
Nemesio Oseguera Cervantes “El Mencho”, leader del Cártel de Jalisco Nueva Generación (CJNG) è stato ucciso nella giornata del 22 febbraio in seguito a uno scontro a fuoco con le forze armate messicane.
Nato nel 1966 nello Stato di Jalisco, Nemesio Oseguera Cervantes, detto El Mencho, è stato uno dei narcotrafficanti più potenti e ricercati al mondo. Su di lui pendeva una taglia di 15 milioni di dollari offerta dal governo statunitense[1] ed era considerato uno degli obiettivi principali dell’esecutivo di Claudia Sheinbaum in materia di sicurezza nazionale. Il narcotraffico rappresenta un fattore di destabilizzazione dell’ordine regionale latinoamericano.
Il Cártel de Jalisco Nueva Generación
El Mencho era a capo del Cártel de Jalisco Nueva Generación (CJNG), organizzazione criminale messicana nata nel 2009. La posizione geografica del Messico lo rende un territorio strategico sia per il trasporto della droga sia per i flussi immigratori illegali. Già tra gli anni Ottanta e Novanta, il cartello colombiano guidato da Pablo Escobar era il principale esportatore di cocaina a livello globale, dimostrando come il narcotraffico si inserisca in una dinamica regionale capace di destabilizzare gli equilibri del continente americano. I governi della regione devono intraprendere politiche di sicurezza comuni per contrastare il fenomeno. Nel contesto post-Guerra fredda, la lotta alle organizzazioni criminali transnazionali è divenuta una delle principali sfide. Secondo alcuni analisti, l’integrazione regionale è più robusta tra gli attori criminali che tra le nazioni[2]. Gli Stati Uniti hanno adottato differenti politiche di contrasto, tra cui il Plan Colombia (1999), volto a fornire assistenza economica e militare[3], e l’Iniziativa Mérida (2007), che ha coinvolto anche il Messico e altri Paesi centroamericani[4].
Il CJNG si è sviluppato nel corso degli anni Duemila in seguito alla frammentazione delle organizzazioni criminali messicane nello Stato di Jalisco[5]. È oggi considerato l’organizzazione più grande del Messico, con una grande influenza negli Stati Uniti e in altre parti del mondo[6]. I leader del CJNG si sono formati all’interno di Los Metazetas, un’ala sviluppata in seguito ad una fusione tra il Cártel de Sinaloa e Cártel de Milenio. Questi, attaccarono Los Zetas a Veracruz, presentandosi come justicieros. La strategia della guerra al narcotráfico avviata dal Presidente messicano Felipe Calderón ha creato in realtà nuovi fronti di guerra. In questa fase, il CJNG non era una priorità dell’esecutivo, che ne ha facilitato la crescita[7].
Fu proprio in questo contesto che emerse la figura di El Mencho nel 2014, mentre il governo messicano decise di concentrarsi su altri gruppi. A partire dall’anno successivo, la Drug Enforcement Administration (DEA), identificò Oseguera Cervantes come il capo, e iniziarono ad essere rilasciati i primi documenti dalle amministrazioni statunitensi e messicane.
Da quel momento il CNJG avviò una rapida espansione su scala nazionale, distinguendosi per l’elevato livello di violenza e per la capacità logistica e finanziaria. Infatti, possiamo ritenere che sia diventata una delle principali priorità per la sicurezza regionale. Gli scontri con le altre organizzazioni criminali portano a conflitti civili, coinvolgendo i cittadini. Le strategie istituzionali e militari securitarie non sono state efficaci, portando all’indebolimento di diversi Stati federali messicani. Grazie ad una rete di protezione a Jalisco, El Mencho è riuscito a scappare dalle autorità[8]. È stato accusato di produzione e commercializzazione di droghe come fentanyl, e di essere a capo del più grande gruppo di esportazione di cocaina, eroina e metanfetamina[9], diventando uno dei criminali più ricercati al mondo.
