World News, una settimana di notizie

World News, una settimana di notizie

Le più importanti notizie dal mondo riprese dai maggiori quotidiani, per essere sempre aggiornati. Notizie dal 22 al 28 dicembre.


Africa

Somalia: Erano quasi le otto di mattina a Mogadiscio, l’ora di punta, quando la città è precipitata in un vortice di terrore e morte: un camion-bomba, condotto da un attentatore suicida, è stato fatto esplodere in un affollato incrocio, al centro di una coda che si era formata davanti ad un checkpoint. Il bilancio è uno dei più gravi degli ultimi anni: almeno 76 morti e oltre un centinaio di feriti. In un istante, il camion si è trasformato in una enorme palla di fuoco, che ha lanciato in ogni direzione una infinità di schegge e frammenti incandescenti, uccidendo e devastando ogni cosa in un raggio di decine e decine di metri. I sopravvissuti, i testimoni e i soccorritori parlano di corpi martoriati, mutilati e carbonizzati, al di là di ogni possibile riconoscimento.

Una persona ferita viene trasportata su una barella all’ospedale Medina di Mogadiscio, in Somalia, il 28 dicembre 2019. Secondo quanto riferito, una grande esplosione ha scosso l’area vicino all’ex controllo Afgoye/SAID YUSUF WARSAME

E delle urla disperate e strazianti che si sono levate tra i rottami di auto, il fumo e le fiamme subito dopo l’esplosione, dei feriti e delle persone alla ricerca dei loro cari investiti dalla potente onda d’urto. Il numero delle vittime – tra cui figurano molti studenti universitari, oltre a donne e bambini e diversi agenti di polizia – potrebbe purtroppo continuare a salire. Negli ospedali molti feriti sono infatti arrivati in condizioni disperate. Fino a tarda sera nessun gruppo aveva rivendicato l’attacco, anche se sembrano esserci pochi dubbi sulla matrice jihadista, in particolare sulla possibilità che siano stati gli estremisti islamici di al Shabaab. Tuttavia, secondo Rita Katz, che con il gruppo Site monitora online la galassia jihadista, è possibile che una loro rivendicazione non giunga mai. La maggior parte degli attentati rivendicati dagli Shabaab sono stati infatti quelli che hanno colpito zone frequentate da quelli che loro chiamano “agenti stranieri” o contro obiettivi percepiti come nemici, come le forze di sicurezza, mentre oggi sono morte soprattutto decine di civili musulmani, e questa circostanza potrebbe danneggiare la loro causa.

Marocco:Un noto Youtuber marocchino, Mohamed Sekkaki, è stato condannato a quattro anni di carcere e ad una multa di 4.000 dollari per aver criticato il re marocchino Mohammed VI e aver chiamato i marocchini “asini”. Lo riporta la Bbc. Sekkaki, i cui video vengono visti ogni giorno da oltre 200.000 persone, ha annunciato che ricorrerà in appello. Arrestato anche il giornalista e attivista per i diritti umani Omar Radi, accusato di aver insultato un giudice su Twitter lo scorso aprile.

Niger: L’Isis ha pubblicato un video che mostra l’uccisione di 11 cristiani in Nigeria. Lo rende noto Bbc News Africa. L’organizzazione terroristica ha dichiarato che quest’azione fa parte della sua campagna per “vendicare” le morti di ottobre del suo leader e del suo portavoce in Siria, rispettivamente Abu Bakr al-Baghdadi e Abul-Hasan Al-Muhajir.

Algeria:Il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune ha nominato Abdelaziz Djerad primo ministro. La televisione pubblica ha mostrato le immagini di Djerad, 65enne accademico di Scienze Politiche, ricevuto dal capo dello stato.
“Dobbiamo lavorare con tutte le competenze nazionali, i dirigenti del paese e i cittadini, per uscire da questa fase difficile” e per “affrontare le sfide economiche e sociali”, ha dichiarato Djerad, che negli ultimi anni aveva già ricoperto altri incarichi ai vertici delle istituzioni, durante la lunga presidenza Bouteflika. La nomina del nuovo primo ministro, chiamato a formare un governo, arriva a due settimane dalle prime elezioni presidenziali dall’uscita di scena di Bouteflika, caratterizzate da un’affluenza di appena il 40%.

