Il riaccendersi delle tensioni in Donbass ha richiamato l’attenzione dei leader europei e della stampa internazionale sull’Ucraina. Abbiamo incontrato il Console Generale d’Ucraina a Napoli, Maksym Kovalenko e il Console Vassyl Shvets, con i quali abbiamo affrontato numerose questioni concernenti la politica estera ucraina e non solo. Dalla cooperazione bilaterale tra Roma e Kyiv alla gestione del piano vaccinale, dalla presenza ucraina in Italia agli scambi culturali, universitari e linguistici. Dalla crisi in Donbass e Crimea al processo di integrazione euroatlantico.


 

L’Ucraina ha raggiunto l’indipendenza il 24 agosto 1991. Da quel momento il cammino verso l’avvicinamento all’Europa e all’Occidente è stato lungo e non ancora compiuto. Tra le tappe fondamentali della sua storia recente, degne di nota sono: La rivoluzione arancione del 2004; i moti rivoluzionari Euromaidan del 18-24 febbraio 2014; l’insurrezione della Crimea l’11 marzo 2014 e l’occupazione russa; il conflitto armato nelle regioni di Donetsk e Luhansk, infine la firma dell’ex presidente Petro Poroshenko dell’Accordo di associazione tra l’Ucraina e l’UE il 27 giugno 2014.

Il Console Generale a Napoli Maksym Kovalenko

Delle relazioni tra Italia e Ucraina, dell’integrazione della comunità ucraina in Italia e dei recenti sviluppi legati al conflitto con la Russia, ne parliamo con il Console Generale Maksym Kovalenko e il Console Vassyl Shvets, del Consolato Generale d’Ucraina a Napoli.

La comunità ucraina è fra le più numerose presenti in Italia. La Campania è la seconda regione, dopo Lombardia, per numero di suoi concittadini concentrati prevalentemente nella provincia di Napoli (53,4%). Qual è il rapporto della comunità ucraina con l’Italia e gli italiani?

Secondo dati forniti dal Ministero degli Interni italiano in riferimento al 2020, il numero di cittadini ucraini presenti in Italia, con regolare permesso di soggiorno, si attesta sulle 228.560 unità. Gli ucraini rappresentano il 6,3% di tutti i cittadini extracomunitari, rappresentando la quarta comunità in Italia, subito dopo marocchini, albanesi e cinesi. La concentrazione maggiore di cittadini ucraini si trova al Nord, ovvero il 54%. Per quanto riguarda il Mezzogiorno, invece, secondo dati Istat, la comunità ucraina conta 55 mila persone, di cui 25 mila nella sola città metropolitana di Napoli.

È necessario aggiungere che la comunità ucraina in Italia vede una maggior presenza femminile (78,8%). Inoltre, sul territorio italiano sono registrate più di 100 associazioni di comunità ucraine e 26 scuole domenicali ucraine. 

Questi sono dati di cittadini ucraini ufficialmente registrati presso le questure, in realtà, sappiamo che il numero è molto più elevato, se si considera coloro che non sono attualmente regolari. Per quanto riguarda i rapporti con gli italiani, non rileviamo nessun problema di integrazione con la comunità italiana. I rapporti tra italiani ed ucraini sono sempre stati positivi e duraturi. Più di 500.000 ucraini vivono e lavorano in Italia, contribuendo a rafforzare i legami politici, economici, sociali e culturali tra i nostri due paesi.

Cosa fate per rintracciare quelli non ancora regolari?

Vedete, non è il compito del Consolato di rintracciare, come avete detto, i cittadini non regolari, che non hanno ricevuto o non hanno ancora richiesto il Permesso di Soggiorno in Italia.
Resta il fatto che i nostri servizi sono aperti a tutti i cittadini ucraini. Noi offriamo quotidianamente l’aiuto e l’assistenza necessaria a tutti i cittadini ucraini.
Adesso è in corso una sanatoria di regolarizzazione dei cittadini stranieri in Italia, e sappiamo che il numero delle richieste per il Permesso di Soggiorno da parte dei nostri concittadini è abbastanza elevato.

Qual è stato l’impatto del Covid-19 sulla comunità ucraina in Italia e quali sono state le attività di supporto espletate dal Consolato Generale?

