L’alleanza granitica tra la Santa Sede e il Cremlino

L’alleanza granitica tra la Santa Sede e il Cremlino

I rapporti diplomatici tra la Federazione Russa e la Santa Sede sono andati intensificandosi da un decennio a questa parte, sino a diventare un asse imprescindibile nella politica internazionale dei rispettivi paesi. Ma da dove nasce e come si è sviluppata questa affinità?


 

Che tra la “Terza” Roma e la “Prima” i rapporti diplomatici siano altamente positivi e ormai consolidati non può esservi alcun dubbio. Non sono passate inosservate le visite del presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin a Roma, accolto con cortesia e gaudio da Papa Francesco. Ben tre sono stati i viaggi del presidente russo nella capitale della Cristianità, secondi solo a quelli fatti dall’omonimo tedesco, la Cancelliera Angela Merkel.

L’ambasciatore russo presso la Santa Sede, Aleksandr Avdeev, ha confermato durante un’intervista che “questi dieci anni sono stati il tempo felice dello sviluppo fruttuoso delle relazioni tra Federazione Russa e Santa Sede[1] Aggiungendo, inoltre, che tale stato di cose dipende da una “condivisione dello sguardo espresso da Russia e Santa Sede sui fatti e i problemi del mondo[2].

Lo sguardo comune a cui allude l’ambasciatore è quello volto a costruire, secondo le parole del presidente russo, “un’architettura di sicurezza indivisibile”. Questi, in occasione dell’ultimo vertice di Osaka, ha promosso un summit ristretto tra le potenze emergenti (India e Cina) statuendo le linee guida che devono guidare l’attuale configurazione multipolare. “I nostri paesi – ha affermato Vladimir Putin – sono favorevoli a preservare il sistema di relazioni internazionali, il cui nucleo centrale è la Carta delle Nazioni Unite e lo stato di diritto. Sosteniamo principi importanti delle relazioni interstatali come il rispetto della sovranità e la non ingerenza negli affari interni[3]. Linea costantemente perseguita anche durante fasi particolarmente critiche come quella occorsa in occasione del conflitto siriano, quando lo stesso Putin indirizzò una lettera agli Stati Uniti, pubblicata sul New York Times. In essa, a chiare lettere, veniva ribadita l’importanza delle regole internazionali e la necessità che esse venissero scrupolosamente osservate: “La legge è la legge, e dobbiamo seguirla che ci piaccia o no. Sotto le attuali leggi internazionali, la forza è concessa solo per legittima difesa o in seguito a una decisione del Consiglio di Sicurezza. Qualsiasi altra cosa è inammissibile per la Carta delle Nazioni Unite, e costituirebbe un atto di aggressione[4]

La difesa del sistema multilaterale, d’altra parte, costituisce una pietra miliare negli interventi pubblici del Papa e nell’azione diplomatica della Santa Sede. Essa risponde ad una esigenza costitutiva dell’uomo: l’apertura alla speranza. La nascita della Società delle Nazioni, costituita con il trattato di Versailles il 28 giugno 1919, segna un passaggio fondamentale nella storia dei rapporti internazionali, poiché essa – ha ricordato Papa Francesco – “rappresenta l’inizio della moderna diplomazia multilaterale, mediante la quale gli Stati tentano di sottrarre le relazioni reciproche alla logica della sopraffazione che conduce alla guerra.[5]

Tuttavia l’azione degli organismi internazionali si ancora sulla volontà dai parte degli Stati membri di costruire la pace aprendosi al dialogo e rispettando le leggi internazionali. Una comune cultura, come è quella che scorre tra la Federazione Russa e la Santa Sede, è fondamentale nell’attuale contesto geopolitico. Essa costituisce il tassello fondamentale di una civilizzazione che ha una matrice aperta al dialogo ed alla speranza. Parlando al corpo diplomatico, lo scorso 9 gennaio, il Sommo Pontefice ha ricordato l’incendio della cattedrale di Notre Dame a Parigi, il quale rappresenta simbolicamente lo stato etico e valoriale dell’occidente. Egli ha quindi ricordato che “in un contesto in cui mancano valori di riferimento, diventa più facile trovare elementi di divisione più che di coesione.[6]

Uno sviluppo determinante nel consolidamento dei rapporti tra i due soggetti internazionali si è avuto con la firma della Dichiarazione congiunta, in occasione dello storico incontro avvenuto a L’Avana il 12 febbraio 2016, tra il Papa e il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, Kirill. La Chiesa ortodossa russa non è una semplice comunità ecclesiale, una delle tante che compongono il frastagliato ecumene orientale di tradizione ortodossa. Essa svolge un ruolo fondamentale nel mondo dell’ortodossia, frutto di quella traslatio imperii che avvenne con la caduta di Costantinopoli (la seconda Roma) e il passaggio di consegne dell’eredità di Bisanzio a Mosca. Il potere politico russo, consapevole di questa eredità dai riflessi inevitabilmente temporali oltre che spirituali (dati anche dalla peculiare natura dei rapporti tra stato e chiesa venutisi a creare in Oriente) ha inaugurato con “l’era putiniana” un ruolo attivo nella difesa e promozione della identità culturale e spirituale russa. Altamente simboliche sono le parole del presidente Putin pronunziate dinanzi al Concilio dei Vescovi, nel dicembre 2017. Parlando della restaurazione del Patriarcato nel periodo 1917-1918, egli ha affermato: “[…] Nonostante la repressione e la persecuzione, la distruzione e il saccheggio dei templi, i tentativi di indebolire e screditare la Chiesa, hanno conservato la cosa più importante – la fede, hanno aiutato il nostro popolo, sia qui che all’estero, a preservare la cultura, la storia, i costumi, le tradizioni e il carattere nazionale.” Poi, continuando, il presidente russo ha aggiunto: “La vita mette tutto al suo posto, separa chiaramente il superficiale e l’artificiale dalla verità. Così i valori autentici e il patriottismo hanno rivelato la loro forza divenendo un sostegno per i nostri soldati – i soldati della Grande Guerra Patriottica, difensori ed eredi della millenaria Russia. In tutte le chiese allora si pregava, chiedendo a Dio di «concedere la Vittoria ai combattenti della nostra Patria».”[7] Anche per questo la Dichiarazione congiunta ha un valore da non sottovalutare per decifrare gli stretti legami che intercorrono tra Federazione Russa e Santa Sede.