Americhe

Usa:Il 2019 è stato l’anno in cui in assoluto gli Stati Uniti hanno assistito al maggior numero di omicidi di massa, vale a dire con quattro o più persone uccise. E’ quanto emerge da un database compilato dall’Associated Press, da Usa Today e dalla Northeastern University: 41 gli episodi censiti per un totale di 211 vittime. Tra gli eventi più sanguinosi, riferisce la Bbc, l’uccisione di 12 persone a Virginia Beach a maggio e di 22 a El Paso ad agosto. Dei 41 casi, 33 hanno visto l’uso di armi da fuoco. In California il maggior numero di omicidi di massa, con otto episodi.

Usa/2:Joe Biden non si presenterà in Senato per testimoniare nell’ambito del processo dell’impeachment neanche se gli venisse chiesto. Lo afferma l’ex vice presidente in un’intervista con il The Moines Register. Biden spiega che adempiere alla richiesta sarebbe consegnare una vittoria a Donald Trump in termini di distrazione dalla campagna elettorale”.

Cile:Duri scontri fra dimostranti e polizia sono avvenuti  durante una manifestazione antigovernativa nella zona di Plaza Italia a Santiago del Cile, con un bilancio di un morto e numerosi feriti. Lo ha reso noto l’Istituto nazionale dei diritti umani (Indh) cileno. I vigili del fuoco hanno comunicato che un incendio, la cui dinamica non è ancora chiara, ha completamente distrutto il Cine Arte Alameda, definito dalla ministro della Cultura cilena, Consuelo Valdés, “un luogo fondamentale nella scena audiovisiva e musicale di Santiago”. Commentando “l’ultima grande manifestazione dell’anno”, l’Indh ha riferito che un cadavere è stato trasportato nella notte al Pronto soccorso dell’ospedale nella ‘ex Posta Central’ della capitale. Testimoni oculari hanno riferito che l’uomo sarebbe caduto in una fossa contenente cavi elettrici mentre si allontanava dalla manifestazione. L’Indh ha chiesto alle autorità di chiarire “il più presto possibile” le cause del decesso.

Ecuador:Preoccupazione” è stata espressa dal centro del Patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco per la situazione che si è creata nelle isole Galapagos dove un cargo si è rovesciato il 22 dicembre causando la caduta in mare di 2.200 litri di diesel. In particolare l’Unesco dice di seguire con attenzione la situazione sull’isola di San Cristobal anche se, secondo le notizie ufficiali, l’intervento immediato dei guarda coste ecuadoregni ha impedito un disastro ambientale. Il personale del Parco e della Marina dell’Ecuador, subito dopo l’incidente, ha collocato “barriere di contenimento e teli assorbenti per ridurre il rischio” di contaminazione da un’eventuale fuoriuscita del carburante. Situate nell’Oceano Pacifico a circa 1.000 km dal continente sudamericano, le isole Galapagos, che comprendono 19 isole e la riserva marina circostante, sono state la prima proprietà iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 1978 e sono considerate un “museo vivente e vetrina dell’evoluzione”.

Asia/Pacifico & Medio Oriente 

Birmania:L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che condanna le violazioni dei diritti umani perpetrati dalla Birmania contro la minoranza musulmana dei Rohingya, che comprendono arresti arbitrari, tortura, stupro e morti in detenzione, e invita il governo di quel Paese a combattere qualsiasi forma di incitamento all’odio contro le minoranze. Il documento è stato approvato con 134 sì su 193 Paesi rappresentati contro 9 no e 28 astensioni. La Birmania non considera i Rohingya una minoranza autoctona ma li ritiene dei “migranti illegali”, entrati dal vicino Bangladesh. Paese dove oggi in campi profughi vivono circa 700.000 di loro, costretti a lasciare la Birmania negli ultimi tre anni, incalzati da una campagna militare che l’Onu ha condannato come “pulizia etnica”. La Corte penale internazionale dell’Onu ha istruito un’inchiesta per “genocidio” nei confronti della Birmania: accuse alle quali all’Aja ha di recente risposto, negandole, la leader birmana, Aung San Suu Kyi.