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Narcotraffico e sicurezza regionale
Il fenomeno della criminalità organizzata non è esclusivamente messicano. Le lotte di potere generano conflitti civili, mentre il traffico di droga, il commercio di armi e il riciclaggio di denaro si sviluppano lungo reti transnazionali. Il Messico, per la sua posizione ponte tra Nord e Sud America, svolge un ruolo centrale nelle rotte del narcotraffico. Il CJNG ha reti operativi in tutto il subcontinente ed esporta negli Stati Uniti. Dagli anni Novanta, Washington ha adottato una serie di azioni per contrastare l’assetto criminale transnazionale, implementando politiche securitarie, senza affrontare il modo strutturale le cause economiche e sociali del fenomeno.
In Messico vi sono problemi sociali elevati quali la corruzione all’interno delle istituzioni, la mancanza di opportunità lavorative e la povertà dilagante tra i giovani. La repressione congedata attraverso il rafforzamento dei controlli militari e il supporto delle forze di polizia non hanno risolto la questione in maniera strutturale.
Le dimensioni sociali ed economiche sono state ignorate, senza un adeguato intervento statale. La strategia securitaria ha frammentato il potere dei cartelli, producendo un incremento di instabilità e violenza che ha sfociato in ulteriori conflitti interni. La mancanza di alternative ha portato l’ingresso dei giovani all’interno dei cartelli. Senza misure mirate su istruzione, lavoro e sviluppo sociale, le organizzazioni continueranno a reclutare nuovi membri.
La cooperazione tra Messico, Colombia e Stati Uniti non basta. Sono necessarie delle strategie che portino anche le altre nazioni latinoamericane ad intervenire in maniera congiunta per cercare di arginare le attività criminali. Il fenomeno è una minaccia transnazionale, dunque, richiede risposte coordinate oltre i confini. Esso coinvolge reti di produzione, trasporto, distribuzione e denaro su scala internazionale. Le organizzazioni hanno un potere così elevato tale da poter fare pressioni politiche ed istituzionali tali da mettere in discussione la sovranità statale[10].
In alcune zone del Messico ci sono gruppi con una potenza in grado di controllare le amministrazioni territoriali. Quindi, possono incidere in quattro campi dello Stato: economico, militare, politico e sociale[11].
L’ingerenza nell’apparato politico – a causa della corruzione e intimidazione dei funzionari – erode il lavoro pubblico, costituendo un pericolo per lo Stato di diritto. Il fenomeno, dal punto di vista sociale, non genera solo violenza nelle città per il controllo del mercato e delle zone, ma porta anche dipendenze. Il Messico – come gli altri Paesi coinvolti – dovrebbe adottare politiche legate alla prevenzione.
Anche le altre nazioni devono cooperare in questa direzione, poiché la domanda internazionale di droghe è in crescita. Gli Stati Uniti, infatti, sono un mercato fondamentale per la sopravvivenza del narcotraffico[12]. Inoltre, secondo la Secretaría de la Defensa Nacional, l’80% delle armi dei narcotrafficanti proviene da Washington. Occorrono investimenti congiunti, riforme normative e sforzi collettivi per combattere il crimine organizzato a livello transnazionale. È necessaria una strategia regionale che consideri il fenomeno nella sua totalità. Se da un lato bisogna colpire il centro strutturale dei cartelli, dall’altro deve agire sul lato economico e sociale[13].
Conseguenze della morte di El Mencho
In seguito a un’operazione dell’intelligence messicana e delle forze militari, la Secretaría de la Defensa Nacional ha annunciato la morte di El Mencho durante uno scontro a fuoco[14], eliminando il leader di CJNG. La Presidente messicana Claudia Sheinbaum ha invitato alla calma e richiamato alla cooperazione gli altri esecutivi regionali[15]. L’azione ha provocato altre morti, non solo tra membri dell’organizzazione, ma anche tra le forze di polizia e civili, rimasti coinvolti durante la sparatoria[16].
La caduta del capo ha provocato divere reazioni nel territorio, con una serie di blocchi stradali e scontri in vari Stati messicani[17]. In aggiunta diverse compagnie aeree stanno cancellando voli per tutelare i cittadini a causa dei disordini[18].