Lo scorso anno, in seguito alla prima ondata di Covid-19, il nostro governo ha avviato un’intensa attività per dare risposte ai cittadini ucraini che hanno perso il lavoro a causa della pandemia. Molti cittadini ucraini hanno avuto disagi abitativi, imposti dalle limitazioni alla mobilità tra regioni e alla chiusura dei confini. Un secondo problema riguarda i tanti concittadini che al Sud non hanno documenti validi o devono rinnovarli. Questo è un problema che dobbiamo risolvere in modo urgente.

Dall’inizio della pandemia, il Consolato Generale è stato attivo tutti i giorni, 24h su 24. I nostri funzionari hanno provveduto a rendere pubblici sui nostri canali social, tutte le attività di assistenza per i nostri cittadini. In particolare, facevamo degli elenchi di coloro che hanno fatto richiesta di rimpatrio, telefonicamente o tramite mail, per poter tornare in Ucraina.
Abbiamo accolto, come Consolato, all’incirca 800 richieste di rimpatrio. In coordinamento con il nostro Ministero degli Affari Esteri e il Ministero dei Trasporti, abbiamo organizzato cinque voli speciali, provenienti dall’Ucraina per riportare i nostri concittadini in patria. Abbiamo fornito supporto durante la compilazione di documenti e per effettuare tamponi. In particolare, parliamo di persone che sono arrivate in Italia con il visto turistico, presenti al momento dello scoppio della pandemia, e che sono stati bloccati a causa delle restrizioni e delle cancellazioni dei voli.

Le persone non registrate come fanno ad essere sottoposte al vaccino?

Le persone regolarmente registrate potranno essere vaccinate tramite il servizio delle ASL, con la tessera sanitaria. Coloro non regolarmente registrati, invece, potranno avvalersi del codice STP, codice per gli stranieri che sostituisce la tessera sanitaria e potranno essere sottoposti al vaccino.[1]

Sempre in merito alla pandemia da Covid-19, quali sono stati gli effetti della crisi sanitaria nel suo paese e come il governo sta combattendo la pandemia?

A partire dal 24 marzo 2021, a tutti i cittadini stranieri che chiedono di fare ingresso in Ucraina – oltre che al possesso di una polizza assicurativa sanitaria per Covid-19, valida per l’intera durata del soggiorno – sarà richiesto di esibire l’esito negativo di test PCR, effettuato entro e non oltre le 72 ore precedenti l’arrivo.

Il tasso di vaccinazione in Ucraina è in linea con la media UE. La vaccinazione in Ucraina è iniziata il 24 febbraio 2021. Analogamente al piano vaccinale italiano, il nostro Ministero della Salute sta procedendo per categorie e fasce d’età. In via prioritaria, stiamo procedendo alla vaccinazione degli anziani, delle persone a rischio, personale delle forze armate e di polizia, personale sanitario. 

Recentemente, il nostro Governo ha stipulato un contratto con Pfizer per circa 10 milioni di dosi. Fino a questo momento, il nostro paese ha ricevuto 500.000 dosi di vaccino Covishield prodotto dalla “Indian Serum Institute”, che è stato approvato dall’OMS, ed è stato autorizzato anche da Regno Unito ed UE. Abbiamo ricevuto ulteriori 250.000 dosi di CoronaVac, prodotto dalla cinese “Sinovac Biotech”. Al momento, però, si attende l’approvazione di questo vaccino da parte dell’OMS.

Inoltre, seguiamo con interesse lo sviluppo del vaccino italiano REITHERA. Sappiamo che devono ancora svolgersi la seconda e terza fase di sperimentazione. Dunque, proponiamo di avviare una collaborazione di REITHERA con l’Ucraina per le sperimentazioni. Chiediamo, inoltre, all’Italia di aiutarci ad ottenere ulteriori dosi, anche in vista della futura produzione di vaccini nelle aziende italiane.

Veniamo ai rapporti tra Italia ed Ucraina. Lo scorso settembre S.E. Yaroslav Melnyk è stato nominato nuovo Ambasciatore in Italia sostituendo Evhen Perelygin. Su quali temi e com’è strutturata la cooperazione tra Roma e Kyiv?

L’Italia ha riconosciuto l’indipendenza ucraina il 28 dicembre 1991 e abbiamo aperto le relazioni diplomatiche il 29 gennaio 1992. Dal 1993, l’ucraina ha aperto la sua ambasciata a Roma. Negli ultimi anni c’è stato uno sviluppo sostanziale delle relazioni con l’Italia. Il recente incontro tra il presidente Volodymyr Zelenskyy e l’ex PM Giuseppe Conte ha confermato questo trend positivo.

