World News, una settimana di notizie.

World News, una settimana di notizie.

Le più importanti notizie dal mondo riprese dai maggiori quotidiani, per essere sempre aggiornati. Notizie dal 8 al 15 marzo 2020.


Africa

Marocco: Nella speranza di limitare il contagio di coronavirus il governo marocchino chiude da oggi con effetto immediato tutte le frontiere per evitare l’ingresso di stranieri e isolare i marocchini. Ceuta e Melilla, le enclave spagnole in Marocco sono completamente isolate.
Il porto di Tanger-Med, il più grande d’Africa, ha chiuso il terminal per i passeggeri. Sono sospesi tutti i voli da e per Germania, Olanda, Paesi Bassi, Belgio, Portogallo, Francia, Spagna e Italia. Migliaia i turisti bloccati in tutti gli aeroporti. L’Ambasciata italiana ha invitato gli italiani che non l’avessero ancora fatto a mettersi in contatto con i consolati presenti nelle città marocchine. Alcuni italiani sono riusciti a imbarcarsi questa mattina sugli aerei diretti in Grecia, in partenza dagli scali marocchini. Quanti sono riusciti a varcare la frontiera spagnola, sono ora bloccati in Spagna.

Burkina Faso: È atterrato questa notte, all’aeroporto di Ciampino, Luca Tacchetto, sequestrato il 16 dicembre 2018 in Burkina Faso assieme alla compagna canadese Edith Blais. Lo riferisce la Farnesina. Ad attenderlo, tra gli altri, il capo dell’Unità di Crisi della Farnesina che è stata al fianco della famiglia negli ultimi 15 mesi. La fuga – Luca Tacchetto e la compagna Edith Blais sono riusciti a fuggire dai loro sequestratori a Kidal in Mali e hanno fermato un’auto che li ha condotti alla più vicina base dei caschi blu dell’Onu. E’ la ricostruzione fatta dal capo della missione Onu Minusma, nel Mali, Mahamat Saleh Annadif, in base ad alcune informazioni preliminari. I due giovani, vestiti da tuareg, “sono sicuramente riusciti a fuggire, sono stati prelevati da un veicolo civile che li ha portati al campo di Minusma”, ha detto il capo della missione Mahamat Saleh Annadif. “In questo momento di difficoltà per il Paese arriva una buona notizia: il nostro connazionale Luca Tacchetto è libero. L’ho appena sentito al telefono e sta bene. Ho sentito anche il padre”. Lo scrive il ministro degli Esteri Luigi Di Maio postando una foto di Tacchetto. “Grazie a tutti gli apparati dello Stato che hanno lavorato per riportarlo a casa. Continuiamo a dare il massimo ogni giorno. L’Italia va avanti, a testa alta”, scrive ancora il ministro.

Algeria: L’Algeria registra il primo decesso per coronavirus. Lo annuncia il ministero della Sanità di Algeri in una nota informando della conferma di altri nuovi cinque casi che portano il totale dei confermati a 24. Tre le regioni interessate dalla diffusione del virus.

Americhe

Usa: Il presidente americano Donald Trump e’ risultato negativo al test per il coronavirus. Lo rende noto il medico della Casa Bianca. “Una settimana dopo aver cenato con la delegazione brasiliana a Mar-a-Lago – scrive il medico della Casa Bianca – il presidente resta senza sintomi”. Nella nota si conferma come la decisione di procedere al test e’ arrivata venerdì sera dopo “un’approfondita discussione”.

Usa/1: Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale in tutti gli Stati Uniti per contrastare il diffondersi dei contagi da coronavirus. Il capo della Casa Bianca ha inoltre messo sul piatto almeno 50 miliardi di dollari a favore degli Stati americani più colpiti dal virus. “Saremo in grado di garantire più test e più posti letto”, ha aggiunto Trump, sottolineando che gli Usa “sconfiggeranno la minaccia” del coronavirus. Il presidente sta inoltre chiedendo all’amministrazione di acquistare petrolio ora che i prezzi sono bassi per aumentare il livello delle riserve strategiche degli Stati Uniti.

