Un quadro sintetico delle principali teorie cospirazioniste che da vent’anni echeggiano su Ground Zero 


 

“Vale sempre la pena di porre
una domanda, ma non sempre
vale la pena di dare una risposta.”
Oscar Wilde

Allo scoccare dei 20 anni dall’attacco al World Trade Center di New York dell’11 settembre 2001, il tintinnio dell’orologio temporale non ha silenziato il vociferare dei dubbi e delle teorie che cercano di spiegare l’origine del «colpo al cuore dell’America».

Sebbene tale vociferare si espliciti soltanto in teorie più o meno convincenti, esse posseggono allo stesso tempo una forte valenza mediatica, tali da essere oggetto di “censura”. A confermare ciò si presenta il caso del regista Spike Lee e della sua docu-serie Nyc Epicentres 9/11 – 2021 ½, un tributo in quattro parti alla città di New York, nonché alla resilienza dei suoi cittadini. Dopo il debutto dello scorso 22 agosto, una pioggia di critiche ha costretto il regista newyorkese a modificare l’ultimo episodio della serie[1], in cui sono presenti esponenti del gruppo complottista Architects and Engineers for 9/11 Truth[2], promotori dell’idea che la demolizione dei tre edifici del World Trade Center sia avvenuta attraverso un’operazione controllata, piuttosto che da parte di terroristi a cavallo di due aerei da schiantare contro le Torri Gemelle[3]. Il caso del regista dimostra l’importanza di porsi domande, col fine di giungere all’estrema verità, nonostante sia spesso difficile accettarne la relativa crudeltà.

Nella seguente trattazione, si cercherà di delineare sinteticamente le teorie sull’11 settembre che tentano di confutare i fatti come i media e i libri di storia hanno presentato al tempo e tutt’oggi.

La teoria del complotto

Questa teoria individua come artefice degli attentati dell’11 settembre la Casa Bianca, o il suo establishment, per indurre il presidente George W. Bush a dichiarare guerra al terrorismo islamico. Secondo tale teoria, questo episodio avrebbe concesso all’esercito USA il via libera per l’invasione dell’Iraq e l’intervento in Afghanistan[4]. è facilmente plausibile l’imponente indignazione dell’opinione pubblica, tant’è che nel novero delle teorie complottiste più diffuse ve ne sono quattro sponsorizzate dai cd. truthers.

La prima teoria: il ritardo dell’aviazione militare americana

Pare che questa teoria veda il vicepresidente Dick Cheney ordinare all’aviazione militare americana di non alzarsi in volo e di non intercettare gli aerei dirottati, motivando di conseguenza il ritardo nella reazione dell’amministrazione Bush.
La versione ufficiale trova la causa di ciò nella mancanza di coordinamento tra organi di controllo del traffico aereo civile (FAA) e aviazione militare, adducendo ragioni ulteriormente alla lentezza di reazione, quali il carattere multiplo degli attacchi, il sistema contraereo e la disattivazione degli strumenti di identificazione a bordo.

La seconda teoria: la controlled demolition

Tra le teorie sull’11 settembre, c’è chi sostiene che le Torri siano state abbattute attraverso una serie di cariche esplosive coordinate, tesi accreditata dalle immagini delle esplosioni nei piani alti degli edifici. In un’intervista per il Washington Journal, l’architetto, nonché esponente dell’Architects and Engineers for 9/11 Truth, Richard Gage, ha dichiarato che il crollo del WTC fosse causato da una “controlled demolition” e non da un attacco terroristico. Spiega, infatti, che «here it is a 47 story skyscraper that at 5:20 pm drops like a rock», facendo cadere la penna sul tavolo per simulare la velocità con cui le Torri sono crollate, definendola come «freefall acceleration, straight down uniformly, symmetrically». Inoltre, aggiunge che «a building with 47 tons of structural steel cannot fall straight down like we saw, due to normal office fires»[5]. Difatti, una ricerca del National Institute of Standards and Technology ha concluso che l’impatto degli aerei contro le Torri danneggiò in modo definitivo le colonne portanti. Inoltre, gli incendi furono innescati da 10mila galloni di benzina, distribuiti su più piani. A ciò fecero seguito l’incurvamento dei pavimenti per le temperature altissime e il piegamento delle colonne perimetrali, concretizzandosi nel definitivo collasso.