Relativamente al settore degli scambi commerciali, l’Italia rappresenta da sempre il terzo partner commerciale in Europa, ed il sesto nel mondo. Il fatturato commerciale tra i due paesi nel 2020 è stato di 4056,7 milioni di dollari, il 9,4% in meno rispetto al 2019 a causa dell’impatto del Covid sugli scambi commerciali.

Il settore alimentare rappresenta il fulcro degli scambi commerciali con l’Italia. Ad esempio, l’80 % del miele importato in Italia è prodotto in Ucraina, solo nell’ultimo anno l’offerta è raddoppiata. Inoltre, bisogna menzionare anche l’offerta di materie prime come metalli ferrosi, cereali, argilla, cuoio, zucchero, noci. 

Abbiamo firmato con l’Italia circa 40 accordi bilaterali, in vari settori, dalla politica internazionale, fino all’economia e difesa.

La cooperazione ucraino-italiana non si esaurisce solo nel settore dell’economia. La cooperazione regionale riveste un ruolo di fondamentale importanza per lo sviluppo dei rapporti bilaterali. In particolare, con lo scoppio del conflitto militare con la Russia, l’Italia ha svolto un ruolo cruciale, supportando l’Ucraina nella preparazione del personale militare in vari settori. I medici militari, del Policlinico Militare “Celio” di Roma, hanno fornito un importantissimo supporto medico.

Abbiamo firmato con l’Italia circa 40 accordi bilaterali, rientranti nei più vari settori. Dalla politica internazionale, economici, difesa. Presso l’ambasciata ci sono degli addetti militari e l’ufficio per le relazioni economiche e commerciali preposti a tale scopo, la cooperazione con le autorità italiane è di altissimo livello.

E nell’ottica della cooperazione, il Consolato che ruolo svolge?

Il compito del Consolato Generale è quello di assicurare la tutela degli interessi dei cittadini ucraini in Italia, offrendo numerosi servizi seguendo i principi di eguaglianza, imparzialità, efficienza e trasparenza. Il Consolato Generale di Napoli è competente per la propria circoscrizione consolare che comprende la Campania, Sicilia, Basilicata, Calabria e Puglia.

Nell’ambito della cooperazione consolare tra i nostri paesi, abbiamo la Convenzione Consolare e un accordo molto importante, che riguarda il diritto di conversione delle patenti di guida. Quindi la patente di guida viene riconosciuta senza ulteriori esami o procedimenti burocratici. Questo accordo è molto importante, perché tantissimi ucraini sono impegnati nel settore logistico e dei trasporti. Analogamente, i cittadini italiani in Ucraina vedono riconosciuta la patente di guida europea.

L’Ucraina si è impegnata nel far corrispondere la nostra legislazione alla legislazione europea ed italiana. Un ulteriore esempio è dato nel caso degli atti di matrimonio tra cittadini italiani ed ucraini. I bambini nati da coppie italiane e ucraine ricevono automaticamente la doppia cittadinanza. Ogni anno rilasciamo circa 900 nullaosta al matrimonio tra i nostri concittadini e i cittadini italiani.

Di recente è stata avviata una collaborazione tra le Università di Catania e di Lviv e Chernivtsi in Ucraina per la promozione dei corsi di laurea dell’ateneo catanese in Ucraina. Da dove nasce quest’idea e se state lavorando anche con altri atenei.

A marzo 2021, il Consolato Generale d’Ucraina a Napoli ha avviato una collaborazione tra l’Università di Catania e l’Università Nazionale di Ivan Franko di Lviv. Le due università sono vicine ad un accordo bilaterale. Dopo l’incontro con il Rettore della Università di Catania, abbiamo proceduto a convocare la direzione dell’Università di Lviv, la quale ha confermato la disponibilità alla collaborazione, ed ha presentato varie proposte. La collaborazione comprenderà vari settori: lo scambio di docenti per lezioni e consulenze; scambi di professori, ricercatori, dottorandi e studenti; scambio di materiale didattico e relazioni scientifiche.

Segnaliamo, tra l’altro, la collaborazione tra l’Università di Catania e di Kharkiv. Molti studenti italiani sono stati selezionati per frequentare i corsi di studio in Ucraina, dove possono studiare la nostra lingua e la nostra cultura.
Inoltre, ci sono tantissimi studenti Erasmus che frequentano le Università di Kyiv, Odesa e Kharkiv, in diversi indirizzi di studio.