Filippine: Si aggrava a 41 morti il bilancio delle vittime del tifone che il giorno di Natale si è abbattuto, devastandole, sulle isole Visayas, nel centro dell’arcipelago delle Filippine, destinazione turistica assai gettonata per via delle spiagge con la sabbia bianchissima. Lo riferiscono i media locali. I soccorritori sono ancora alla ricerca di dodici persone che risultano disperse. “Speriamo che non trovare più morti”, ha detto Mark Timbal, portavoce dell’agenzia nazionale per la gestione delle catastrofi. Quest’ultima ha stimato che il ciclone ha danneggiato 260.000 case e costretto quasi 100.000 persone a lasciare le proprie abitazioni e a sistemarsi nei rifugi di emergenza. Il governo filippino stima che questa potente tempesta tropicale ha causato danni per 21 milioni di dollari nel settore agricolo e alle infrastrutture. In alcune zone colpite dal tifone, che era accompagnato da raffiche di vento che raggiungevano i 200 km all’ora, le linee elettriche e la rete internet sono state messe fuori uso.

Afghanistan:Almeno 17 poliziotti afghani sono morti la notte scorsa in seguito ad un attacco dei talebani contro un posto di guardia nel distretto di Khwaja Bahauddin, nella provincia settentrionale di Takhar. Secondo i talebani le vittime sarebbero 21 agenti locali mentre il portavoce della polizia ha affermato che hanno perso la vita 17 poliziotti e altri quattro sono rimasti feriti.

Hong Kong:La polizia di Hong Kong ha arrestato almeno 14 persone durante degli scontri con dei manifestanti in un centro commerciale. Lo riferiscono media internazionali. La polizia antisommossa effettuato delle cariche e usato spray al pepe per disperdere dei residenti che protestavano per gli arresti. Obiettivo della protesta, dei turisti arrivati dalla Cina per fare shopping. Proteste e scontri analoghi, compresi alcuni arresti, si sono verificati in serata in altro centro commerciale nella baia di Kowloon.

Iran: La polizia iraniana ha caricato e arrestato oggi diverse persone che si erano radunate nel cimitero Behesht-e Sakineh di Karaj, ad ovest di Teheran, per commemorare Pouya Bakhtiari, uno delle centinaia di manifestanti uccisi lo scorso novembre nella repressione delle proteste contro l’aumento dei prezzi della benzina. Nonostante le restrizioni imposte all’accesso a Internet, sui social media sono circolati alcuni video della cerimonia, svoltasi in seguito ad un appello dei genitori di Bakhtiari, che nei giorni scorsi sono stati arrestati per avere rilasciato interviste a televisioni con sede all’estero. In alcune immagini si vedono i partecipanti al raduno correre nel cimitero, inseguiti da agenti che eseguono alcuni arresti, mentre si ode lo slogan ‘Morte al dittatore’. Da alcune città, come Shiraz, Tabriz e Karaj, giungono notizie non confermate di scontri, con la polizia che avrebbe sparato in aria. A Teheran raduni si sono svolti in alcune piazze, come quella di Sadeghiyeh.