La terza teoria: il finto attacco al Pentagono

Thierry Meyssan nel suo “9/11. The Big Lie” ha sostenuto che il Pentagono fosse stato distrutto da un missile e che resti di un aereo fossero stati portati sul luogo per simulare il disastro, anche se successivamente furono ritrovati decine di corpi di passeggeri e membri dell’equipaggio nella zona dell’impatto. Eppure, il giornalista Massimo Mazzucco, nel suo docu-film “11 Settembre 2001: Inganno Globale”, incentrato sull’aereo caduto (o abbattuto) in Pennsylvania e su quello del Pentagono, sono presentate le immagini del Pentagono scattate poco dopo lo schianto: il prato è intatto, vi è una spaccatura sulla facciata dell’edificio di 20 metri più stretta, rispetto all’apertura alare di un Boeing, e non vi sono resti del velivolo tra le macerie, neanche tracce dei motori[6]. La teoria ufficiale dichiara che l’aereo si sia disintegrato all’interno del Pentagono, nonostante alcune testimonianze raccolte nel film confutino questa affermazione. Tuttavia, non è stata rinvenuta nessuna prova che confermi la distribuzione dei resti di un aereo sul luogo del disastro.

La quarta teoria dei truthers

Alcuni truthers sostengono che gli aerei dirottati fossero carichi di esplosivo, per cui la loro esplosione era guidata tramite un meccanismo telecomandato a distanza e che i presunti passeggeri a bordo sarebbero stati uccisi altrove, per poi scaricare i loro cadaveri nell’Oceano. A minare la veridicità di questa teoria su ciò che è accaduto l’11 settembre, ci sono le telefonate ai familiari e amici dei passeggeri, partite dai telefoni presenti sui velivoli[7].

L’inchiesta italiana: “Zero”

In Italia, Giulietto Chiesa, Franco Fracassi, Francesco Trento e Thomas Torelli lavorarono ad un’inchiesta, divenuta prima un libro e poi un film, proiettato alla Festa del Cinema di Roma: “Zero”. L’inchiesta si focalizza sulla manipolazione delle immagini dell’attacco terroristico trasmesse quel giorno in tutto il mondo. Oltre a ciò, secondo Chiesa, «le prove della responsabilità di Osama Bin Laden non sono mai state documentate ed esibite dagli Stati Uniti e noi, insieme alla Nato, siamo andati in Afghanistan sulla base di queste presunte prove»[8]. Nella presentazione del film per Pandora Tv, in occasione del sedicesimo anniversario dall’attentato, Chiesa ritiene che si tratti «dell’anniversario di un nemico fittizio.
Il terrorismo islamico è stato creato così e da allora è stato ingigantito dai suoi creatori, come grande velario che doveva coprire l’assalto dei ricchi (sempre più ricchi) contro i poveri, che sono stati convinti e sono convinti di vivere nel migliore dei mondi possibile: l’occidente civile, contrapposto agli altri 6 miliardi di uomini del pianeta che non sono l’occidente civile»[9].

Il complotto giudaico

Negli ambienti integralisti musulmani e nella destra estremista si ritiene che, il giorno dell’attentato, quattromila ebrei dipendenti di aziende operanti all’interno delle Twin Towers e nelle zone immediatamente limitrofe siano stati avvisati della sciagura che di lì a poco si sarebbe scatenata. “L’attenti al lupo” ha concesso loro la possibilità di non presentarsi a lavoro nella data fatidica, a condizione che quanto confessato non dovesse essere rivelato a parenti, amici o alla stampa[10]. Tale “interpretazione” dell’attacco continua a dilagare sui social e anche in molti siti antisionisti e pro-palestinesi. Eppure, secondo un articolo del Wall Street Journal dell’11 ottobre 2001, circa il 10% delle vittime erano di religione ebraica. In aggiunta, un elenco parziale dei 390 dipendenti della Cantor Fitzgerald che morirono negli attacchi annovera 49 deceduti di religione ebraica, ovvero il 12-13% del totale. Queste stime ammontano intorno al 10-15% e corrispondono alla percentuale di ebrei residenti nella zona di New York. Secondo l’American Jewish Book del 2002, il 9% della popolazione dello Stato di New York al tempo era composto da cittadini di religione ebraica, infatti il 43% delle vittime del World Trade Center risiedeva nella città di New York. Pertanto, il numero di ebrei vittime degli attentati dell’11 settembre 2001 si avvicina al numero di ebrei residenti a New York. Invece, se fosse vero che 4000 ebrei non erano presenti a lavoro in quel giorno, il numero delle vittime di religione ebraica sarebbe stato ben più basso del 10-15%[11].

