World News, una settimana di notizie

World News, una settimana di notizie

Le più importanti notizie dal mondo riprese dai maggiori quotidiani, per essere sempre aggiornati. Notizie dal 8 al 14 dicembre.


Africa

Sudan: L’ex presidente sudanese Omar al Bashir, deposto lo scorso aprile dopo mesi di proteste popolari, è stato oggi riconosciuto colpevole di riciclaggio di denaro e corruzione da una Corte di Khartoum, che lo ha condannato a due anni di reclusione. Si tratta della prima sentenza emessa contro l’ex ‘uomo forte’ del Sudan, che ha governato il Paese per 30 anni e contro il quale ha emesso un ordine di arresto anche la Corte penale internazionale con l’accusa di crimini di guerra e genocidio, in relazione al conflitto nel Darfur negli anni 2000. Bashir, 75 anni, sarà affidato a una struttura di recupero statale per criminali anziani. Prima della lettura della sentenza, suoi sostenitori hanno brevemente interrotto il processo ma sono stati allontanati dall’aula in cui l’ex-autocrate è comparso con la tradizionale tunica bianca e turbante.
L’accusa si riciclaggio gli era stata mossa dopo il sequestro di milioni di dollari, euro e sterline sudanesi compiuto nella sua residenza dopo le sue dimissioni imposte da un golpe militare. I generali sudanesi comunque hanno dichiarato che non estraderanno Bashir alla Corte penale internazionale dell’Aja e il governo di transizione in carica, composto da militari e civili, non si è ancora pronunciato.
L’ex presidente è accusato anche per l’uccisione di manifestanti durante le proteste che iniziarono nel dicembre dello scorso anno contro il carovita ma che poi si erano trasformate in una rivoluzione che le forze di sicurezza cercarono di reprimere uccidendo decine di contestatori. Per la sentenza odierna è possibile un appello.

Abdelmadjid Tebboune, 74 anni è il nuovo capo dello Stato algerino. Tebboune in passato è stato ministro della Comunicazione e della Cultura, ministro delegato alle Comunità locali, ministro per la Pianificazione urbana, ministro ad interim per il Commercio e nel 2017 per quasi tre mesi premier.

Algeria: L’ex-premier Abdelmadjid Tebboune, esponente vicino ai militari, ha vinto le elezioni presidenziali in Algeria con il 58,15% dei voti, evitando così il ballottaggio.

L’annuncio del risultato è stato fatto dal presidente dell’Autorità nazionale indipendente delle elezioni (Anie), Mohamed Charfi, in una conferenza stampa trasmessa in diretta da Al Jazeera. Tebboune si è imposto nelle prime elezioni dopo la caduta in aprile del ventennale presidente Abdelaziz Bouteflika in una tornata elettorale boicottata dalla piazza.

Niger: Almeno 70 militari sono rimasti uccisi in un attacco compiuto ieri da presunti jihadisti in Niger. Lo riferisce un consigliere del presidente nigerino Mahamadou Issoufou. Si tratta dell’attacco jihadista più sanguinoso nel Paese africano dal 2015. Il presidente ha reso noto su Twitter che sta tornando da un viaggio all’estero per seguire gli sviluppi dell’attentato avvenuto vicino al confine con il Mali, in una zona remota dove sono attivi terroristi legati all’Isis.

Somalia: Gli Shabaab somali hanno rivendicato un attacco contro il palazzo presidenziale a Mogadiscio. Lo riferisce il Site. Secondo quando si apprende, alcuni uomini armati dopo aver subito perdite nei pressi del palazzo si sono spostati nel vicino hotel Syl, frequentato da funzionari e ufficiali, ma non sono riusciti a penetrare nel compound fortificato.

Americhe

Usa:Donald Trump è a un passo dall’impeachment. Con il voto della commissione Giustizia della Camera che ha formalizzato le accuse di abuso di potere e ostruzione al Congresso, il tycoon si avvia a diventare il terzo presidente della storia americana ad essere incriminato per gravi reati contro la Costituzione. L’atto finale la prossima settimana, quando a votare sarà l’aula della Camera a maggioranza democratica. Poi, salvo clamorose sorprese, a inizio gennaio partirà il processo davanti al Senato.

