AirQo è un progetto sviluppato da un team dell’Università di Makerere che utilizza software di intelligenza artificiale per misurare la qualità dell’aria nelle città ugandesi.


 

Secondo il Global Burden of Disease, uno studio globale sui principali fattori di rischio che causano malattie e, in casi estremi, conducono alla morte, circa 3,4 milioni di persone sono morte nel 2017 a causa dell’inquinamento dell’aria.[1] Tale cifra è particolarmente preoccupante se si considera che il numero dei decessi per HIV/AIDS è di tre volte superiore, mentre supera di ben otto volte il numero di coloro che hanno perso la vita per omicidio.[2] In tale contesto, il problema dell’inquinamento atmosferico è esacerbato dal fatto che la maggior parte dei paesi a basso reddito non effettua alcun monitoraggio efficace e regolare della qualità dell’aria nelle aree urbane e nelle principali città.
Tuttavia, a partire dal 2015 la Makerere University ha sviluppato AirQo, una rete di dispositivi di monitoraggio a basso costo che forniscono dati in modo continuativo sull’entità e sulla portata dell’inquinamento atmosferico nelle principali città dell’Uganda e dell’Africa Subsahariana, al fine di colmare le lacune presenti a livello statistico e quantitativo sulla purezza e sulla qualità dell’aria in tale area.[3]

Il progetto

 Sotto la guida di Engineer Bainomugisha – ex-studente ed oggi direttore del dipartimento di informatica della stessa università, il progetto prevede l’utilizzo di sensori installati sulla cima di palazzi e sui principali mezzi di trasporto; in seguito, attraverso software di intelligenza artificiale basati su cloud, le informazioni raccolte vengono analizzate in tempo reale, al fine di prevedere il livello di particelle inquinanti nell’aria. Queste previsioni costituiscono un prezioso contributo per le diverse comunità urbane, permettendo loro di ridurre il rischio di esposizione e migliorare la qualità dell’aria a terra.[4] Di fatto, il team di AirQo ha sviluppato numerose partnership e ha coinvolto attori diversi con l’obiettivo di informare e rendere consapevoli le parti interessate delle azioni di mitigazione dell’inquinamento atmosferico e del loro effetto sulla salute umana.

L’iniziativa promossa dal team dell’Università di Makerere presenta numerose caratteristiche innovative: in primo luogo, i dispositivi di monitoraggio della qualità dell’aria sono progettati localmente e in maniera tale da funzionare in ambienti interessati da condizioni metereologiche estreme (come siccità e temperature particolarmente elevate) e connessione ad internet intermittente e limitata. In secondo luogo, nel solo territorio dell’Uganda sono più di 80 i dispositivi installati, i quali utilizzano le più recenti ed avanzate tecnologie basate su cloud per archiviare, gestire e infine elaborare in modo preciso ed accurato le enormi masse di dati raccolte, in grado di fornire importanti indicazioni sul comportamento spaziale e temporale dell’inquinamento atmosferico.[5] Infine, con il proposito di aumentare la copertura spaziale dell’iniziativa, i dispositivi di monitoraggio vengono installati anche sui cosiddetti “boda-bodas”, motociclette-taxi in grado di spostarsi anche lungo percorsi fuoristrada e strade secondarie.

La Google Artificial Intelligence Impact Challenge  

A Maggio del 2019, AirQo è stato l’unico progetto proveniente dall’Africa ad essere selezionato da Google.org nell’ambito del Google Artificial Intelligence Impact Challenge fra i migliori 20 progetti in cui è stata utilizzata l’intelligenza artificiale per affrontare le sfide sociali. L’iniziativa, che ha visto partecipare più di 2600 candidati provenienti da 119 paesi, ha permesso ad AirQo di ottenere 1,3 milioni di dollari da utilizzare per implementare l’efficienza e il raggio d’azione del proprio programma.[6] A più di un anno di distanza, la somma ricevuta ha consentito al team dell’Università di Makerere di ampliare la propria rete di monitoraggio della qualità dell’aria e di utilizzare l’intelligenza artificiale in modo più accurato, affinché i dati sull’inquinamento atmosferico risultino via via più precisi e le conseguenti azioni di mitigazione più efficaci. Nell’ambito del programma, gli esperti di intelligenza artificiale del team di Google hanno fornito anche assistenza, formazione e tutoraggio ai ricercatori di AirQo, i quali nel gennaio dello scorso anno hanno preso parte all’Artificial Intelligence Impact Challenge Summit a San Francisco, California.
Il team di Engineer Bainomugisha spera che grazie a questa tecnologia si possa ridurre l’inquinamento atmosferico nelle città dell’intero continente, affinché la sua generazione e quelle future sappiano che cosa significhi respirare aria pulita: benché tale obiettivo sembri ancora remoto, AirQo rappresenta indubbiamente un esempio virtuoso ed innovativo dell’uso dell’intelligenza artificiale in campo sociale ed ambientale nel continente Africano.


Note

[1] The Global Burden of Disease è uno studio globale sulle cause e sui fattori principali che conducono a malattie e in casi più estremi alla morte, pubblicato sulla rivista medica The Lancet. https://www.thelancet.com/gbd 
[2] https://ourworldindata.org/outdoor-air-pollution 
[3] https://www.airqo.net/about 
[4] https://about.google/stories/clean-air-for-kampala/?utm_source=Google&utm_medium=HPP&utm_campaign=Engineer_Story 
[5] https://www.airqo.net/about 
[6] https://www.ong2zero.org/blog/da-kampala-alle-altre-citta-africane-aria-pulita-con-sensori-e-intelligenza-artificiale/ 


Foto copertina: Immagine web