Kazakistan: E’ di 12 morti e 53 feriti il bilancio provvisorio dello schianto in Kazakistan di un aereo, con 100 persone a bordo, poco dopo il decollo da Almaty. Sul velivolo, diretto alla capitale Nur-Sultan (ex Astana), viaggiavano 95 passeggeri e 5 membri d’equipaggio. L’aereo della Bek Air ha perso altitudine alle 7:22 ora locale (le 2:22 in Italia), prima di colpire una barriera di cemento e schiantarsi contro un edificio a due piani. L’aeromobile è stato identificato come un Fokker-100, un aereo di linea di medie dimensioni a doppia turboventola. Tra i feriti anche 9 bambini e 10 adulti in gravi condizioni: lo ha detto il ministro della Salute del Paese dell’Asia centrale. Il vice primo ministro Roman Skylkar ha poi precisato in una conferenza stampa ad Almaty che l’aereo si è “spaccato in due” dopo che la coda ha toccato due volte la pista in fase di decollo. La maggior parte delle vittime si trovavano nella parte anteriore dell’aereo. “O è stato un errore del pilota o un problema tecnico”, ha detto. 

Una foto pubblica messa a disposizione dal servizio stampa del Comitato per le situazioni di emergenza del Kazakistan (EMERCOM) mostra i soccorritori che lavorano sul luogo di un incidente aereo vicino all’aeroporto di Almaty, a circa 20 km dalla città di Almaty, in Kazakistan, il 27 dicembre 2019. EPA/COMMITTEE FOR EMERGENCY SITUATIONS OF KAZAKHSTAN HANDOUT — BEST QUALITY AVAILABLE — HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

La russa Ren Tv ha trasmesso una presunta registrazione tra un controllore di volo di Almaty e l’equipaggio dell’aereo della Bek Air in cui si sente pilota augurare “buona giornata” all’interlocutore prima ancora di essere autorizzato a decollare. Poco dopo, il controllore sembra perdere il contatto con il pilota del Fokker 100 e avverte l’ aereo successivo di ritardare il suo decollo. “Astana 671, non sappiamo dove si trova il Fokker 100”, si sente dire. I responsabili “saranno puniti”, ha intanto dichiarato il presidente kazako Kassym-Jomart Tokayev, che si è impegnato a fornire un risarcimento alle famiglie delle vittime e ha twittato che i responsabili “saranno puniti severamente in conformità con la legge”. Tokayev ha affermato che è stata istituita una commissione governativa per indagare sulle circostanze della tragedia. Il ministero degli interni ha poi aggiunto di aver avviato un’indagine penale sull’incidente per violazione delle norme sulla sicurezza del trasporto aereo.
Tutti i voli della Bek Air e di Fokker-100 in Kazakistan sono stati sospesi in attesa delle indagini sull’incidente, hanno affermato le autorità del Paese. “Grazie ad Allah sono vivo e vegeto”: Aslan Nazaraliyev, noto imprenditore kazako, è tra i ‘miracolati’ del Fokker 100 precipitato vicino ad Almaty, pochi secondi dopo il decollo, e ha affidato a facebook il suo sospiro di sollievo. Al post allega una foto del posto dove era seduto, proprio accanto al punto dove l’aereo si è diviso in due. Tra le vittime – è stato intanto accertato – una giornalista di 35 anni, Dana Kruglova, dell’agenzia di stampa Informburo, e un generale in pensione, Rustam Kaidaroiv.

India:La comunità cattolica di Calcutta ha risposto all’invito di due sezioni dell’Arcidiocesi e si è unita ieri alle proteste contro la legge sulla cittadinanza (Caa) e contro il registro nazionale di cittadinanza (Nrc), che escludono i musulmani. Il quotidiano The Telegraph racconta che centinaia di persone, tra cui sacerdoti, suore e molti esponenti del clero, hanno dato vita ad una marcia pacifica, partita dalla Cattedrale di St.Paul, che inneggiava alla “molteplicità, diversità e unità della nazione indiana”. Raggiunta la statua di Gandhi in Mayo Road, i manifestanti hanno intonato in coro “Make me a channel of your peace” (fai di me uno strumento della tua pace) e “We shall overcome” (certamente vinceremo).

