Il congresso di El Salvador approva la riforma costituzionale dell’articolo 27 promossa dal governo Bukele segnando un passo decisivo nell’agenda securitaria del presidente salvadoregno.
A cura di Antonio Scamardella
L’assemblea legislativa approva con un roboante votazione di 59 voti favorevoli a 1 l’emendamento costituzionale presentato in data 17 marzo al congresso dal ministro di Giustizia e Sicurezza, Gustavo Villatoro. La modifica costituzionale prevede la rielaborazione del testo dell’articolo 27 della carta costituzionale salvadoregna che recita: “Sólo podrá imponerse la pena de muerte en los casos previstos por las leyes militares durante el estado de guerra internacional.[1] L’obiettivo del governo è quindi la normalizzazione della pena perpetua che sarà istituita anche al di fuori del contesto riportato dal dettato costituzionale del 1983, intervenendo di fatto anche in assenza dello stato di guerra internazionale.
Come si è arrivati alla proposta di riforma costituzionale
Il pugno duro contro la criminalità adottato dal governo di El Salvador vede le proprie radici con l’elezione nel lontano 2019 dell’attuale presidente Nayib Bukele. L’allora sindaco della capitale scioglie sin da subito le proprie riserve e si candida alla presidenza e vince le elezioni con il 53% dei voti con il partito di centro-destra GANA (Gran Alianza por la Unidad Nacional), salvo poi istituire il suo attuale partito alla maggioranza Nuevas Ideas. Sin da subito, le idee di Bukele sono chiare: governare con fermezza e autorità col fine di ridurre drasticamente l’ondata di criminalità che imperversa nel paese. Il nuovo inquilino della Casa Presidencial riscuote successo a livello nazionale e internazionale, come consolidato dagli ottimi rapporti con il suo omologo statunitense Donald Trump.
La guerra alle pandillas, le gang criminali che imperversano sul territorio[2], entra nella sua fase più intensa con le operazioni di rastrellamento in contrasto alle attività della criminalità organizzata che in sinolo alla creazione della prigione di massima sicurezza CECOT (Centro de Confinamiento del Terrorismo) costituiscono uno dei punti forti dell’amministrazione Bukele così come una delle maggiori critiche mosse al presidente da parte delle ong straniere, a causa delle ripetute violazioni dei diritti umanitari. Secondo le stime delle ong, oltre 85mila persone affiliate o suddette tali alle gang salvadoregne sono state arrestate e condotte senza giusto processo nei centri di detenzione a seguito degli arresti di massa perpetrati dai militari con l’adozione del regime de excepción, ossia lo stato di emergenza che perdura da oltre 4 anni nel paese[3].
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La riforma dell’articolo 27 della costituzione e la sua votazione
“Vamos a ver quiénes apoyan esta reforma y quiénes se atreven a defender que la Constitución continúe prohibiendo que asesinos y violadores permanezcan en prisión“.
Con queste parole condivise sul suo account ufficiale di X[4], il presidente Bukele intima la propria determinazione nell’agguantare l’obiettivo strettamente connesso alla questione securitaria del paese. Con il suddetto emendamento, verrà adottata la cosiddetta cadena perpetua per assassini, stupratori e terroristi superando quindi il limite di 60 anni di reclusione predisposto dal sistema penale salvadoregno[5] .
Il traguardo è ormai ad un passo, la modifica costituzionale presentata all’assemblea legislativa ha registrato uno schiacciante risultato a favore: 59 voti favorevoli (54 di Nuevas Ideas, 3 del partito alleato Arenas e 2 dall’opposizione) contro l’unico voto a sfavore della deputata del partito centrista Vamos, Claudia Ortiz. La ratifica e l’entrata in vigore con conseguente modifica della Carta Magna sarà operata solo posteriormente ad un’ulteriore votazione dell’Assemblea Legislativa, ma che desta ben poche preoccupazioni per il partito al governo.
Critiche e reazioni favorevoli all’emendamento
Non è la prima volta che il testo costituzionale in El Salvador viene rimodellato dall’amministrazione Bukele. Prima del 18 marzo 2026, l’ultima modifica è stata quella atipica adoperata dalla sezione costituzionale apposita della Corte Suprema di Giustizia di El Salvador nel 2021[6] che reinterpretando parte del suo tessuto normativo ha stabilito la possibilità per il presidente Bukele di ripresentarsi alle elezioni del 2024 per un secondo mandato presidenziale ottenuto poi con un roboante 84,7% del consenso popolare [7].
Le critiche di allora, come quelle ricevute con la proposta di riforma della costituzione, denunciano l’instaurazione di un regime fortemente autoritario che indebolisce le istituzioni democratiche del paese. Human Rights Watch ha segnalato oltre 152 raccomandazioni da adottare per El Salvador all’interno del Universal Periodic Review (UPR), anche se prontamente declinate nelle questioni chiave, come ad esempio la fine della messa in stato di emergenza e il ripristino delle garanzie al giusto processo[8].
A favore delle azioni intraprese dal presidente sono invece le stime del suo operato da parte della popolazione salvadoregna che segnalano un tasso di approvazione al di sopra del 90% [9].
Ulteriori attestati di stima, Bukele, li ha ricevuti nel corso del summit “Shields of the Americas” dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ha rinnovato i propri complimenti al suo “amico” così definito dal capo della Casa Bianca e postato attraverso i propri social dal presidente salvadoregno[10], volti a sottolineare il grande impegno di El Salvador nelle politiche anti-immigrazione di Washington. Critiche ed elogi che sottolineano quanto in America Centrale vi sia un governo composto da tante luci quanto ombre.
Note
[1] Costituzione della Repubblica di El Salvador, consultabile al link: https://www.asamblea.gob.sv/sites/default/files/documents/decretos/171117_072857074_archivo_documento_legislativo.pdf.
[2] R. Valencia, “Bukele contra las maras: cuáles son las principales pandillas de El Salvador y por qué es tan peligroso que las mezclen en las cárceles”, in BBC Mundo, consultabile al link: https://www.bbc.com/mundo/noticias-america-latina-52466682.
[3] https://www.amnistia.org/en/news/2024/03/el-salvador-the-institutionalization-of-human-rights-violations/.
[4] Profilo X di Nayib Bukele, consultabile al link: https://x.com/nayibbukele.
[5] Codice penale adottato con Decreto Legislativo n. 1030 del 26 aprile 1999, consultabile al link: A2598AEF-FBC2-4D3E-A855-2C12EA7A4D52.pdf.
[6] Sentencia 1-2001 de la Sala de lo Constitucional de la Corte Suprema de Justicia de San Salvador, 03/09/2021, consultabile al link: https://jurisprudencia.gob.sv/portal/apls/2021/09/1-2021PerdidaDerechosCiudadania.pdf.
[7]https://web.archive.org/web/20240213181052/https://divulgacion.tse.gob.sv/resultados/dashboard-index-1.
[8] https://www.hrw.org/news/2025/06/30/el-salvador-deteriorating-human-rights-situation-requires-concrete-steps.
[9] LGP Datos, “Bukele cierra el 2025 con aumento en aprobación”, La Prensa Grafica, 04/02/2026, consultabile al link: https://www.laprensagrafica.com/elsalvador/bukele-cierra-el-2025-con-aumento-en-aprobacion-20260204-0105.html.
[10]Contenuto condiviso dal canale You Tube di Nayib Bukele, consultabile al link: https://www.youtube.com/shorts/pElwxPm5tHA.
Foto copertina: Il presidente di El Salvador Nayib Bukele – Salvador Melendez /Ap













