Tra Italia e Georgia c’è un ottimo feeling. Oggi più che mai a Tblisi c’è bisogno di un partner come l’Italia per le sue istanze di sicurezza e di vicinanza ai partner occidentali.


In questo 2022, le relazioni bilaterali tra Italia e Georgia compiono 30 anni. Era l’11 maggio del 1992 quando i due Paesi instaurarono ufficialmente la prima relazione diplomatica dopo la caduta dell’Unione Sovietica[1]. Il rapporto tra i due Paesi non è sempre stato centrale nell’agenda politica italiana; ciò è dovuto principalmente alle linee d’indirizzo intraprese dai Governi che si sono succeduti. Non sempre la Georgia ha trovato in Roma un appoggio pieno e verificabile, ma oggi, con il cambiamento epocale generato dal conflitto in Ucraina, le relazioni stanno prendendo decisamente una strada diversa. Tra Italia e Georgia c’è sicuramente un’intesa maggiore rispetto agli anni precedenti e Tblisi può contare sull’Italia per molte delle sue istanze in materia di sicurezza.

Una collaborazione crescente

L’ultimo incontro tra Italia e Georgia è avvenuto a Roma nel giugno 2022. In quell’occasione il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella ha incontrato l’omologa georgiana Salome Zurabishvili, per ribadire le basi fondamentali dell’accordo bilaterale tra i due paesi[2]. Inevitabile però, il riferimento anche al contesto internazionale e alle tensioni che premono al confine russo – georgiano. In Georgia infatti, non solo è ancora vivo il ricordo dell’invasione russa del 2008 in risposta al tentativo georgiano di riprendersi l’Autoproclamata Repubblica dell’Ossezia del Sud, ma il paese è anche meta di migliaia di russi che stanno espatriando.
Da quando lo scorso settembre, la Russia  ha deciso di avviare una “mobilitazione parziale” ma con la previsione che entro la fine del 2022 possa diventare “totale”, migliaia di giovani russi stanno lasciando il paese con ogni mezzo.
E molti raggiungono la Georgia.
Un ulteriore problema che Tblisi si troverà ad affrontare sin da subito, che va però a sommarsi alle preoccupazioni più datate, di avere un vicino potenzialmente “ingombrante”.
Per questo motivo la Georgia strizza gli occhi all’Unione Europea e alla NATO, e cerca appoggi per garantirsi un posto nelle istituzioni sovranazionali. L’Italia comunque, per bocca del Presidente della Repubblica ha confermato il proprio sostegno alla Georgia, soprattutto per il percorso che dovrebbe portare il paese nell’Unione Europea e di non riconoscere le due autoproclamate Repubbliche di Ossezia del Sud e Abcasia. I rapporti tra Roma e Tblisi sono stati definiti da Mattarella come una “crescente collaborazione” facendo intendere che il legame potrebbe rafforzarsi ancora di più su tematiche condivise. L’ingresso della Georgia nell’Unione è un progetto molto solido, portato avanti dalla Zurabishvili, che con questo, sposa le istanze dell’80% della popolazione, fortemente orientata in direzione Europa.

Gli alti e bassi di una relazione

L’Italia appoggia la Georgia nel suo processo d’integrazione europea e in quanto membro NATO farà la sua parte per garantire sicurezza e controllo dei confini, in chiave antirussa. I rapporti sono sempre stati sostanzialmente buoni, meno che in un’occasione: durante la guerra con la Russia intervenuta in difesa dell’Ossezia del Sud. Durante quella che venne definita come guerra dei cinque giorni, l’Italia, pur non interrompendo i rapporti con Tblisi, dichiarò l’impossibilità di creare in Europa una coalizione anti-Putin per condannare la violazione della sovranità nazionale georgiana. Questo fu quanto dichiarato dal Ministro degli Esteri, all’epoca Franco Frattini. La linea politica del periodo era chiara, con l’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che durante quegli anni aveva con Vladimir Putin un’alleanza molto salda e poi perché erano stati i georgiani a tentare di riconquistare una regione secessionista. Per questi motivi l’Italia si pose in una posizione neutrale, guardando dapprima con preoccupazione alle vicende bellica in Ossezia del Sud, come membro NATO, poi chiese, assieme ai partner europei, la cessazione immediata delle violenze e una risoluzione diplomatica. L’Ossezia del sud e l’Abcasia finirono definitivamente sotto la protezione militare di Mosca e la guerra effettivamente terminò. Non si resero necessari gli interventi sul campo di altri stati europei e della NATO. Tutti comunque, contribuirono al sostegno delle popolazioni vittime del conflitto, con una serie di aiuti umanitari, ed anche l’Italia aderì. La Georgia attualmente potrebbe contare su un partner come l’Italia, perché a Tblisi si attende una risposta in merito all’entrata nell’Unione Europea e, Roma potrebbe “sponsorizzare” il paese caucasico. Nel frattempo per tutelarsi dalla pericolosità del vicino russo, cercando quantomeno di premunirsi. Per questo sono in corso le relazioni tra il paese e la NATO per verificare la possibilità di adesione. Tra Ucraina, Serbia e Bosnia, la Georgia potrebbe essere uno dei prossimi membri dell’Alleanza, ma la procedura, iniziata nel 2006 è molto lunga. Tuttavia NATO e Georgia collaborano già ad alcune operazioni militari, tra cui la Saber Junction del 2022, che vede proprio Italia, Georgia, NATO e alcuni paesi del partenariato euro-atlantico, impegnati in una serie di esercitazioni militari in zone ad alta complessità di operazione[3].