Siria:Sono saliti ad almeno 235.000 i civili in fuga da Maaret al Numan, cittadina nel nord-ovest della Siria controllata da milizie ribelli e qaediste, investita nelle ultime settimane da un’offensiva delle forze governative appoggiate dalla Russia. Lo fa sapere l’agenzia umanitaria dell’Onu (Ocha) per la Siria un tweet. Secondo l’Ocha, la cittadina, situata in una zona strategica nel sud della provincia di Idlib, è ormai “quasi vuota”, mentre gli sfollati, che si dirigono verso nord, “hanno urgente bisogno di sostegno umanitario, particolarmente alloggi, cibo e assistenza sanitaria”. Le temperature rigide, aggiunge l’agenzia dell’Onu, “aumentano la vulnerabilità” della popolazione in fuga.

Israele:Il premier israeliano Benyamin Netanyahu si è dichiarato vincitore delle primarie del suo partito, il Likud, sconfiggendo il rivale Gideon Saar. Lo riferiscono i media israeliani. Il voto si è concluso alle ore 23 locali, le 22 in Italia. La percentuale di voto è stata del 49,3 per cento degli oltre 100 mila aventi diritto. “Una grandissima vittoria! Grazie ai membi del Likud per per la loro fiducia, il sostegno e l’amore”, ha twittato Netanyahu un’ora dopo la chiusura delle votazioni. I primi risultati ufficiosi indicano che il premier ha vinto le primarie con un consistente margine su Saar. I risultati ufficiali arriveranno solo in tarda nottata. Netanyahu guiderà quindi il partito di destra israeliano alle elezioni politiche di marzo.

Iraq:Il presidente iracheno, Barham Saleh, ha rassegnato le proprie dimissioni al Parlamento dopo aver rifiutato di approvare un candidato per l’incarico di primo ministro di un gruppo politico appoggiato dall’Iran. Lo riferiscono i media regionali. Saleh avrebbe affermato che preferirebbe dimettersi piuttosto che scegliere un nuovo primo ministro respinto dai manifestanti. Il Parlamento dovrà ora riunirsi per discutere e votare le dimissioni. Se approvano la scelta, Saleh si dimetterà.

Europa

Austria: Esattamente tre mesi dopo le elezioni politiche in Austria, la scorsa notte è stato raggiunto l’accordo di massima tra il partito popolare Oevp di Sebastian Kurz e i Verdi di Werner Kogler. Il partito ecologista ha infatti convocato per il 4 gennaio l’assemblea, il cui voto – secondo lo statuto di partito – è vincolante per un’entrata nell’esecutivo. Il giuramento – secondo la stampa austriaca – potrebbe avvenire il 7 gennaio. “Gli ostacoli più grandi sono stati superati”, conferma Kurz. Per Kogler, restano da chiarire solo alcuni dettagli. Secondo il quotidiano Salzbuger Nachrichten, i ministeri di peso (Esteri, Interni, Finanze, Economia, Istruzione e Agricoltura) vanno alla Oevp, mentre i Verdi riceveranno, oltre al ‘superministero’ infrastrutture-ambiente-energia, anche giustizia, salute e affari sociali. Sotto la guida verde tornerebbe anche il ministero alla Cultura, che durante gli scorsi esecutivi non è stato un ministero autonomo. 

Francia:Nuovo fine settimana difficile in Francia per gli scioperi dei trasporti, nel pieno nelle vacanze natalizie. Oggi è iniziato il 24esimo giorno di protesta contro la riforma delle pensioni, con manifestazioni che hanno richiamato migliaia di persone, a partire da Parigi, dove sono scesi in strada anche centinaia di ‘gilet gialli’. I media francesi rilevano che il blocco di metro e treni, che continuano a circolare a singhiozzo, rischia di superare il record di 28 giorni consecutivi raggiunti nel 1986-87. Anche perché la ripresa della trattativa tra governo è sindacati, che contestano la fine dei regimi pensionistici speciali, è attesa soltanto il 7 gennaio.

