Quale ruolo per i movimenti giovanili nell’Italia contemporanea? Esista ancora l’ “identità”? Quale futuro per il centrodestra? Quali saranno le prossime mosse politiche di Giorgia Meloni. Per saperne di più lo chiediamo a Fabio Roscani, Presidente di Gioventù Nazionale, movimento giovanile di Fratelli d’Italia.


 

Fabio Roscani, classe 1990, è l’attuale presidente di Gioventù Nazionale, movimento giovanile di Fratelli d’Italia. Inizia a militare a 17 anni in Azione Giovani e Azione Studentesca a Roma; poi, dalla nascita di Fratelli d’Italia fino all’inizio del 2017, ricopre il ruolo di Coordinatore del Municipio VIII di Fratelli d’Italia.

Fabio Roscani, classe 1990, è l’attuale presidente di Gioventù Nazionale, movimento giovanile di Fratelli d’Italia.

Subito dopo il sisma dell’Aquila del 2009 si iscrive all’Università degli studi dell’Aquila, poiché lo ha ritenuto “un atto dovuto per aiutare l’ateneo ed una città che vive anche grazie all’indotto universitario”.[1] Roscani, oggi è saldamente alla guida del movimento e noi lo abbiamo incontrato per porgli alcune domande sul ruolo dei movimenti giovanili nell’Italia contemporanea, sull’identità e sull’eredità di Gioventù Nazionale, sulle prossime partite politiche che Giorgia Meloni dovrà giocare.

Presidente Roscani, descriva l’esperienza di Gioventù Nazionale in tre parole.

“Potremmo descrivere l’esperienza di Gioventù Nazionale parlando di militanza, futuro e identità. Sono, secondo me, le tre parole che racchiudono meglio ciò che noi vogliamo rappresentare: una appassionata militanza politica, dedicando il proprio tempo e il proprio impegno per cercare di fare qualcosa di buono per la propria Nazione, difendendo la propria identità con lo sguardo rivolto al futuro.”

Quanto è importante per GN, oggi, la tradizione di cui è erede (Fronte della Gioventù e Azione Giovani)?

“La storia del Fronte della Gioventù e di Azione Giovani racconta alle giovani generazioni di oggi che si affacciano alla militanza in Gioventù Nazionale che si può essere un movimento giovanile vero e non un semplice dipartimento giovanile di un partito: un laboratorio politico di idee e di avanguardia, di visione profonda delle cose. Tutta quella storia è una straordinaria storia di autonomia ma non di indipendenza, come abbiamo sempre raccontato negli anni, e secondo me questa è l’identità più importante che noi oggi trasmettiamo a GN, che interpreta in questo tempo il suo modo di fare movimentismo giovanile, sicuramente differente da quello del Fronte della Gioventù e di Azione Giovani; c’è, però, un filo diretto con quelle esperienze politiche, una fiaccola che si tramanda di generazione in generazione mantenendo quello spirito e la capacità di interpretare il tempo che si vive, cercando di immaginare il futuro senza mai avere torcicolli verso il passato ma con la stessa voglia di essere uno spirito critico nei confronti della società moderna e di ciò che essa rappresenta, mantenendo un punto di vista diverso.”

Quale ruolo crede debba spettare ai movimenti giovanili nell’Italia di oggi? È vero-come pure si dice spesso-che sono politicamente estini e ormai inutili, oppure ritiene vero il contrario?

“Credo che oggi sia importantissimo fare militanza giovanile. È importantissimo perché nella militanza politica si forma la classe dirigente della Nazione, non soltanto la classe politica: fare una propria esperienza di militanza in un movimento giovanile che in qualche modo insegna un modello, uno stile di vita, ad abbracciare una visione del mondo, a fare tuoi dei valori e diventare esempio per la tua generazione, è un’esperienza che ti forma a trecentosessanta gradi e ti fa diventare più pronto ad affrontare qualsiasi sfida della tua esistenza, che sia essa rappresentare il tuo popolo attraverso un incarico istituzionale oppure essere classe dirigente della Nazione in altre forme e in altri modi. Credo sia una esperienza da recuperare da tutte le parti, perché effettivamente si è perso il peso in alcune partiti del proprio movimentismo giovanile che sicuramente, però, la destra ha mantenuto, ha cercato, ha voluto, ha ricostruito, anche in tempi difficili come quando ci siamo trovati noi a dover ricostruire il movimento giovanile della destra italiana quando abbiamo fondato Fratelli d’Italia. Per noi è una scommessa vinta. Poi c’è un altro tema, quello della distanza dei giovani dalla politica. È evidente che sempre più negli ultimi anni i giovani sembrano non interessati alla cosa pubblica. Anche questo io credo non sia propriamente vero: le giovani generazioni probabilmente sono le più disaffezionate da un certo modo di fare politica, da certi politici più che dalla politica in sé, se consideriamo che si tratta di generazioni umiliate dalla politica, quando troppo spesso si è sentito parlare di loro soltanto per i bonus, per fare qualche conferenza stampa di un ministro… La verità è che le politiche giovanili non sono mai state la priorità dell’agenda politica del Paese, ormai da più di dieci anni, e credo sia un errore gravissimo. Se si iniziasse veramente a parlare del futuro delle giovani generazioni, probabilmente esse sarebbero rappresentate da qualcuno che parla la loro stessa lingua. Ed è quello che cerchiamo di fare noi.”

