Nono mese dell’anno lunare musulmano. Una prescrizione coranica stabilisce che in questo mese, nel quale avvenne la prima rivelazione, i musulmani debbano quotidianamente osservare, dall’aurora al tramonto, l’astinenza totale da cibi e bevande e dai rapporti sessuali[1].


 

Ramadan è il nome del nono mese dell’anno nel calendario lunare musulmano, nel quale, secondo la tradizione islamica, Maometto ricevette la rivelazione del Corano “come guida per gli uomini di retta direzione e salvezza” (Sura II, v. 185).

Quali obblighi?

È il mese sacro del digiuno, dedicato alla preghiera, alla meditazione e all’autodisciplina. Il digiuno è un obbligo per tutti i musulmani praticanti adulti e sani che, dalle prime luci dell’alba fino al tramonto, non possono mangiare, bere, fumare e praticare sesso. Dal digiuno sono esentati i minorenni, i vecchi, i malati, le donne che allattano o in gravidanza. Le donne durante il ciclo mestruale e chi è in viaggio sono solo temporaneamente esentati.
Al tramonto il digiuno viene interrotto con un dattero o un bicchiere d’acqua. Poi segue il pasto serale (iftar). La festività del piccolo bairam (in arabo al-‛īd aṣ-ṣaghīr “la festa piccola” o ‛īd al-fiṭr “la festa della rottura del digiuno”), ricorrente nel primo giorno di shawwāl, decimo mese dell’anno lunare musulmano, segna la fine del ramadan.

I cinque doveri

Il digiuno (sawn) è uno dei cinque doveri della fede islamica. Gli altri sono la professione di fede (kalima), la recita quotidiana delle cinque preghiere (salat), l’elargizione delle elemosine (zakat) e il compimento, almeno una volta nella vita, del pellegrinaggio (hagg) a La Mecca (Arabia Saudita).
La mancata osservanza di questi precetti, in alcune delle comunità più osservanti, può comportare l’imputazione del reato di apostasia.

Quando cade?

Il mese di Ramadan non cade sempre nello stesso periodo del calendario gregoriano, perché quello degli islamici è un calendario lunare (l’anno lunare dura circa 11 giorni meno di quello solare), e la numerazione dell’anno non coincide perché i musulmani iniziano a contare dal nostro 622 d. C., quando Maometto lascò la Mecca per recarsi a Medina. Il ramadan terminerà il giorno 12 maggio.

Diversità

Alcune differenze nella tradizione si riscontrano nei cibi che si possono mangiare quando cala il sole. Ogni Paese ha delle particolarità: per esempio, in Tunisia, Algeria e Marocco viene preparato un cous-cous soltanto con l’agnello (non il pollo o il montone) arricchito da uvetta; in Siria e in Giordania invece si mangiano i “katai”, dolci con ripieno di cocco, nocciole tritate e zucchero. Durante il Ramadan si bevono succhi di frutta, e nei Paesi del Maghreb quello di liquirizia, che alza la pressione sanguigna, perché chi digiuna ce l’ha più bassa del solito.
Il Ramadan è però ovunque un momento di condivisione e di unione. È usanza invitare i propri vicini e amici a condividere tutti insieme il pranzo serale – chiamato iftar – e a recitare particolari preghiere dette Tarawih[2].

Misure anticovid nel mondo

Diversi Paesi hanno annunciato restrizioni da applicare al secondo Ramadan celebrato durante la pandemia da coronavirus. Il Marocco, ad esempio, estenderà il coprifuoco dalle 20 di sera alle 6 di mattina (ora inizia alle 21). In Turchia, la Diyanet (Presidenza per gli affari religiosi di Ankara) ha disposto uno stop alle preghiere collettive nelle moschee per tutto il mese, come già imposto l’anno scorso. Anche il luogo sacro per eccellenza dell’Islam, la Grande Moschea della Mecca in Arabia Saudita, sta preparando misure restringenti per evitare lo scoppio di focolai tra i fedeli: sarà sanificata dieci volte al giorno con oltre 60mila litri di materiale igienizzante[3].


Note

[1] https://www.treccani.it/enciclopedia/ramadan
[2] https://www.focus.it/cultura/curiosita/che-cose-il-ramadan-e-perche-i-musulmani-lo-celebrano
[3] https://tg24.sky.it/cronaca/2021/04/08/inizio-ramadan-2021-date-orari-italia