Infuria la polemica a San Marino dopo che il quotidiano “La Serenissima” finisce in tribunale a seguito di un esposto presentato da un Segretario di Stato per esercizio abusivo della professione. Il direttore del quotidiano sanmarinese Gian Maria Fuiano: “E’ morta la democrazia”. Consulta: “Regole sì, ma anche rispetto del diritto di opinione”


Infuria la polemica all’ombra del Monte Titano che rischia di coinvolgere il Governo dopo che il quotidiano “La Serenissima” finisce in tribunale a seguito di un esposto presentato da un Segretario di Stato per esercizio abusivo della professione in violazione dell’articolo 385 del codice penale.
Secondo quanto riportato da Rtv San Marino, il direttore de La Serenissima Gian Maria Fuiano ha reso noto che “tutti coloro che hanno scritto negli ultimi mesi per il suo giornale, sono stati messi sotto inchiesta dal tribunale sammarinese”, per la precisione chi ha scritto dal marzo dello scorso anno.

Prima pagina del quotidiano “La Serenissima”

Il direttore Fuiano ha aggiunto che “i collaboratori sono tutti volontari, o giovani ragazzi che vogliono iniziare il mestiere e quindi devono imparare, e come giornale siamo obbligati a testarli con i loro pezzi; oppure sono persone che hanno già il loro mestiere, esperte di qualche settore, le quali anziché dare delle spiegazioni sommarie fanno addirittura loro i pezzi, in modo che la loro professionalità sia al meglio chiara[1]”.
Fuiano richiama la Carta Ue sottoscritta dalla stessa Repubblica, sulla “libertà di espressione e di informazione”. Annunciando il ricorso al tribunale di Strasburgo: “Tutto il ‘malloppo’ – scrive – verrà girato agli organismi internazionali”, leggasi Corte Europea per i Diritti dell’Uomo. Chiede altresì l’intervento di cittadini, associazioni, sindacati e ordini professionali per il rispetto della libertà di stampa. Tema sicuramente al centro del comma comunicazioni dei lavori consiliari che si aprono oggi mercoledì 23.
Ieri La Serenissima è uscita con poche pagine nere e il titolo a prima pagina piena “La Serenissima oggi a lutto: morta la democrazia”.
La Consulta pur richiamando “il rispetto della legge e l’obbligo di iscrizione nei registri previsti dalla normativa per chi intenda svolgere e svolga la professione giornalistica a San Marino, come previsto dalla legge 211/2014”, afferma che “il clima di ostilità alla libertà di espressione, di opinione di critica e al diritto di cronaca che si respira nel Paese desta preoccupazioni[2]”. La replica del Segretario all’Informazione, Teodoro Lonfernini: “La democrazia non è morta anzi è molto viva. Ma tutti ne devono interpretare le logiche e rispettare ogni forma delle regole democratiche e, attraverso quelle, fare ogni forma di attività, anche giornalistica e informativa”. A San Marino sono a rischio la libertà di espressione e di stampa? 


Note

[1] https://www.sanmarinortv.sm/news/attualita-c4/serenissima-morta-la-democrazia-lonfernini-si-devono-seguire-le-regole-consulta-regole-si-ma-anche-rispetto-del-diritto-di-opinione-a219137
[2] https://www.sanmarinortv.sm/news/comunicati-c9/la-consulta-per-l-informazione-sulla-liberta-di-espressione-a219127


Foto copertina: La Rocca, conosciuta anche come Guaita o Prima Torre, è la maggiore nonché la più antica delle tre rocche che dominano la Città di San Marino.Wikipedia