La Georgia interna e il rapporto con gli esteri

Il conflitto tra Russia e Ucraina ha modificato completamente gli assetti internazionali e le Cancellerie di tutti i paesi stanno facendo i conti con le conseguenze di quella guerra, tra crisi energetiche, di approvvigionamento e persino umanitarie. Incombe l’incubo degli ordigni nucleari e la tensione è più palpabile che mai. Tra i monti del Caucaso che aprono le porte della Georgia, tanti giovani tentano di superare la frontiera, ed è questo lo scenario quotidiano da quando Putin ha varato la mobilitazione. Per il momento il paese risponde accogliendo alla meglio i russi che vi giungono, ma il problema potrebbe diventare molto serio da gestire[4]. Sul fronte politico interno, se vogliamo, la situazione è addirittura più complessa. Se in veste ufficiale, il paese, con le dichiarazioni del premier Irakli Garibashivli si dice fedele ai valori della NATO, dall’altra parte, i membri del suo stesso partito si schierano contro l’Occidente. Durante il vertice NATO di Madrid, il premier georgiano ha rassicurato i partner europei e occidentali sull’orientamento del suo paese, ma i sentimenti pro-Russia eredità di un comune passato sovietico sono numerosi[5]. Secondo questa tendenza, insita anche in Sogno Georgiano, il partito di maggioranza del premier, la NATO vorrebbe coinvolgere la Georgia nel conflitto russo-ucraino. Una simile voce non poteva che essere smentita dallo stesso Garibashivili, che è corso ai ripari ribadendo la posizione pro-NATO del suo mandato politico e la disponibilità a collaborare con l’Europa. Forse però, è proprio il Presidente ad aver invertito la rotta del suo pensiero, dato che in passato, sono state riportate alcune sue dichiarazioni che sembrano essere in accordo con i compagni di partito. Dopotutto per la Georgia c’è ancora la questione aperta dell’Ossezia del sud e dell’Abcasia, de facto sotto il controllo di Mosca[6]. Una stasi che in realtà mette anche le relazioni con la NATO, in posizioni ambigue. A quanto pare il paese vive un momento politico di forte incertezza e i dirigenti sembrano barcamenarsi tra Europa e Russia. Per questo a Tblisi si susseguono numerose manifestazioni di piazza; prima i movimenti europeisti e poi quelli che vorrebbero un cambio di governo e maggiore chiarezza da parte del premier. Al netto degli scontri e dell’ambiguità però, è più probabile che la dichiarazione di Garibashvili sia stata solo pura diplomazia, atta a smorzare la tensione in ottica NATO, affinché l’Alleanza non veda ostilità da parte del paese.


Note

[1] https://ambtbilisi.esteri.it/ambasciata_tbilisi/it/i_rapporti_bilaterali/accordi
[2] https://www.agenzianova.com/news/mattarella-litalia-sostiene-il-percorso-della-georgia-per-lingresso-nellunione-europea/
[3]https://www.difesa.it/SMD_/Eventi/Pagine/NATO_Esercito_Italiano_all_esercitazione_Saber_Junction_2022.aspx
[4] https://www.huffingtonpost.it/guest/the-wall-street-journal/2022/10/01/news/senza_cibo_e_acqua_passando_i_valichi_in_bici_o_monopattino_la_fuga_dei_russi_in_georgia-10329299/
[5]https://www.difesa.it/SMD_/Eventi/Pagine/NATO_Esercito_Italiano_all_esercitazione_Saber_Junction_2022.aspx
[6] https://civil.ge/archives/511662


Foto copertina: Italia e Georgia Il Presidente Sergio Mattarella con S.E. la Signora Salomè Zourabichvili, Presidente della Georgia.