World News, una settimana di notizie.

World News, una settimana di notizie.

Le più importanti notizie dal mondo riprese dai maggiori quotidiani, per essere sempre aggiornati. Notizie dal 9 al 15 febbraio 2020.


Africa

Egitto: Il tribunale di Mansura, dopo un’udienza durata appena dieci minuti, ha respinto la richiesta di scarcerazione presentata dai legali di Patrick George Zaky, lo studente dell’Università di Bologna arrestato al rientro in Egitto con accuse di propaganda eversiva. “Il ricorso è stato respinto”, ha detto uno dei legali del ragazzo Wael Ghaly.

Libia:Il capo del governo riconosciuto dalle Nazioni Unite in Libia Fayez al-Sarraj, ha accusato il suo rivale, il generale Khalifa Haftar “di non essere un partner per la pace”. “Non possiamo negoziare finché siamo bombardati e ci sono spargimenti di sangue e la distruzione delle infrastrutture”, ha detto in una conferenza stampa trasmessa in diretta televisiva, chiedendo “severe misure internazionali” per porre fine alle violazioni del cessate il fuoco. Altrimenti il governo di accordo nazionale (Gna) di Tripoli “sarà costretto a ritorsioni”. Sarraj ha quindi ammonito che il sostegno straniero per servirebbe solo “a prolungare” il conflitto nel paese nordafricano. “I sostenitori di Haftar – ha detto – devono capire di aver perso la scommessa” appoggiando il militare.

Egitto/2: Il primo caso del nuovo coronavirus Covid-19 è stato rilevato in Africa. Lo rende noto il ministero della Sanità egiziano.

Kenya: L’ex presidente del Kenya Daniel Arap Moi è stato sepolto oggi nella sua fattoria di Kabarak, situata nella contea di Nakuru. Lo riporta Bbc Africa specificando che la cerimonia di sepoltura è stata privata, con un saluto di 19 colpi di cannone e una parata militare. Migliaia di persone si sono inoltre radunate presso l’Università di Kabarak per rendergli l’ultimo omaggio. I presenti indossavano cappellini rossi con la scritta ‘Kanu’, il partito politico di Moi al potere per oltre 40 anni. Si chiude così la settimana di lutto per la morte dell’uomo che ha governato il Kenya per 24 anni, dal 1978 al 2002. L’ex presidente è morto il 4 febbraio scorso in un ospedale privato nella capitale, Nairobi, all’età di 95 anni.

Sud Sudan: In merito ai negoziati di pace in stallo nel Sud Sudan, oggi Usa, Gran Bretagna e Norvegia hanno rilasciato una dichiarazione ripresa da Bbc Africa: “Incoraggiamo tutte le parti, incluso il governo, a raggiungere un consenso su una via da seguire per il numero degli Stati. Il rifiuto di scendere a compromessi e andare avanti mina l’accordo, mette a rischio il ‘cessate il fuoco’ ed erode la fiducia pubblica e dei partner”. Il presidente del Sud Sudan Salva Kiir e l’ex capo ribelle Riek Machar hanno tempo fino al 22 febbraio per formare un governo di transizione. Gli incontri a porte chiuse tra i due leader si sono tenuti all’inizio di questa settimana nella capitale dell’Etiopia, Addis Abeba, ma non si è trovato l’accordo sul numero degli Stati. Il governo del Sud Sudan, infatti, ne vuole 32, mentre gli ex ribelli spingono per un ritorno ai 10 iniziali. Il presidente Kiir ha detto all’Igad, Autorità intergovernativa per lo sviluppo che terrà ulteriori consultazioni e riferirà il prossimo 15 febbraio.

Sudan: L’ex leader del Sudan, Omar al-Bashir, sarà consegnato alla Corte penale internazionale (Cpi) dell’Aja. Lo ha affermato il Consiglio militare del Paese citato da Bbc. Bashir è accusato di crimini di guerra e contro l’umanità, ma ha sempre negato questi reati. Lo scorso dicembre l’ex presidente del Sudan, destituito in aprile 2019 con un golpe, è stato condannato per corruzione a due anni da scontare in una struttura di riforma sociale.