Nel documento sottoscritto a Cuba, “all’incrocio tra Nord e Sud, tra Est e Ovest. […] simbolo delle speranze del «Nuovo Mondo»[8], vi è sancito il comune impegno nel ricordare in sede europea la necessità della difesa delle radici cristiane, quale linfa vitale dell’Europa (§16); la promozione e la difesa della famiglia naturale (§19, §20), così come della vita umana, dal concepimento alla morte naturale (§21), oltre all’impegno in campo internazionale in difesa dei cristiani perseguitati in medio oriente e in tutte le parti del mondo dove sono oggetto di persecuzioni a causa della loro fede.

Visioni comuni dunque: dai “principi non negoziabili” (vita, famiglia, libertà di educazione)[9] [10] [11] ad un impegno in campo internazionale aperto al dia-logos ed alla mediazione diplomatica; affinché si possa sempre più affinare quel “lessico”, di cui la Comunità internazionale ha estremo bisogno, mirante a disvelare ciò che il Papa definisce “chiaro ancoraggio oggettivo[12] al servizio della persona, immagine transeunte del Creatore.


Note

 

[1] G. Valente, L’Ambasciatore russo Avdeev: il Vaticano è lo Stato più stabile d’Europa, in URL: https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2020/01/03/news/l-ambasciatore-russo-avdeev-il-vaticano-e-lo-stato-piu-stabile-d-europa-1.38282491 07/02/2020.

[2] Ibidem

[3] T. dal Passo, GIAPPONE. Putin, Xi, Modi: le tre anime del multilateralismo anti Trump, in URL: https://www.agcnews.eu/giappone-putin-xi-modi-le-tre-anime-del-multilateralismo-anti-trump/  08/01/2020

[4] V. Putin, A Plea for Caution From Russia, in URL: <https://www.nytimes.com/2013/09/12/opinion/putin-plea-for-caution-from-russia-on-syria.html> 08/01/2020.

[5] Francesco, Discorso del Papa ai membri del corpo diplomatico, 07/01/2019, in URL: http://www.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2019/january/documents/papa-francesco_20190107_corpo-diplomatico.html  07/02/2020

[6] Francesco, Discorso del Papa ai membri del corpo diplomatico, 07/01/2019, in URL:  http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2020/january/documents/papa-francesco_20200109_corpo-diplomatico.html 07/02/2020

[7] V. Putin, Discorso al Concilio dei Vescovi, 01/12/2017, in URL: https://mospat.ru/it/2017/12/01/news153708 / 07/02/2020

[8] Francesco – Kirill, Dichiarazione congiunta, 12/02/2016, in URL: http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2016/february/documents/papa-francesco_20160212_dichiarazione-comune-kirill.html#Dichiarazione_comune_ 07/02/2020

[9] Cfr. Pontificio Consiglio della giustizia e della pace, Compendio della dottrina sociale della Chiesa, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2005

[10] Cfr. Benedetto XVI, Ai partecipanti presenti al convegno promosso dal Partito Popolare Europeo, 30/03/2006, in URL: http://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/speeches/2006/march/documents/hf_ben-xvi_spe_20060330_eu-parliamentarians.html

[11] Cfr. Congregazione per la Dottrina della Fede, Nota dottrinale circa alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica, 24/11/2002,  in URL: http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20021124_politica_it.html#_ftn17

[12] Francesco, Discorso del Papa ai membri del corpo diplomatico, 09/01/2020, in URL: http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2020/january/documents/papa-francesco_20200109_corpo-diplomatico.html 07/02/2020


Foto copertina: Incontro tra Papa Francesco e Vladimir Putin, il 10 giugno 2015.


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Diego Panetta

Diego Benedetto Panetta è laureato in Giurisprudenza alla Pontificia Università Lateranense, a titolo speciale “Università del Papa”, dove si è specializzato in Filosofia del Diritto. Praticante notaio, sta completando la formazione giuridica, frequentando una scuola notarile e di formazione per le professioni legali. Inoltre, sta conseguendo un master in Diritto matrimoniale e processuale canonico.
Studioso di dottrine politiche, storia, filosofia, teologia e letteratura, collabora con diverse riviste online, dove scrive su svariati temi che vanno dalla politica internazionale alla filosofia.

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