Pakistan, ritorna l’incubo talebano: la più violenta insurrezione degli ultimi dieci anni


Ritorna la minaccia del Tehreek-e-Taliban Pakistan: migliaia di sfollati e crescenti perdite militari mettono a dura prova Islamabad.


Nelle aspre montagne del nord-ovest del Pakistan, una nuova e violenta ondata di attacchi dei talebani pakistani sta mettendo a dura prova le forze armate del Paese, segnando — come riporta il reportage di Elian Peltier e Zia ur-Rehman, pubblicato sul New York Times il 6 ottobre 2025 — la più grave crisi di sicurezza che Islamabad affronti da oltre un decennio.
Il movimento Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP), quasi annientato solo pochi anni fa, è riemerso con forza dopo il ritorno al potere dei talebani in Afghanistan nel 2021. Rafforzato da nuovi legami transfrontalieri e da un flusso di armi moderne, il gruppo sta ora conducendo una guerriglia sofisticata contro esercito e polizia, costringendo migliaia di civili a fuggire dalle loro case.
Il Pakistan risponde con droni e operazioni mirate, ma le perdite tra i soldati si contano a centinaia e l’instabilità cresce. “L’equilibrio di potere sta iniziando a pendere a sfavore delle forze di sicurezza pakistane”, osserva Asfandyar Mir, ricercatore del Stimson Center di Washington, citato dal Times.
La regione del Khyber-Pakhtunkhwa, lungo il confine con l’Afghanistan, è il fulcro dei combattimenti. Nel distretto di Bajaur, scuole e uffici pubblici sono stati trasformati in rifugi di fortuna per migliaia di famiglie sfollate, molte delle quali avevano già perso tutto durante le precedenti campagne militari degli anni 2010.
Secondo il Pak Institute for Peace Studies, il numero di attacchi terroristici in Pakistan ha raggiunto nel 2024 il livello più alto dal 2015, trainato in gran parte dal TTP. Il Paese è ora il secondo al mondo più colpito dal terrorismo, secondo un indice internazionale.
La complessità della crisi è accresciuta dalla presenza di cellule dello Stato Islamico nelle stesse aree montuose. L’esercito pakistano — che negli ultimi mesi ha cercato di rafforzare la sua immagine di potenza regionale con accordi militari e incontri diplomatici di alto livello — si trova ora a combattere su più fronti.

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Le autorità di Islamabad accusano il governo talebano afghano di fornire rifugio e supporto logistico ai militanti pakistani, accusa che Kabul respinge con fermezza. “L’Emirato Islamico non permetterà che il suo territorio venga usato per minacciare i Paesi vicini”, ha dichiarato al New York Times Hafiz Zia Ahmad Takal, portavoce del Ministero degli Esteri afghano.
Il conflitto, tuttavia, sembra destinato a proseguire. Come racconta Abdul Rahim, venditore ambulante di Bajaur che ha trascorso gran parte della sua vita sotto la minaccia della guerra: “Ogni volta che il governo avvia un’operazione e ci sfratta, i militanti attraversano il confine in Afghanistan. E poi ritornano”.
Oggi, mentre i camion carichi di famiglie e beni abbandonano ancora una volta i villaggi di montagna, il Pakistan si ritrova intrappolato in un ciclo di violenza che sembra non avere fine — lo stesso che, vent’anni fa, aveva promesso di spezzare.


Foto copertina: Pakistan Talebani