Mal d’Africa

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“Mal d’Africa” di Angelo Ferrari e Raffaele Masto con postfazione di Marco Trovato pubblicato da Rosenberg & Sellier nella collana Orizzonti geopolitici, pone sotto i riflettori quelli che sono ancora oggi i nervi scoperti del “Continente vero”: dal Grande Congo alla diga della discordia sul Nilo, dalla crisi del Corno d’Africa al terrorismo nel Sahel, e poi la questione ivoriana, la complessità nigeriana, dal Mozambico alla confusão angolana.


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L’Africa non è più il continente che si presentava agli esploratori ottocenteschi, non è nemmeno quella romantica di Karen Blixen o quella delle grandi speranze dei padri della patria del post-colonialismo che Ryszard Kapuściński ha così ben raccontato.
L’Africa del terzo millennio è un continente che non sa dove andare, abbagliato dal mito dell’Occidente e contemporaneamente delusa, rassegnata, rosa dal cancro della corruzione e dilaniata dalle guerre. Questa paralisi è il risultato della storia, è un effetto ritardato dell’incontro con l’Occidente.

Noi non sappiamo dove sarebbe andata l’Africa se il suo percorso non si fosse intersecato con il nostro. Probabilmente il suo processo di sviluppo non avrebbe avuto bisogno dello stato-nazione, dei confini, dell’accumulazione del capitale.
È stato l’Occidente – con il suo bisogno di espansione, di forza lavoro, di materie prime – che ha spinto le civiltà africane su binari che non erano i loro. L’Africa ha resistito, e ancora oggi ce ne sono i segni.
“Mal d’Africa” di Angelo Ferrari e Raffaele Masto con postfazione di Marco Trovato pubblicato da Rosenberg & Sellier nella collana Orizzonti geopolitici, pone sotto i riflettori quelli che sono ancora oggi i nervi scoperti del “Continente vero”: dal Grande Congo vittima della propria ricchezza alla diga della discordia sul Nilo che rischia di sfociare nella prima guerra per l’acqua, dalla crisi del Corno d’Africa al terrorismo nel Sahel, e poi la questione ivoriana, la complessità del sistema politico della società nigeriana, dal  futuro incerto del Mozambico alla confusão angolana.


Foto copertina: Copertina libro