Three seas digital highway

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Le infrastrutture digitali come strumento geopolitico dei paesi della Nuove Europa.


 

Anche se non sarà il progetto geopolitico più importante dei nostri tempi, il Trimarium o Iniziativa dei Tre Mari, ha senza alcun dubbio l’ambizione di trasformare una serie di progetti infrastrutturali in uno strumento per garantire stabilità ad una macro regione composta da 12 Stati Membri dell’UE che nel 2015 hanno dato vita all’alleanza che, estendendosi dal Baltico al Mar Nero fino al Mar Adriatico, vuole rinverdire ed ampliare il sogno coltivato dal Maresciallo Piłsudski.
Inevitabile che una siffatta iniziativa possa rendere più dura la competizione russo-americana divenendo in un certo senso lo spazio fisico dirimente per il futuro del continente e l’arbitro nella competizione per la massa eurasiatica, come peraltro sostenuto anche da Ian Brzezinksi e David Koranyi, “For more than half a century after the end of World War II, infrastructure interconnections on the continent focused on the development of the East-West axis. During the Cold War, pipelines that delivered Soviet oil and gas to Central and Eastern Europe also served as tools of submission and control[1]. Se fino ad oggi infatti la maggior parte dei gasdotti e persino delle autostrade scorrevano principalmente da est a ovest, con diversi paesi nella condizione di dipendere dalle importazioni di energia dalla Russia, la Three Seas Initiative mira a correggere questo squilibrio sostenendo lo sviluppo di energia, trasporti e infrastrutture digitali nell’Europa centrale e orientale in senso lato, e specificamente lungo un asse nord-sud. Tra le linee guida dell’accordo di collaborazione e sviluppo un posto di primo piano lo occupano senz’altro le infrastrutture tecnologiche, finalizzate alla realizzazione di una vera e propria autostrada digitale che collegherà i paesi aderenti con fibra ottica e 5G. A premere l’acceleratore sullo sviluppo dei progetti c’è innanzitutto la Polonia, acceso sostenitore dell’alleanza e consapevole di essere il punto di riferimento statunitense nella regione. Una situazione che permette di comprendere quanto conterà per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti al primo vertice del Trimarium a Dubrovnik nel 2016, l’andamento delle elezioni USA di novembre visto che il primo sostenitore di quella che Donald Rumsfeld definì come Nuova Europa, è proprio Donald Trump.
Le ambizioni del progetto si misureranno in particolare con la capacità di disegnare una mappa in cui gli stati saranno attraversati da fiumi digitali e dal libero flusso di dati, con un eventuale coinvolgimento dei paesi scandinavi e della Finlandia. Secondo alcune analisi inoltre il successo dell’opera sarà importante non solo per i paesi della regione, ma anche per la coesione dell’UE e della comunità transatlantica[2].
L’autostrada digitale dei Tre Mari prevede infatti la costruzione di un’infrastruttura in fibra ottica e 5G lungo le rotte di trasporto ed energia già pianificate, comprendendo alcuni hub per i servizi basati sul cloud computing e l’archiviazione dei dati, le cosiddette isole dati, che germoglieranno lungo la 3 Seas Digital Highway.
Questo libero flusso di dati eliminerebbe la necessità di duplicare l’infrastruttura per l’archiviazione delle risorse digitali collegando così le isole di dati in tutta la regione, consentendo in questo modo di avere oltre ad una migliore infrastruttura di telecomunicazioni, dei sistemi di stoccaggio e sdoganamento intelligenti in grado di facilitare la creazione di centri di commercio elettronico vicino agli hub di trasporto. Non è un mistero infatti che i membri del Trimarium vedano nel miglioramento delle connessioni digitali la condizione necessaria affinché si giunga ad un’area di stabilità in grado di permettere la crescita economica utile a colmare il divario economico est – ovest all’interno dell’Unione Europea.
Geopoliticamente l’importanza dell’Europa centrale e orientale sta diventando sempre più evidente, al pari del ruolo crescente che le tecnologie avanzate giocheranno nelle relazioni internazionali tanto da far rilevare come l’iniziativa attivata nel 2015 abbia un notevole potenziale, suscettibile di trasformarsi in un nodo fondamentale per i progetti innovativi e all’avanguardia, dal 5G all’IA, conferendo alla Three Seas Digital Highway anche una notevole valenza geoeconomica anche nel duello fra USA e Cina[3]. A tal proposito è stato opportunamente sottolineato che “La regione dei ‘Tre Mari’ sarà, secondo gli analisti, negli anni a venire uno dei posti-chiave del settore. Questo perché il mercato delle ICT in genere (e non solo legate alla sicurezza cibernetica) ha un tasso di saturazione ancora relativamente basso. E perché il processo di digitalizzazione è ancora in fieri. Tali fattori garantiscono a produttori e fornitori una buona prospettiva per esportare verso questi Paesi nei prossimi anni[4]