La morte di El Mencho potrebbe generare dispute interne per la leadership del cartello, con il rischio di un ulteriore escalation di violenza. La sfida di Sheinbaum sarà quella di trovare un equilibrio tra politiche securitarie e civili. Il governo dovrà coniugare azioni di contrasto efficaci contro la criminalità organizzata con il rafforzamento delle istituzioni civili, della giustizia e delle politiche sociali volte ad affrontare le cause strutturali del fenomeno. Ciò implica non solo un uso della sicurezza, ma anche investimenti in prevenzione, istituzione, coesione sociale e lotta alla corruzione. Tuttavia, nessuna strategia potrà risultare efficiente senza un impegno della cooperazione regionale: è necessario, pertanto, un coordinamento con gli altri Stati del continente. Solo attraverso un lavoro multilaterale sarà possibile affrontare il narcotraffico come problema transnazionale.
Note
[1] United States Drug Enforcement Administration, consultabile al link: https://www.dea.gov/fugitives/nemesio-oseguera-cervantes
[2] C. Niño, A. C. Pinto-Quijano, “Integración regional criminal: aproximación a la relación entre el Cartel de Jalisco Nueva Generación y el Clan del Golfo”, in Revista Criminalidad, vol 67, n. 1, 2024, p. 79.
[3] A. Guida, “Continuità strategica, diversità di approcci: Stati Uniti e America Latina nel sistema post-bipolare”, in Nocera R., Wulzer P. (a cura di), L’America Latina nella politica internazionale. Dalla fine del sistema bipolare alla crisi dell’ordine liberale, Roma, Carocci, 2020, p. 127.
[4] J. Briceño Ruiz, “Unità nella diversità: la politica internazionale dell’America Latina nel nuovo millennio”, in Nocera R., Wulzer P. (a cura di), L’America Latina nella politica internazionale. Dalla fine del sistema bipolare alla crisi dell’ordine liberale, Roma, Carocci, 2020, p. 90.
[5] C. Flores Pérez, “Cártel Jalisco Nueva Generación: elementos a considerar sobre la reconfiguración de las organizaciones del tráfico de drogas en México”, in Atlas de Seguridad y defensa de México, CASEDE, pp. 221-222.
[6] R. B. Manaut, J. González, “El Cártel de Jalisco Nueva Generación: El mayor reto de seguridad en la relación México-Estados Unidos”, in Small Wars Journal, 30/09/2023, consultabile al link: https://smallwarsjournal.com/2023/09/30/el-cartel-de-jalisco-nueva-generacion-el-mayor-reto-de-seguridad-en-la-relacion-mexico/
[7] Ibidem.
[8] D. Brooks, “Qué se sabe de la operación que llevó a la muerte de “El Mencho”, el narcotraficante más buscado por México y EE.UU”, in BBC News Mundo, 23/02/2026, consultabile al link: https://www.bbc.com/mundo/articles/c8753q0n9y9o
[9] U.S. Departement of State, consultabile al link: https://www.state.gov/nemesio-ruben-oseguera-cervantes-el-mencho-2
[10] O. Hurtado, R. García, “El narcotráfico en México como problema transnacional”, in Revista Mexicana de Política Exterior, n. 97, 2013, p. 55.
[11] Ibidem.
[12] Ivi, p. 60.
[13] Ivi, p. 64.
[14] Secretaría de la Defensa Nacional, consultabile al link: https://www.gob.mx/defensa/prensa/la-secretaria-de-la-defensa-nacional-informa-sobre-una-operacion-para-la-detencion-de-ruben-n-a-mencho?idiom=es
[15] Comunicato stampa di Claudia Sheinbaum.
[16] “Operación contra ‘El Mencho’, líder del Cártel Jalisco Nueva Generación, deja al menos 26 muertos en México”, in La Tercera, 23702/2026, consultabile al link: https://www.latercera.com/mundo/noticia/operacion-contra-el-mencho-lider-del-cartel-jalisco-nueva-generacion-deja-al-menos-26-muertos/
[17] “Última hora de la muerte de Nemesio Oseguera Cervantes, alias el Mencho, en vivo: reacciones y más”, in CNN Español, 23/02/2026, consultabile al link: https://cnnespanol.cnn.com/mexico/live-news/ultima-hora-nemesio-mencho-oseguera-orix
[18] “Messico: l’esercito uccide il boss dei Narcos, Paese nel caos”, in Ansa, 23/02/2026, consultabile al link: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/02/23/messico-lesercito-uccide-il-boss-dei-narcos-paese-nel-caos_ff5cd2fb-60ad-4eab-94e5-4e9de254b61f.html
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