Americhe

Venezuela: Il leader dell’opposizione venezuelana Juan Guaidò è tornato in Venezuela dopo 23 giorni di un viaggio in diversi paesi del mondo, un viaggio compiuto ignorando il divieto ad espatriare imposto dal presidente Nicolas Maduro. Guaidò, che aveva annunciato il suo rientro su Twitter, è stato salutato da una folla di sostenitori al suo arrivo da Lisbona all’aeroporto di Caracas. L’aeroporto internazionale di Maiquetia a Caracas è stato teatro di tensioni fra un gruppo di deputati oppositori giunti dalla capitale per accogliere il loro presidente ‘legittimo’, e militanti filogovernativi, sostenuti da lavoratori della compagnia aerea statale Conviasa, oggetto di recente di nuove sanzioni statunitensi. Ad attendere Guaidó vi erano, oltre a numerosi deputati dell’Assemblea nazionale, anche alcuni ambasciatori europei, la moglie, Fabiana Rosales, e giornalisti dei media venezuelani ed internazionali. Partito da Caracas il 19 gennaio, il leader dell’opposizione venezuelana si è recato prima in Colombia, quindi in varie capitali europee e a Bruxelles, per trasferirsi successivamente in Canadà e negli Stati Uniti, dove è stato ricevuto dal presidente Donald Trump. Appena toccato il suolo venezuelano Guaidó, via Twitter, ha sostenuto che “porto l’impegno del mondo libero, disposto ad aiutarci a recuperare la democrazia e la libertà”. Comincia, ha aggiunto, “una nuova fase che non ammetterà passi indietro e che ha bisogno di tutti noi facendo quello che dobbiamo fare”. Oggi più che mai, ha concluso, “abbiamo bisogno di unità, fiducia e disciplina”.

Brasile: Il numero di omicidi in Brasile ha segnato un calo del 19,2% nel 2019, primo anno del governo di Jair Bolsonaro, secondo i dati ufficiali dei 27 Stati dell’Unione. In numeri assoluti, il declino è stato di poco meno di 10 mila vittime, dato che ci sono state 41.636 persone morte violentemente l’anno scorso contro le 51.558 registrate nel 2018, ha reso noto il rapporto preparato con la partecipazione del Forum di pubblica sicurezza brasiliano e dell’Università di San Paolo (Usp). Si tratta del numero più basso di omicidi dal 2007. I due Stati che hanno registrato un calo più pronunciato sono Cearà, nella regione nord-orientale, con una diminuzione del 50,3%, e Roraima, nella regione amazzonica, dove la riduzione è stata del 42,3%. Una delle spiegazioni del fenomeno è che “buona parte dei boss del traffico di stupefacenti è incarcerato negli Stati”, ha dichiarato Bruno Manso, del Nucleo di studi sulla violenza dell’Usp.

Usa: Confermando i pronostici della vigilia, il senatore socialista Bernie Sanders, si aggiudica il secondo turno delle primarie dem in New Hampshire con il 26%, staccando di meno di due punti l’ex sindaco di South Bend Pete Buttigieg, che in Iowa lo aveva battuto di un soffio strappando due delegati in più. Entrambi escono dalle urne rafforzati come i frontrunner della corsa e come i portabandiera delle due anime del partito, quella radicale e quella moderata. Vivendo nel vicino Vermont, Bernie aveva il vantaggio di giocare quasi in casa in questo piccolo stato bianco e progressista del New England, dove nel 2016 aveva trionfato col 60,40%, superando di 22 punti l’unica rivale, Hillary Clinton. Oggi invece doveva fare i conti con un parterre di altri nove candidati, che hanno disperso il voto, anche se due hanno già annunciato il ritiro: l’imprenditore di origine asiatica Andrew Yang e il senatore del Colorado Michael Bennet. A ore è atteso quello dell’ex governatore del Massachusetts Deval Patrick. Può cantare vittoria anche Mayor Pete: “Avete scelto una nuova era di sfide con una nuova generazione di leader”, afferma davanti ai suoi supporter, ringraziando il marito Chasten (“l’amore della mia vita che mi tiene con i piedi per terra”) e tutti i candidati, a partire da Sanders, “che ammiro sin da quando ero studente e rispetto”. Poi è abile a fare appello anche agli indipendenti e ai “futuri ex repubblicani” per creare una coalizione “ampia, inclusiva”. E ad attaccare Trump, “il presidente più divisivo della storia americana” che “ha compromesso la credibilità degli Usa nel mondo”.

Asia & Pacifico

Coronavirus: E’ salito a 1.527 il numero delle vittime provocate finora dal coronavirus: è quanto emerge dai dati aggiornati della John Hopkins University, secondo cui le persone contagiate sono 67.097 e quelle ricoverate sono 8.571.

Cina: Per la prima volta i ministri degli Esteri della Cina e del Vaticano, due stati senza legami diplomatici da decenni a causa di controversie religiose, si sono incontrati. Wang Yi e il suo omologo monsignor Paul Gallagher si sono visti ieri a Monaco, ha dichiarato il Quotidiano del popolo, organo del Partito comunista cinese (Pcc). La città tedesca ospita attualmente la Conferenza sulla sicurezza. Un incontro a questo livello diplomatico è il primo da almeno sei decenni, col Vaticano e la Repubblica popolare cinese che non intrattengono più relazioni diplomatiche dagli anni ’50. Si svolge in un contesto di miglioramento delle relazioni bilaterali, dalla firma di un accordo storico nel 2018 sulla nomina di vescovi in Cina. “Oggi è il primo incontro tra i ministri degli Esteri della Cina e del Vaticano”, ha detto Wang Yi. “Questo aprirà più spazio per gli scambi futuri tra le nostre due parti”, cita un comunicato pubblicato dal Quotidiano del popolo sul suo sito web.