Cile: Nessun superstite dell’aereo militare con 38 persone  scomparso durante un volo verso l’Antartico. A bordo del velivolo, un Hercules C-130, viaggiavano 17 membri di equipaggio e 21 passeggeri, inclusi 3 civili L’aereo era decollato  dalla città meridionale di Punta Arenas, a 3.000 chilometri da Santiago.

Il Presidente argentino Alberto Fernandez e la vice presidente Cristina Fernandez de Kirchner mostrano il segno della “vittoria” all’esterno del Congresso a Buenos Aires,  (ANSA/AP Photo/Natacha Pisarenko) 

Argentina: Alberto Fernández ha giurato a Buenos Aires nella sede del Parlamento di “far osservare la Costituzione” diventando così il settimo presidente democratico dalla fine della dittatura nel 1983 per il periodo 2020-2023. Dopo di lui ha prestato giuramento come vicepresidente anche Cristina Fernández de Kirchner. Il nuovo capo dello Stato subentra all’uscente Mauricio Macri.

Bolivia:L’ex presidente boliviano Evo Morales è giunto a Buenos Aires da Cuba, con l’intenzione di chiedere al governo del presidente Alberto Fernández lo status di rifugiato. Lo riferisce la tv TN. “Suppongo che Morales sia venuto per restare”, ha detto all’emittente il ministro degli Esteri argentino Felipe Solá. Morales, che dopo essere stato costretto a dimettersi con il contributo anche della polizia e delle forze armate si è trasferito il 12 novembre scorso in Messico, ritrova in Argentina i due figli, Evaliz Morales Alvarado e Alvaro Morales Peredo.

Asia & Medio Oriente

Yemen:Lo Yemen è ormai un Paese fantasma, con 10 milioni di persone rimaste letteralmente senza cibo – sull’orlo della più grave carestia della storia recente – e altre 7 milioni già colpite da grave malnutrizione: è la denuncia di Oxfam, che sottolinea oggi come, ad un anno dagli accordi di Stoccolma, Hodeidah, il principale porto del Paese, resta il luogo più letale nonostante il cessate il fuoco stabilito con gli accordi di Stoccolma il 13 dicembre 2018.
Nella più importante città portuale del Paese, infatti, si registrano un quarto di tutte le vittime civili del 2019: 799 tra morti e feriti e il 40% degli oltre 2.100 attacchi contro i civili. Allo stesso tempo, ovunque nel Paese si continua a scappare da bombe e violenza che solo nel 2019 hanno causato 390.000 sfollati. La metà di queste provengono dai tre governatorati di Hajjah, Hodeidah e Al Dhale’e. Solo da Hodeidah dall’inizio del conflitto oltre 600 mila persone sono state costrette a fuggire per mettersi in salvo.

Israele:E’ scaduto il termine di 21 giorni previsto dalla legge israeliana perché la Knesset formasse un nuovo governo. Il Parlamento si è dunque sciolto, ma i deputati sono rimasti a discutere fino a tarda notte il provvedimento che fissa modalità la data del voto. E’ stata infine confermata la data del 2 marzo, già stabilita nei giorni scorsi dai due maggiori partiti, blu-bianco e Likud. Di norma la nuova consultazione, la terza in un anno, circostanza senza precedenti, avrebbe dovuto svolgersi il 10 marzo, che coincide però con la festa ebraica di Purim.

Filippine:Almeno 4 persone, tra cui un bimbo di 6 anni, sono morte a causa del terremoto che ha colpito il sud delle Filippine: lo ha detto il sottosegretario Renato Solidum alla Super Radyo dzBB, secondo quanto riporta l’emittente tv GMA News. Solidum è anche il direttore dell’Istituto di vulcanologia e sismologia nazionale. L’ufficio del presidente ha reso noto che al momento del sisma Rodrigo Duterte si trovava con sua figlia nella sua casa di Davao City, nella provincia colpita di Davao del Sur. Il presidente e sua figlia sono rimasti illesi.