Paesi Bassi: Da gennaio l’Olanda cambia nome: lo Stato dell’Ue sarà promosso nel mondo solamente come ‘Netherlands’, Paesi Bassi in italiano. La decisione del governo era stata anticipata ad ottobre e in questi mesi è stata accompagnata dalla presentazione del nuovo logo che contiene un tulipano stilizzato fra le lettere N e L, sigla internazionale che sta proprio per Netherlands. Il cambio di nome è il risultato di una strategia governativa volta a chiarire una volta per tutte la differenza fra i Paesi Bassi e l’Olanda, che in realtà include solamente due delle 12 regioni che formano lo Stato europeo, ed evitare di associare l’immagine del Paese alla sola città di Amsterdam e al suo quartiere a ‘luci rosse’. I ministeri, le ambasciate e l’Agenzia per le imprese (Rvo, Netherlands Enterprise Agency) potranno usare il nuovo nome e logo a partire da gennaio 2020.

Turchia: La Turchia ha presentato il prototipo della sua prima automobile interamente progettata e prodotta nel Paese. Si tratta di una vettura elettrica che verrà realizzata in 5 modelli e 175 mila esemplari all’anno a partire dal 2022, frutto dell’iniziativa congiunta di 5 grandi gruppi industriali locali sostenuti finanziariamente dal governo di Ankara. Il prototipo è stato svelato questo pomeriggio a Gebze, nella provincia nordoccidentale di Kocaeli, dal presidente Recep Tayyip Erdogan, che ha parlato di una “giornata storica per il Paese, in cui si è realizzato un sogno vecchio di 60 anni”. La fabbrica sarà operativa dal 2021 nella provincia nordoccidentale di Bursa, distretto ad alta industrializzazione che già ospita altri impianti del settore automotive – come quella di Tofas, la joint venture tra Fca e la holding turca Koc – e impiegherà 4.323 operai, con un investimento iniziale annunciato di 22 miliardi di lire turche (circa 3,3 miliardi di euro).

Il 26 dicembre 2019, membri della Chiesa ortodossa serba in Montenegro stanno protestando contro una controversa nuova legge sulla religione, che la chiesa ha definito un complotto per privarla di sua proprietà. EPA/BORIS PEJOVIC EPA-EFE/BORIS PEJOVIC

Montenegro: Il Parlamento del Montenegro ha approvato una controversa legge sulla libertà religiosa al termine di una convulsa seduta che ha portato all’arresto dei 18 deputati dell’opposizione pro-serba, fermamente contrari all’iniziativa. Lo riportano media locali. Nei giorni scorsi il progetto di legge era stato duramente contestato dai leader della Chiesa serba ortodossa, secondo i quali la nuova normativa potrebbe spogliare le chiese e i monasteri delle loro proprietà.

Russia: Dopo il battesimo la settimana scorsa da parte di Donald Trump delle Forze spaziali americane, la Russia a sua volta accelera nella nuova corsa agli armamenti e, nel campo missilistico, sorpassa gli Stati Uniti: il ministro delle difesa Sergei Shoigu ha ufficialmente informato il presidente Vladimir Putin che il primo reggimento missilistico equipaggiato con i missili strategici ipersonici Avangard è oggi “entrato in servizio, alle 10 ora di Mosca”. Si tratta di una nuova arma “invincibile” che Putin aveva già annunciato un anno fa, ovvero un missile in grado di raggiungere, secondo fonti ufficiali russe, una velocità nell’atmosfera di Mach 27, circa 33.000 chilometri l’ora. Di fatto, è in grado di colpire qualsiasi obiettivo nell’arco di pochi minuti. E’ inoltre capace, ha sottolineato Putin, di compiere veloci virate e cambiare repentinamente altitudine, divenendo così quasi impossibile da intercettare. Non a caso, qualche giorno fa Putin si vantato del fatto che la Russia è diventato l’unico Paese al mondo a schierare armi ipersoniche. Durante la Guerra fredda, ha ricordato, l’Unione Sovietica rincorreva gli Usa nel progettare la bomba atomica e nel costruire bombardieri strategici e missili balistici intercontinentali. “Adesso abbiamo una situazione che è unica nella storia moderna: sono loro che cercando di raggiungerci. Non una sola nazione possiede armi ipersoniche, figuriamoci quelle di portata intercontinentale”.


Fonte:Ansa
   

Vai alla barra degli strumenti