Quanto la presenza e l’azione di GN hanno contribuito (se hanno contribuito) al successo di Fratelli d’Italia degli ultimi mesi?

“Io credo che Gioventù Nazionale abbia contribuito molto anche in termini di consenso. C’è un sondaggio secondo il quale FdI è il partito più apprezzato dai giovani, dagli under35 nello specifico. Mi piace pensare che anche lo straordinario lavoro che i ragazzi e le ragazze di GN hanno fatto in questi anni, cercando in tutti modi di interpretare le esigenze di una generazione, abbia contribuito alla crescita di Fratelli d’Italia. Questo è stato dimostrato anche dai risultati delle ultime Amministrative, poiché tutti i ragazzi candidati nelle liste di Fratelli d’Italia hanno ottenuto uno straordinario risultato elettorale.”

Roscani Lei parlava delle scorse Amministrative, che hanno portato ad una oggettiva sconfitta del centrodestra ma alla elezione di numerosi giovani militanti di Gioventù Nazionale in diversi Consigli Comunali d’Italia. Crede che nelle prossime elezioni politiche i giovani di GN avranno le stesse opportunità di emergere?

“Penso che non sia un tema che noi ci si debba porre. Io ho sempre detto che chi inizia a fare militanza politica all’interno di GN non deve pensare a fare il parlamentare, il ministro, il sottosegretario da grande, ma deve pensare esclusivamente a mettere a disposizione se stesso per migliorare l’Italia e riscattare la nostra Nazione. Questa deve essere la stella polare della nostra azione. Se domani si configurasse l’ipotesi per alcuni dei ragazzi che provengono dal movimento giovanile, di rappresentare il proprio popolo all’interno del parlamento italiano, sicuramente doneremmo alla nostra Nazione una classe dirigente all’altezza del proprio compito. Il nostro obiettivo, però, non è mettere seduti i ragazzi di GN all’interno del Parlamento italiano come fine ultimo della nostra azione: noi siamo un piccolo capriccio della politica italiana che porta tanti giovani a fare del proprio meglio per la propria generazione, per la propria terra, per il proprio popolo.”

Roscani secondo Lei quali sono tre interventi concreti che il Governo può realizzare a favore dei giovani?

“Credo che sarebbe opportuno, innanzitutto, abolire il reddito di cittadinanza, per poi arrivare a mettere insieme tutta una serie di incentivi fiscali, di risorse da immettere nel mercato del lavoro per cercare di farlo ripartire e dare così la possibilità ai giovani di averne uno. La misura del reddito di cittadinanza non ci ha mai convinto, poiché mette i giovani nelle condizioni di prendere un sussidio di Stato senza poi essere in grado di trovare loro un posto di lavoro, privandoli della dignità del lavoro, e questa è una cosa che abbiamo sempre contestato dall’inizio. Un serio investimento sul mercato del lavoro, una defiscalizzazione per le assunzioni degli under35 da parte delle imprese sono le proposte principali che aiuterebbero questa generazione. C’è poi il tema dei mutui per acquistare una casa: è necessario studiare un meccanismo di agevolazione per aiutare le giovani coppie che vogliono acquistare casa; c’è il tema delle giovani madri legato al problema della denatalità: bisogna aiutare i giovani ad avere figli mettendo le giovani madri e le giovani famiglie nelle condizioni di conciliare lavoro e famiglia, ed è un altro tema che si affronta poco e non dal giusto punto di vista. Tutte queste proposte rappresentano un pacchetto futuro, un pacchetto rilancio di una intera generazione.

Roscani, secondo lei, a cosa è dovuta l’ascesa di Fratelli d’Italia nell’ultimo periodo?