Brasile: Sale il bilancio delle vittime, dopo le frane e le inondazioni causate dal violento temporale che da circa una settimana si è abbattuto sul litorale di San Paolo: il numero dei morti è ora di 42 persone, mentre sono 36 quelle date ancora per disperse, fanno sapere la Protezione civile e i vigili del fuoco locali in una nota. Le città con il numero maggiore di decessi sono Guarujà, Santos e Sao Vicente. Secondo la Segreteria di pubblica sicurezza, le azioni di salvataggio si concentrano sulle ‘favelas’ di Macaco e Cantagalo, nel comune di Guarujà, le più colpite. I lavori sono stati completati a Engenho (Guarujà), Parque Prainha e Vila Valença (Sao Vicente) e sulle baraccopoli di Fontana, Penha e Teteu (Santos). L’attuale numero di senzatetto è di 329 a Guarujà e 185 a Santos.

Venezuela: Gli agenti della polizia nazionale bolivariana in Venezuela hanno lanciato gas lacrimogeni contro la marcia dell’opposizione guidata da Juan Guaidó, autoproclamato presidente ad interim del Paese, diretta verso la sede del Palazzo legislativo federale, nel centro di Caracas. Il lancio dei lacrimogeni è avvenuto dopo che il leader dell’opposizione ha tentato di mediare con un gruppo di agenti che avevano bloccato il passaggio dei manifestanti nell’area di Chacaíto, nella parte orientale della capitale. Guaidò ha dichiarato che “finora il nostro obiettivo è stato raggiunto. Non solo Caracas è mobilitata. Oggi il Venezuela è unito e approveremo il ‘Pliego nacional de Conflicto”, uno strumento giuridico per rispondere ai bisogni sociali del Paese.

Bolivia:La presidente ad interim della Bolivia, Jeanine Anez, ha annunciato una serie di misure a contrasto del possibile espandersi del coronavirus sul territorio nazionale, fra cui la sospensione a partire da sabato dei voli da e per l’Europa.
Fra le altre misure adottate dal governo, riferisce l’agenzia di stampa statale Abi, vi sono anche il minuzioso controllo sanitario sulla base dei criteri dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) di tutte le persone che entrino in Bolivia attraverso i posti di confine o gli aeroporti, ed anche la chiusura da oggi delle scuole di ogni ordine e grado, fino al 31 marzo. Inoltre, ha concluso Anez, “è proibita la realizzazione di eventi pubblici di massa con la partecipazione di più di 1.000 persone, quali concerti di musica, eventi culturali e altri simili”. Al momento esistono in Bolivia solo tre casi di contagio da Covid-19, due dei quali sono a Santa Cruz ed il terzo ad Oruro.

Asia & Pacifico

Australia:  Il ministro degli Interni australiano, Peter Dutton, ha annunciato di essere stato contagiato dal coronavirus. “Stamani mi sono svegliato con febbre e mal doi gola”, ha scritto sui Twitter. “Ho subito avvertito il dipartimento della Salute del Queensland e sono stato sottoposto al test per il Covid-19 che è risultato positivo. Sto bene e vi terrò aggiornati”, ha concluso.

Myanmar: A bordo di un aereo militare, sono stati rimpatriati oggi i resti di presunti aviatori statunitensi morti in combattimento in Myanmar durante la seconda guerra mondiale.
Il Myanmar fu un campo di battaglia chiave tra gli Alleati e il Giappone durante il secondo conflitto mondiale. Si ritiene che i resti rimpatriati oggi siano quelli di alcuni dei sette militari che erano a bordo di un aereo B-25G abbattuto nel febbraio 1944 nel nord di Salingyi. Il rimpatrio eà avvenuto dall’aeroporto di Mandalay, dove si è tenuta una cerimonia in onore dei militari dispersi, mentre militari americani con i guanti bianchi trasportavano le bare drappeggiate nella bandiera americana su un aereo militare C-17. I resti saranno presi in consegna per ulteriori analisi in un laboratorio delle Hawaii.