Molti studenti ucraini studiano nelle università napoletane, in particolare presso la Federico II e l’Orientale. Analogamente, Kyiv è la meta privilegiata degli studenti campani, i quali la scelgono sempre più spesso per completare i propri studi universitari tramite stage. Durante la pandemia, più di 100 studenti italiani hanno studiato in Ucraina e ci aspettiamo che il numero possa triplicare nel periodo post-Covid.

La lingua italiana è diffusa in Ucraina?

La lingua italiana è molto diffusa. All’inizio degli anni ’90 quasi nessuno parlava italiano. Oggi, invece, quasi tutti i giovani studiano e parlano italiano. Inoltre, la cultura italiana è molto diffusa nel nostro paese. Questo è dovuto sia dalle attività culturali promosse dal governo e dalle università, sia da viaggi. Moltissimi ucraini vengono in Italia, come turisti o per trovare i familiari, entrando in contatto con la lingua italiana e vogliono impararla.

Ad esempio, a Kyiv abbiamo due scuole secondarie, che insegnano la lingua italiana a livello professionale per i bambini, ma anche nelle città di Odesa e Lviv. I corsi d’italiano in Ucraina sono i più popolari e frequentati.

Infine, bisogna aggiungere che l’Italia è molto amata in Ucraina e resta nel cuore dei nostri cittadini. Ricordiamo che durante la nostra infanzia, al tempo dell’Unione Sovietica, la cultura italiana era molto presente e apprezzata. Dalla canzone italiana, il cinema. Anche il calcio italiano è molto seguito.

E per quanto riguarda la cultura, avete altri progetti?

Stiamo lavorando ad un altro progetto, in collaborazione con il Museo Nazionale, la Reggia di Caserta, e pensiamo anche con Pompei, per inserire una audioguida in lingua ucraina per i visitatori. Abbiamo già avuto diversi incontri con i responsabili dei musei per avviare questa iniziativa.
Tenendo conto che moltissimi turisti ucraini visitano l’Italia ogni anno, questo progetto sarebbe importantissimo per rendere l’arte e la cultura italiana più accessibile anche per i turisti ucraini.
Promuoviamo simili progetti in tutta Italia, ed in tal senso, il Consolato Generale di Napoli e quello di Milano coordinano ogni progetto con l’Ambasciata di Roma. 

Qualche domanda di carattere più internazionale. Il cammino dell’Ucraina verso Ue e Nato ha avuto inizio con Euromaidan, la firma dell’ex presidente Petro Poroshenko di una legge che introduce nella Costituzione ucraina gli obiettivi di integrazione nella NATO e nell’Ue. Con l’elezione di Biden e con la presidenza polacca del Consiglio dell’Unione Europea nel 2025, la presidenza Zelenskyy ha intenzione di imprimere una accelerazione al processo di adesione. Potremmo aspettarci l’avvio formale delle pratiche per l’incorporazione nella Nato prima della fine del 2021?

Possiamo dire con certezza che il processo sta proseguendo speditamente. Abbiamo avuto segnali positivi sia dai vertici NATO che dai leader dell’UE. Questi due obiettivi sono stati inseriti nella nostra costituzione. Il nostro paese sta lavorando intensamente per adeguare la nostra legislazione a quella europea.

Tuttavia, resta un problema grande da risolvere: quello concernente la Russia.
La Russia, oggi, rappresenta un pericolo non solo per l’Ucraina, bensì per la stessa difesa europea. È importante per noi ottenere la totale comprensione da parte dei partner di NATO e Ue. La Russia continua la sua politica aggressiva nei confronti dell’Ucraina e quanto più ci si avvicina alla integrazione euroatlantica, tanto più la minaccia russa diventa pesante. 

In tal senso, chiediamo l’appoggio dell’Italia affinché il nostro paese riceva al più presto il “NATO Member action plan”.

La Polonia e gli altri paesi del Baltico supportano tutte le nostre iniziative e sono i più convinti sostenitori della nostra adesione all’Europa, soprattutto grazie alla fortissima vicinanza culturale e per la comune avversione all’influenza di Mosca.

Alla luce della escalation militare in Donbass e Crimea, ritenete realistico il rischio di uno scontro aperto con la Russia?