Afghanistan: Almeno cinque bambini sono rimasti uccisi e tre sono rimasti feriti nell’esplosione di un ordigno artigianale ieri sera nel distretto di Dasht-e-Archi, nella provincia di Kunduz, nel nord dell’Afghanistan. Lo ha riferito il ministero dell’Interno afghano in una nota. “L’ordigno esplosivo era stato piazzato dentro una scuola. Tutte le vittime erano alunni”, ha aggiunto il ministero. Le autorità afghane accusano i talebani di essere responsabili dell’esplosione.

Giappone: Il Giappone ha annunciato la prima morte nel Paese di una persona contagiata dal nuovo coronavirus. Si tratta di una donna di 80 anni.

Europa

Francia: Macron dei ghiacci. Come ampiamente annunciato nei giorni scorsi, il presidente francese si è recato questa mattina alla Mer de Glace, il celebre ghiacciaio sul versante francese del Monte Bianco, per toccare con mano gli effetti del riscaldamento climatico e ribadire il suo impegno a favore del pianeta. Una visita ad alto valore simbolico, per tentare di convincere sulla nuova svolta ecologista del suo quinquennato, anche se in molti lo accusano di propaganda elettorale. In tuta blu, Macron ha passeggiato sul ghiacciaio simbolo della Francia, dove i ghiacci si ritirano di 8-10 metri all’anno, circa 2 km dal 1850, perdendo 120 metri di spessore in un secolo. “Ciò che vedo è sbalorditivo”, ha deplorato, commentando l’alternarsi di ghiaccio e rocce ormai sempre più scoperte e visibili. “Il ghiacciaio rende visibile l’invisibile. Dimostra come l’assenza di decisioni ci abbia fatto arrivare a questa situazione”, ha replicato il glaciologo, Luc Moreau, che accompagnava il presidente nella ‘spedizione’.

Francia/2:Benjamin Griveaux, candidato della République En Marche alla poltrona di sindaco di Parigi nonché fedelissimo del presidente Emmanuel Macron, si ritira dalla corsa alle elezioni municipali del prossimo marzo dopo la diffusione di immagini intime di carattere sessuale. Il video intimo, che ha indotto Griveaux a ritirarsi, è stato pubblicato online dall’artista russo Piotr Pavlenski. E’ quanto ha rivendicato lo stesso Pavlenski citato da Libération. Il russo rifugiatosi in Francia ha precisato di aver voluto “denunciare l’ipocresia” del candidato sindaco.

Ucraina: Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha invitato Donald Trump a Kiev. “Dopo tutta questa Santa Barbara sull’impeachment – ha detto Zelensky alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco – vorrei arrivare” negli Usa “per voltare pagina nei nostri rapporti, perché ci possiamo mettere d’accordo, firmare certi contratti, accordarci su cose strategiche, sugli investimenti. Prepariamo insieme un pacchetto di questi documenti e incontriamoci. Perciò – ha proseguito il presidente ucraino – adesso la palla sta nel campo del presidente Usa, ma noi siamo sempre lieti di vedere tutti in Ucraina, e sono pronto a invitare, anzi invito, il presidente Trump a Kiev”.

Germania: La procura generale tedesca ha fatto arrestare 12 persone, sospettate di far parte di una cellula di estremisti di destra in Germania. Si tratta di cittadini tedeschi, tutti uomini. Secondo gli inquirenti cinque di loro avrebbero fondato il gruppo per mettere a segno attentati contro politici, profughi e musulmani.

Russia: Il tribunale distrettuale Tagansky di Mosca ha inflitto a Twitter una multa da quattro milioni di rubli (circa 58.000 euro) per essersi rifiutata di porre in territorio russo i server con i dati dei cittadini russi. Lo riportano le agenzie. lo stesso tribunale ha inflitto a Facebook una multa dello stesso ammontare e per lo stesso motivo. Una controversa legge del 2014 obbliga ad archiviare i dati degli utenti russi in server che si trovino fisicamente in territorio russo. Secondo alcuni esperti, con questa legge per gli enti governativi e per i servizi segreti di Mosca è più facile avere informazioni sui soggetti finiti nel loro mirino.

Gran Bretagna: E’ il 39enne Rishi Sunak, finora numero due del Tesoro, il nuovo cancelliere dello Scacchiere e responsabile della politica economica del governo Tory britannico di Boris Johnson. Lo ha annunciato Downing Street dopo le dimissioni di Sajid Javid. Sunak fa parte della leva dei giovani brexiteer emergenti e dei nuovi conservatori di origini etniche non anglosassoni. Fedelissimo di Johnson, è nato in Inghilterra da una famiglia originaria del Punjab, in India. Javid, 50 anni, ha invece radici pachistane.