Nepal: Il Nepal ha annunciato di aver annullato tutte le spedizioni sull’Everest per il resto della stagione nel tentativo di contenere l’epidemia di coronavirus. “Le autorizzazioni a scalare sono annullate fino alla fine di aprile”, ha detto il ministro del Turismo nepalese Kedar Bahadur Adhikari secondo quanto riportato dal Guardian. Marzo, aprile e maggio, sono i mesi di solito più affollati sull’Everest poiché il tempo è buono e le temperature sono miti. Per il Nepal lo stop alla stagione alpinistica si tratta di un enorme danno economico. Secondo il ministero del Turismo sono circa 138.000 le persone che lavorano nel settore e un escursionista straniero può spendere fino a 100.000 dollari per un permesso.

Giappone: La diffusione del coronavirus in Giappone non è ancora a livelli allarmanti per cui non è necessario decretare lo stato di emergenza. Lo ha detto il premier Shinzo Abe durante una conferenza stampa trasmessa in diretta dalla televisione nazionale Nhk, spiegando che “non si è registrata un’esplosione dei contagi come in altri Paesi”, ma che tuttavia la vigilanza rimarrà elevata. Abe ha inoltre esortato i cittadini ad evitare aree affollate per contenere l’ulteriore espansione della malattia.

Pakistan: Centinaia di migliaia di pellegrini si sono radunati nell’est del Pakistan, nel pieno dell’epidemia da coronavirus e nonostante gli avvertimenti del governo sul fatto che assembramenti del genere possono diffondere la malattia. Gli organizzatori, la congregazione Tablighi Ijtema, hanno deciso di chiudere prima il festival citando le cattive condizioni meteorologiche ma intanto si erano già radunate 250.000 persone nei tendoni allestiti vicino Lahore. “La maggior parte delle persone sono tornate a casa ma ci sono ancora decine di migliaia di pellegrini qui”, ha spiegato uno degli organizzatori. In Pakistan ci sono al momento 21 casi di coronavirus e nessuna vittima ma i test effettuati, su una popolazione di 215 milioni, sono poco meno di 500.

Europa

Francia: Seggi regolarmente aperti stamane in Francia per il primo turno delle elezioni municipali nonostante l’emergenza del coronavirus. Dalla mezzanotte, infatti, sono chiusi negozi, bar e ristoranti e tutti i servizi considerati “non essenziali” per cercare di contenere il contagio che è raddoppiato in tre giorni. Sono 48 milioni i cittadini chiamati a votare per rinnovare i propri sindaci, tra cui il primo cittadino di Parigi, e i consiglieri comunali. I seggi si sono aperti alle 8, il secondo turno è previsto il 22 marzo.

Gran Bretagna: Raddoppia il numero dei morti accertati nel Regno Unito a causa del coronavirus, secondo i dati raccolti dalla Bbc presso il servizio sanitario nazionale (Nhs). Il totale passa dagli 11 di ieri sera ai 21 certificati finora oggi. Tutti i 10 casi di contagi in più sono persone “appartenenti a gruppi a rischio”, ossia anziani o pazienti con altre patologie pregresse, risultate positivi al test da Covid-19 nelle ultime ore, ha precisato il professor Chris Whitty, chief medical officer britannico. “Comprendo che l’incremento del numero dei morti sia motivo di preoccupazione per molti”, ha proseguito Whitty, assicurando che le autorità stanno adottando misure adatte allo scenario attuale del Regno per “cercare di salvare vite umane e per proteggere le persone più vulnerabili”. La raccomandazione generale resta al momento quella di auto-isolarsi in quarantena a casa per una settimana rivolta a chiunque abbia sintomi anche generici di febbre e tosse persistente e di lavarsi le mani frequentemente.