Speriamo proprio di no, perché ciò sarebbe un problema per tutta Europa. Ogni giorno la Russia compie delle provocazioni per scatenare una nostra reazione, anche i rappresentati dell’OCSE confermano le responsabilità di Mosca in questo senso.

Noi stiamo facendo di tutto, anche con il supporto Ue, per raggiungere un accordo per una soluzione pacifica del conflitto. Tuttavia, il Cremlino cerca di creare un’atmosfera di minaccia e, allo stesso tempo, di pressione durante i negoziati per il cessate il fuoco e per il raggiungimento della pace. La rinuncia, da parte russa, nel Gruppo Trilaterale per il ritorno al cessate il fuoco nel Donbass, dimostra che il Cremlino cerca in ogni modo di ostacolare la pace.

Sono stato tanto tempo in Russia, al Consolato Generale di Rostov sul Don, e posso dire che il potere di Putin sui media russi è molto forte. Quotidianamente, i media russi ripetono ai cittadini russi che l’Ucraina non è uno stato sovrano ed indipendente. Ricordiamo, inoltre, il caso Navalny, che ha espresso posizioni vicine all’Ucraina ed è stato prima avvelenato, poi incarcerato ed ora rischia di morire.

L’Italia e l’Ue sostengono le autorità di Kyiv e condannano la violazione dell’integrità territoriale ucraina. Qual è la situazione in Crimea e Donbass al momento?

La guerra del Donbass dura da sette anni ed ha provocato oltre 14mila morti e numerosi sfollati. Solo nei primi mesi del 2021, abbiamo riportato 20 uccisioni di soldati ucraini e più di 60 feriti.

Secondo Kyiv, i ribelli separatisti filo-russi sono coordinati dal Cremlino ed affiancati da unità clandestine russe. Mentre nell’Ucraina orientale e in Crimea (occupata temporaneamente senza legittimità internazionale dalla Russia) continua quella che molti analisti considerano la prima guerra ibrida di Putin.

La Russia nega qualsiasi coinvolgimento in Donetsk e Luhansk, e l’ammassamento di truppe ai confini con l’Ucraina. Dichiara, altresì, che qualsiasi attività militare sul proprio territorio è legittima e legata ad esercitazioni difensive, come la “Ovest-2021”. Tuttavia, siamo preoccupati dal fatto che lungo il nostro confine sono ammassati, ormai, circa 28 gruppi tattici a livello di battaglione in prontezza operativa. 

Gli Stati Uniti hanno espresso una chiara posizione di condanna nei confronti delle manovre e delle provocazioni intimidatorie russe contro Kyiv, come ribadito dallo stesso presidente Biden in contatto telefonico con il presidente Zelenskyy.

Apprezziamo molto la costante solidarietà dell’Italia e il fermo sostegno alla sovranità e integrità territoriale dell’Ucraina e per la temporanea occupazione della Crimea. In particolare, vorrei ricordare il discorso dell’Ambasciatore Stefano Stefanile al Consiglio di Sicurezza il 12 marzo 2021, alla dichiarazione dei Paesi del G7 il 18 marzo 2021, e la Dichiarazione congiunta del 26 marzo in occasione del settimo anniversario dell’adozione della risoluzione 68/262 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, su “l’Integrità territoriale dell’Ucraina”.  Inoltre, aspettiamo che l’Italia aderisca al Summit inaugurale della Piattaforma di Crimea, prevista per il 23 agosto 2021, e speriamo che sia rappresentata dalle più alte cariche istituzionali.

Speriamo, allo stesso tempo, di vedere da parte dei paesi europei, Italia inclusa, un cambio di strategia nei rapporti con Mosca e un successivo aumento della pressione sul Cremlino, poiché non si tratta dei soli interessi dell’Ucraina, bensì della sicurezza della stessa Europa.


Note

[1] Il codice STP viene rilasciato allo straniero privo di permesso di soggiorno a seguito di una dichiarazione dei propri dati anagrafici e di una dichiarazione di indigenza e viene utilizzato per ricevere le prestazioni sanitarie essenziali a parità di condizioni con il cittadino italiano.


Foto copertina: Città di Kiev e Ambasciata d’Italia si uniscono nel sottolineare lo straordinario impegno e la stretta vicinanza tra Ucraina ed Italia nell’enorme sforzo in atto per fronteggiare l’emergenza sanitaria, come testimonia il Palazzo del Comune illuminato dal tricolore in segno di solidarietà. 21 marzo 2020