India:Decine di migliaia di persone – quasi centomila secondo gli organizzatori – hanno partecipato oggi alla manifestazione “Bharat bachao, salviamo l’India”, organizzata dal partito del Congresso nel centro di New Delhi.
Parlando dal palco dopo i figli Pryianka e Rahul, Sonia Gandhi, presidente del partito, ha lanciato un feroce attacco al governo dicendo che i leader del Bjp, il partito del primo ministro Narendra Modi, sono confusi e lo Stato in condizioni caotiche. Sonia ha denunciato la crisi dell’economia, la disoccupazione crescente, il crollo delle esportazioni, i negozi chiusi; e ha promesso giustizia a tutti i cittadini che saranno toccati dalla legge sulla cittadinanza che, ha aggiunto “distruggerà il Paese”. “L’agenda di Modi e (del ministro dell’Interno) Shah prevede solo di mettere le persone le une contro le altre e di nascondere la realtà dei problemi. Il governo – ha affermato Sonia Gandhi – viola la Costituzione ogni giorno. È arrivato il momento di salvare il Paese”.

Corea del Nord:La Corea del Nord ha effettuato un altro “test decisivo” alla base di lancio satellitare di Sohae, nel nord-ovest del Paese, al confine con la Cina. Lo riferisce la Kcna. La Corea del Nord ha effettuato “con successo un altro test decisivo” al suo sito di lancio di razzi di lungo raggio di Sohae, utile “a rafforzare “la sua affidabilità di deterrenza nucleare strategica”. Le operazioni si sono tenute “al Sohae Satellite Launching Ground dalle 22:41 alle 22:48 del 13 dicembre (14:41 e 14:48 in Italia, ndr)”, ha affermato un portavoce della National Academy of Defence Science in una nota rilanciata dalla Kcna. L’annuncio è maturato nel mentre Pyongyang continua a premere sull’amministrazione Usa per la svolta negoziale in vista della scadenza di fine anno, superata la quale, in assenza di novità, il leader Kim Jong-un potrebbe prendere iniziative di diverso tipo sulla moratoria volontaria sui test nucleari e di missili.

Afghanistan: Almeno 23 militari afghani sono stati uccisi in un attacco avvenuto nel distretto di Qarabagh nella provincia di Ghazni. Lo ha confermato un membro del consiglio provinciale. L’attentato è avvenuto  nella zona di Waligi, nel distretto di Qarabagh. Il ministero della Difesa afghano sostiene che i soldati uccisi sarebbero 9, mentre i talebani che hanno rivendicato l’azione hanno parlato di 32 vittime. L’esercito locale è una istituzione recente che interessa solo alcune province. Vi vengono arruolate di norma ex militari con il compito di proteggere le loro aree.

Pakistan:Mentre i casi di poliomielite aumentano ad un ritmo allarmante in Pakistan, il primo ministro Imran Khan ha avviato oggi una campagna nazionale per lo sradicamento della malattia con l’obiettivo di vaccinare circa quattro milioni di bambini fino ai cinque anni d’età. Con gli ultimi quattro casi segnalati ieri nella provincia nord-occidentale di Khyber Pakhtunkhwa, il numero totale di malati dall’inizio dell’anno è salito a 98. Durante una cerimonia a Islamabad, Imran Khan ha sottolineato che il Pakistan è uno dei due soli Paesi al mondo, insieme con l’Afghanistan, ancora colpito dalla malattia, definendo il problema “un motivo di vergogna”. Il primo ministro ha quindi esortato le madri a portare loro stesse i figli ai centri per la vaccinazione.

Europa

Austria:Dopo un tira e molla durato alcuni mesi, il partito di estrema destra austriaco Fpoe ha espulso il suo ex leader Heinz Christian Strache. Il 50enne è inciampato la scorsa primavera sull’Ibiza gate, il video di un incontro con una sedicente oligarca russa, e poi in autunno sullo scandalo delle spese pazze. Oggi la segreteria della Fpoe di Vienna ha formalizzato l’espulsione. Non è esclusa la candidatura di Strache con una propria lista alle comunali della prossima primavera.

UE:Dopo una lunga discussione conclusa all’una di notte il vertice Ue ha raggiunto un accordo a 27 per fissare al 2050 il raggiungimento dell’obiettivo della neutralità climatica dell’Unione. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel. L’intesa, ha spiegato la cancelliera tedesca Angela Merkel, è stata trovata grazie a una soluzione di compromesso che ha consentito di superare le resistenze della Polonia: Varsavia avrà tempo fino a giugno 2020 per decidere sulla sua adesione alla strategia destinata a fare dell’Ue la prima regione al mondo a zero emissioni. La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen si è detta molto soddisfatta per il “forte sostegno” ricevuto dai Paesi membri al suo Green Deal. E ha espresso la sua comprensione per la posizione della Polonia, un Paese “ancora fortemente dipendente dal carbone” e che per questo ha bisogno di più tempo per vedere quali saranno gli strumenti che la potranno accompagnare verso la riconversione delle sue fonti energetiche.

