.com/news/china/diplomacy/article/3081531/china-sends-team-including-medical-experts-advise-north-koreas


Foto copertina:People watch a TV screen showing a news program reporting about North Korean leader Kim Jong Un with a file image at the Seoul Railway Station in Seoul, South Korea, Tuesday, April 21, 2020. The South Korean government is looking into unconfirmed reports saying North Korean leader Kim is in fragile condition after surgery. (AP Photo/Lee Jin-man)


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Fabrizia Candido

Fabrizia Candido

Fabrizia si è laureata nel 2016 in Lingue, Lettere e Culture Comparate (cinese, tedesco e francese) presso l’Università degli Studi di Napoli l’Orientale dopo aver trascorso sei mesi presso l’Université Paris Diderot nell’ambito del progetto Erasmus. Nel 2017 ha conseguito un master in Global Marketing, Comunicazione e Made in Italy ed ha seguito un percorso formativo sulla Cultura d’Impresa ed i mercati cinesi presso Unicredit Spa. Iscritta al corso di laurea magistrale in Relazioni e Istituzioni dell’Asia e dell’Africa (con curriculum Cina) nuovamente presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, nel 2018 Fabrizia ha studiato per sei mesi presso l’Università Fudan di Shanghai (复旦大学) grazie alla borsa di studio dello 汉办.

Sinologa appassionata di giornalismo, storia e politica internazionale, Fabrizia infine coordina la sezione “Asia/Oceania” del settimanale di geopolitica online MSOI ThePost.

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