Le nuove autorità siriane guidate da Ahmed al Sharaa, hanno annunciato formalmente la nuova fase dell’era post-Assad. In particolare, è stata sospesa la Costituzione e sono stati dissolti il Parlamento, l’esercito del regime, il partito Baath, e tutti i gruppi armati.
Ahmed al Sharaa, il neo-nominato presidente ad interim della Siria, precedentemente noto con il suo nome di battaglia Abu Mohammed Jolani, è diventato il simbolo del rebranding e del riorientamento di HTS. Nella sua forma originale, il Fronte al-Nusra, il gruppo fondato da Jolani nel 2012 era un tempo affiliato ad al-Qaeda e rimane un gruppo terroristico proibito in molti paesi occidentali. Oggi Ahmed al Sharaa punta a ricostruire la Siria senza commettere gli errori che nel passato sono stati commessi dai gruppi che sono arrivati al potere dopo anni di dittature o in contesti di Stati “falliti” come Afghanistan, Libano, Libia e Somalia.
La sfida per HTS è quella di ricostruire un sistema di potere, quello siriano, svuotato in parte dai membri filo-governativi ma apparentemente senza possibilità di formare una nuova classe dirigente. Formare e rafforzare le istituzioni da un lato, evitare una deriva autoritaria dall’altro sono le priorità per al Sharaa.
Discorso al popolo siriano
L’agenzia di stampa Sana ha riportato i passaggi più importanti del discorso di al Sharaa:
“Ai figli del fiero popolo siriano, mi presento oggi davanti a voi con un cuore pieno di speranza e determinazione, rivolgendo le mie parole a tutti gli uomini e le donne siriani, a coloro che vivono nei campi profughi, agli sfollati e ai rifugiati, ai feriti e ai feriti, alle famiglie dei martiri e dei dispersi, agli attivisti rivoluzionari che hanno dedicato la loro vita alla lotta per una Siria libera.”
“Sono qui davanti a voi oggi, cinquantaquattro giorni dopo la nostra liberazione, la Siria è stata liberata dalle catene di un regime criminale che gravava sui nostri petti da decenni, cinquantaquattro giorni sono trascorsi dalla fine di cinquantaquattro anni delle forme più oscure di governo tirannico nella storia della Siria e del mondo intero.”
“La Siria è stata liberata innanzitutto grazie a Dio, poi grazie a ogni essere umano che ha lottato in patria e all’estero, ogni essere umano che ha sacrificato la propria vita e il proprio sangue, la propria casa e il proprio denaro, la propria sicurezza e incolumità.”
“Sono qui oggi per inaugurare insieme un nuovo capitolo nella storia del nostro amato Paese. Mi rivolgo a voi oggi nella mia veste di Presidente della Siria in questo periodo decisivo, chiedendo a Dio di concedere a tutti noi il successo nel far progredire il nostro Paese e nel superare le sfide che ci troviamo ad affrontare, e questo non accadrà se non grazie alla solidarietà di tutte le persone e di tutti i leader.”
nel suo discorso Al Sharaa ha delineato quelle che sono le priorità:
“Per raggiungere la pace civile e perseguire i criminali coinvolti nel sangue siriano e che hanno commesso massacri e crimini contro di noi, sia che si siano nascosti all’interno del Paese o siano fuggiti all’estero, attraverso una vera giustizia di transizione…Costruire istituzioni statali forti, basate sull’efficienza e sulla giustizia, libere da corruzione, nepotismo e tangenti.”
“Gettare le basi di un’economia forte che ripristini la posizione regionale e internazionale della Siria, offra opportunità di lavoro reali e dignitose, migliori le condizioni di vita e ripristini i servizi di base perduti. Lavoreremo per formare un governo di transizione globale che esprima la diversità della Siria nei suoi uomini, donne e giovani, e ci impegneremo a costruire nuove istituzioni siriane finché non raggiungeremo una fase di elezioni libere ed eque.”
Foto copertina: Ahmed al Sharaa