Serbia: Varie fonti, sia dall’Aja che da Belgrado, hanno seccamente smentito la notizia diffusa oggi da alcuni media sulla presunta morte nel carcere di Scheveningen di Ratko Mladic, l’ex capo militare dei serbi di Bosnia condannato all’ergastolo per genocidio e crimini di guerra, e che è in attesa del processo di appello. “La notizia sulla morte di Mladic è falsa”, ha detto al quotidiano serbo Vecernje Novosti Helena Egelston, del Meccanismo residuale internazionale per i tribunali criminali, l’organismo che ha preso il posto all’Aja del Tribunale penale internazionale per i crimini nella ex Jugoslavia (Tpi). A smentire la notizia sul decesso di Mladic, che da tempo versa comunque in condizioni di salute molto precarie, sono stati anche il figlio Darko, che ha detto di aver parlato oggi al telefono con il padre, e il ministro degli esteri serbo Ivica Dacic, che sostiene di aver avuto conferma dell’esistenza in vita dell’ex generale dai responsabili del carcere di Scheveningen dove è rinchiuso Mladic.

Medio Oriente

Iran: La “dura vendetta” dell’Iran per l’uccisione del generale Qassem Soleimani continuerà finché gli Usa non si ritireranno dal Medio Oriente, “lasciando i sionisti senza un sostenitore”. Lo ha detto il comandante delle forze aerospaziali delle Guardie della Rivoluzione islamica, brigadiere generale Amir Ali Hajizadeh. “La nostra guerra al nemico e la nostra presenza sul campo di battaglia andrà avanti finché continueranno le ingiustizie e le aggressioni”, ha proseguito Hajizadeh, rivendicando di aver “colpito a Ain al-Assad (in Iraq) una delle principali basi aeree Usa e posto una seria minaccia al potere degli Usa nella regione” e sostenendo che in futuro gli americani ammetteranno anche la morte di loro soldati in quel raid. Finora, Washington ha confermato che almeno 109 militari hanno subito una commozione cerebrale a seguito dell’attacco.

Iran/2: La produzione di petrolio iraniana nei giacimenti di West Karoun (sudovest) è quintuplicata negli ultimi sei anni: lo ha detto oggi il ministro iraniano del Petrolio Bijan Zanganeh, citato dall’IRNA. La Oil Engineering and Development Company ha annunciato che la capacità produttiva dei giacimenti petroliferi di West Karoun nel 2019 è aumentata a 350.000 rispetto ai 70.000 barili al giorno del 2013. “Con ulteriori investimenti e tecnologia, i giacimenti petroliferi di West Karoun hanno la capacità di produrre un milione di barili di petrolio al giorno”, ha aggiunto Zanganeh.

Afghanistan: Gli Stati Uniti avrebbero raggiunto un accordo con i talebani per un tregua che entrerà in vigore “molto presto” e che potrebbe portare al ritiro delle truppe americane dal Paese: lo riporta il sito dell’Associated Press citando una fonte dell’amministrazione Usa.

Siria: Un elicottero militare governativo siriano è stato abbattuto oggi dall’esercito turco e i due membri dell’equipaggio sono morti nel nord-ovest della Siria nella regione di Aleppo. Lo riferisce l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, secondo cui il velivolo è precipitato nella zona di Qabtan al Jabal. Si tratta del secondo episodio del genere in soli tre giorni. L’11 febbraio scorso un altro elicottero militare governativo siriano era stato abbattuto nei pressi di Aleppo ma in quel caso le fonti avevano attribuito la responsabilità a miliziani locali cooptati da Ankara.

Israele: A poco meno di un mese dalle elezioni del 2 marzo, il maggiore antagonista del premier Benyamin Netanyahu, il leader centrista Benny Gantz, ha escluso ogni alleanza di coalizione con i partiti arabi (Lista Unita) ed ha precisato che intende, se eletto, attuare il piano di pace di Trump. Al tempo stesso ha spiegato di non accettare di quel Piano la possibilità che, in uno scambio di terre, le città arabo israeliane del nord passino sotto il controllo palestinese. “Non ho paura – ha detto Gantz – di parlare con qualsiasi legittimo partito politico, ma la Lista non farà parte del governo che formerò. Il mio disaccordo con la leadership della Lista sui temi nazionali e di sicurezza sono profondi, difficili e che non possono essere superati”. Sul Piano Trump Gantz – ex capo di stato maggiore dell’esercito – ha osservato che “intende attuarlo in coordinamento con tutti gli altri elementi della regione”.


Fonte: Ansa.it

Vai alla barra degli strumenti