La Russia “non accetterà” un prezzo massimo sul suo petrolio e valuta le contromisure in risposta alla decisione del G7, dell’UE e dell’Australia di limitare il prezzo del petrolio russo trasportato via mare a 60 dollari al barile.


Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa russa Ria Novosti, la Russia non accetterà un limite ai prezzi del petrolio e sta conducendo una “rapida analisi”  per studiare le contromisure da adottare.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, commentando la decisione adottata dal G7, dall’Ue e dall’Australia, ha affermato che: “Stiamo valutando la situazione. Non accetteremo il prezzo massimo e vi informeremo su come sarà organizzato il lavoro una volta che la valutazione sarà terminata”.
Nella giornata di venerdì 3 dicembre, i paesi dell’Unione Europea hanno concordato di limitare il prezzo del petrolio russo trasportato via mare a 60 dollari al barile. I membri del gruppo G7 e l’Australia hanno annunciato misure simili. Il prezzo massimo per le forniture petrolifere offshore entrerà in vigore il 5 dicembre e per i prodotti petroliferi dal 5 febbraio 2023. Secondo l’agenzia di stampa russa TASS, il presidente russo Vladimir Putin , commentando questa decisione, ha affermato che: “La Russia non fornirà nulla all’estero a scapito dei suoi interessi.”.
Posizione rimarcata dal vice Primo Ministro Alexander Novak che ha aggiunto: “Mosca non esporterà petrolio nei Paesi che stabiliscono un prezzo massimo, “né a 60 dollari al barile, né a nessun altro costo. La Russia lavorerà con coloro che sono pronti a cooperare a condizioni di mercato.”.
Il prezzo massimo del G7 consentirà ai paesi non UE di continuare a importare greggio russo via mare, ma vieterà alle compagnie di spedizione, assicurazione e riassicurazione di movimentare carichi di greggio russo in tutto il mondo, a meno che non venga venduto a meno di 60 dollari. Ciò potrebbe complicare la spedizione di greggio russo con prezzo superiore al tetto stabilito, anche verso paesi che non fanno parte dell’accordo.
Secondo quanto riportato da Reuters, il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Janet Yellen ha affermato che il limite andrà a vantaggio in particolare dei paesi a basso e medio reddito che hanno sopportato il peso maggiore dei prezzi elevati dell’energia e dei prodotti alimentari. “Con l’economia russa già in contrazione e il suo budget sempre più ridotto, il prezzo massimo ridurrà immediatamente la più importante fonte di entrate per Putin”, ha affermato Yellen in una nota.


Foto copertina: Mosca annuncia che non accetterà un prezzo massimo al petrolio russo