Come la comunicazione strategica e la guerra dell’informazione giocano un ruolo preponderante nello scacchiere geopolitico euroasiatico. Il caso Russia evidenzia come i media possano influenzare la politica interna di un paese.


 

La comunicazione strategica e la guerra dell’informazione stanno influenzando lo svolgimento delle prossime elezioni per i rappresentanti della Duma di Stato della Federazione Russa con il rischio di aumentare la spaccatura esistente tra Mosca e Bruxelles. Non è una novità che in prossimità delle votazioni gli organi di informazione inondino il main stream  mediatico con articoli, analisi, dichiarazioni di esperti e anche fake news il cui obiettivo è quello di accreditare o screditare il processo elettorale di un paese target.  La Russia non è esente da questo fenomeno le cui conseguenze possono essere significative sia in politica interna che estera.

La guerra di informazione che sta in questi giorni caratterizzando le votazioni russe trova le sue origini nel caso Navalny, blogger russo e oppositore politico al centro della polemica internazionale conosciuto in patria per le sue idee xenofobe, anti-immigrazione, per i suoi conti nelle banche del Lussemburgo, ma supportato dall’Occidente come la unica e vera alternativa al presidente russo Vladimir Putin .

A questo evento è seguito lo scontro tra il Cremlino e l’OSCE a seguito della decisione di quest’ultima di non inviare i propri osservatori a causa della riduzione del loro numero dovuta, secondo quanto affermato dal Cremlino, per tutelare la sicurezza di ogni partecipante durante il periodo di pandemia.
E’ infatti innegabile che gli osservatori stranieri giunti in Russia siano di meno di quelli previsti (ma sempre un numero superiori di quelli presenti alle ultime elezioni presidenziali statunitensi), ma è anche vero che a Mosca si percepisce una grande attenzione per la sicurezza sanitaria sia dei cittadini russi che di quelli internazionali con alberghi dotati di servizi di tampone rapido e molecolare a cui vengono sottoposti regolarmente (ogni 2-3 giorni) le persone che soggiornano in queste strutture così come coloro che vi lavorano.

Il tema della regolarità del processo elettorale è stato affrontato nei giorni scorsi (14-15 settembre 2021) durante la prima conferenza scientifica internazionale “Ruolo della Società Civile per assicurare gli standard democratici per l’organizzazione e conduzione delle elezioni” organizzata dalla Camera della Società Civile della Federazione Russa e dalla Società russa dei politologi presso l’Università Statale di Mosca Lomonosov (MGU). Sia durante la sessione plenaria che nelle cinque tavole rotonde a cui hanno preso parte esperti russi e stranieri sono state presentate e analizzate le procedure attuate dal Cremlino per garantire un monitoraggio efficace delle elezioni attraverso l’istallazione di telecamere in ogni seggio attive 24 ore su 24 e la creazione di un sistema informatico che possa raccogliere la documentazione dei filmati consultabili dai cittadini russi e proteggere il voto da un possibile attacco hacker. Una ampia analisi è stata dedicata al ruolo che le nuove tecnologie possono avere nel processo elettorale, i rischi e problemi delle interferenze esterne nelle dinamiche della politica interna di un paese così come il ruolo che i media e i social network giocano nell’influenzare la percezione che l’elettorato ha del proprio governo e della legittimità delle votazioni.

Se da un lato la stampa internazionale ha già giudicato come irregolari e illegittime le elezioni russe prima del loro svolgimento e paesi come la Lituania hanno inviato un report a Bruxelles richiedendo l’invalidazione dei risultati delle votazioni per i membri della Duma di Stato ancor prima che queste siano finite, dall’altro lato le opinioni degli osservatori russi e internazionali presenti sul territorio russo sembrano contrastare quanto i media stanno diffondendo in questi giorni.

Il team di ASRIE Analytica, piattaforma di analisi geopolitica, che con noi è presente attualmente in Russia, ha incontrato alcuni dei rappresentanti stranieri e russi che hanno partecipato a tale evento per discutere la legittimità o non delle elezioni russe, il ruolo dei media, e anche i risvolti geopolitici.

Hervé Yves Marie Claude Juvin, politico francese e membro del Parlamento Europeo, ha spiegato che una forte campagna di disinformazione sta investendo la Russia e le sue elezioni con l’obiettivo di delegittimare i candidati alla Duma di Stato e perseguire la strategia del capitalismo mondiale elaborata per contrastare ogni tipo di forma democratica e governativa alternativa.

Igor Ivanovich Kuznetsov, professore del Dipartimento di Storia e Teoria Politica, vice rettore della Facoltà di Scienza Politica presso l’Università Statale di Mosca Lomonosov e direttore esecutivo della Società russa degli scienziati politici, nell’invitare chiunque voglia a verificare la regolarità delle elezioni russe basate su un sistema politico solido e completo e un modello di cittadinanza aperto e positivo, si è dichiarato non sorpreso di questo fervore mediatico.

Urs Unkauf, esperto di relazioni internazionali tedesco e rappresentante della Associazione Federale per lo Sviluppo Economico e il Commercio, auspicando che le relazioni tra la Russia e l’Unione Europea possano riprendere e ampliarsi attraverso la formula delle consultazioni interparlamentari, si è mostrato soddisfatto del clima politico tranquillo che ha percepito durante la sua visita nel territorio russo e fiducioso sulla legittimità e regolarità delle votazioni.

Moosa Siraj e Yasir Abdul Latheef, membri del Majlis della Repubblica delle Maldive, nel visitare la Federazione Russa hanno espresso un giudizio positivo sul sistema elettorale considerandolo legittimo, trasparente e all’insegna dei principi democratici grazie alla presenza di osservatori russi e stranieri.

A fronte delle accuse e analisi dei media internazionali e delle testimonianze raccolte dal nostro team durante la visita in Russia il vero auspicio è che le elezioni dei prossimi giorni possano svolgersi senza ingerenze esterne e che i risultati siano riconosciuti a livello internazionale.

Esiste un forte rischio, infatti, che il clima di tensione e sospetti creato dalla guerra dell’informazione e da una modalità specifica della comunicazione strategica possa creare una ulteriore spaccatura tra Occidente e Federazione Russa le cui conseguenze saranno tangibili a livello globale in un periodo storico caratterizzato dalla crisi sanitaria a causa del Covid-19 e dai recenti sviluppi sociopolitici avvenuti in Afghanistan a seguito del ritiro delle truppe statunitensi i cui sviluppi, qualora la comunità internazionale abbandonasse la cooperazione, potrebbero essere significativamente negativi per l’intera regione euroasiatica.


Report prodotto durante la missione di lavoro in Russia in collaborazione con il team di ASRIE Analytica e Notizie Geopolitiche


Foto copertina: Seggio elettorale a Mosca (foto Opinio Juris D.N.)