GranBretagna: Trionfo a valanga per Boris Johnson: il voto delle elezioni britanniche, secondo l’exit poll di Ipsos Mori diffuso dalla Bbc, assicura una larga maggioranza assoluta Tory alla prossima Camera dei Comuni inseguita dal primo ministro per sigillare la Brexit e portare formalmente il Regno Unito fuori dall’Ue il 31 gennaio. Secondo questi dati, il partito conservatore ha incassato 368 seggi su 650, mentre al Labour di Jeremy Corbyn ne vengono attribuiti solo 191 (peggio delle attese) e all’intero fronte pro referendum bis 260 circa. Per i risultati ufficiali, e la proclamazione dei deputati prescelti nei 650 collegi uninominali del Regno per sedere nella prossima Camera dei Comuni, si dovrà attendere l’alba e oltre. Londra vola verso la Brexit e la sterlina è in netto rialzo.

Ucraina:Le autorità ucraine hanno annunciato ieri di aver arrestato cinque veterani della guerra del Donbass accusandoli di essere coinvolti nell’omicidio del giornalista Pavel Sheremet, avvenuto tre anni e mezzo fa a Kiev. Lo riportano i media russi e ucraini. L’obiettivo, secondo il vice comandante della polizia ucraina Ievghen Koval, era “destabilizzare la situazione nel Paese uccidendo una persona famosa”. Stando agli investigatori, una pediatra volontaria nel Donbass, Yulia Kuzmenko, piazzò sotto l’auto di Sheremet la bomba che uccise il reporter. Ad aiutarla sarebbe stato un musicista e veterano del conflitto nel sud-est ucraino, Andriy Antonenko. L’uomo nega però le imputazioni e ieri, quando la polizia lo ha arrestato, ha scritto su Facebook. “Mi accusano dell’uccisione di Sheremet. (…) aiuto!” Gli agenti hanno arrestato anche un’infermiera militare, Yana Duhar, nonché Vladislav e Inna Grishchenko, anche questi ultimi veterani del Donbass.

Turchia:“Inizieremo il più presto possibile con un bando di gara il progetto del Kanal Istanbul”, che consiste nella creazione di un canale artificiale di 43 km tra il mar Nero e il mar di Marmara per sostituire il Bosforo. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, durante la presentazione ad Ankara di un altro progetto per la costruzione di 100 mila nuove case popolari nella capitale. Il canale “serve a proteggere il Bosforo da un grave disastro”, ha aggiunto Erdogan, facendo riferimento al massiccio traffico di navi e petroliere che attraversano quotidianamente lo stretto di mare che divide in due Istanbul. Definito un progetto “folle” dallo stesso leader turco alla sua presentazione nel 2011, il canale è fortemente criticato dalle opposizioni e dagli ambientalisti per i danni che potrebbe causare all’ecosistema e i rischi di una nuova speculazione immobiliare di massa in una metropoli che ha già superato i 15 milioni di abitanti.

Scozia:E’ la Scozia l’altra faccia della luna del trionfo Tory alle elezioni britanniche. Nel territorio del nord, stando all’exit poll, gli indipendentisti dell’Snp di Nicola Sturgeon, decisi a chiedere una rivincita referendaria anche e soprattutto sulla secessione da Londra come risposta alla Brexit, fanno il pieno: spazzando via tutti i partiti nazionali e quasi azzerando l’avanzata del 2017 degli stessi conservatori. Il dato indica l’Snp a quota 55 seggi su 59 disponibili, a un soffio dal record storico delle elezioni del 2015 e in netto recupero rispetto ai 35 di due anni fa.
Il partito della Sturgeon è peraltro l’unica formazione anti Brexit ad avanzare. I liberaldemocratici della 39enne Jo Swinson vengono infatti indicati a 13, appena un seggio in più rispetto al modestissimo risultato di due anni fa e in calo di 5 rispetto ai 18 seggi controllati alla Camera dei Comuni alla fine della legislatura scorsa dopo la cooptazione di alcuni ex Tory ed ex laburisti moderati. Male pure i secessionisti gallesi di Plaid Cymru, in calo da 4 a 3 seggi, e i Verdi, fermi a 1.


Fonte:Ansa

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