Spagna: La moglie del primo ministro spagnolo Pedro Sanchez è positiva al coronavirus. Lo rendono noto fonti ufficiali. In un comunicato citato dai media spagnoli, il governo di Madrid ha informato che la moglie del premier, Begona Gomez, è risultata positiva, ma sia lei sia il marito “stanno bene”, entrambi rimangono nel Palazzo della Moncloa e “seguono in ogni momento le misure di prevenzione stabilite dalle autorità sanitarie”. Nella nota si sottolinea che Begona Gomez era stata sottoposta al test come “altre persone vicine al presidente del governo.

Russia: Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato la legge di riforma costituzionale. Lo riporta Interfax. Perché la nuova Costituzione entri in vigore devono però essere rispettate due clausole: la Corte Costituzionale deve deliberare la legittimità degli emendamenti – dal numero 3 al numero 8 – e il popolo russo deve approvare la riforma attraverso il voto nazionale.

Romania: Il parlamento della Romania ha votato oggi la fiducia al nuovo governo di Ludovic Orban, ponendo fine ad una crisi politica che durava da settimane. Il premier liberale infatti era stato sfiduciato lo scorso 5 febbraio e da allora il paese balcanico era alla ricerca di un nuovo capo di governo, dopo che Florin Catu – al quale era stato affidato inizialmente l’incarico – due giorni fa aveva rassegnato a sorpresa le dimissioni proprio poche ore prima del voto di fiducia in parlamento. Nel voto odierno i sì alla fiducia sono stati 286, i contrari 23. Un consenso più ampio del previsto, a dimostrazione della volontà delle forze politiche di porre fine alla paralisi politica e di concentrarsi sugli sforzi comuni nel contrasto all’epidemia di coronavirus. Il presidente Klaus Iohannis aveva affidato ieri a Ludovic Orban il mandato di formare il nuovo governo. Sarà dunque il governo Orban 2 a traghettare la Romania verso le elezioni che dovrebbero svolgersi il prossimo autunno.

Rep.Ceca: Tutta la Repubblica Ceca sarà messa in quarantena per combattere la diffusione del coronavirus. Lo ha annunciato il premier Andrej Babis secondo quanto riportato dall’agenzia Ctk. Secondo il ministero della Salute ceco, oggi nel Paese ci sono 214 casi di Covid -19, un aumento di 25 rispetto a ieri.

Slovenia: In Slovenia la prima riunione del nuovo governo guidato dal conservatore Janez Jansa, svoltasi a notte fonda dopo la fiducia arrivata in serata in Parlamento, ha portato a diverse decisioni operative sia per il funzionamento dell’esecutivo che per la gestione dell’emergenza coronavirus. E’ stata innanzitutto istituita una apposita unità di crisi per coordinare le operazioni. Tutti i membri dell’esecutivo guidato da Janez Jansa si sono presentati con una mascherina per la seduta di lavoro, anche se nel Paese non è stata dichiarata alcuna zona rossa né una quarantena come quella vigente in Italia. L’unità di crisi sarà guidata dallo stesso premier Jansa. I principali cambiamenti finora si sono registrati proprio nel settore della sicurezza. Il ministro della Difesa e leader di Nuova Slovenia (NSi), Matej Tonin, ha rimosso il Capo di Stato Maggiore Alenka Ermenc e il responsabile dei Servizi di intelligence e sicurezza Dejan Matijevic.

Medio Oriente

Turchia: Tre scafisti turchi che avevano organizzato la traversata nel mar Egeo in cui nel 2015 morì il piccolo rifugiato siriano Alan Kurdi sono stati condannati a 125 anni di prigione a testa per “traffico di esseri umani” e “omicidio”. Lo riporta Anadolu. Il corpo di Alan, che aveva poco più di 3 anni, era stato ritrovato il 2 settembre 2015 su una spiaggia di Bodrum, sulla costa egea della Turchia. Da lì era partito verso le isole greche il gommone su cui si trovava, poi affondato. La foto della piccola vittima commosse il mondo e scatenò l’indignazione a livello globale per la crisi dei rifugiati siriani. Nello stesso naufragio persero la vita altre 4 persone che erano a bordo, mentre 9 vennero tratte in salvo.