Svelare gli altarini

Il ventesimo anniversario dell’attentato al WTC non è mai privo di attenzione e il velo di mistero che opprime i segreti sottostanti alla fatidica data dell’11 settembre si infittisce sempre più. Un velo che l’attuale Presidente degli USA, Joe Biden, ha deciso di afferrare con forza per portare alla luce le verità omesse di quella vicenda scabrosa. Il suo intento si è concretizzato nella firma di un decreto, contenente l’ordine diretto al Dipartimento di Giustizia e ad altre agenzie governative di riesaminare i documenti giacenti negli archivi dell’FBI sugli attacchi di Al-Qaeda, per una declassificazione entro sei mesi.

Alle prime luci del ventesimo anniversario della più grande tragedia terroristica per USA, Biden sta mantenendo così una solenne promessa elettorale[12] e sta per fornire (forse) le risposte agli interrogativi che echeggiano su Ground Zero.


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Note

[1] Episodio che al momento è stato distribuito solo alla stampa e che andrà in onda in concomitanza con il ventesimo anniversario dell’attentato.
[2] Il gruppo è stato fondato nel 2006, con la missione di “esporre le bugie ufficiali e l’insabbiamento degli eventi dell’11 settembre 2001, in un modo che ispiri le persone a superare la negazione e a comprendere la verità”.
[3] La Stampa, “Spike Lee riscrive il finale del documentario sull’ 11 settembre. Criticato per le scene con le teorie del complotto”. URL: https://www.lastampa.it/spettacoli/cinema/2021/08/28/news/spike-lee-riscrive-il-finale-del-documentario-sull-11-settembre-criticato-per-le-scene-con-le-teorie-del-complotto-1.40642326
[4] cfr. AGI.  
[5] C-Span, Washington Journal – Architects and Engineers for 9/11 Truth. URL: https://www.c-span.org/video/?320748-5/washington-journal-architects-engineers-911-truth
[6] “11 Settembre 2001 – Inganno Globale” di Massimo Mazzucco, disponibile su Youtube. URL: https://www.youtube.com/watch?v=_2bjp0FwIlg
[7] Festa R., 2011, “Usa, in dieci anni le teorie complottiste<br>sull’11 settembre si sono moltiplicate”, in Il Fatto Quotidiano. URL: https://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/08/usa-in-dieci-anni-le-teorie-complottistesull11-settembre-si-sono-moltiplicate/156165/amp/
[8] Rai News, “Gli attacchi alle Torri gemelle e la teoria del complotto”. URL: https://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Gli-attacchi-alle-Torri-gemelle-e-la-teoria-del-complotto-10946e74-3e5a-4080-bf1f-de602ec6b9e1.html?refresh_ce
[9] Pandora Tv, “ZERO – Inchiesta sull’11 settembre”. URL: https://www.youtube.com/watch?v=yp9oaoZxTXI
[10] AGI, “11 settembre: verità nascoste, le 3 teorie del complotto”. URL: https://www.agi.it/estero/11_settembre_complottisti_non_si_arrendono_le_3_teorie-1068327/news/2016-09-09/
[11] Affari Italiani, “11 settembre: la bufala dei 4000 ebrei salvi perché avvertiti degli attentati”. URL: https://www.affaritaliani.it/cronache/11-settembre-4000-ebrei-pre-avvertiti-complotto-giudaico-bufala-498417.html?refresh_ce
[12] Sole 24 ore, 4 settembre 2021, “11 settembre, Biden firma: via il segreto dai documenti dell’Fbi”. URL: https://www.ilsole24ore.com/art/11-settembre-biden-firma-via-segreto-documenti-dell-fbi-AEBvKhg


Foto copertina: Credit foto Ray Stubblebine / Reuters