Giorgia Meloni lo ha detto tante volte: uno dei motivi che oggi portano Fratelli d’Italia ad essere il partito più apprezzato dagli italiani è la capacità di Fratelli d’Italia di fare sempre quello che dice, per cui quando un cittadino sceglie di darci fiducia sa esattamente che quello che abbiamo detto prima del voto sarà quello che accadrà dopo il voto. Dico questo tanto per le battaglie politiche, quanto per i posizionamenti di governo: noi abbiamo detto che andremo al Governo soltanto dopo aver vinto le elezioni con il centrodestra e questo abbiamo deciso di fare, anche quando era difficile fare questa scelta (vedi la formazione del Governo Draghi). Questo è il sale della democrazia: se una forza politica non rispetta ciò che dice in campagna elettorale, a cosa serve andare a votare? Io mi spiego così anche il fenomeno dell’astensionismo: se voti un partito che il giorno dopo può prendersi la libertà di fare esattamente l’opposto di quello che aveva detto in campagna elettorale, il tuo voto diventa inutile; mentre votare una forza politica che onora gli impegni presi con gli italiani, è elemento di serietà, di coerenza, di rispetto verso la democrazia.”

Si parla ormai insistentemente di Silvio Berlusconi al Quirinale. Ritiene sia un’ipotesi concreta? O, come pure ha detto Giorgia Meloni, FdI punterà su Mario Draghi per poi andare al voto?

“Di nomi ne ascolteremo tanti: il totonomi dei Presidenti della Repubblica a pochi mesi dalle elezioni è ormai un classico. Io credo che si rischia di non centrare il tema fondamentale: ogni sette anni ci ritroviamo a fare il totonomi e poi a trovare delle convergenze per eleggere il Presidente della Repubblica, senza mai affrontare il vero tema della riforma costituzionale che ci porti all’elezione diretta del Presidente della Repubblica: io sogno un’Italia in cui il Presidente della Repubblica non venga deciso da un accordo di palazzo ma venga scelto dagli italiani, e credo che da movimento giovanile sia una posizione da rivendicare: nel 2021 è arrivato il momento di decidere che il Presidente della Repubblica sia scelto dai cittadini italiani.”

Roscani, secondo Lei, oggi chi è il leader del centrodestra?

“Io spero che sia Giorgia Meloni, che FdI cresca sempre di più per poter affermare con sempre maggiore forza la sua linea, tenendo sempre bene in mente che l’alleanza di centrodestra è fondamentale per governare il Paese. Non c’è una corsa interna al centrodestra, se si chiarisce dall’inizio che più cresce il centrodestra più è alta la possibilità di governare seriamente e bene la prossima legislatura. Dopodiché, io spero naturalmente che sia Giorgia Meloni il leader del centrodestra, così come dico anche che non lo sceglierà Fabio Roscani o Fratelli d’Italia ma lo sceglieranno i cittadini anche in questo caso, perché se c’è una cosa che noi abbiamo sempre ribadito è che l’indicazione del nome che presumibilmente dovrebbe formare il prossimo Governo viene fuori dal partito che ha preso un voto in più, come se fossero delle primarie. Abbiamo sempre adottato questa regola che secondo noi è molto efficace, poiché dà la possibilità agli elettori di centrodestra di scegliere loro il leader da cui farsi rappresentare. Noi lavoreremo perché Fratelli d’Italia possa essere il primo partito del centrodestra e Giorgia Meloni il possibile Presidente del Consiglio.”

Perché Giorgia Meloni sarebbe un buon Presidente del Consiglio?

“Perché significherebbe avere la prima volta dopo tanto tempo in Italia un Presidente del Consiglio totalmente impegnato a fare il bene della propria Nazione anziché mettersi in ginocchio di fronte alle consorterie europee o ai poteri tecno-finanziari: noi abbiamo assistito negli anni a governi molto più interessati ad avere il benestare di qualcuno fuori dai nostri confini nazionali piuttosto che a fare effettivamente gli interessi della Nazione che doveva rappresentare. Credo quindi che Giorgia Meloni sarebbe un ottimo Presidente del Consiglio perché sarebbe il principale interprete di un governo di patrioti che si interessa del bene della propria Nazione prima di qualsiasi altra cosa. E io tifo ovviamente per questo.”


Note

[1] Dati biografici tratti da: https://www.barbadillo.it/66577-lintervista-fabio-roscani-doneremo-allitalia-una-generazione-in-cui-sperare/