Siria: A causa del rischio di diffusione in Siria della pandemia Covid-19, il presidente siriano Bashar al Assad ha oggi annunciato il rinvio di oltre un mese delle elezioni legislative previste per il prossimo 13 aprile. Lo riferisce l’ufficio della presidenza siriana a Damasco precisando che le consultazioni amministrative, per il rinnovo del parlamento, avverranno il 20 maggio prossimo. Ufficialmente nelle aree siriane controllate dal governo non si registra nessun caso di infezione da coronavirus anche se da giorni sono diffuse via social network voci, non verificabili in maniera indipendente, di “centinaia” di contagi.

Afghanistan: Il governo afghano ha rinviato il suo piano per liberare i prigionieri talebani, ha detto sabato un alto funzionario, mettendo così un’ipoteca su un già precario processo di pace tra gli insorti e il governo di Kabul. Il presidente Ashraf Ghani all’inizio della settimana aveva annunciato che le autorità avrebbero liberato 1.500 ribelli come “gesto di buona volontà” prima che iniziassero i negoziati. Sabato Javid Faisal, portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale, ha quindi dichiarato all’Afp che “la liberazione dei prigionieri è stata ritardata” per consentire più tempo per rivedere le loro identità. “Abbiamo ricevuto le liste dei prigionieri da rilasciare. Stiamo controllando e verificando le liste, ci vorrà del tempo. Vogliamo garanzie che non torneranno a combattere”, ha detto.

Israele: Il presidente Reuven Rivlin ha cominciato questa mattina, alle 10,30 (ora locale), le consultazioni con i partiti per formare il nuovo governo israeliano dopo il voto dello scorso 2 marzo. Primo partito ad essere ricevuto è stato il Likud di Benyamin Netanyahu che, secondo i media, ha proposto un governo di “unità nazionale della durata di 6 mesi” guidato dall’attuale premier. Subito dopo Rivlin vedrà Blu-Bianco di Benny Gantz e poi via via tutti gli altri partiti per finire entro stasera. Sulle consultazioni sta pesando la mossa del ministro della giustizia Amir Ohana (Likud) che stanotte ha deciso – sulla base delle misure legate alla lotta al coronavirus – di rinviare a fine maggio il processo per corruzione, frode e abuso di potere a Netanyahu che doveva cominciare a Gerusalemme dopodomani, martedì 17. Una mossa che ha scatenato l’ira dell’opposizione.

Iran: L’Iran annuncia altri 97 morti per la pandemia di coronavirus nelle ultime 24 ore, portando il numero totale dei decessi finora a 611. Lo riferisce il portavoce del ministero della Sanità, Kianoush Jahanpour. Lo stesso ha aggiunto che il numero dei contagiati è di 12.729, di cui 4.339 guariti; 1.365 casi nuovi sono stati registrati nelle ultime 24 ore.

Isis: Anche l’Isis teme il coronavirus e in un articolo pubblicato sul suo settimanale, Al Naba, fornisce “le direttive religiose” per proteggersi dal contagio. Nel pezzo il virus non viene nominato direttamente, si parla in generale di epidemia, ma le indicazioni dello Stato islamico non discostano molto da quelle dell’Oms. Prima fra tutte “stare lontano dalle persone malate ed evitare viaggi nelle zone colpite dall’epidemia”. Poi coprirsi la bocca quando si tossisce o si sbadiglia e lavarsi le mani prima di mangiare e bere. Infine, “affidarsi ad Allah e cercare protezione in lui”.


Fonte:Ansa


 

Vai alla barra degli strumenti