La costruzione della 3 Seas Digital Highway permetterà di sviluppare la moderna tecnologia wireless garantendo riservatezza, integrità e disponibilità dei dati. Per tali ragioni sarà fondamentale affrontare anche il tema della sicurezza, con un approccio scrupoloso a queste nuove infrastrutture critiche, sviluppando modelli di sicurezza comuni e buone pratiche relative alla costruzione delle reti 5G.
Risulta facilmente rilevabile quindi che a farsi promotrice della realizzazione della connessione digitale sia la Polonia, un attore  ansioso di ritagliarsi uno spazio di manovra nell’Europa centrale, alimentando anche il mito del compito assegnato dalla Provvidenza alla nazione polacca, orgogliosamente protesa nel tentativo di creare un cuneo nel consolidato rapporto tra Germania e Russia, acquisendo così una postura da potenza regionale.
Un player sostenuto con decisione da Trump, protagonista del summit della Tree Seas Initiative del 2017 svoltosi proprio a Varsavia; destinatario della promessa di aiuto fatta da Mike Pompeo nell’ambito dell’ultima Conferenza sulla sicurezza svoltasi a Monaco nel febbraio scorso, in cui il segretario di Stato ha esternato la volontà statunitense di contribuire con 1 miliardo di dollari ai progetti infrastrutturali dell’Iniziativa.
Una centralità geopolitica richiamata Ian Brzezinski e James Jay Carafano quando affermano che “The Three Seas Initiative presents Washington an opportunity to tangibly help some of its closest allies help themselves, counter malign Russian and Chinese influence in Central Europe, and position the U.S. Treasury for a healthy return on investment. That is the very definition of a good deal for the United States”[5].
L’ampliamento dell’infrastruttura digitale, in un primo momento decisamente meno elaborata rispetto a quella energetica e dei trasportisti, è tornata ad essere uno dei tre pilastri fondamentali dell’alleanza basata appunto sul trinomio Connectivity, Commerciality, Complementarity.
In questo senso suonano chiare le parole del presidente polacco Andrzej Duda, quando sostiene che la Three Seas Initiative ha le potenzialità e gli strumenti necessari per diventare un veicolo di ripresa nel difficile periodo post pandemia, grazie alle idee che la guidano e all’attenzione rivolta all’Unione Europea ed all’Europa centro-orientale, candidandosi a rivestire il ruolo di piattaforma per migliorare e sviluppare infrastrutture, energia e legami digitali nella regione, contribuendo così ad accorciare le catene di approvvigionamento  e a guidare i processi produttivi[6].


Note

[1] cfr. WEMER D.A., The Three Seas Initiative explained, su https://www.atlanticcouncil.org/, 11 febbraio 2019

[2] cfr. THE KOSCIUSZKO INSTITUTE, The digital 3 seas initiative: a call for a cyber upgrade of regional cooperation, Policy brief, giugno 2018, p.2

[3] cfr. THE KOSCIUSZKO INSTITUTE, The digital 3 seas initiative: a call for a cyber upgrade of regional cooperation, Policy Brief, giugno 2018, pp.4-5

[4] cfr. TRIGGIANO A., Cybersecurity, una digital-highway a trazione decisamente polacca. Nella regione del Trimarium il Paese può essere un partner competitivo per i mercati, reportdifesa.it, 16 ottobre 2018

[5] BRZEZINSKI I., CARAFANO J.J., America Can Unleash Central Europe’s True Potential, in nationalinterest.org, 5 gennaio 2020

[6] cfr. la dichiarazione del presidente DUDA A., consultabile all’indirizzo https://www.3seas.eu/media/news/president-of-poland-three-seas-initiative-can-become-a-vehicle-of-idea-driven-recovery-from-cov 


Foto copertina:Il fondo d’investimento per l’iniziativa Three Seas è un veicolo di investimento per finanziare progetti infrastrutturali chiave nella regione dei tre mari. Fonte: Three Seas Initiative Investment Fund


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Raimondo Fabbri

Raimondo Fabbri

Giornalista pubblicista e scrittore. Collabora con le rivista Charta Minuta, Il Pensiero Storico e con il Centro studi Geopolitica.info; dal 2008 al 2016 è stato consigliere del Municipio Roma XIII ricoprendo l’incarico di Presidente della Commissione Cultura e Sport (2008-2013). Attualmente è membro del comitato scientifico della Fondazione “FareFuturo”.

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